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LA PIAZZA ANNO XIV N. 1 Gennaio 2017

 

Copertina la piazza 1 - 2017

 Il numero di Gennaio sarà reperibile presso i soliti punti distribuzione a partire dalla fine di Gennaio 2017.

 

 

Aperta la farmacia comunale - di Ivano Moreschini

FarmaciaLa Farmacia comunale ha aperto la sua sede a Castel Madama poco prima di Natale, in un locale che si trova in Via San Sebastiano, n. 161, di fronte alla Scuola Media comunale.
È una vicenda che si apre con la delibera di Giunta n. 63/2010, che ha rivisto la pianta organica delle farmacie. Nel settembre del 2011 la Regione Lazio approva la proposta del comune, ed aumenta le sedi di Castel Madama da due a tre.

Ad ottobre 2011 la Regione chiede al Comune se vuole esercitare il diritto di prelazione per dare priorità alla farmacia comunale, cosa che viene fatta con la deliberazione di Consiglio 67/2011.

La gestione di una farmacia comunale negli anni in cui è stata rilasciata l’autorizzazione dal Comune non era possibile con personale di ruolo del Comune stesso, visto il sostanziale blocco delle assunzioni e quindi l’impossibilità di assumere un farmacista. Era possibile però per il Comune fare in autonomia un’azienda speciale,
come è successo per esempio a Palombara Sabina nel 2012.

Ciò avrebbe permesso una gestione degli utili da parte del Comune di Castel Madama, ovviamente a condizione che la Farmacia fosse ben gestita. Infatti è possibile che gli utili delle aziende speciali possano essere riversati a fine anno contabile nelle casse comunali. Nel caso in questione invece gli utili andranno al
socio privato di cui parliamo di seguito, non si capisce con quale utilità per il Comune. farmacia interno

Infatti il Comune di Castel Madama ha scelto una strada più tortuosa, ed anche più chiacchierata, a giudicare dai tanti articoli che si trovano sul web, pubblicati da diverse testate.

Con la deliberazione di Consiglio Comunale n.1 del 26/02/2015, ha aderito al Consorzio intercomunale della Farmacie pubbliche laziali, che era stato avviato il primo agosto 2014 dai Comuni di Gaeta e Bracciano, con sede a Gaeta.

Oltre agli articoli giornalistici, il 16 dicembre 2015 vi è stata anche un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle, da cui riprendiamo alcuni passi, che da soli illustrano la situazione: con bando pubblicato in data 16 giugno 2015 Coifal indiceva una procedura aperta ad evidenza pubblica per la selezione di un socio
privato di maggioranza di una società per azioni pubblico-privata per la gestione del servizio di farmacia comunale dei comuni consorziati (Gaeta, Bracciano e Castel Madama) al quale affidare l’80 per cento delle quote.

Per l’affidamento di tale gestione di durata trentennale nel bando era fissato un prezzo a base d’asta di euro 1.544.000,00 corrispondente all’importo «una
tantum» di euro 140.000 e della somma dei relativi canoni mensili di euro 1.300 per ogni singola sede farmaceutica per l’intero periodo della durata dell’affidamento.


Tale gara veniva aggiudicata dall’unico concorrente, la società Servizi Farmaceutici Integrati srl che risulta essere stata costituita in data 9 luglio 2015 ed iscritta in data 20 luglio 2015, con sede nel box 45 del Centro Leonardo del comune di Spigno Saturnia in provincia di Latina, appositamente per la partecipazione a tale bando.

laziopharma
Inoltre dalla visura camerale risulta che socio unico è la società Mages srl titolare di altre compagini societarie (proprietaria del 46,18 per cento Soc.I.Gess Spa e del 75 per cento di Incofarma spa) risultanti aggiudicatrici di analoghe gare in numerosi comuni della provincia di Caserta, Napoli e Avellino. Risulta, infatti, che
tramite complessi meccanismi societari la società Mages srl controlla di fatto i servizi socio sanitari e farmaceutici della regione Campania «INCO FARMA Spa — CISS», con ben 24 Il Comune di Castel Madama è rappresentato nel Consorzio Coifal da Giovan Felice Mancini, già consigliere comunale a Castel Madama,
eletto nel consiglio d’amministrazione dall’assemblea del Consorzio del 25 Settembre 2011, con votazione del delegato del Sindaco Pascucci, Roberto Efficace.

Nel Consiglio di amministrazione di Laziofarma spa invece a rappresentare il Comune è Costantini Luigi, indicato dal Cda del Consorzio.

Il personale che è stato selezionato con un avviso pubblicato dal 10 maggio 2016 da LazioFarma spa per le tre farmacie (Gaeta, Bracciano, Castel Madama) è invece il seguente:

Farmacisti Direttori: 1) Sabrina Rosano; 2) Alessandra Michella; 3) Luigi Iemma.

Farmacisti Collaboratori: 1) Fasulo Amelia; 2) Gattola Sara; 3) Salafia Ferdinando.

Commessi: 1) Spinosa Alessandra; 2) Amoni Bice; 3) Proietti Martina.


Magazzinieri: 1) Pezzuto Valentina; 2) Rossini Maria Grazia; 3) Palmucci Mario.

 

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Due Referendum per il lavoro - di Ivano Moreschini

Camusso Nella primavera prossima si dovrebbe andare a votare, almeno così si sente dire in giro. Ma forse non per il rinnovo del Parlamento, sempre composto di Camera e Senato a seguito della bocciatura del Referendum Costituzionale del 4 dicembre scorso.

Si potrebbe votare per un altro referendum, che riguarda il lavoro.


Infatti l’11 gennaio scorso la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili due dei tre referendum per i quali la CGIL, il maggior sindacato italiano, aveva raccolto circa tre milioni di firme.


I quesiti ammessi riguardano l’abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, per intenderci uno dei decreti legislativi che compongono il cosiddetto Jobs Act.

Questi articoli sono quelli che hanno ampliato enormemente l’utilizzo dei VOUCHER.

I VOUCHER, o buoni lavoro, come li chiama l’INPS, sono usati per pagare il lavoro occasionale, per un importo che non deve essere superiore ai 7000,00 euro l’anno.

Il decreto legislativo 81/2015 ha però ampliato in modo enorme l’utilizzo, in tutte le attività lavorative.

Ciò ha comportato un enorme aumento dei voucher, che hanno avuto un’impennata enorme nel 2015 e nel 2016.

I Voucher possono valere da 10 a 50 euro, e sono dei buoni che sostituiscono la busta paga.

Sono difesi dai loro sostenitori con la motivazione che fanno emergere il lavoro nero, ma in realtà sono una forma di precarizzazione molto spinta.

L’altro quesito che è stato ammesso riguarda la RESPONSABILITÀ DEGLI APPALTATORI per i mancati pagamenti dei salari da parte delle imprese appaltatrici.

Forse si trattava all’inizio di una forma di garanzia per i tantissimi lavoratori delle imprese di costruzioni e delle cooperative di servizi.

Ma in realtà è stata una forma di deresponsabilizzazione per questi soggetti imprenditoriali, che hanno avuto negli Enti pubblici una sorta di sostituto negli obblighi nei confronti dei loro lavoratori. Scaricando così i costi della crisi sullo Stato, sui Comuni, insomma su tutto il settore pubblico.

Insomma sui soldi dei contribuenti.

Non è stato dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale invece il quesito che puntava a cancellare L’ARTICOLO 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, lo Statuto dei lavoratori, nonché il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, sul contratto a tutele crescenti.

Insomma la norma chiave del Jobs Act, che ha funzionato per un po’ solo perché c’erano degli incentivi statali per le imprese sui contributi dei lavoratori.
Inoltre il quesito proposto dalla CGIL mirava ad abbassare la soglia del numero dei dipendenti di un’impresa, portandolo da 15 a 5, per ampliare il numero di imprese nelle quali si può applicare lo Statuto dei lavoratori.


La motivazione della sentenza sfavorevole sull’articolo 18 non è ancora stata pubblicata, ma è probabile che sia dovuta al fatto che un referendum può solo abrogare, cioè cancellare una legge, ma non la può modificare: ciò viene definito dalla Corte Referendum manipolativo.

Nonostante questa bocciatura sulla norma simbolo da tanti anni, poiché tutela la democrazia dentro le imprese, il lavoro potrebbe tornare al centro dell’attenzione di tutti, dopo anni in cui ci siamo sentiti bombardati dai media su questioni di finanza e di banche con molti intrallazzi.

Spesso ben rappresentate e difese all’interno del Governo Renzi.


Chissà che andare al voto sui referendum sul lavoro, piuttosto che per nuove elezioni politiche anticipate, possa portare i riflettori sui problemi reali della gente che lavora, e che in questi anni fatica a mantenere il suo tenore di vita, ed in molti casi non ce la fa proprio.

 

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Chi l'ha visti? - Tutta un'altra storia

 “Faremo la caserma”, “apriremo il parcheggio dello Stallone”, “inaugureremo il nuovo depuratore”, “noi siamo la giunta del fare”.

Quante volte abbiamo sentito negli ultimi anni questi annunci! Il 2015 è passato, le elezioni comunali del 5 giugno sono passate, il 2016 è passato e… niente.

Tu l’hai visti il parcheggio, il depuratore, la caserma dei Carabinieri?


Nuovo depuratore : I lavori, iniziati nel settembre 2012, sono stati più volte sospesi. Da otto mesi sono di nuovo fermi, infatti il direttore dei lavori il 19 febbraio 2016 ha ordinato la sospensione dei lavori in attesa di nuove autorizzazioni.

Alcune di queste autorizzazioni sono molto complicate da ottenere e andavano chieste preventivamente perché ora si rischia un lunghissimo stop e la revisione del progetto con opere aggiuntive e aggravio di costi.

Finora sono stati realizzati tre SAL (Stati di Avanzamento dei Lavori) per circa 2.000.000 di euro, regolarmente versati dalla Regione Lazio al Comune. Il quale, però, non ha fatto altrettanto verso le imprese di costruzione, che ancora attendono di essere pagate per tutti i lavori finora effettuati.


Caserma dei Carabinieri : Le vicende della costruzione della nuova caserma sembrano davvero una storia infinita. Ci sono voluti 10 anni per decidere se realizzarla su iniziativa di un privato o del Comune, il luogo dove costruirla, il progetto. Poi nel settembre 2005 il consiglio comunale approva il progetto preliminare della caserma situata nella parte a monte dell’area mercatale, si prevede un costo di 1.350.000 euro.

A dicembre 2005 vengono trovati i soldi attraverso l’emissione di un prestito obbligazionario comunale a tasso variabile 2005-2025 di euro 3.300.000,00 di cui 1.350.000 destinati alla costruzione della caserma.

