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LA PIAZZA ANNO XIV N. 2 MARZO 2017

Tutto un'altro Ponte

 

Copertina della Piazza n. 2 2017

 

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 Il numero di Febbraio sarà reperibile presso i soliti punti distribuzione a partire dalla fine di Febbraio 2017.

 

 

La Consulta contro il voto d'azzardo - di Ivano MORESCHINI

ConsultaIn questo finale di legislatura per la politica italiana tiene banco la discussione sulla legge elettorale per la Camera, la cosiddetta “Italicum” e quella per il Senato. La legge 6 maggio 2015, n. 52 è quella per la Camera, che venne approvata in una fase politica in cui il Governo Renzi credeva che la legge costituzionale di riforma avrebbe abolito il Senato elettivo.

Per questo motivo in quella legge non c’era la parte relativa all’elezione del Senato, che doveva essere composto da rappresentanti di Regioni e Province.

In realtà la riforma della Costituzione è stata bocciata dagli elettori il 4 dicembre 2016, e quindi i partiti si sono ritrovati senza una legge elettorale utile ad eleggere la Camera ed il Senato.

Quando la politica non riesce a fare funzionare le proprie regole del gioco, in Italia subentrano di solito i giudici: in questo caso la Corte Costituzionale, che il 24 gennaio scorso ha abrogato alcune parti della legge 6 maggio 2015, n. 52. Il 3 LA CONSULTA CONTRO IL VOTO D’AZZARDO La Piazza - Febbraio 2017 Politica giudizio costituzionale era stato promosso dai Tribunali ordinari di Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova nel corso del 2016, su ricorso del Codacons e di privati cittadini.

Per capire cosa è stato abrogato e perché, bisogna riassumere i punti salienti della legge 52/2016. Tale legge, che non è mai stata usata per le elezioni, stabiliva un sistema di voto simile a quello dei Comuni superiori ai 15.000 abitanti: un premio di maggioranza per la Camera (340 seggi su 617) al primo turno solo nel caso che un partito avesse superato il 40% dei voti validi.

In caso che nessun partito prendesse tale percentuale, un secondo turno di ballottaggio tra i primi due partiti, con il premio di maggioranza assegnato al vincitore. Lo scenario sulla base dei sondaggi sarebbe stato uno scontro finale tra il Partito Democratico ed il Movimento 5 stelle, con esito incerto, ma con maggiori probabilità di vincere per i grillini. Il 24 gennaio la Corte ha deciso che il ballottaggio, per come era stato concepito, era incostituzionale, perché distorsivo del principio di rappresentatività. In sostanza, il partito che arriva secondo avendo preso il 25% dei voti, avrebbe potuto vincere il ballottaggio, guadagnando una maggioranza del 55%: questa è la distorsione.

Inoltre la Corte Costituzionale afferma chiaramente che bocciato il referendum, resta in piedi il Senato e rimane quindi il problema della sua disciplina elettorale. Suggerisce al Parlamento, e quindi alla politica, che i sistemi elettorali di Camera e Senato che verranno adottati, pur se differenti, non devono ostacolare, all’esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee.

Forse molti ancora ricordano che nel 2006 ci fu una maggioranza schiacciante alla Camere per l’Ulivo di Prodi, mentre al Senato c’era appena un voto di differenza. E per questo motivo la legislatura durò appena due anni.

Le conclusioni appena riportate della Corte Costituzionale, che sembrano logiche ad una semplice lettura di puro buon senso, non scalfiscono l’insistenza di molti politici, di ogni schieramento, a fare in modo che la legge elettorale di Camera e Senato crei ancora maggioranze traballanti, e quindi un cattivo funzionamento delle istituzioni. Osserviamo quindi una giostra di proposte, che vanno dall’andare subito al voto con la legge cambiata dalla Corte Costituzionale, senza mettere mano a quella del Senato, ai tentativi di proporre il “Mattarellum”, la legge elettorale del 1994, anche qui solo per la Camera.

Ed è proprio dal 1994 che è cominciata la triste storia delle leggi elettorali, che sono semplicemente un modo di tradurre i voti dei cittadini italiani, che sono tanti milioni, in un numero di parlamentari che arrivano intorno ai mille. Possibile che in ventitré anni non si riesca ancora a fare in modo che la sostanza, cioè l’atteggiamento dei partiti che non riescono a guardare al di là del proprio interesse, primeggi sulla forma, cioè la legge elettorale? Speriamo che il monito della Corte Costituzionale sia ascoltato, almeno per una volta, magari per la paura dei partiti che tra un anno o due potrebbero vedersi bocciare l’ennesima legge elettorale.

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Il nuovo appalto per la differenziata - di Ivano MORESCHINI

Stretta manoLa raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani di Castel Madama ha un nuovo gestore, per i prossimi cinque anni.

Con la determina del responsabile del servizio Arch. Ferrazzi Alessandra n. 8 del 10 gennaio 2017 infatti è stata approvata la proposta di aggiudicazione a favore della ditta PRAGMA Soc. Consortile a r.l. con sede in Strada di Colle Rosa,2 00024 Castel Madama (Rm).

L’importo di aggiudicazione ammonta ad euro 2.911.262,76 al netto del ribasso offerto del 4.11% comprensivo dei costi di sicurezza e dei costi di trattamento rifiuti non soggetti a ribasso. L’appalto era stato avviato nel pieno della campagna elettorale del 2016, con la determinazione n.r.g. 294 del 18.05.2016. Il bando di gara era di un importo a base di gara di livello europeo, trattandosi di euro 3.028.591,29.

Tanto per fare un paragone con l’appalto del 2011, aggiudicato alla Saneco recuperi srl di Guidonia, in quel momento lo stesso servizio costava euro 2.610.763,40 IVA esclusa, ovvero oltre 400.000,00 euro in meno.

In realtà i costi per il Comune di Castel Madama sono molto maggiori dell’importo del solo contratto di servizio. Nel quadro economico che si legge nella determina 294 del 18.05.2016 si sommano agli euro 3.028.591,29 altri euro 1.130.021,80, che sono formati soprattutto da: a) compensi per direttore dell’esecuzione del contratto comprensivo di Cassa previdenziale e viaggio euro 56.584,41; b) Costi trattamento secco residuo e degli scarti di mense e cucine euro 682.525,00; c) IVA euro 384.719,49.

La curiosità è capire chi sarà nominato direttore dell’esecuzione del contratto, perché sembra di capire che non è un funzionario del Comune.

Quindi la somma che deve finanziare il Comune di Castel Madama, al netto del ribasso di euro 117.328,53, che è il ribasso che ha offerto l’impresa, è molto vicino, se non oltre, ai 4.000.000,00 di euro.

Infatti nelle cifre riportate nel quadro economico rientrano anche cessioni di contributo all’impresa di somme Conai e Raee (i centri di raccolta di rifiuti consortili). Allegati agli atti di gara ci sono anche gli elenchi del personale che lavora in questo servizio, sia nella raccolta e trasporto, sia nell’isola ecologica.

Tali dipendenti sono garantiti dalla clausola sociale prevista dal contratto collettivo del settore rifiuti, e quindi le nuove imprese che vincono le gare sono obbligate a riassumerli.