A ottobre 2009 viene approvato il progetto esecutivo: i costi sono lievitati a 1.680.000 euro, a seguito delle richieste di maggiori misure di sicurezza da parte dei Carabinieri e della necessità di più profonde opere di fondazione.

Di conseguenza viene acceso un mutuo alla CDP di 330mila euro. Nel frattempo a febbraio 2009 viene firmato il precontratto con la prefettura di Roma che prevede un affitto pari a 90mila euro annui. Tale precontratto è valido fino al 30-4-2012.

Tra febbraio e ottobre 2010 viene svolta la gara d’appalto. Si aggiudica i lavori la società EdilVentre di Avellino con un ribasso di circa 530mila euro. I lavori, iniziano nell’autunno del 2011 e procedono a singhiozzo.

Ad aprile 2014 la giunta approva una perizia di variante che riconosce maggiori spese per 210mila euro sia per “intervenute varianti normative” che per la “realizzazione di drenaggi e canalizzazioni a causa di una vena d’acqua non rilevata e non rilevabile”.

Passano altri 20 mesi tra sospensioni e riprese dei lavori, poi il 3 dicembre 2015 la giunta decide la risoluzione in danno del contratto d’appalto “per gravi
inadempimenti”. A tale data la EdilVentre aveva realizzato opere per un importo di 596mila euro senza IVA (circa il 60% dei lavori) e aveva ricevuto dal Comune 590mila euro, IVA esclusa.

A seguito della notifica alla ditta appaltatrice della rescissione in danno del contratto, la stessa non risulta abbia presentato alcun ricorso. Pertanto il 28
ottobre 2016 il Comune prende in possesso il cantiere e la giunta a novembre delibera la messa in sicurezza del cantiere e affida all’ing. Salvati l’incarico di calcolare quanto costa il completamento dell’opera secondo il progetto originario.


Il problema è che l’amministrazione Pascucci ha fatto passare il 30-4-2012 senza preoccuparsi di rinnovare il precontratto di affitto dell’edificio alla Prefettura come sede della stazione dei Carabinieri. Anzi, è stata la Prefettura a luglio 2012 a comunicare al Comune che, per motivi economici, non poteva impegnarsi a pagare un affitto di euro 90.000 annui e a chiedere di avere l’edificio in comodato d’uso gratuito.

Poi c’è un altro problema.

Il Comune ha restituito 11 rate annuali dei 1350 mila euro e ne dovrà ancora pagare altre 9; inoltre ha restituito 7 rate annuali del mutuo di 330mila euro e ne dovrà pagare altre 13. Ma la differenza di circa un milione tra i 1680 mila euro di mutui presi dalle banche e i 700 mila euro già spesi, è ancora nelle casse comunali?

Infine, se il Comune decide di continuare a costruire l’edificio come se dovesse ospitare una Caserma e poi la Prefettura non lo prende in affitto, cosa ce ne faremo di esso?

Scuola

Gelido inizio delle lezioni per gli alunni di Castel Madama, al rientro dalle vacanze natalizie. Nonostante gli allarmi meteo che avevano previsto il freddo eccezionale di questi giorni, e nonostante le sollecitazioni fatte dalla lista “Tutta un’altra Storia”, c’è stata da parte dell’Amministrazione Comunale una sottovalutazione del problema che ha determinato, nel migliore dei casi, un insufficiente riscaldamento delle aule, mentre nel caso della scuola materna S. Anna, l’impianto di riscaldamento non è entrato in funzione creando notevoli disagi alle famiglie costrette a riportare i loro bambini a casa, ed agli operatori della scuola.

Tardivi anche i comunicati dell’amministrazione comunale sugli sviluppi della vicenda, che vanno ad evidenziare una superficialità grave rispetto alle questioni che riguardano la scuola ed i loro giovani utenti, sui quali si ripercuotono gli attriti presenti nella maggioranza consiliare.


Infatti, con proclami di tutti gli assessori, l’Amministrazione non ha perso tempo a pubblicizzare l’acquisto di banchi e tende reso possibile grazie ad un contributo della Regione Lazio, mentre per quanto riguarda il problema riscaldamenti delle scuole nessuno a proferito parola, ad eccezione dell’assessore Fabiani lasciata da sola a risolvere, senza riuscirci, la questione.

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I fili per tessere una vita e società migliore, LAVORO AMBIENTE DEMOCRAZIA

CIRCOLO DI SINISTRA ITALIANA DI CASTEL MADAMA

A metà febbraio ci sarà il congresso fondativo di Sinistra italiana.

Il circolo di Castel Madama si prepara a questo nuovo progetto politico promuovendo tre incontri per ragionare sulle questioni fondamentali di un programma di alternativa allo stato di cose esistenti.

lavoro
IL LAVORO: Il 13 gennaio si è svolto il primo incontro sul tema del lavoro. Hanno partecipato Luigi Cocumazzo, segretario della Camera del lavoro Cgil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene che ha parlato dei Referendum abrogativi del jobs act e della carta dei diritti universali del lavoro; Maria Pia PIZZOLANTE, giovane
coordinatrice di Tilt è intervenuta su Vite precarie, il reddito minimo garantito: per “un’esistenza libera e dignitosa”; e Alfredo D’Attorre, deputato di Sinistra italiana che ha concluso sul tema Piena occupazione e redistribuzione del reddito.

Questa una sintesi dell’incontro.

Le politiche del lavoro dei governi degli ultimi 20 anni non hanno creato occupazione ma ridotto il lavoro sicuro e duraturo e aumentato la precarietà. Dal pacchetto Treu del 1997 al jobs act di Renzi del 2014-15, si sono creati per legge 46 tipi di contratto. Eppure oggi la disoccupazione è al 12%, quella giovanile al 40%.

Nel 2016 sono stati venduti 150 milioni di voucher, i buoni di 7,5 euro che sostituiscono i contratti di lavoro. Le imprese possono licenziare anche senza
un valido motivo: dopo l’abolizione dell’articolo 18 i licenziamenti sono aumentati del 30%. Le ditte spesso vincono gli appalti (anche quelli pubblici) risparmiando sugli stipendi dei lavoratori.

Insomma, i governi hanno svalutato il lavoro e le imprese, per fare profitto, non puntano più sulla qualità, l’innovazione, la produttività, quanto a ridurre i costi del lavoro.


Eppure si producono più beni e servizi, più ricchezza. Ma, nello stesso tempo, aumentano i poveri e anche le famiglie dove lavora uno solo non ce la fanno ad andare avanti. Il 20% più ricco degli italiani detiene il 68% della ricchezza nazionale, lasciando al 60% più povero appena il 14%.


Serve mandare un segnale forte contro queste politiche, abrogando le norme peggiori. Un primo segnale è stata la netta vittoria dei NO al referendum ha confermato quanto gli italiani siano legati alla nostra Costituzione che stabilisce che la “Repubblica è fondata sul lavoro” e che il lavoro deve essere un
diritto effettivo.

Un secondo segnale possono essere i referendum promossi dalla CGIL e ammessi dalla Corte costituzionale per l’eliminazione dei voucher e per maggiori
controlli sugli appalti.

Abbiamo la possibilità di far capire che occorre cambiare strada.

Serve un nuovo Statuto dei lavoratori, la CGIL ha raccolto un milione e mezzo di firme su una proposta di legge popolare intitolata Carta dei diritti universali del lavoro, a tutela non solo del lavoro a tempo indeterminato ma di tutte le forme, comprese le partite IVA che quasi sempre mascherano rapporti subordinati, precari e senza diritti, nemmeno le tutele alla maternità.

Serve una nuova politica economica che punti non a precarizzare il lavoro che c’è, ma a creare nuovo lavoro, avendo come obiettivo la piena occupazione. E allora non servono interventi estemporanei e a pioggia (i vari bonus), o incentivi alle imprese che convertono contratti stabili in contratti a termine (in questi anni sono stati spesi quasi 20 miliardi di euro in questi interventi).

Servono investimenti pubblici sui servizi (a cominciare da sanità, scuola e trasporti) e sulla messa in sicurezza del territorio da frane, allagamenti e terremoti.

Servono sostegni solo per quelle imprese che puntano alla qualità, alla riconversione ecologica delle produzioni.

Servono incentivi ai giovani che vogliono portare avanti progetti innovativi. Serve una redistribuzione della ricchezza attraverso una tassazione progressiva, chi ha di più dà di più (articolo 53 della Costituzione), che finanzi il reddito minimo garantito, il quale scatta per ogni famiglia quando il suo reddito scende sotto la soglia della povertà.

Serve una redistribuzione del tempo di lavoro, per lavorare meno, lavorare meglio, lavorare tutti.

Serve una forza politica che assuma questi obiettivi, li faccia diventare programma di governo, li difenda di fronte all’Unione europea, sostenendo che l’Italia non può portare avanti politiche economiche in contrasto con i principi e i diritti sanciti  dalla propria Costituzione.

 

prossimi incontri presso la sala consiliare del comune di Castel Madama


AMBIENTE - martedì 24.1.2017 - ore 17.45
– PRENDERSI CURA DELLA CASA COMUNE. L’ENCICLICA LAUDATO SI’ DI PAPA FRANCESCO, Don Aldo Antonelli, referente dell’associazione
Libera ad Avezzano e blogger dell’Huffington Post
– OLTRE IL PETROLIO, LE GUERRE, IL TERRORISMO, I CAMBIAMENTI CLIMATICI, LE MIGRAZIONI, Grazia Francescato, pacifista ed
ecologista, già portavoce del WWF Italia, dei Verdi europei e italiani
– ECOLOGIA ED ECONOMIA. PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO, Marco Furfaro, responsabile ambiente e riconversione ecologica
di Sinistra italiana
DEMOCRAZIA - Venerdì 3.2.2017 - ore 17.45
– DAL NO AI SI. RAFFORZARE IL PARLAMENTO, LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA, I TERRITORI, Claudio De Fiores, del Comitato
per il NO alla riforma costituzionale
– UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE: PER “UN VOTO EGUALE E LIBERO”, Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra italiana al Senato

 

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Le bellezze di Tivoli nelle immagini e nelle scritte del "Grand Tour"- di Italo Carrarini

L’Acropoli con le Cascate, il Santuario di Ercole e il Mausoleo dei Plauzi “Guarda indietro! Vedi! Dove l’acqua avanza simile ad un’eternità, come se dovesse portare via tutte le cose nel suo cammino, affascinando l’occhio di terrore. Una impareggiabile cataratta, orribilmente bella! Ma sull’orlo, da un lato all’altro, sotto lo scintillante mattino, si posa un’iride fra l’infernale gorgo, come la speranza presso un letto di morte, ed intatta nelle sue immobili tinte, mentre tutto intorno è dilaniato dalle acque sconvolte…”

George Gordon BYRON (1788 – 1824), poeta inglese

F. Morel: “Tempio della Sibilla in Tivoli”, 1797 (Acquaforte)Dopo l’evento dell’anno giubilare, che ha posto al centro dei “Percorsi della Misericordia” la Deposizione lignea della Cattedrale di Tivoli con alcuni rari e preziosi documenti conservati nel Fondo Antico della Biblioteca Comunale, l’istituendo Museo della Città apre nuovamente i battenti ad una mostra dedicata al fascino evocato da Tivoli nel corso del Grand Tour: il lungo viaggio nell’Europa continentale compiuto dai giovani aristocratici europei alla ricerca di un passato glorioso, ritenuto fondamentale anche da quanti ambivano a coprire ruoli dominanti nella società del tempo.