In questo caso risultano in servizio al momento dell’indizione della gara, come da comunicazione della Coop. 29 giugno i seguenti nominativi: Bucci Angelo, Mancini Ottavio, Pucella Luigi, Salvatori Maurizio, Scardala Marco, Testa Michele, Ziantoni Christian, Ziantoni Marco, mentre all’Isola Ecologica segnalati dalla Saneco Recuperi erano in servizio Ferrazzi Nico e Leone Gianluca. Fin qui la cronaca dell’appalto, con un contratto che durerà cinque anni.

Ciò significa però che in una realtà degli enti locali della zona, che vedono forme di associazionismo come quella della Valle del Giovenzano, vicina al nostro Comune e gestita anch’essa dalla Pragma Soc. Consortile a r.l., ovvero registrano una crisi finanziaria piuttosto evidente di forme di gestione come l’Asa di Tivoli, il nostro Comune continua a gestire un servizio costoso come la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani in uno splendido isolamento.

Tutto ciò mentre nella Regione Lazio stanno meditando di chiudere o di cedere quote ai privati di Lazio Ambiente, che ha ereditato debiti e personale del vecchio Consorzio Gaia, che era arrivato a quasi trenta Comuni.

E mentre a Ciampino è ormai avviata una municipalizzata che raccoglie comuni anche grandi, come Valmontone e Zagarolo. Siamo sicuri che il nostro continuare a gestire da soli sia vantaggioso?

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La casa in cooperativa diventa proprietà - di Ivano MORESCHINI

CasaCome molti Comuni italiani, e del Lazio in particolare, il Comune di Castel Madama ha un forte bisogno di risorse finanziarie.

Si spiega forse così la deliberazione di Consiglio Comunale n. 62 del 20 dicembre 2016, che ha approvato i criteri per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, con rimozione del prezzo massimo di vendita degli appartamenti che ne sono interessati.

Si tratta di una cosa molto tecnica, che forse bisogna spiegare un pochino. Nel nostro paese, molte case sono state fatte da cooperative edilizie, che hanno avuto agevolazioni finanziarie da parte della Regione Lazio, con l’obiettivo di abbassare il prezzo degli appartamenti così costruiti. Insieme ai contributi finanziari, però, c’erano dei paletti che la cooperativa edilizia e chi comprava le case “in cooperativa” doveva rispettare.

Per esempio, la casa si comprava in diritto di superficie, che durava di solito 99 anni, e non di proprietà.

Inoltre, il Comune poteva fissare un prezzo massimo di vendita delle case stesse, mediante una convenzione approva dal Consiglio Comunale.

Il periodo di massimo fulgore della costruzione di queste case a Castel Madama è stato negli anni settanta ed ottanta, ma ci sono anche casi più recenti, intorno agli anni duemila.

Con la deliberazione 62/2016 sono stati fissati ora i criteri per calcolare il prezzo che si deve pagare per ottenere la piena proprietà della casa a suo tempo comprata, superando la fase del diritto di superficie, che metteva molti vincoli a chi aveva acquistato tali appartamenti.

Nella deliberazione sono fissati i criteri per determinare il prezzo che chi aveva acquistato le case dovrà versare al Comune per l’eliminazione dei vincoli alla vendita del bene, o altre forme di commercio dello stesso.

A monte di questa decisione c’è ovviamente una legge, che è la n. 448 del 1998, e molti Comuni hanno deciso di approvare delibere di questo tipo, sia per offrire un’opportunità ai compratori di case in cooperativa, e soprattutto per incassare il corrispettivo dell’eliminazione dei vincoli.

La determinazione del prezzo fissata dalla deliberazione è pari ad almeno il 3% del valore venale dell’area, ed il prezzo non può essere inferiore ad Euro 750,00.

Il prezzo comunque è anche legato alla scadenza di 20 anni dalla convenzione originaria, per cui in questo senso sono favoriti coloro che hanno acquistato prima, il che sembra anche giustificabile.

Sarà quindi importante la determinazione del valore venale dell’area, che dovrà passare da diritto di superficie a diritto di proprietà.

In questo senso c’è già un’indicazione nella delibera 62/2016, che dice: RITENUTO opportuno, ai fini della determinazione del valore venale delle aree P.E.E.P. interessate, impiegare quanto già elaborato e definito dal Settore VII – Lavori pubblici, assetto ed uso del territorio, con i criteri individuati e stabiliti nella valutazione dei terreni ricompresi nelle zone omogenee della variante generale al P.R.G. adottato il 26 maggio 2008 e controdedotto il 17 marzo 2009 e con delibera di controdeduzioni al voto regionale, n. 16 del 17.06.2014 e dei PPE 2 e PPE 3 definitivamente approvati il 30.12.2010 e del PPE 1 adottato il 30.03.2011 con potenzialità edificatoria, facendo riferimento alla tabella dell’ultimo anno emanato.

Mi è venuta la curiosità di vedere quelle delibere di Consiglio del 30 dicembre 2010, e forse ne valeva la pena.

Infatti in allegato alle due deliberazioni vi era un voto favorevole dell’allora consigliere Fabiani Giovanni, nonostante le critiche alla maggioranza di allora, che non aveva voluto ascoltare alcuni suoi suggerimenti per una migliore redazione di quei piani.

Però si nota dalla dichiarazione di voto di Fabiani un certo compiacimento, come di chi ha visto realizzato un suo progetto politico, nonostante tutto.

E vi era anche una dichiarazione di voto dell’allora consigliere Luigi Augusto Monaco, che invece votò in modo contrario con toni piuttosto aspri, come di chi fosse stato sconfitto.

A distanza di sei anni ora il non più consigliere Monaco, comunque grande elettore dell’attuale maggioranza, beneficia di un vantaggio per il Comune anche da lui governato.

La tela di Penelope dell’urbanistica castellana è sempre stata tessuta da pochi eletti.

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La Regione esprime parere positivo definitivo sul Piano Regolatore - TUTTA UN’ALTRA STORIA

Il Comitato Regionale per il Territorio il 19-1-2017 ha espresso il definitivo parere favorevole alla Variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Castel Madama, adottata nel maggio 2008 dall’amministrazione Salinetti. A breve la Giunta Regionale delibererà formalmente l’approvazione del nuovo strumento urbanistico, che governerà gli usi e le trasformazioni del centro abitato e dei 28 kmq del territorio comunale.

REGOLE CERTE ED UGUALI PER TUTTI
Per Castel Madama, per i suoi abitanti attuali e futuri, per i tecnici e gli operatori economici, per il suo territorio, il suo patrimonio storico artistico e ambientale questa è una buona notizia, attesa da decenni. Finalmente ci sarà un Piano Regolatore certo, trasparente, consultabile da tutti, che dà regole di edificazione e trasformazione del territorio uguali per tutti; che pianifica non solo gli edifici ma anche le strade, i servizi, le aree verdi; che prevede uno sviluppo integrato dell’economia locale; che fa attenzione alle zone di pregio e ne tutela la conservazione. Il nuovo Piano Regolatore segna la fine delle doppie tavole, degli errori, delle ambiguità e delle incertezze cartografiche. La fine della discrezionalità degli uffici tecnici e degli assessori. La fine dello strapotere dei soliti noti.

IL COLPEVOLE RITARDO DELLE AMMINISTRAZIONI PASCUCCI
Il Comitato Regionale per il Territorio aveva già espresso il proprio parere favorevole il 2 agosto 2012, ma l’amministrazione Pascucci a gennaio 2013 si oppose presentando alla Regione osservazioni pretestuose. Fu il prezzo che Pascucci dovette pagare a Monaco per avere il suo voto, necessario a conservare la maggioranza per continuare a fare il sindaco. Quelle osservazioni hanno ritardato di 4 anni e mezzo l’approvazione della Variante. Le amministrazioni Pascucci sono dovute tornare indietro ed accettare sostanzialmente il parere regionale così come era stato dato nel 2012.