Un viaggio iniziatico alle fonti della ‘conoscenza’ e del ‘bello’ con destinazione finale l’Italia, soprattutto per l’eredità lasciata da quella Roma, Caput Mundi e città santa del cattolicesimo, mèta preminente di letterati e artisti nell’inarrestabile flusso che attraversava la penisola.

Il termine Grand Tour comparve per la prima volta nel “Voyage or a Compleat Journey Trough Italy” (1670) di Richard Lassels.

Già dalla seconda metà del Cinquecento, e per tutto il Seicento, il fenomeno investe in forma elitaria e raffinata la cultura, tanto che intellettuali ed artisti potevano in qualche modo considerarsi l’avanguardia di un’armata volta alla conquista pacifica dell’Europa.

Tivoli fu una delle tappe più ambite di quel Tour, come testimoniato da Goethe nel suo “Viaggio in Italia” e da tantissimi altri grandi viaggiatori, ai quali oggi la città rende omaggio con questa esposizione promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune, curata dal consigliere del Sindaco per i Musei Civici, Mariantonietta Tomei.

Inaugurata lo scorso 17 dicembre, e aperta fino al 31 ottobre,la mostra mette in evidenza tre importanti complessi monumentali:


– l’Acropoli con le Cascate, il complesso tiburtino più riprodotto e citato dagli artisti di tutti i tempi, tanto che per quest’area è stata avanzata dal Comune istanza di inclusione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO;

– il Santuario di Ercole Vincitore, uno dei siti archeologici più importanti del Lazio, nel quale è in corso, insieme con la Soprintendenza, un ambizioso progetto di recupero;

– il Mausoleo dei Plauzi e Ponte Lucano, il primo complesso archeologico visibile per chi viene da Roma, oggetto di particolari attenzioni ai fini del  risanamento del Sepolcro e dell’area circostante.

C. A. Thierry: “Tempio di Ercole Vincitore”, Facciata laterale, 1863

Per illustrare questi tre straordinari complessi sono state selezionate opere originali di artisti italiani e stranieri, concesse in gran parte dalla “Galleria 90” di Tivoli che già in passato ha collaborato ad altre esposizioni.

Un rilevante supporto didattico alla mostra viene da alcuni filmati, tra cui quello che raccoglie vedute di Tivoli presenti nei più importanti Musei del mondo.

Completano e arricchiscono l’allestimento una selezione di citazioni di scrittori che hanno lasciato testimonianze di ammirazione per la città e alcuni volumi di pregio, molti dei quali provenienti dall’Archivio Storico Comunale, con testi e immagini attinenti agli ambiti mostrati.

C. A. Thierry: “Tempio di Ercole Vincitore”, Facciata laterale, 1863

Vengono inoltre esposte le riproduzioni in vetro del Santuario d’Ercole e dei Templi di Vesta e Sibilla, realizzate con grande perizia tecnica dall’artigiano tiburtino
Paolo Cirignano.

Da sempre Tivoli è la città ideale per soddisfare quel desiderio dell’orrido e del pittoresco ricercato dai viaggiatori di ogni epoca. Il senso di ‘orrore’ era già stato avvertito da Pirro Ligorio, l’architetto della Villa d’Este, allorquando nella metà del secolo XVI si aggirava nella campagna tiburtina in cerca di reperti, e quando il fragore della cascata incuteva sgomento insieme ai due templi costruiti sul precipizio scavato dalle vorticose acque.

Il ‘pittoresco’, invece, veniva percepito nello scorrere del tempo sulle antiche rovine ridondanti di vegetazione; nel paesaggio eroso nel frastuono delle cascate; sulle fronde di querce ed olivi secolari; tra il buio delle grotte, dove da un momento all’altro sembravano potersi levare la Sibilla, o il mitico Tiburno, fondatore di Tivoli.

F. M. Giuntotardi: “Veduta del Ponte Lucano per la strada di Tivoli”, 1825 (Acquaforte)Ecco, allora, che già con Poussin, Dughet, Lorrain e Vernet si dà inizio a quella serie di rappresentazioni di scorci tiburtini, tanto graditi a viaggiatori e collezionisti da essere migrati nelle collezioni di tutto il mondo. Sono opere della grande scuola dell’acquerello d’oltremanica, dei vincitori al Prix de Rome, dei pittori tedeschi, fiamminghi e danesi che soggiornarono a Roma tra il Settecento e l’Ottocento.

Roma è il baricentro immobile di un flusso incessante che la vede per secoli mèta fissa e preminente del Tour, passaggio quasi obbligato, insieme a Tivoli, per gli appassionati d’arte provenienti da più parti. Non per altro sono i Musei stranieri a detenere la maggior quantità di opere ispirate dal nostro territorio, e questo spiega il gran numero di artisti e letterati che hanno rappresentato e raccontato quanto solo parzialmente esposto in questa mostra.

Le opere, quasi tutte acqueforti di pregevole qualità, appartengono a vari artisti italiani e stranieri. Fu G. Dughet a far conoscere le caratteristiche di quell’ammaliante Tibur, a cui seguì Ph. P. Roos, detto Rosa da Tivoli, famoso nel ritrarre animali e paesaggi, ed altri come l’architetto incisore G. Vasi.


Le più rappresentative appartengono a G. B. Piranesi, autore di ardite incisioni improntate ad un’intonazione drammatica, e a suo figlio Francesco.

Sono inoltre presenti: l’incisore tedesco W. F. Gmelin, che al paesaggio eroico coniugò toni già preromantici; l’architetto G. Valadier, uno dei massimi esponenti del neoclassicismo; l’acquerellista A. L. R. Ducros; lo svizzero F. Kaisermann, che era solito farsi accompagnare dal giovane Bartolomeo Pinelli; gli incisori F. M.  Giuntotardi e L. Rossini, considerato l’erede di Piranesi, fino a C. A. Thierry, l’architetto francese che disegnò con grande accuratezza il Tempio di Ercole Vincitore.

Per il viaggiatore moderno l’Italia è sempre stata “la terra della grande tradizione antiquaria, … il giardino incantato di delizie”.

Già nel Seicento si afferma un interesse vivissimo per il Bel Paese ritenuto un enorme deposito di opere d’arte e di antichità.

Grande è la quantità degli scritti di viaggio presenti nella cultura italiana ed europea del XVIII secolo, quando si vive un’inarrestabile dilatazione del fenomeno che portò non pochi a deplorare lo smisurato numero di visitatori presenti nelle città italiane.

Nel secolo dei Lumi la comunità dei touristes diventa la più numerosa e libera accademia itinerante che la civiltà occidentale abbia mai conosciuto. Si afferma allora, e in modo quanto mai evidente, il fenomeno dell’internazionalizzazione dovuto alla straordinaria qualità e quantità del patrimonio archeologico e artistico italiano.

E a proposito di cosmopolitismo, nel suo “Il Grand Tour e il Fascino dell’Italia”, (2007), Cesare De Seta rileva come tale tendenza abbia acquisito un’identità sovranazionale che riluce soprattutto negli spiriti più alti. “L’Italia - sostiene De Seta - è per tutti costoro un’immagine femminile, è la Mater Tellus cantata da Lucrezio, la nutrice di un’esperienza spirituale e sensitiva unica.

Libro di littere, 1664 settembre 2 – 1685 agosto 2: Lettera del magistrato di Tivoli a Generoso De Angelis del 18 settembre 1670 “Intorno la materia di cavar tesori con

“Memorie e documenti da servire alla storia della chiusa dell’Aniene in Tivoli colle quali si dimostra ciò che si è fatto dopo la costruzione della nuova chiusa (…)”, 1831

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi alla terra di Dante, Petrarca e Machiavelli, di Michelangelo e Raffaello, di Vivaldi e Farinelli, di Galileo e  Aldrovandi è riservato un posto del tutto particolare nel Tour. 

L’Italia è a un tempo Parnaso, Campi Elisi e terra delle Esperidi. Ogni europeo rivive il mito di Ulisse, compone una propria Odissea che diviene Diary, Journal o Tagebuch.

La sconfinata produzione letteraria diventa testimonianza e memoria di un’avventura irripetibile che si ricorderà per tutta la vita, e che si fa più vera e reale nel momento in cui si narra.Un momento dell’inaugurazione avvenuta il 17 dicembre 2016

Dunque, da un lato testi letterari di diverso valore e di intenzionalità narrative non omogenee, dall’altro esperienze visive e plastiche, dove pittori, architetti, scultori e incisori debbono in primo luogo immergersi nel bagno salvifico dell’Antico per poi attingere all’arte e all’architettura contemporanea di quell’enorme atelier che è l’Italia in età moderna. 

Qui sono attivi architetti come Bernini e Borromini, Juvarra e Vanvitelli, pittori come Salvator Rosa e Caravaggio, Tiepolo e Piranesi.

Nelle conversazioni con Eckermann, il vecchio Goethe ricorda l’effetto affabulatorio che su di lui bambino avevano avuto le incisioni di Piranesi esposte sulle pareti della casa paterna; mentre Edward Gibbon evoca con perseveranza i poeti latini che, adolescente, aveva imparato a recitare a memoria. Un’ideale galleria di ‘ritratti’ di città e di paesaggi è parte, dunque, dell’immaginario collettivo di un’Europa di savants”. 

Veduta parziale dell’esposizione (foto Alberto Proli)Stando a dati piuttosto attendibili risulterebbero essere oltre 5.500 i titoli dei racconti di viaggio scritti tra il XVI e il XVIII secolo, senza tener conto dei testi storici, geografici e scientifici. Sempre nel XVIII secolo si registra un’ulteriore fenomeno: la crescente presenza femminile tra i viaggiatori.

Di fatto, il viaggio e la sua narrazione aprono spazi che consentono alla donna di abbandonare l’ambito domestico e di affermare la propria libertà di opinione.