MANTENERE ALTA LA GUARDIA
Siamo contenti di aver contribuito a questo risultato atteso da tanti castellani amanti del proprio paese, da tanti operatori economici e professionisti onesti, perseguito da tutte le amministrazioni progressiste degli ultimi quarant’anni. Abbiamo messo un punto e a capo. Ma ci possono essere nuove minacce al territorio, sostenute da amministrazioni come l’attuale, a cominciare dalla perimetrazione delle zone abusive che in realtà nascondono la trasformazione di 130 ettari di terreni da agricolo a residenziale e commerciale. Questa notizia tanto attesa dà fiducia e forza a continuare l’impegno per garantire un futuro sostenibile al nostro paese e ai suoi abitanti.

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ZYGMUNT BAUMAN - di Italo CARRARINI

Il grande filosofo e sociologo polacco di origini ebraiche si è spento lo scorso 9 gennaio all’età di 91 anni. Tra i più acuti e impegnati analisti della società contemporanea è noto per la sua riflessione sulla postmodernità e sulla globalizzazione in un mondo divenuto irrimediabilmente ‘liquido’, e in un tempo che impone di archiviare l’attuale modello economico causa di ‘esclusione’, ‘solitudine’, ‘disuguaglianze’. Con Bauman se ne va un altro grande interprete dei nostri tempi, un pensatore libero capace di guardare ‘oltre’ con un lavoro che ha posto al centro la dimensione etica e la dignità della persona umana.

ZygmuntIl contributo teorico di Zygmunt Bauman all’animato dibattito degli ultimi anni sulla post-modernità e sugli effetti della globalizzazione è stato certamente tra i più rilevanti.

Grazie a un linguaggio semplice, comprensibile e mai riduttivo è stato seguito da un pubblico vasto ed eterogeneo che lo ha apprezzato per la sua capacità di scavare dentro le parole senza scivolare mai nell’ordinario.

Pur non fornendo soluzioni ha analizzato le complesse situazioni del mondo attuale con grande lucidità e senso critico, con la speranza di informare e stimolare le coscienze per la creazione di comunità fatte da individui mossi da finalità e principi etici condivisi.

Dai primi studi marxisti, fino alle influenze di Gramsci e della sociologia fenomenologica di Simmel e Schutz, giunge alla visione di una post-modernità sempre più sfuggente al controllo centrale che ha illustrato avvalendosi delle metafore di modernità ‘liquida’ e ‘solida’.

Diversamente dalla ‘società solida’ dell’età moderna, dove tutto era dato come una costruzione compatta da inglobare nel corpo dello Stato, la ‘società liquida’ da lui formulata fotografa compiutamente il mondo in cui viviamo.

Un mondo privo di saldi valori di riferimento caratterizzato da un disagio derivante soprattutto dal problema dell’identità, dove nulla è permanente e dove ogni aspetto della vita può venire rimodellato artificialmente.

Con la fine delle grandi narrazioni del secolo scorso, la dissoluzione delle comunità naturali e l’avvento dei suoi surrogati artificiali si è fatto largo un individualismo sfrenato che ci rende sempre più insicuri.

Ognuno è antagonista di tutto e tutti, a causa del dilagante egocentrismo che sta minando le basi della modernità rendendola sempre più fragile.

Stiamo così assistendo alla creazione di forme comunitarie flessibili e a tempo, a comunità blindate, spesso settarie, che non mettono radici in nessun dove, che fanno leva su desideri e sogni momentanei e non sulle responsabilità etiche e gli impegni a lungo termine che una comunità vivibile tra gli uomini presupporrebbe.

Venendo a mancare un modello sociale stabile tutto si dissolve in una sorta di liquidità, dove l’unica soluzione possibile per l’individuo privo di riferimenti sociali è l’apparire a tutti costi, un apparire nello “sciame inquieto dei consumatori”.

Viene così fornita l’immagine di un individuo che si aggrega temporaneamente in gruppi per la sola durata della seduzione dell’obiettivo mutevole.

Non appena l’obiettivo cambia si aggregherà a un altro sciame verso un nuovo obiettivo: “gli sciami non sono squadre, nello sciame non c’è scambio né cooperazione ma solo vicinanza fisica e direzione”.

Bauman non si è mai arreso a questa condizione. Si è speso perché l’uomo contemporaneo possa realizzare una sintesi virtuosa tra ‘individuo’ e ‘persona’, senza annullarsi nelle incertezze che assillano la società attuale nella trasformazione dei suoi protagonisti da ‘produttori’ a ‘consumatori’. L’esclusione sociale di cui parla non si basa più sull’estraneità al sistema produttivo, ma sul non poter acquistare per sentirsi parte della modernità.

Nella vita liquida il povero si sente frustrato perché escluso dal ruolo di consumatore in una società che vive per il consumo e che trasforma lo stesso essere umano in merce.

 

La dura critica alla dissoluzione delle vere comunità, all’omologazione planetaria e alla mercificazione delle esistenze viene da lui elaborata soprattutto in ‘Vite di scarto’ (2005), ‘Voglia di comunità’ (2001) e in ‘Homo consumens’ (2007).

In ‘Dentro la globalizzazione’ (1999) biasima il concetto di ‘globalizzazione’ ritenuto ambiguo e contraddittorio nel suo universo semantico usato e abusato, tant’è che, seguendo il suggerimento di Roland Robertson, preferisce parlare di ‘glocalizzazione’ piuttosto che di globalizzazione, anche perché ‘globale’ e ‘locale’ possono essere visti come i due lati inscindibili della stessa moneta.

Di fatto la glocalizzazione ritiene che il fondamento della società è la comunità locale come interazione degli individui organizzati in gruppi presenti su un territorio costituiti in un insieme di ‘sistemi’, che diventano ‘sottosistemi’ se relazionati ad organizzazioni più complesse.

Ponendo al centro l’individuo il patrimonio locale materiale e immateriale della persona e del gruppo di appartenenza non perde mai di vista il ‘micro’ nella sua relazione con il ‘macro’.

In un’intervista pubblicata su ‘Informazione Consapevole’ del febbraio 2013, rilasciata a Massimo Di Forti riguardo alle conseguenze della crisi che da anni sta compromettendo tutte le democrazie e le istituzioni, il grande sociologo parla del divorzio tra la politica e il potere e della necessità di vivere insieme nel rispetto delle differenze.

Oltre a metterci in guardia dai politici che fanno dei nostri sentimenti uno strumento di potere, e che sembrano girare a vuoto di fronte alla crisi, osserva che “il potere è la capacità di esercitare un comando e la politica quella di prendere decisioni, di orientarle in un senso o nell’altro.

Gli stati-nazione avevano sovranità territoriale e il potere di decidere. Ma questo meccanismo è stato completamente travolto dalla globalizzazione, perché la globalizzazione ha globalizzato il vero potere scavalcando la politica.

I governi non hanno più un potere o un controllo dei loro paesi perché il potere è ben al di là dei territori. Sono attraversati dal potere globale della finanza, delle banche, dei media, della criminalità, della mafia, del terrorismo…” […] “Ogni singolo potere si fa agevolmente beffa delle regole e dei diritti locali… e anche dei governi.