I viaggiatori hanno qualità professionali ben definite: sono artisti, architetti, letterati, filosofi e scienziati con interessi anche diversi, ma con un obiettivo comune che li porta a visitare Roma e la sua campagna, vera e propria ‘miniera d’avanzi’ su un’area archeologica di incomparabile magnificenza che si distende fin oltre Tivoli. 

È alquanto singolare constatare come tanto stupore possa ancora rivivere nelle scrupolose ricostruzioni in vetro di Paolo Cirignano, ben contestualizzate nella trama narrativa Paolo Cirignano nel suo laboratorio davanti al “Canopo”, gennaio 2017dell’allestimento. Nato a Napoli nel 1939, si è da sempre dichiarato tiburtino.

A 8 anni, dopo la morte del padre, si trasferisce a Tivoli, dove sotto la paterna guida di Don Nello Del Raso cresce presso il Villaggio Don Bosco.

Paolo Cirignano: “Santuario d’Ercole”, Prospetto anteriore, 2005 – 2015 (foto Alberto Proli)Giovanissimo inizia a lavorare prima nelle vetrerie tiburtine, poi in quelle di Roma ricoprendo ruoli di responsabilità. L’attrazione per gli antichi monumenti si rivela già all’età di 17 anni, quando crea un modellino del Tempio rotondo di Vesta, poi rielaborato in più esemplari ed esposto insieme a quello rettangolare di Sibilla. A questo primo lavoro ne sono seguiti altri, tra cui le riproduzioni in scala della Fontana dell’Ovato di Villa d’Este, e del Teatro Marittimo e Tempio di Venere Cnidia di Villa Adriana. In ultimo il Santuario d’Ercole, l’opera qui mostrata per la prima volta al grande pubblico, in cui emerge tutta la sua magistrale perizia nel trattare plasticamente il vetro.

Il manufatto, del peso di circa 15 quintali, è stato realizzato tra il 2005 e il 2015 ed è composto da un considerevole numero di elementi: solo le tegole e i coppi totalizzano 6.195 pezzi realizzati interamente a mano. 

Oltre a confermare l’intimo legame dell’autore con i monumenti di Tivoli, questi lavori dimostrano l’elevato livello raggiunto in un qualificato settore dell’artigianato artistico locale. 

Si auspica che questa mostra (resa possibile grazie alla stretta collaborazione del Comune, della Biblioteca, dell’Archivio, delle Soprintendenze di Stato, degli studiosi della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, e a vario titolo, di tanti cittadini) possa incoraggiare tutti, e in primis i tiburtini, a coltivare quel senso di ‘stupore’ che, pur esacerbato dai processi di omologazione e globalizzazione, saprà dare nuova forza alle azioni di tutela e valorizzazione di un patrimonio storico, archeologico e paesaggistico tra i più esclusivi e importanti al mondo. 

Parliamo di emozioni senza tempo, di utopie senza le quali sarà impossibile ricomporre il senso di ‘armonia’: categoria estetica e sogno di generazioni rispettose delle radici storiche, dell’autenticità e dell’identità dei luoghi. Diamo infine atto delle nuove sensibilità in divenire e dei crescenti movimenti sempre pronti ad avversare gli estetismi degenerativi della ‘massa culturale’, pur di ricollocare al centro della costruzione sociale l’individuo: vero artefice e fruitore attivo del ‘bello’ come ‘bene comune’.

Paolo Cirignano: “Santuario d’Ercole”, Particolare, 2005 – 2015

 

Fonti: Franco Sciarretta, Tivoli in età classica, Tiburis Artistica ed. Tivoli, 2003.
/ Cairoli Fulvio Giuliani, La Villa Gregoriana a Tivoli, Tiburis Artistica ed. Tivoli,
2005. / Cesare De Seta, Il Grand Tour e il Fascino dell’Italia, 2007. / Vincenzo
G. Pacifici, La protezione di Tivoli dalle alluvioni del XIX secolo nei libri oggi
d’antiquariato, in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, vol.
LXXXIX (2016), pagg. 39-53. / Vincenzo G. Pacifici, Impressioni e considerazioni
in un’antologia dei viaggiatori a Tivoli e nell’area tiburtina (in corso di stampa).
/ Roberto Borgia, Pannelli in mostra.

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Brevi - di Salvatore De Angelis

Quest’anno grazie alla buona volontà di tutti abbiamo potuto rivedere il Presepe, credo che gli spazi e i beni comuni
vadano distribuiti in parti uguali per dare così la possibilità di esprimere le qualità che ogni associazione o singolo
cittadino possiedono e possono metterle in mostra.

 Collage di foto Presepe

 

 

 

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Centro Sociale Anziani

 

A seguito delle elezioni del 20/12/2016 il C.S.A. ha finalmente eletto i propri organismi di gestione.


Presidente: CAPUTI MARIO
Vicepresidente: Marazza Carlo - membri del comitato gestione: Iori Rina - Tranquilli Rita - Mancini Benedetto - Vecchio M. Giuseppa - Moriconi Mario - Nonni Rosaria - Iannuccelli Piera - Pistoia Angela Maria.
Comitato di garanzia: Moreschini Antonella - Piersanti Domenica - Garofolo Luigi - Chicca Attilio - Grelli M. Luigi.


In conformità alla delibera N. 177 del 29/12/2016 della giunta del Comune di Castel Madama i predetti sono pienamente operativi.


Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli iscritti per la loro partecipazione, con l’invito a rinnovare l’iscrizione per l’anno 2017, e con la speranza che siano numerose le nuove iscrizioni. In qualità di presidente terrò fede al programma elettorale presentato, e che ribadisco così di seguito: revisione del regolamento del centro con l’amministrazione comunale - redigere regolamento interno - migliorare l’informazione a tutti gli iscritti per l’attività svolta e sua programmazione.
IL PRESIDENTE
Caputi Mario  

 

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Riceviamo e pubblichiamo

Riceviamo e pubblichiamo: i nostri concittadini che hanno la fortuna di abitare proprio di fronte ai parcheggio, si chiedono se è possibile fare qualcosa per coprire questa bruttura, pensano che magari mettendoci dei pannelli e facendo un bel murales coprirebbe sta specie di loculi matrimoniali.

 

 

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Associazione Pro-Loco Castel Madama

 

Il giorno 17 dicembre 2016 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Direttivo della pro loco di Castel Madama.

Sono risultati eletti i signori Alfredo Scardala, Angelo Iurlaro, Pecchi Francesco, Cappelletti Sergio, Chiara Fabiani, Piselli  Emanuele, Cerreoni Eleonora, Luciana Bussi, Di Berardino Marco.

Ai revisori dei conti sono stati eletti i signori De Vito Pierino, Ghezzi Stefano e Tatti Luigi.
Nella riunione del Direttivo del 29/12/2016 lo stesso ha eletto all'unanimità Iurlaro Angelo Raffaele Presidente della Pro Loco di Castel Madama e Vice Presidenti Alfredo Scardala e Sergio Cappelletti.


Il Presidente Angelo Raffaele Iurlaro

 

“Tornano le Giornate di Storia Castellana, Organizzate dalla Pro-loco Castel Madama.

Il ciclo di conferenze sulla storia locale, giunto alla seconda edizione, vedrà quattro giornate di conferenze con interventi relativi alla storia del nostro territorio. Le giornate avranno luogo presso la sala consiliare del comune di Castel Madama, ore 17.30, nei giorni indicati dal programma”

Francesco Pecchi

 

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Parola all'esperto - di Federico Fratini

Pavimento radiante con pompa di calore

 

Pavimento radianteQuando l’uomo ha scoperto come controllare il fuoco, per cucinare e per riscaldarsi, la sua capacità di sopravvivenza è aumentata notevolmente. 

Da quei tempi lontani l’umanità ha fatto notevoli progressi nello sviluppo dei sistemi di riscaldamento, siamo passati dal camino a tiraggio naturale, alle stufe a legna, alle caldaie a carbone, fino alla condensazione a metano, ed alle fonti rinnovabili quali la biomassa (termocamini e stufe a pellet), i pannelli solari termici, il teleriscaldamento e la geotermia.

 Nel nostro futuro ci sono sicuramente le pompe di calore ad energia elettrica abbinate ad un impianto di riscaldamento a pavimento, ma vediamo perché? 

Cosa è la pompa di calore? 

In parole semplici, la pompa di calore è una macchina in grado di trasferire energia termica dall’esterno verso l’interno (riscaldamento), oppure al contrario (raffrescamento), sfruttando un gas, che si comprime, si condensa in liquido cedendo calore, si espande assorbendo energia, e poi inizia di nuovo il ciclo.

La fonte d’energia è l’elettricità che serve per il funzionamento del compressore, dei ventilatori oppure della pompa, ma per ogni unità d’elettricità consumata, la pompa riesce a produrre fino a 4 unità d’energia, prendendo le 3 unità aggiuntive dall’aria esterna, che è come una sorgente “infinita” d’energia rinnovabile.

E’ come se al supermercato si comprano 4 mele ma se ne paga 1 sola: potremmo chiamarlo il bonus 4x1, prendi 4 e paghi 1. 

Perché l’energia elettrica? Attualmente, come combustibile per la generazione del calore si utilizza principalmente il gas metano, per il suo basso costo e la sua facile disponibilità, che però è una materia prima fossile inquinante.

E’ per questo motivo che si sta cercando di trovare alternative alle tradizionali fonti energetiche (carbone, metano, petrolio), concentrandoci su quelle rinnovabili, perché sono teoricamente “infinite” e diffuse su tutto il pianeta, come il sole, l’aria, il vento, il calore della terra ed il moto dell’acqua.

Produrre l’energia elettrica con queste fonti, significa avere una sorgente d’energia rinnovabile e pulita da usare per il riscaldamento delle abitazioni.

 Come funziona la pompa di calore? Sono identiche ai famosi condizionatori d’aria che ben conosciamo, ma invece di avere come unità interna uno split, per la circolazione dell’aria calda o di quella fredda, si ha un componente che tramite uno scambiatore trasferisce il calore all’acqua invece che all’aria. 

Impianto a pavimento radiante Si conoscono molto bene i termosifoni a piastre oppure ad elementi (in ghisa o in alluminio), come pure si ha dimestichezza con gli aerotermii, termoconvettori ed i ventilconvettori, mentre si sente parlare meno di termostrisce, tubi alettati ed impianti a pavimento, utilizzati come corpi scaldanti per diffondere e distribuire il calore generato negli ambienti da riscaldare. L’impianto a pavimento radiante è costituito da uno strato d’isolante termico (in genere di polistirene) posto sopra il solaio portante del pavimento, dove sono posate delle tubazioni (in genere di polietilene reticolato PE-X) che sono poi annegate in un massetto di calcestruzzo scaldato appunto dall’acqua calda che circola all’interno dei tubi in plastica. 

Vantaggi del pavimento radiante L’impianto a pavimento radiante produce un benessere climatico enormemente maggiore rispetto ai radiatori tradizionali, perché il calore è diffuso omogeneamente dappertutto, non ci sono correnti d’aria, non ci sono gli ingombranti radiatori, e si riduce lo spostamento della polvere e degli acari.

Questo sistema funziona con acqua calda a 35 °C, invece che a 75°C come nei comuni termosifoni, che permette già un risparmio del 15% sui consumi. Inoltre, se è abbinato ad una pompa di calore elettrica, che ha il suo massimo rendimento proprio a quelle temperature, i costi di riscaldamento si abbassano ulteriormente, perché si sfrutta l’energia “gratuita” dell’aria esterna e si attiva il meccanismo “prendi 4 e paghi 1”, con risparmi che possono arrivare al 75%. Questo sistema rappresenta il futuro negli impianti di riscaldamento: alta qualità, bassi consumi e minore inquinamento. 

 

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Teatro - di Cristina Nonni

 TRE PECORE VIZIOSE

“Quelli che... continuano” 

locandina 3 pecore vizioseLa Compagnia teatrale “Quelli che... continuano” è tornata a far sorridere la nostra comunità con un’altra commedia esilarante! Non aspettavamo altro, una realtà importantissima nel nostro paese, una realtà viva ed in continua crescita. 

Ma vediamo nel dettaglio la trama della commedia rappresentata; come ci anticipa il titolo i protagonisti sono tre uomini; Fortunato, Camillo e Matteo. 

Fortunato, interpretato dall’ormai veterano della Compagnia, Massimo Scardala, è un uomo di mezza età sposato con Beatrice, donna rigida e benestante, interpretata dalla brava Paola Proietti; fratello di quest’ultima il secondo protagonista, il simpatico Michele Gnocchi, nelle vesti del balbuziente Camillo, vedovo e nullafacente, come d’altronde gli altri due protagonisti; il terzo uomo è un giovane amante delle belle donne, il carismatico Matteo, interpretato dal fantastico Riccardo Nonni, che con una dialettica forte ed un tono di voce imponente è sempre sul pezzo!!

 La forza di questa commedia è però caratterizzata dalle donne!!

Tante, di ogni età e carattere, sono proprio loro l’energia di questa commedia che ruota intorno ai tre nullafacenti. 

Dalle giovanissime Alessia Nicolella e Maria Rubina Scardala, alla simpatica domestica che tutto vede e tutto sa, interpretata da Pina Mancini, alle tre giovani amiche Rosina, Giulietta e Mariolina; bravissime nei loro ruoli Michela Nicolella, Desirè Catalano e Antonella Mancini. 

I tre uomini infatti hanno una relazione segreta con le tre giovani estetiste, a loro insaputa amiche. dietro le quinte

Una sera le tre ragazze organizzano una cena con i loro pretendenti ed è proprio lì che ne accadranno delle belle!!

 Complimenti a tutta la Compagnia; alla regia, agli attori, alle sarte e tutti coloro che sono dietro le quinte! La vostra è una realtà importantissima per il paese, un gruppo affiatato che sta avvicinando con gli anni anche molti giovani. 

Continuate così, questo è quello di cui abbiamo bisogno, un grosso in bocca al lupo per il futuro!!

 

 

 

saluti finali

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Associazione Lilith

Associazione Lilith “BULLISMO: PARLIAMONE…” 

Viviamolo, respiriamolo, impauriamoci, rimaniamone stupiti. 

Convegno organizzato dalla nostra associazione sabato 21 gennaio alle ore 17 presso la Sala Consiliare di Castel Madama. 

Si sente parlare molto di bullismo. Le definizioni sono molteplici ed i rimedi ancora di più.

Si parla di cosa fa un bullo, di cosa subisce una vittima e di come si debba chiedere aiuto. 

Ci si dimentica però di prevenirlo.

Parlare del bullismo è giusto, sano e utile. Prevenirlo lo è ancora di più, specie in questo mondo dove l’isolamento, accentuato dalla tecnologia, ci porta a dimenticare come vivere nella società.

È dunque opportuno insegnare ai ragazzi ed agli adulti come creare un “gruppo”; non un “gruppo” a caso…, uno di quelli veri, forti che non hanno paura del diverso.

Insegnare l’integrazione risulta doveroso per poter aiutare i possibili bulli a diventare parte integrante di una famiglia; poiché spesso si tende a dimenticare che prima di un bullo o delinquente c’è sempre una vittima, che ha bisogno di aiuto tanto quanto chi subisce il bullismo.

Così risulta fondamentale guardarci intorno, tentare di metterci nei panni dell’altro ed imparare ad ascoltare, specie oggi, che siamo contornati da milioni di suoni, che ci inducono più a sentire che ad ascoltare. Ascoltare vuol dire mettersi ad un altro livello, rendere importante ciò che l’altro dice, comprendendo maggiormente gli altri. 

Il futuro è nelle mani delle persone e imparare ad essere empatici può portare un futuro migliore. 

Viviamolo, respiriamolo, parliamone, impauriamoci, rimaniamone stupiti. L’importante è mettersi in moto. L’importante è lottare “facendo” e non “dicendo”.

A volte discuterne e basta può essere una sorta di pubblicità involontaria al bullismo. Insieme possiamo farcela.

Elaborazione da uno scritto di Manuela Boccolini

 Letture-Laboratorio in Biblioteca

 Ricomincio da tre... era il titolo del primo film di Massimo Troisi.

Noi invece ricominciamo da quello che era il primo appuntamento per le Letture condivise in Biblioteca.

Come sapete non siamo riuscite a partire per Novembre con la Giornata mondiale dedicata ai diritti dell’Infanzia.

La riproponiamo per il 25 Gennaio con Letture di Albi Illustrati che, attraverso Storie e personaggi facilmente riconoscibili dai bambini, affrontano una delle Emozioni primarie, la Paura.

La Paura è inscritta nel nostro codice genetico perché serve ad allertare il soggetto rispetto ad una situazione insolita e potenzialmente pericolosa.

È quindi un’emozione molto importante e come tale va riconosciuta affinché il soggetto impari a gestirla al meglio. 

A seconda delle età la Paura viene identificata con situazioni ed oggetti esterni ed interni, che riguardano il vissuto personale: paura del buio, del lupo, dei mostri, dell’abbandono, della morte…

È indispensabile per una crescita sana far esternare ai bambini le loro paure, parlarne insieme, proporre dei giochi che aiutino ad elaborarla.

Molto spesso gli adulti che si occupano dei bambini tendono invece a sminuire, a non dare peso e a negare nel bambino quest’emozione.

La lettura condivisa di Storie che affrontano i timori dei bambini servono a riconoscere, identificare, dare un nome a un’emozione che appartiene a noi tutti e ci accompagna pe tutta la vita. 

Fondamentale risulta la presenza dei Genitori alle Letture per renderli partecipi del percorso affettivo- emozionale che i propri figli stanno compiendo. 

Vi aspettiamo Mercoledì 25 Gennaio alle h. 17,00 in Biblioteca a Castel Madama per leggere tante storie e giocare tutti insieme. 

Il ciclo continua con il secondo incontro da tenersi il 22 febbraio alle 17 "È carnevale...ogni scherzo vale" sempre presso la biblioteca. 

"Omaggio ad Anna Marchesini" La comicità al femminile Domenica 12 febbraio alle ore 17 presso la biblioteca a Ciciliano. 

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Scuola

 

 

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Vicovaro vuole l'acqua pubblica di Roberto Bontempi

 

Vicovaro acqua pubblicaSabato 7 gennaio scorso, presso il Centro Sociale Anziani di Vicovaro, si è tenuto un incontro pubblico sull’acqua bene comune organizzato dal Comune di Vicovaro e dal Comitato Acqua Bene Comune della Valle dell’Aniene.

I due soggetti organizzatori dell’iniziativa, rappresentati rispettivamente da Antonella Mattei e dal Sindaco Fiorenzo De Simone, si trovano dalla stessa parte uniti a combattere una battaglia per il ritorno ad una gestione più democratica e più vicina alle persone della risorsa acqua.

La questione nasce da lontano da quando, nel gennaio 2005, in attuazione dell’ormai famigerata Legge Galli, i Comuni con una popolazione superiore ai mille abitanti hanno dovuto cedere i loro impianti ad un gestore unico per un ambito territoriale che, nel caso della Valle dell’Aniene, era ed è ancora l’ACEA ATO 2.

Il problema, evidenziato con forza dal Sindaco De Simone durante il suo intervento, e peraltro sotto gli occhi di tutti i cittadini, è che, «in dieci anni di gestione ATO2, la qualità dei servizi è tutt’altro che migliorata e, anzi, i disservizi sono in continua crescita e noi amministratori ci troviamo a non poter fare nulla».

Soprattutto negli ultimi tempi, infatti, a seguito di precipitazioni atmosferiche di media o forte entità, emergono in modo evidente le problematiche della rete idrica: o manca l’acqua oppure esce scura dai rubinetti, ecc.

Tra l’altro, per una strana ironia della sorte, si è verificato un disservizio anche il giorno dell’incontro pubblico…

Nel 2011, inoltre, il popolo italiano, chiamato ad esprimersi su un quesito referendario a proposito della gestione della risorsa idrica, si è schierato in maniera decisa nei confronti di una gestione pubblica dell’acqua.

È da allora che si sono rafforzati i comitati e il Forum dell’acqua che, acquistando consensi crescenti e premendo sull’opinione pubblica, hanno dato vita ad una Legge di iniziativa popolare che è stata infine approvata dalla Giunta regionale del Lazio nel 2014 (Legge 5/2014).

Qual è il problema, allora? Semplicemente che quella approvata all’unanimità il 4 aprile 2014, è una legge di indirizzo che ha bisogno di una successiva legge attuativa per tradursi in realtà e questa legge tarda ad arrivare…

«Per la verità – ha sottolineato con forza la Mattei – una legge attuativa gliel’abbiamo scritta noi ed è la proposta n.238 che giace in Commissione Ambiente da due anni e nessuno si sogna ancora di portare in discussione per una sua approvazione».

Nel frattempo sono accadute un po’ di altre cose. «Proprio poco dopo l’arrivo in Regione della nostra proposta di Legge – ha spiegato Mattei – ACEA ha inviato una lettera ai Sindaci dei Comuni con popolazione sotto i mille abitanti, quelli finora risparmiati dalla Legge Galli che avevano continuato cioè a gestire autonomamente la propria acqua, in cui vengono obbligati anch’essi ad aderire ad un gestore unico».