La speculazione e i mercati sono senza un controllo, mentre assistiamo alla crisi della Grecia o della Spagna o dell’Italia…” […] “Il guaio è che oggi la politica internazionale non è globale mentre lo è quella della finanza”. […] “Per questo i governi e le istituzioni non riescono ad imporre politiche efficaci.

Ma è chiaro che non riusciremo a risolvere i problemi globali se non con mezzi globali, per restituire alle istituzioni la possibilità di interpretare la volontà e gli interessi delle popolazioni. Però questi mezzi non sono stati ancora creati”.

Stiamo effettivamente vivendo una condizione di vuoto paragonabile a quell’idea di ‘interregnum’ di cui parlava Gramsci: “c’è un vecchio sistema che non funziona più, ma non ne abbiamo ancora uno alternativo che ne prenda il posto”.

Affrontando il tema dell’integrazione Bauman sostiene che “l’obiettivo dev’essere quello di vivere insieme rispettando le differenze. Da una parte ci sono governi che cercano di frenare o bloccare l’immigrazione, dall’altra ce ne sono più tolleranti che cercano di assimilare gli immigrati. In tutti e due i casi si tratta di atteggiamenti negativi. Le diaspore di questi anni debbono essere accettate senza cancellare le tradizioni e le identità degli immigrati.

Dobbiamo crescere insieme, in pace e con un comune beneficio, senza cancellare la diversità che rappresenta invece una grande ricchezza”. Intervenendo all’incontro interreligioso e interculturale ‘Sete di Pace’ promosso lo scorso settembre ad Assisi dalla Comunità di Sant’Egidio, al quale ha preso parte Papa Francesco, Bauman ha descritto la storia dell’umanità come processo di espansione del pronome ‘noi’.

Una storia che fa intravvedere “una luce in fondo al tunnel, anche se il tunnel appare ancora lungo e pieno di insidie e pericoli”. In quell’occasione ha precisato che il primo ‘noi’ comprendeva poco più di cento persone: “Erano cacciatori e raccoglitori.

Non avevano autobus, supermercati… era un numero limitato… il resto era ‘altro’ dal ‘noi’. Col tempo questa cifra è aumentata e si è giunti alle tribù, alle comunità, e poi agli imperi e agli stati-nazione”, sino ad arrivare ai nostri giorni, a un punto senza precedenti. “Tutte le tappe e i balzi che ci sono stati avevano un dato in comune: erano tappe caratterizzate da ‘inclusione’ ed ‘esclusione’. C’era un ‘noi’ che si ampliava, ma anche un’identificazione dell’altro escluso dal noi. Questo ha portato a grandi spargimenti di sangue”. […] “Ora c’è la necessità ineludibile dell’espansione del ‘noi’ come prossima tappa dell’umanità.

Questo salto successivo è rappresentato dalla soppressione del pronome ‘loro’…”. Per cui se ‘loro’ è il nemico, il futuro è quello di un ‘noi’ senza un ‘loro’. Ad Assisi ha ricordato che nel percorso per integrare i popoli senza separarsi sono utili tre consigli di Papa Francesco: la necessità del dialogo e l’urgenza di promuovere una cultura del dialogo per ricostruire la tessitura della società; il dialogo al centro dell’educazione nelle nostre scuole, per dare strumenti per risolvere conflitti in maniera diversa da come siamo abituati a fare; l’equa distribuzione dei frutti della terra e del lavoro che non rappresentano una pura carità, ma un obbligo morale.

Per tali ragioni Bauman ha segnalato l’urgenza di promuovere una cultura del dialogo per ricostruire la tessitura della società. Imparare a rispettare lo straniero, il migrante, persone che vale la pena ascoltare.

La guerra si sconfigge solo se diamo ai nostri figli una cultura capace di creare strategie per la vita, per l’inclusione.

 

Per di più, l’acquisizione della cultura del dialogo non è una via facile, una scorciatoia.

L’educazione, invece, è un processo dai tempi lunghissimi, che necessita di pazienza, coerenza e pianificazione a lungo termine. Si tratta di una rivoluzione culturale rispetto al mondo in cui si invecchia e si muore prima ancora di crescere.

È necessario, inoltre, creare posti di lavoro reale e ben pagati per i giovani e passare dall’economia liquida ad una posizione che permetta l’accesso alla terra col lavoro. Proprio al lavoro e alle prospettive per i giovani Bauman ha riservato una particolare attenzione.

Sartre sosteneva che “Il segreto del successo sta nell’avere un progetto di vita e poi seguire le istruzioni”. Oggi quell’affermazione non vale più per i giovani, consapevoli di non poter impiegare i loro talenti e potenzialità nel mercato del lavoro.

Si è passati dallo stato di ‘disoccupazione’ che in ogni caso lascia qualche speranza, allo stato di ‘esubero’ che certifica l’assenza assoluta di opportunità di impiego.

Se fino a qualche anno fa chi perdeva il lavoro era un disoccupato, vittima in qualche modo del mercato, oggi viene posto in esubero, “il che sta a significare non utilizzabile, neanche degno di essere trattato come merce di scambio”.

In ‘Conversazioni sull’educazione’ (2012), scritto in collaborazione con Riccardo Mazzeo, dedica ai disoccupati un capitolo dal titolo provocatorio: “I disoccupati possono sempre giocare al lotto, non è vero?”. E spiega: “Il mercato del lavoro per i detentori di un’alta istruzione si sta contraendo in maniera forse più accelerata rispetto a coloro che non possiedono diplomi di laurea per aumentare il proprio valore di mercato”.

Per i giovani di oggi, ‘generazione senza tutto’ o ‘bidone dei rifiuti per l’industria dei consumi’ vi è ancora interesse, o questo interesse è stato offuscato da altri interessi? Al riguardo precisa che “i giovani non sono pienamente, inequivocabilmente ‘vuoti a perdere’.

Ciò che li salva dallo smaltimento definitivo, e assicura loro una qualche quota di attenzione da parte degli adulti, è il loro contributo attuale, e ancora più potenziale, alla domanda di consumo”. Nell’interessante articolo ‘Il pensiero di Zygmunt Bauman in 5 punti’ del 10 gennaio scorso, Simone Cosimi rileva che il libro ‘Sesto potere.

La sorveglianza nella modernità liquida’ (2013), scritto da Bauman con David Lyon, “serve per capire cosa arriverà dopo la post-modernità, e ci apre ad un modello di società in cui le forme di controllo assumono le fattezze dell’intrattenimento e dunque del consumo. In cui sotto l’attenzione delle organizzazioni transnazionali finiscono i dati e non le persone, o meglio le loro emanazioni digitali.

E in cui i rischi più elevati - più che per la privacy - sono per la libertà di azione e di scelta. La novità è che questo spazio del controllo ha perso i muri. E a dire il vero non occorrono neanche più i sorveglianti, visto che le ‘vittime’ contribuiscono e collaborano al loro stesso controllo”.

Messi quotidianamente alla prova, valutati e giudicati nei più piccoli dettagli della vita a causa delle informazioni personali che forniamo liberamente nell’ambivalente ruolo di ‘osservatori’ e ‘osservati’, stiamo scivolando a poco a poco nell’omologata e omologante dimensione spaziale dei ‘nonluoghi’ già teorizzata da Marc Augé.

Ispezionati sistematicamente in nome dell’autopromozione, della funzionalità e della semplificazione, saremo probabilmente destinati a non avere più spazi dove rifugiarci per non essere spiati.