Da lì è partita una nuova battaglia con incontri pubblici e vie legali che per ora, però, non sta dando i risultati sperati: i Sindaci dei Comuni sotto mille abitanti che avevano fatto ricorso al TAR (all’incontro erano presenti i primi cittadini di Marano, Arsoli, Anticoli e Roviano) sono usciti sconfitti, ed ora non resta loro che un ultimo, difficile, tentativo presso il Consiglio di Stato.

In caso di esito negativo, essi dovranno pagare di tasca propria spese e danni.

Cosa fare allora in questa situazione? Qualcuno tra i venti cittadini presenti che avevano sfidato il freddo polare di quei giorni era piuttosto arrabbiato e proponeva di fare una specie di rivolta più o meno pacifica presso le sedi competenti.

Mattei, invece, ha portato sul tavolo la proposta fondamentale del Comitato acquabenecomune. org, che è poi quella contenuta nella proposta di Legge chiusa in qualche cassetto della Regione: la riorganizzazione degli Ambiti di Bacino, dal momento che, mantenendo la situazione attuale, i comuni più piccoli che devono confrontarsi con il Comune di Roma non hanno assolutamente voce in capitolo.

In tal modo, invece, aumentando il numero degli ambiti e riorganizzandoli in base all’approvvigionamento, sarebbero i Sindaci di Comuni accomunati dalle stesse problematiche a decidere il proprio gestore in modo condiviso e più democratico.

Per spingere in questa direzione è stata scritta e firmata dai Sindaci del territorio una lettera a Virginia Raggi, confidando nel fatto che il M5S ha costruito gran parte della sua campagna elettorale a Roma proprio su questo aspetto della necessità del ritorno all’acqua pubblica.

Il Sindaco De Simone, dal canto suo, ha confermato di aderire a questa battaglia ed ha aggiunto, agguerrito, che il Comune di Vicovaro sta valutando l’opportunità di aprire un contenzioso con ACEA «per i frequenti disservizi e per le continue violazioni del contratto» messe in campo dal gestore.

Il grosso problema è che ACEA, rispetto a qualche decennio fa, è diventato un colosso multinazionale che continua ad acquisire altre aziende più piccole e ad incrementare il proprio business sull’acqua.

Pertanto la battaglia si annuncia più che mai dura.

 

 

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GOD blessed la GFNK!

Due coppe, apprezzamenti e riconoscimenti per le Crew

coreografate dalla Godzilla Funk

 

Grande successo a Riccione per le Crew della scuola di Hip hop GODZILLA FUNK di VICOVARO.

La GFNK di ritorno dal MC HIP HOP Contest di Riccione, può ritenersi davvero soddisfatta!

La direzione artistica della scuola ha affrontato l’impegno del Contest con ben cinque gruppi di ballerini e per alcuni è stato il vero e proprio battesimo del palcoscenico.

Così si può dire infatti per le Cat Boo, una Crew di sette ballerine classe 2010, età media sette anni, che hanno grinta al quadrato.

La splendida coreografa TWEETY BOOGHIE in arte QUEEN, ha postato il video della loro performance sul proprio account instagram, mostrandosi entusiasta e rapita alle movenze di queste fantastiche ballerine vicovaresi.

Tra un bounce ed un running man, queste bimbette hanno spaccato il palco tra le ovations della platea.

La Crew è formata da Keira, Federica, Alice, Ludovica, Rebecca, Marika alunne iscritte al corso di hiphop KIDS della scuola di VICOVARO, seguite da Kelly De Nigro.

La seconda Crew in ordine di esecuzione è stato il gruppo della Categoria VIDEODANCE che si è aggiudicata la coppa per la seconda posizione parimerito, alla finale di domenica 8 gennaio.

Le ballerine delle -Muzes sono una Crew tutta al femminile con Perla, Giorgia, Alessandra, Benedetta, Chiara, Martina, Giorgia, che si sono distinte con prodezze vouging e wacking e passi di Hip hop da vere protagoniste.

La terza Crew che ha partecipato al Contest nella categoria Hiphop under sixteen era La Familia, che è formata da Adriana, Giorgia, Ilaria, Giulia, Chiara, Elisa, Asia, unite alle altre ballerine e ballerini già citati.

Anche La Familia ha superato la prima selezione gareggiando nella finale dell’8 gennaio con una performance di vero impatto artistico; tre minuti di musiche mixate tratte da Rude boy, Work, Panda e altre con la coreografia di Amedeo Crielesi, Orlando Moltoni e Desiree Di Giuseppe.

Battaglia finale anche per la Crew della GODZILLA di Ciciliano; il gruppo al femminile delle Black-G, composto da Giorgia, Giulia, Lavinia, Asia, Noemi, Vittoria, Valentina e Kelis, è stato coreografato da Erika Bonelli ed ha gareggiato nella categoria medium.

Grande successo sia di pubblico che dei giudici, quello riscosso infine, dalla Crew Buddha-G. Il gruppo di sette ballerini, coreografati da Orlando Moltoni, è formato da Andrea, Filippo, Federico, Leonardo, Gabriele, Dennis, Filippo che sono stati accolti sul palco sulle note di We are the champion quali vincitori della categoria HIP HOP Medium.

La Crew tutta al maschile, ha sollevato la coppa del Number one, avendo subito incontrato il favore della giuria, che ha mostrato apprezzamento per i passi scelti dal coreografo sin dal primo passaggio sul palco.

Il Contest di Riccione ha visto protagonisti 127 gruppi di ballerini per un totale di più di sette ore di video registrati e postati sul sito YouTube del Live stream di Cruisin Arts; alla tre giorni di Riccione hanno partecipato scuole di ballerini di moltissime regioni d’Italia e anche della Svizzera, della Polonia, della Francia. Molti nomi noti anche tra i coreografi giudici, sia di scuola francese che anglosassoni, quali Byron, Malkom, Queen BOOGHIE, Marie Poppins e tanti altri. Stages, laboratori, Crew Contest e battles si sono susseguiti in questa grande organizzazione nel palazzetto dei Congressi, in favore della Fondazione ANT, la fondazione onlus che dal 1978 raccoglie fondi per Assistenza Nazionale Tumori.

Maria Pia Napoleoni

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Tivoli e l'ASL Roma 5: prevenire le Maculopatia - di Valentina Torella

 

Ultimamente sono state oltre cento le persone che si sono sottoposte allo screening presso l’ospedale di Tivoli per la diagnosi del glaucoma attraverso visita e Occhiomisurazione della pressione degli occhi.

Le persone che sono risultate a rischio sono state prese in carico direttamente dall’Ambulatorio per Glaucoma, struttura eccellente che dal primo gennaio 2015 prende in cura i pazienti garantendo loro sia il percorso clinico che quello, qualora necessario, chirurgico evitando loro difficili e fastidiose trasferte in altri ospedali regionali.

L’impegno dell’Azienda Roma 5 a favore della prevenzione delle malattie degli occhi continua in maniera fervida.

Sono state istituite infatti, per la prima volta anche quattro giornate dedicate allo screening delle Maculopatie. Saranno effettuati nei giorni 9-16- 23-30 gennaio 2017 dalle ore 14 alle ore 19 gratuitamente presso l’Ambulatorio Maculopatie dell’Ospedale di Tivoli; check-up con controllo della Macula nelle persone con più di 55 anni.

Per prenotazioni telefonare al numero 0774.316 4316 tutti i giorni dalle 13 alle 14. Presso l’U.O. Oculistica del P.O. di Tivoli è attivo dal novembre 2010 un centro d’eccellenza, dedicato esclusivamente alla diagnosi e terapia delle patologie maculari.

Tale ambulatorio si trova al 4° piano dell’Ospedale, di fronte al Day Hospital dell’Unità operativa, ed è altamente attrezzato con apparecchiature di ultima generazione per la diagnosi ed i follow-up di questa patologia.

Ai pazienti con tale patologia viene garantito oltre al percorso clinico/diagnostico anche il trattamento terapeutico più idoneo potendo usufruire di tutte le terapie farmacologiche intravitreali oggi utilizzate.

È il secondo anno che nella Asl Roma 5 viene effettuato questo servizio di check-up presso l’Ambulatorio per Glaucoma.

Nelle giornate screening è stata effettuata una visita del fondo dell’occhio per valutare lo stato del nervo ottico e misurata la pressione oculare che spesso rappresenta il primo campanello d’allarme contro questa subdola malattia. I pazienti che sono risultati a rischio per glaucoma sono stati indirizzati all’Ambulatorio specialistico.

Il Glaucoma costituisce una delle principali cause di cecità irreversibile, colpisce circa 90 milioni di persone al mondo, di cui 9 milioni in Europa. In Italia l’incidenza del Glaucoma Primario ad Angolo Aperto è pari al 2% della popolazione.

Trattandosi di una malattia asintomatica diventa fondamentale la prevenzione, sia sulla popolazione in generale (almeno dopo i 40 anni), sia sulle categorie a rischio per familiarità o presenza di fattori predisponenti.

È il primo anno che nella Asl Roma 5 viene effettuato questo servizio di check-up presso l’Ambulatorio.

Alcuni tipi di maculopatie possono essere rallentate nella loro evoluzione se colte nelle fasi precoci. Inizialmente la sintomatologia è assente o scarsamente percepibile soprattutto se la malattia è presente in un solo occhio perché l’altro supplisce alla visione dei dettagli. Per maculopatia si intende una alterazione prima anatomica e poi funzionale della parte di retina deputata alla visione centrale.

Le cause possono essere diverse: l’età nel 60% dei casi (Degenerazione Maculare Senile), il Diabete nel 22% dei casi (Degenerazione Maculare Diabetica), Trombosi venose retiniche e Miopia elevata in percentuali minori.

La maculopatia degenerativa nella sua fase più avanzata può portare ad una notevole ed invalidante riduzione della vista. Una vista preventiva è per tali motivi di notevole importanza.

Ultimamente la nostra Asl sta diventando operativamente molto efficace per quanto riguarda alcune patologie di notevole importanza come quella di cui qui si è parlato; tutto questo rassicura di gran lunga i cittadini che si sentono ovviamente molto più protetti.

Non sempre il progresso porta regresso.  

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EDIZIONE 2017

DEL CARNEVALE DI TIVOLI 

Un carnevale a Tivoli tutto nuovo all’insegna delle tradizioni più antiche e di quelle più recenti.

L’edizione 2017 sarà un connubio tra i tipici festeggiamenti degli ultimi decenni e quelli legati alle origini del cinquecentesco carnevale tiburtino.Carnevale tiburtino

Oltre alle sfilate dei carri e dei gruppi allegorici al centro di Tivoli e nei vari quartieri, torneranno le sfilate nel cuore del centro storico come si faceva ai tempi del Cardinale Ippolito d’Este.