È una metamorfosi niente affatto consolante... una minaccia sempre più incombente che riguarda tutti noi. Nonostante gli scenari poco rassicuranti della post-modernità e della globalizzazione il filosofo ha dedicato ampio spazio alla ‘felicità’.

“Non è vero che la felicità significhi una vita senza problemi.

La vita felice viene dalla soluzione dei problemi e dal superamento delle difficoltà”. Tuttavia, in un’epoca in cui la felicità è consegnata all’inseguimento di desideri mercificati che si traducono spesso in nevrosi, come si può recuperare un’esperienza di felicità autentica? La risposta è nei legami amicali, nostra unica ‘scorta’ (sociale) nelle acque turbolente del mondo liquido-moderno.

La felicità è “un costruirsi e un lasciarsi costruire”.

È una via possibile, una sfida dell’umanità per la sua dignità futura.

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Programma Escursioni - Associazione Camminando con Stefano

Camminando con Stefano25/26 FEBBRAIO: WEEK END BIANCO (P.N.A.L.M.).
Week end immerso nel tipico paesaggio invernale, contornati di soffice neve e gelido ghiaccio che, al nostro passaggio non farà altro che alleggerire i nostri passi e condurci alla meta.
Il week end sarà diviso in due giorni e ci darà la possibilità di raggiungere due vette poco sotto i 2000 metri.
Sabato 25: Ritrovo e partenza ore 7.00 dal parcheggio casello autostradale A24 uscita Castel Madama.
Arrivo a San Donato Val di Comino,presso le case Marceglie, agriturismo in cui pernotteremo, per sistemazione bagagli. Partenza per escursione in ciaspola verso il Monte Panico (1885 mt.) nostra prima meta.
Descrizione tecnica escursione
DISLIVELLO: 450 mt c.ca
DISTANZA: 6 Km. c.ca
DIFFICOLTA’: EA (Escursionista attrezzato)
ATTREZZATURA: Abbigliamento invernale,Ciaspole, Zaino contenente acqua viveri per il pranzo e cambio
Indumenti.
Rientro alle case Marceglie nel pomeriggio/sera, cena in loco a base di zuppe e prodotti tipici locali, che con
il loro sapore ci faranno riscoprire il vero gusto della natura e della vita montana. Pernotto.
Domenica 26: Escursione in ciaspola al Monte San Nicola (1900 mt.)
Descrizione tecnica escursione
DISLIVELLO: 500 mt. C.ca
DISTANZA: 18 km. C.ca
DIFFICOLTA’: EA (Escursionista Esperto Attrezzato).
ATTREZZATURA: Abbigliamento invernale,Ciaspole, Zaino contenente acqua viveri per il pranzo e cambio Indumenti.
Ritorno alle autovetture e rientro a casa.
N.B.: prenotazioni entro e non oltre il 20/01/2017. Info tel. 3315954695

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Programma da Febbraio a Maggio 2017 - Centro Sociale Anziani

 Il nuovo comitato di gestione del C.S.A., con il Presidente Mario Caputi, sta pian piano, pianificando tutte le attività del Centro.
Ricordiamo le feste di Carnevale svolte: il 4 febbraio, l’11 febbraio, il 18 febbraio e quelle in programma:

SABATO 25 FEBBRAIO, “NONNI E NIPOTI IN MASCHERA” ALLE ORE 15,30.
DOMENICA 26 FEBBRAIO ORE 17,00, - TEATRO AL CENTRO CON IL GRUPPO “C’ENTRAMO NEL CENTRO” che presenta lo spettacolo CARNEVAL…IAMO INSIEME” spettacolo cabaret DA RIDERE.
MARTEDI 28 FEBBRAIO: Festa di chiusura del Carnevale in maschera.
MERCOLEDI 8 MARZO: FESTA DELLA DONNA. Ore 17,00 presso il centro spettacolo sul significato della festa della donna, presentato dal gruppo “C’ENTRAMO NEL CENTRO”.
DOMENICA 12 MARZO: PRANZO PER LA FESTA DELLA DONNA PRESSO RISTORANTE “GRAN PARADISO”.
SABATO 25 MARZO: FESTA DELLA PRIMAVERA presso il Centro. Ore 17,30 pomeriggio danzante, con buffet.
DOMENICA 2 APRILE: TEATRO DELLE MUSE ROMA “MISERIA E NOBILTA’ con Pietro Romano, seguirà cena da “pizza Luigi”. Quota Euro 33,00. (la quota comprende, biglietto del teatro, viaggio in pulman andata e ritorno e cena).
GIOVEDI 6 APRILE: Presso i Padri Oblati Ore 18,30, Messa in preparazione della santa Pasqua. Nell’occasione si ricorderanno tutti i defunti de C.S.A.
DOMENICA 23 APRILE: Gita a Casamari e Trisulti.
SABATO 13 E DOMENICA 14 MAGGIO: GITA A PISTOIA: CAPITALE DELLA CULTURA 2017.

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Associazione Pro-Loco Castel Madama di Francesco Pecchi

La Russia vista da Valeriy Shevstov

logo prolocoLa Ass. Pro-loco Castel Madama, insieme al Comune di Castel Madama organizzerá una mostra fotografica dal titolo “La Russia vista da Valeriy Shevstov”, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio.
La mostra sará aperta al pubblico per tre weekend : 25-26 Marzo, 1-2 Aprile, 8-9 Aprile, e si terrá nei locali del Castello Orsini a Castel Madama.
Ogni fine settimana da programma sará possibile quindi visitare la mostra e sono previsti eventi culturali e musicali con attinenza alla cultura russa.
Vi ricordiamo inoltre che in contemporanea con l’apertura della mostra vi sará l’inaugurazione della nuova sede della Ass. Pro-loco nei locali del Castello Orsini.

 

Proseguono le conferenze della seconda edizione delle Giornate di Storia Castellana 2017, organizzate dalla Ass. Pro-loco con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura.
Siamo giunti a metá del nostro percorso, iniziato il 7 febbraio con Daniele Sciarretta e le epigrafi castellane recenti.
Il nostro brillante relatore ci ha spiegato come dietro quelle antiche frasi incise e spesso ben visibili sulle facciate di alcuni nostri edifici del ‘500-’600, a imperitura
memoria degli abitanti, si nasconda in realtá un passato molto complesso; che abbiamo scoperto caratterizzato da eventi di particolare importanza e violenza  come per esempio la disputa per la Gabella del Passo fra castellani e tiburtini.
La settimana seguente è stato il turno di Nicoló Borgianni, che ha spiegato le caratteristiche della biodiversitá nel nostro territorio. Non solo flora e fauna ma anche i rischi e i pericoli che le tormentano e come potremmo risolvere questi problemi e tutelare finalmente il nostro patrimonio naturale.
Entrambi gli interventi hanno suscitato grande interesse fra il pubblico che ha posto molte domande ai relatori.
Vi ricordiamo i prossimi eventi della manifestazione, il giorno 21 con il prof. Curzi che ci parlerá degli Orsini fra Castel Madama e Vicovaro e la lectio magistralis del dott. Zaccaria Mari conclusiva della manifestazione, il 14 marzo.

 

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La scuola In...Forma - Giornalino scolastico dell'ICC di Castel Madama

 icc castel madama

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Partono i lavori al Ponte degli Arci - di Federico FRATINI

PonteAd inizio febbraio sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo ponte degli Arci, un intervento finanziato dalla Regione Lazio con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 815 del 22/10/2009, nella quale si individua la Provincia di Roma come ente attuatore dell’opera e beneficiario del finanziamento approvato. Dai documenti di gara ho estratto alcune informazioni sull’opera che si sta realizzando, che riporto qui di seguito.

Attualmente esiste un problema di traffico e di sicurezza stradale subito a valle dell’abitato di Monitola, causato da tre restringimenti di carreggiata successivi che costringono i veicoli ad un senso unico di marcia alternato e che sono dovuti sia a delle preesistenze archeologiche di epoca romana sia alla ristretta sezione stradale disponibile sul ponte esistente, il quale risale alla seconda metà del settecento.

Questo intervento dovrebbe consentire di risolvere tali problematiche evitando la formazione di lunghe code di veicoli nelle ore di punta, facilitare il collegamento con l’autostrada e garantire un adeguato livello di sicurezza stradale.

In particolare le opere previste sono costituite da:

1. Ponte carrabile a due luci in struttura mista acciaio-calcestruzzo, per uno sviluppo di circa 150 m ed una larghezza di circa a 10 m, costituito da due corsie e banchine laterali (i marciapiedi sono stati eliminati dal progetto);

2. Regolarizzazione dell’alveo ordinario del Fosso d’Empiglione, mediante sistemazione con materassi e gabbioni, nel tratto a valle del ponte esistente per circa 200 m.

Con il nuovo ponte la viabilità sarà così modificata: due corsie per senso di marcia nella direzione di Tivoli, che permetteranno ai veicoli provenienti dall’autostrada sia di proseguire verso il centro storico sia di svoltare verso il quartiere degli Arci; la corsia interna consentirà ai mezzi provenienti dagli Arci di recarsi a Tivoli. Le automobili provenienti da Tivoli continueranno ad attraversere i due archi romani, superando prima il bivio per il quartiere degli Arci e quindi il vecchio ponte (a senso unico di marcia) sino ad innestarsi sulla viabilità esistente a ridosso dell’abitato di Monitola.

Lo schema originale dell’opera è stato pesantemente riveduto dopo la conferenza dei servizi, poiché la Sovrintendenza ha sollecitato la riduzione a due campate del ponte (prima era a tre) con il conseguente aumento dell’altezza delle travi, mentre il Comune di Tivoli ha richiesto di mantenere l’attuale viabilità tra i due archi romani per l’ingresso al quartiere Arci.

Questo progetto è adottato inizialmente dal Comune di Tivoli nell’ambito del procedimento Prusst nel 2002, poi la Provincia di Roma lo inserisce nel proprio Programma Triennale 2010-2012 delle Opere Pubbliche, il progetto è stato redatto dall’Ing. Massimo Lucianetti di “Prog.In Srl”, e dopo le conferenze di servizi svoltesi nel 2006 e nel 2009, il progetto esecutivo è approvato dalla Regione Lazio nel 2012, che ha stanziato il finanziamento per l’anno 2013, e poi programmato per il 2014 assegnandolo ad Astral.

La somma prevista per l’opera ammonta a circa 10,5 milioni di euro, di cui 7,4 milioni per i lavori, 0,2 per gli oneri di sicurezza, 0,1 per la sistemazione degli acquedotti romani, 0,6 per le espropriazioni, 1,7 per l’iva. Infine nel 2015 è stato pubblicato il bando per l’affidamento dei lavori mediante procedura aperta, con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, vinta dall’impresa castellana “Mario Cipriani Srl” con un ribasso del 32% ed un importo complessivo di circa 5,2 milioni di euro.

Il cronoprogramma prevede 700 giorni di lavori, quasi 2 anni, e quindi dovremmo poter utilizzare il nuovo ponte ad inizio 2019.

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L’Italia dei “disastri”: naturali o umani? - di Gioia FABIANI

 Italia disastriVorrei soffermarmi con voi a riflettere sulla vicenda drammatica dell’Hotel Rigopiano, dove hanno perso la vita 29 persone.

Dai quotidiani locali e nazionali, nei giorni successivi alla tragedia siamo venuti a conoscenza di diverse informazioni che sicuramente orientano il pensiero sulla possibilità che cio’ che è accaduto “si poteva evitare”.

Le notizie riportavano quanto segue: Farindola (Pescara), 24 gennaio 2017 – non è la prima volta che l’Hotel Rigopiano finisce al centro di un’inchiesta giudiziaria: l’ultima si è chiusa appena qualche mese fa, a novembre, con sette assoluzioni.

L’indagine, coordinata dal pm di Pescara Gennaro Varone, era partita nel 2010 a seguito dei lavori di ampliamento dell’albergo, avvenuti nel 2007, quando fu ristrutturato per ospitare centro benessere e anche una piscina.

All’epoca si parlava di un presunto abuso edilizio: la struttura esiste infatti da prima degli anni ’50 come rifugio alpino del Cai, e nella sua lunga storia avrebbe già subìto altre calamità. Negli anni ’70 è stato poi costruito l’hotel.

Insomma, da dimora per appassionati di montagna diventa una spa a 4 stelle.

Fino a quel mercoledì, quando la furia della montagna lo ha raso al suolo.

«Sarà un lavoro molto complesso – ha sottolineato il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini – ricostruire le fasi della realizzazione dell’edificio.

Se la pratica di ampliamento è stata in qualche modo rilevante per quello che è successo, io lo saprò», assicurava. Che è appunto uno dei temi di indagine su cui la Procura sta lavorando.

E intanto spunta l’ipotesi choc dall’H2O Abruzzo: secondo il Forum l’albergo sarebbe stato costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti compresi quelli da valanghe, all’imbocco di un vallone.

Lo testimonia la mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo sin dal 1991, ripresa e confermata nel 2007 dalla mappa del Piano di Assetto Idrogeologico della Giunta Regionale.

Questa notizia, che la procura di Pescara prende in considerazione benché definendola «giornalistica» finirà negli atti dell’inchiesta, come ha confermato la stessa Tedeschini, getta una luce inquietante sulla struttura e sulla tragedia che l’ha poi distrutta, sempre prendendo questo studio con tutte le cautele del caso.

Gli inquirenti si recheranno presto alla Regione Abruzzo all’Aquila per acquisire tutti i documenti che riguardano il settore: Piano Valanghe, carte e documenti relativi agli allerta meteo.

Secondo quanto documenta l’H2O la mappa della Regione evidenzia nel sito «conoidi di deiezione» ossia «un’area rialzata formata proprio dai detriti che arrivano dal canalone a monte dell’albergo.

Insomma, come stare proprio lungo la canna di un fucile che poi è stato caricato ed ha sparato», ha spiega Augusto De Sanctis, del Forum.

«Il fatto che ci fosse prima una struttura più piccola non vuol dire granché – spiega ancora De Sanctis – perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi possono essere più lunghi di qualche decina di anni.

I geologi identificano le aree di rischio non solo attraverso gli eventi già noti, riportati nel catasto di frane e valanghe, ma anche e soprattutto su alcune caratteristiche specifiche del terreno a cui ricollegano il tipo di eventi che L’Italia dei “disastri”: naturali o umani? può verificarsi.

E lì questi segnali dovevano essere evidentissimi, come spiegano queste mappe ufficiali». L’esistenza di una mappa conoscitiva però, ad avviso di De Sanctis, non si è tradotta «per omissione della Regione in una mappa del rischio valanghe che era prevista dalla legge 47/92, cioè 25 anni fa.