Proprio per coinvolgere il maggior numero possibile di persone in questa speciale edizione, l’associazione Idee Creative, che ha vinto il bando del comune per l’assegnazione dei festeggiamenti nel biennio 2017-2018, sta pubblicando tre bandi per la cittadinanza.

“Vorremmo che i tiburtini partecipassero a questa bella festa non solo come spettatori - hanno spiegato le organizzatrici di Idee Creative -.

Il Carnevale è una festa di Tivoli e dei tiburtini. Chiunque voglia realizzare i carri allegorici, far parte di un gruppo mascherato o sfilare nel corteo storico ci può contattare e diventare uno dei protagonisti dei festeggiamenti carnascialeschi”.

Per contatti ed informazioni si può scrivere alla mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o su Facebook sulla pagina Idee Creative.

In attesa dell’inizio dei festeggiamenti, previsti per il prossimo 17 gennaio con il Corteo Storico, si inizierà a respirare la magia del Carnevale già da domenica 11 dicembre.

In piazza Plebiscito, dalle 10.30, ci sarà una prima festa per i bambini e, contestualmente, il lancio della grande lotteria che servirà per contribuire a finanziare la festa. Durante la mattinata ci saranno animatori per i bambini, artisti di strada con trucchi e palloncini per tutti e poi l’esibizione delle Tamburellare Tiburtine.

“Stiamo lavorando da mesi a questa edizione del Carnevale – hanno spiegato da Idee Creative -.

Stiamo coinvolgendo associazioni e comitati di quartiere, perché vogliamo che sia una festa di tutti. Stiamo già lavorando ai primi carri, realizzati appositamente per attraversare anche le vie del centro storico. Stiamo inserendo, inoltre, i progetti ideati da alcuni istituti scolastici.

Non ci può essere Carnevale senza bambini e ragazzi.

Prima di Natale presenteremo il programma di massima dei festeggiamenti, che dureranno più 40 giorni”.

Claudia Crocchianti

 

 

 

 

 

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Convenzione tra la Fondazione Boccadamo

e l’Accademia Ergo Cantemus

È stata firmata la Convenzione tra la Fondazione Boccadamo e l’Accademia Ergo Cantemus Coro e Orchestra di Tivoli.

Un connubio che si profila fecondo, quello siglato il 14 dicembre scorso tra la Fondazione Boccadamo e l’Accademia Ergo Cantemus Coro e Orchestra di Tivoli,firma convenzione con la formalizzazione di un’ intesa, di fatto costruita in occasione di eventi musicali già svolti e qui riconfermata, a sostegno del comune obiettivo: operare per il proprio territorio in stretta collaborazione.

Una comunanza di intenti in campo sociale a favore di attività solidali, attraverso la musica e l’arte, che mostra tutta la coesione dei due principali attori, il Commendatore Tonino Boccadamo, Presidente della Fondazione omonima, e Luana Frascarelli, Presidente di Accademia Ergo Cantemus Coro e Orchestra di Tivoli, pronti a collaborare insieme per favorire “la diffusione reciproca delle iniziative culturali, solidali, sociali, teatrali e musicali” sotto il segno dell’Arte, per la creazione di eventi, incontri culturali e concerti.

Il carisma di due Presidenti fortemente motivati a fare del bene incontra una guida di raffinato gusto musicale nella persona del Maestro Giuseppe Galli, direttore artistico-musicale di Accademia Ergo Cantemus dal curriculum di eccezionale portata, sia per la sua più che decennale esperienza in campo musicale, sia per la qualità estetica dell’attività concertistica.

Se “la bellezza salverà il mondo” per dirla con Dostoevskij, potrà farlo solo attraverso un cuore solidale e valori condivisi in tema di Cultura, Bellezza e Arte musicale.

Claudia Crocchianti  

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Mostra - Vizi e Vezzi al tempo di Margharita - a cura della Redazione

Il 6 gennaio scorso la ProLoco di Castel Madama ha inaugurato la mostra “Vizi e Vezzi al tempo di Margarita”, un viaggio attraverso le corti rinascimentali per scoprire curiosità, capricci e stravaganze delle classi nobiliari ed in generale di un’intera epoca.

La mostra segue il fortunato filone iniziato nel 2014 con la Moda e proseguito l’anno successivo con la Stregoneria ma viene proposta in una nuova veste.

Abbandonata temporaneamente la consueta ed affascinante cornice del Castello Orsini, le due curatrici Lucrezia Corboz e Marina Monaco hanno pensato ad un ambiente ultramoderno come la Sala Multimediale di Via Roma ed un allestimento molto attuale al fine di creare un connubio tra presente e passato.

Esplorando gli usi e costumi dell’epoca si potrà comprendere cosa è giunto intatto, con la stessa valenza, fino ai giorni nostri e cosa invece ha seguito un percorso diametralmente opposto.

Dal cibo alla biancheria, dall’estetica ai gioielli verranno svelati trucchi, curiosità e stranezze che nel ‘500 erano considerati “very cool”.

Comune denominatore il lusso, lo sfarzo, l’opulenza di un periodo storico in cui “mostrare” era l’unico modo per affermare non solo lo status sociale ma anche la propria personalità, per farsi conoscere e riconoscere nel mondo.

Sorpresa graditissima il ricorso alle maestranze castellane che hanno messo a disposizione creatività e professionalità facendo riscoprire l’autenticità dell’artigianato, che si nutre di antiche ricette tramandate da generazioni e strabilianti tecniche di riproduzione di antichi manufatti pregiati.

Un viaggio alla riscoperta, dunque, di un antico sapere che mantiene sempre vive ed attuali le nostre bellissime tradizioni.

La mostra è aperta fino al 26 febbraio ogni sabato pomeriggio e domenica mattina; per evitare lunghe attese e permettere una migliore fruibilità le visite guidate, della durata di un’ora circa, seguiranno un preciso orario: ore 17.00, 18.00 o 19.00 il sabato, ore 10.00, 11.00 o 12.00 la domenica.

Il costo del biglietto intero è di 3 euro; sono previste riduzioni per gruppi di minimo 10 persone al costo di 2 euro ciascuno, previo appuntamento da concordare con le curatrici mentre per le scolaresche il costo è di 1 euro a studente; nei turni ordinari bambini e ragazzi fino ai 14 anni entrano gratuitamente.

Non perdete l’occasione di visitare una mostra che vi farà sorridere, meravigliare... e perché no... perfino scandalizzare!

Per info e contatti: Lucrezia Corboz 339.2222221

Marina Monaco 328.8338540

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fb “Vizi e Vezzi al tempo di Margarita” 

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Psicologia: La Montagna, una valida alternativa - di Gioia Fabiani

 

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Cultura: Pinocchio - di Alessandro Moreschini

La sera di Natale, né Peter Pan, né il libro Cuore, né il Piccolo Principe,
ma per la quindicesima volta la lettura di Pinocchio il burattino,
sicuramente non figlio unico come il “Bambinello di Betlemme”

 

PinocchioPinocchio, il burattino di Collodi che il prossimo 7 luglio compirà il 136 compleanno, mi ha sempre affascinato, a tal punto che, mi vergogno ad ammetterlo, è il libro che ho letto più volte dopo i “Promessi sposi” di Manzoni e la Divina Commedia di Dante.

Ad ogni rilettura ho trovato qualcosa di nuovo: un Pinocchio burattino, un Pinocchio eroe, un Pinocchio fragile, bisognoso di aiuto, infine un Pinocchio bugiardo che promette di essere buono, di ravvedersi e non lo fa mai, estremamente umano che pone in essere i grandi temi della nostra società attuale, soprattutto di chi conta.

Pinocchio... un romanzo scritto in punta di penna, va interpretato in tanti modi dove ovviamente il paesaggio, rispetto ad oggi, era un tantino diverso (una società contadina e povera) ma che in qualche modo rispecchia il quotidiano: vedi l’uccisione del Grillo parlante, il Fuoco che brucia i piedi di Pinocchio, l’Orca che inghiotte Geppetto e, la Fata turchina.

Credo che questo romanzo del burattino va letto con il cuore dei bambini ma anche con l’occhio e la mente dei grandi, tanto acuta spregiudicata e vivace è la satira in essa contenuta. Basta pensare al Gatto e la Volpe che derubano le monete d’oro a Pinocchio (oggi il verbo Rubare è di casa), ma in prigione ci va l’innocente; ossia colui che subisce il danno e addirittura Geppetto-padre: il paese di Acchiappa-citrulli! La storia di Pinocchio è l’ingiustizia di ogni giorno, le parzialità dove i ricchi, i potenti, gli intoccabili non pagano mai ma soltanto i deboli, i poveri, la gente comune (grande verità quotidiana).

Pinocchio vive ancora e i tarli e gli anni non hanno intaccato minimamente il legno di cui è fatto… un legno impregnato di lealtà,di bontà e di valori umani e sociali ma anche di bugie (bugie che moltissime persone hanno assunto come: falsità, ipocrisia e menzogna). Mi piace ricordare il Pinocchio patetico ed umano, impiccato dal Gatto e la Volpe alla grande Quercia nel momento in cui con la fievole voce ripete che il Male non lo fa sopravvivere ma soltanto il Bene e l’Amore!!!

Oggi siamo ancora nel paese dei balocchi, non uscendo troppo dal seminato di Carlo Lorenzini, dove quello che conta sono le ville, le donne belle, le feste pinocchio2sfarzose, i grandi guadagni, il danaro. I problemi di chi non può raggiungere la fine del mese con il misero salario non interessano nessuno; chi giace in ospedale con le proprie sofferenze e malattie da curare non sono problemi che si vogliono affrontare; chi è nello stato di precarietà economica e ristagna sulle strade a chiedere l’elemosina è nella normalità; i giovani senza lavoro che emigrano o a volte per rabbia, come ultima azione vanno a rubare o si danno la morte sono questioni personali!!!

Pinocchio è un personaggio tutto da scoprire è credo sia più che una favola che ha incantato generazioni intere di piccoli e grandi (Comencini, la RAI, De Sica, Benigni..) è anche una realtà di ieri di oggi e di domani soprattutto in questa nostra Italia dove si cercano di salvare dall’Orca (senza l’aiuto di gran parte degli europei) migliaia di emigrati provenienti da terre dove la guerra e la fame sono di casa.

È possibile, - dice Pinocchio,- trovare un paese dove si possa mangiare senza il pericolo quotidiano di essere mangiati?

La notte di Natale, leggendo Pinocchio.

Alessandro Moreschini

 

 

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Ginnastica: ASD Castel Madama - Ginnastica artistica ...

AVANTI PER RAGGIUNGERE NUOVI OBIETTIVI!!!