La legge prevede per le aree a rischio accertate o potenziali o l’inedificabilità o per strutture esistenti il divieto di uso invernale». Al pm Tedeschini non sguggirà il caso della strada di 9 chilometri «a rischio» che collega Farindola al resort e che «andava chiusa»: «Tra i filoni di indagine c’è quello sulla viabilità di accesso rispetto all’hotel in quel momento».

Intanto sale l’attenzione e la tensione da parte dei familiari delle 29 vittime dell’- hotel Rigopiano per le quali ogni giorno è come un anno lento che trascorre senza avvicinarsi alla Giustizia, quella con la «g» maiuscola.

La prima vera notizia è che a poco meno di un mese dai fatti non ci sono ancora indagati.

All’attenzione degli inquirenti anche la legge regionale numero 47 del 1992 che prevedeva la messa a punto di una Carta del rischio valanghe che pero’, nonostante tutti gli anni trascorsi, non e’ stata mai realizzata.

Si sa però che la zona di Farindola è a rischio valanghe, anzi lo si sapeva dal 1999 quando la guida alpina Pasquale Iannetti lancio’ per primo l’allarme. Tutto nero su bianco redatto in un verbale della commissione comunale valanghe di Farindola rimasto, pero’, ignorato.

Lo si è saputo fino al 2005 quando, all’improvviso, tutti se ne dimenticarono e si occuparono di altro nella lenta tranquillità burocratica del paesello di montagna. Una lentezza asfissiante e deleteria se si considera che il Piano regolatore del paese risale al 1978 e che dal 1999 si sta lavorando al nuovo senza riuscire ad approvarlo ma spendendo già bei soldi per gli incarichi tecnici.

Il che significa che il paese è stato zavorrato da un documento urbanistico vecchio che pure dovrebbe essere scandagliato per capire come e perché è stato possibile costruire ed ampliare il vecchio rifugio Rigopiano.

Allora credo che andando avanti con le indagini scopriremo che la natura segue il suo disegno “naturale”, mentre l’uomo che possiede gli strumenti per comprendere i suoi giustificati movimenti, la rende colpevole, invece, della totale indifferenza, superficialità e incapacità “umana”

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Riflessioni a margine del Convegno - Associazione Noi Lilith

 

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Onorificenze e riconoscimenti - di Roberto BONTEMPI

OnorificenzeIl Comune di Vicovaro ha scelto nuovamente l’occasione dei festeggiamenti in onore del proprio patrono, Sant’Antonio Abate, per omaggiare con importanti onorificenze ad alcuni cittadini, vicovaresi e non, che hanno scritto significative pagine di storia del nostro paese. La cerimonia si è tenuta presso la chiesa di Sant’Antonio Abate il 22 gennaio scorso. È stata conferita la Cittadinanza Onoraria alla Memoria all’Avvocato Ferdinando Meucci, Magistrato della Corte dei Conti e Sindaco del Comune di Vicovaro che, negli anni difficili della ricostruzione successiva alla Seconda Guerra Mondiale ha svolto il suo ruolo con «passione, competenza ed autorevolezza – come si legge nelle motivazioni – contribuendo alla pianificazione ed alla realizzazione di opere fondamentali per la vita dei cittadini e del territorio». La Cittadinanza Benemerita alla Memoria è stata invece offerta a Cornelia Lillini, Giuseppina Colasanti e Mariantonia Febi (in foto), tre protagoniste della storica rivolta popolare contro la derivazione delle acque del Fiume Aniene, che ebbe il suo culmine nelle proteste di piazza del 5 maggio 1918 e che « avendo difeso con forza e coraggio l’interesse generale del territorio e i diritti fondamentali di un’intera comunità, rappresentano un esempio e uno stimolo per le generazioni future» anche alla luce, perché no, delle recenti problematiche nella gestione del servizio idrico... Nella stessa occasione, inoltre, è stato concesso un encomio particolare al Dottor Zaccaria Mari, Archeologo e Funzionario della Soprintendenza per l’Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, protagonista del recente recupero degli Eremi benedettini di San Cosimato, premiato «per l’intensa attività di studio, ricerca e scrittura destinata alla riscoperta e alla promozione del patrimonio naturale, storico e culturale del territorio».

 

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Il suono della clorofilla - di Roberto BONTEMPI

ClorofillaAntonio Francesco Perozzi è un giovane vicovarese poco più che ventenne con tante passioni.

Una di queste, la scrittura, si è concretizzata recentemente nella pubblicazione de Il suono della clorofilla, il suo primo romanzo uscito per la casa editrice L’Erudita di Roma (188 pagine, 17 euro).

Sabato 21 gennaio scorso, presso la Sala Consiliare di Vicovaro ed alla presenza di un folto pubblico, Antonio ha presentato il suo romanzo grazie alla collaborazione con l’Università delle Tre Età di Vicovaro e con il supporto della professoressa Margherita Dante che ha introdotto e moderato l’incontro durante il quale hanno preso la parola anche il Sindaco, Fiorenzo De Simone, il dottor Thomas e il professor Virginio Coccia.

Protagonista del romanzo è Fausto Aleteia, un investigatore di provincia appassionato di processi logici che deve indagare su uno strano furto di sassofoni. Riuscirà a scoprire la… alètheia?

Il libro si può acquistare on line da tutti i siti specializzati (ibs, amazon, ecc).

 

 

 

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ASD Vicovaro: un'ottima annata - di Roberto BONTEMPI

Asd Vicovaro13 febbraio 2017) Una prima squadra che, al primo anno di Promozione, staziona nelle zone medio-alte della classifica, il team dei Giovanissimi provinciali sempre in alta quota e, soprattutto, una scuola calcio piena di iscritti: la società ASD Vicovaro ha tanti motivi per essere soddisfatta ed affrontare questo nuovo anno solare con crescente entusiasmo.

Ma andiamo con ordine.

La compagine guidata da Mister Manrico Berti, dopo 22 partite di campionato di Promozione (girone B) staziona al quinto posto (insieme alla Vigor Perconti), a sole due lunghezze di distanza dalla zona play-off.

Intendiamoci, si può sempre far meglio, mancano ancora 12 sfide e la classifica in quella fascia è molto corta, ma credo che Presidente e società possano, per il momento, ritenersi soddisfatti del cammino fin qui percorso al primo anno in questa nuova categoria.

Tra l’altro a gennaio ci sono stati alcuni nuovi inserimenti in squadra che testimoniano la volontà di investire e continuare a migliorare. Buone notizie anche dai Giovanissimi provinciali (classe 2002) che stanno ben figurando nel loro girone, mantenendo una buona posizione in classifica ed offrendo prestazioni convincenti. Sebbene i risultati non siano sempre brillanti, anche le compagini di calcio a 5 maschile e femminile meritano comunque di essere ricordate come un’altra bellissima realtà di questa società.

Il fiore all’occhiello resta però la scuola calcio: è lì che si costruisce una mentalità, è lì che si educa, è lì che il calcio può esprimere il suo volto più bello e gioioso. Terminati i tornei natalizi, le cinque categorie di bambini stanno adesso preparandosi agli appuntamenti primaverili.

Alessandro Loreti, responsabile della scuola calcio e coordinatore del settore giovanile trasmette un entusiasmo contagioso ed ha le idee chiare: «In ogni nostra iniziativa cerchiamo di abbinare la parte più strettamente tecnico-sportiva con quella educativa.