L’A.S.D. Castel Madama ginnastica artistica, dopo un inizio di anno scoppiettante con lo stage tenuto dall’olimpionica Adriana Crisci, per proseguire con lo spettacolo di natale “il nostro natale solidale 3”, per raccogliere fondi da devolvere in beneficenza all’Onlus A.B.E. (associazione bambini ematoncologici), che l’A.S.D. sostiene da tre anni, dopo la pausa natalizia riprende a pieno ritmo gli allenamenti in previsione delle competizioni regionali del campionato C.S.I. (centro sportivo italiano) e F.G.I. (federazione ginnastica italiana) puntando ai podi regionali che permetteranno così di accedere, come negli anni passati, a Campionato Nazionale.

Il nuovo anno ha portato anche una piacevole e lieta novità: il formarsi di un gruppo di ginnaste “Master”. Non sono altro che un gruppo di mamme che, seguendo la passione delle loro bambine, si sono volute mettere in gioco e hanno cosi iniziato a praticare la ginnastica artistica.

Tra risa e sudore i primi risultati affiorano. Una delle frasi più belle da parte di una mamma è stata: “Non dirò più a mia figlia - ma come fai a non riuscirci - alcune cose da fuori sembrano molto semplici”.

Le passioni, la forza di volontà e lo sport non hanno età e barriere e queste mamme ne sono un esempio tangibile.

Qualsiasi bambino o genitore interessato a frequentare i nostri corsi di ginnastica artistica e parkour può visitare la nostra pagina Facebook – ASD Castel Madama ginnastica artistica - o contattare il numero 346 7476552.

a cura dell’ASD Castel Madama Ginnastica Artistica

 

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Pallavolo: Lontani dalla vetta!!! - di Francesco Santolamazza

Nel mese di gennaio partono tutti i campionati, e la nostra palestra delle scuole medie si troverà ad ospitare molto spesso numerose gare, segno evidente della crescita della pallavolo castellana. I campionati in corso quello della 1° e 2° divisione maschile procedono tra molte difficoltà, ma andiamo con ordine.

La nostra prima divisione si trova alla quarta giornata di campionato un’altra sfida durissima in casa, affrontiamo il Praeneste Volley.

I nostri avversari sono in testa a punteggio pieno, quindi per noi diventa fondamentale vincere per non perdere contatto con il primo posto distante già 3 punti. L’approccio alla gara è completamente sbagliato, veniamo travolti 17/25, i nostri avversari lasciano poco spazio allo spettacolo, ma sono terribilmente efficaci.

Nel 2° set guidati dal solito Leonardo Bruno tentiamo di rimanere in partita agganciati al set, ma continuiamo a fare fatica, perdendo 22/25.

Nel 3° set la squadra del Praeneste passeggia e senza troppa fatica, in neanche un’ora di gioco porta a casa l’intera posta in palio, il set termina 21/25.

A far impressione è il nostro atteggiamento totalmente remissivo, con numerosi errori tecnici che denotano una scarsa serenità e un’intesa di squadra ancora molto lontana.

pallavoloSicuramente la l’assenza di Fiocchetti, uscito dopo pochi punti causa influenza, cambia in parte l’andamento della gara, ma non può essere un’attenuante valida. Nella gara seguente, l’ultima prima della pausa natalizia ad Acuto andiamo ad affrontare il Pileum e la partenza è da incubo, in una palestra gelida, con qualche elemento influenzato andiamo sotto di un set, perdendo 25/21.

Evidentemente le scorie della gara precedente sono ancora in circolo, ed a quel punto mister Cara decide di effettuare dei cambi rimettendo Pierucci al palleggio e portando Mele nel ruolo d’opposto.

I cambi sembrano sortire gli effetti sperati, in quanto vinciamo i seguenti tre set con parziali nettamente a nostro favore. Nella prima gara del nuovo anno ci troviamo di fronte Anagni, squadra fanalino di coda del campionato, con zero vittorie e nessun set vinto.

I nostri sembrano partire nel modo migliore, ma dopo un’iniziale vantaggio, con diverse assenze (Pierucci, Amabili, Marini Simone causa influenza), il set prende uno strano verso diventando testa a testa fino al 24/24; riusciamo comunque a trovare il modo di chiudere la gara 26/24 con grande sofferenza e nervosismo.

Nel 2°set la gara prosegue con lo stesso iter del set precedente testa a testa, che esalta i nostri avversari e deprime i nostri giocatori. Comunque riusciamo a chiudere il set senza troppi patemi d’animo come nel precedente 25/19.

Nel 3°set i nostri giocano con la giusta cattiveria, rimarcando il differenziale tecnico in nostro favore, con un netto 25/9.

Le prossime gare del girone d’andata ci diranno se possiamo ambire ad un posto playoff distante due punti, attualmente in mano ad Aquino, che ci sconfisse nella seconda gara di campionato.

La 2° div di mister Ricci non è molto fortunata, si trova con un gruppo totalmente rinnovato ad affrontare in serie quasi tutte le squadre più forti del campionato. La 3° giornata di campionato ci pone davanti il Volley Lastorta, altra squadra che ambisce alla vittoria finale.

I nostri ragazzi c’è la mettono tutta per mettere in difficoltà gli avversari e la differenza in classifica non si vede, perdiamo 22/25 e 23/25 i primi due set.

Nel 3°set i nostri ragazzi riescono nell’impresa di strappare un set 25/16 e allungare la gara, perdiamo però il 4 set e la gara per 3/1, un vero peccato perché avremo meritato una maggiore fortuna.

Nella seguente gara contro la capolista Roman Volley, con una formazione ridotta al minimo sindacale causa influenza, troviamo quel po’ di fortuna mancata anche nelle gare precedenti.

Ci schieriamo con Nardi al palleggio, Di Giovanni nel ruolo d’opposto, Verna e il nostro nuovo Capitano per questa stagione Romanzi (visto l’infortunio a Dario Scrocca che purtroppo dovrà rimanere fermo fino a fine stagione per un problema alla schiena) al centro, Marcangeli e D’Ulizia nel ruolo di martelli.

In panchina sono disponibili solo De Santis e Morici. Il 1°set procede con i nostri avversari che cercano di far valere da subito la loro forza, i nostri combattono, ma senza troppa convinzione, così lo perdiamo.

Nel 2°set mister Ricci cambia uno spento D’Ulizia con De Santis costretto ad improvvisarsi martello per mezzo set, nel frattempo i nostri avversari non sembrano più granitici come nel set precedente, e con una grande prova di squadra riusciamo a strappare il set 25/27.

Nel 3°set Nardi torna a fare il martello con De Santis a palleggiare ed è uno spettacolo, perché Nardi fa un grande show, con attacchi al fulmicotone, e portiamo a casa anche il 3°set, ma gira bene tutta la squadra.

Nel 4°set complice forse un po’ di stanchezza, i nostri avversari si rifanno sotto, e vincono facilmente 25/13. Un evento che condizionerà la gara nel 5°set è l’infortunio a Fabio Di Giovanni autore di una buona prova, che lascia il campo a Francesco Morici.

Il 5° set è combattutissimo, ma perdiamo la necessaria lucidità nei momenti importanti e concedendo la vittoria per un soffio; rimane comunque una grande prestazione in casa della capolista. Nella prima gara del 2017, ci troviamo davanti il Promotion Games, partiamo subito alla grande vincendo il set 25/13, con una buona prova collettiva, si mostra in ripresa anche Simone D’Ulizia.

Nel 2°set i nostri si rilassano e lasciano spazio agli avversari, che vincono 18/25. Sembra tornare le paure di non farcela, inviare la squadra si convince di dover fare il massimo e porta a casa la gara con un 3° e 4°set fotocopia 25/14, dimostrando una certa superiorità tecnica.

La squadra sembra aver raggiunto un buon equilibrio, e tutti contribuiscono alla prestazione generale.

A metà gennaio esordisce anche la 3° div maschile, che affronta a Castel Madama, una delle probabili squadre candidate alla vittoria finale, il Volley Rieti.

I nostri ragazzi si schierano con Stefano Galizia al palleggio, Mariano Totaro come opposto, Daniele Leone e Diego Bosco al centro, Thomas Testa e Bruno Monti martelli, Marco Petrini libero. I primi due set vengono vinti di misura dai nostri avversari.

Nel 3° set invece grazie ad alcuni cambi azzeccati di mister Ricci, Lupi al posto di Totaro andiamo in vantaggio vincendo agevolmente il set 25/16. pallavolo2 la squadra

Nel 4°set i nostri avversari cercano di chiudere la gara, ma si innesta un lungo testa a testa, che ci vede vincenti 28/26. Nel 5°set purtroppo paghiamo lo sforzo fatto e lasciamo scivolare via la vittoria, comunque una grandissima prova di un gruppo appena costituito, che ha già preso lo spirito vincente e combattivo che le nostre squadre devono avere.

Si è conclusa da poco la prima fase dell’under 16 maschile, in cui il gruppo guidato da Enrica Macci, ha evidenziato una netta crescita che ha portato a risultati e prestazioni sempre migliori. Vanno avanti anche i raduni di minivolley, si svolto il nostro tradizionale torneone di natale, con la palestra piena di bimbi/e che giocano e si divertono, hanno partecipato l’Andrea Doria di Tivoli, Sport insieme di Gallicano e Atletica Vicovaro ed è sempre un grandissimo spettacolo.

Forza Castello!

Francesco Santolamazza

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Ballo: Play al campionato provinciale - di Ivo Santolamazza

 

Grandi soddisfazioni nel ballo al Campionato Provinciale del 15 gennaio 2017.

Per le coppie, Andrea e Rachele si sono posizionati al secondo posto nella categoria 19/34 anni classe B3.

Noemi e Emiliano dopo aver passato la semifinale in seconda posizione hanno chiuso al quinto posto la finale della 12/13 anni classe C delle danze latine.

Con i duo ottima posizione per Verdiana e Mariasole che si sono aggiudicate il secondo posto nella categoria 8/11 anni classe C. Cristiana e Zoe nella 12/15 anni, Duo classe C, hanno passato la semifinale su 18 squadre, mentre Valentina e Giulia nella stessa categoria hanno conquistato la finale chiudendo al quarto posto.

Per la prima volta PLAY non si aggiudica nessun primo posto ma gli insegnanti Ivo Santolamazza e Desiree Narzisi sono molto contenti degli ottimi risultati ottenuti considerando i passaggi di classe e di categoria superiore rispetto allo scorso anno.

Ora ci aspetta il campionato Regionale e le altre tappe del Grand Prix del Lazio.

Ivo Santolamazza

 

play

 

play3

 

  • Fotoblowup
  • Empolum
  • FisioAndreaChicca
  • Dental Gaia
  • Frimm
  • MauroConad
  • Psicoterapeuta
  • Frantoio Vicovaro

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