Cerchiamo di aiutare i bambini ad interiorizzare delle regole di comportamento e a diventare pian piano più autonomi, a guidarli nella loro crescita».

In questo processo è ovviamente decisivo il ruolo dei genitori: «Ad inizio anno abbiamo dato alle famiglie una brochure informativa con quelle che sono le nostre idee e le finalità della nostra attività, invitandoli a condividere questo percorso basato sul rispetto reciproco dei ruoli di ciascuno: gradualmente questa mentalità verrà interiorizzata da tutti».

Tante le iniziative in programma: «In Primavera, oltre alla ripresa dell’attività “agonistica”, i bambini saranno coinvolti in una bella iniziativa di una giornata: avranno infatti la possibilità di calcare i campi del centro tecnico nazionale di Coverciano, la casa della Nazionale italiana di calcio, visitare il Museo e le strutture del centro. Poi organizzeremo il Memorial Carlo Santini ed abbiamo in mente di far vivere agli allievi l’esperienza di un torneo fuori Vicovaro, che li vedrà in trasferta per 2-3 giorni». Tanti momenti positivi per vivere il calcio nel modo più autentico.

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Nella sera dei Miracoli tutto il mondo è paese - Laura De Simone

spettacolo Teatrale a Cineto Romano

Sera dei MiracoliIl giro del mondo tra musica e tradizione... Spettacolo di qualità, regia raffinata.

La compagnia “I tratti d’unione” conta trenta bambini e ragazzi di Cineto Romano che nel teatro comunale del loro paese alla presenza del loro Sindaco in una folta platea, l’8 gennaio scorso, hanno evidenziato temi importanti per l’anima, argomenti come l’egoismo, l’indifferenza, la supremazia, il pregiudizio, l’ignoranza ecc… Esposti senza falsi moralismi, in un luogo altamente dinamico per i bambini e i ragazzi, come il teatro, sia per la condivisione, sia per gli scambi di movimenti, di impressioni e di battute racchiuse in una didattica che facilita l’espressione corporea.

La narrazione totalmente inedita e innovativa, spazia nel tempo e nei luoghi articolandosi su vari collegamenti storici. I ragazzi hanno recitato con gioia un dialogo sull’esistenza da un punto di vista prettamente attuale ed emotivo, perché sappiamo che recitando si recita inconsapevolmente la vita stessa.

E questo tipo di dimensione è assolutamente fondamentale per crescere bene.

Anche attraverso il proprio corpo, in modo sano.

Questa commedia ha portato inevitabilmente benessere alla platea, per la sensibilità e la pulizia d’animo con cui viene raccontata, per la modalità espressiva carica di fiducia nei valori del bene, della libertà, dell’uguaglianza, del concetto di identità, e per il messaggio conclusivo pieno di fini nobili. L’energia che hanno trasmesso è quella di una spensierata e reale unione, a volte insolita e rara da trovare, complessa da creare e da gestire, se non fosse una qualità già innata e presente in loro ed in ognuno di noi. Una continuità di brani musicali, canti, chitarra e recitazioni hanno mantenuto sempre alta l’attenzione del pubblico divertito e commosso.

L’autore, nonché regista Enrico Orgitano, nel suo intento ha avuto la capacità di arrivare diretto al cuore del pubblico e di trasmettere un insegnamento così chiaro, semplicemente giocando… dall’inizio alla fine, quando entra in scena per i ringraziamenti e le presentazioni particolareggiate e affettuose della sua compagnia.

Complimenti all’indiscusso maestro, che con disinvoltura ha reso credibile la possibilità di un mondo unito; che con una direzione visibilmente sciolta ha esercitato sulla duttilità e sull’adattabilità dei ragazzi tutta la sua arte e la spiccata ecletticità che lo contraddistinguono. Grazie a “I tratti d‘unione” che salvando le loro giovani anime in questo percorso di apertura di coscienze, hanno magicamente salvato anche quelle di tutta la collettività.

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Tivoli rinnova... i propri mezzi - di Valentina TORELLA

CotralSono stati presentati “in primis” al deposito di Castel Madama dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti i nuovi autobus Cotral in arrivo per il trasporto regionale extraurbano a Tivoli.

Assieme a lui l’Assessore alla Mobilità e alle Politiche del territorio, Michele Civita, alla Presidente e all’Amministratore Delegato di Cotral Spa, Amalia Colaceci e Arrigo Giana.

I 10 Solaris di 12 metri sono entrati in servizio a partire dal 9 gennaio scorso sulle principali corse in partenza da Tivoli.

In tutto 20 nuovi mezzi verranno assegnati a questo impianto entro l’estate, permettendo di mandare in pensione i più vecchi in circolazione dal 1990. Ecologici, confortevoli e sicuri.

I Solaris Interurbino 12 metri sono tutti euro 6, dotati di telecamere di video sorveglianza a bordo e di ausilio alla guida.

La nuova illuminazione a led all’interno del veicolo e sui due pannelli di segnalazione frontale e laterale consente una migliore leggibilità delle informazioni di percorso.

Maggiore sicurezza a bordo sarà garantita dall’ABS, dal sistema anti-slittamento ASR e dal dispositivo antincendio di ultima generazione.

Complessivamente 340 nuovi autobus ecologici e confortevoli viaggeranno sulle strade del Lazio entro l’autunno del 2017.

L’acquisto dei nuovi pullman è stato possibile grazie ad un investimento di 81 milioni di euro, di cui 51 finanziati dalla Regione Lazio, 15 dal Ministero dei Trasporti, 8 dal Ministero dell’Ambiente e 7 autofinanziati da Cotral per l’acquisto dei bus bipiano.

La fornitura prevede la consegna di 33 bus al mese fino all’autunno del 2017, di questi 300 saranno “Interurbino” di 12 metri prodotti da Solaris e 40 bipiano da 90 posti prodotti dalla casa tedesca Man che entreranno in servizio sulle linee maggiormente frequentate, garantendo oltre 1600 posti a sedere in più.

Quattro colori vestono la livrea dei bus con il nuovo logotipo aziendale, totalmente rinnovato nella grafica e nell’uso dei font.

Un cambiamento che segue di pari passo l’evoluzione dell’azienda sia sul piano dell’affidabilità del servizio - oggi Cotral garantisce il 99% delle corse programmate - che della comunicazione alla clientela.

Un nuovo sito internet, più accessibile e ricco di informazioni, e un nuovo sistema di gestione dei reclami hanno permesso di dimezzare i tempi di risposta all’utenza.

Il bando di gara, vagliato dall’Anac, ha incluso anche la manutenzione dei mezzi in full service per dieci anni che consentirà un risparmio di circa 3,5 milioni di euro.

E non solo: Cotral nel 2015 ha chiuso il proprio bilancio in pareggio, dimezzando i debiti verso i fornitori, passati da 347 milioni di euro del 2014 a 178 milioni del 2015.

Questo risultato è stato possibile grazie alla regolarizzazione dei pagamenti da parte della Regione Lazio, al taglio degli sprechi e all’ottimizzazione delle risorse. La riduzione di spese legali e notarili ha portato un risparmio di 670 mila euro, circa 800 mila euro provengono invece dal taglio delle spese di telefonia, delle consulenze e dei compensi degli organi societari.

Risparmi che vanno di pari passo con gli investimenti: nel biennio 2014/2015 Cotral ha assunto 220 nuovi autisti, di cui la metà under 30, colmando le carenze di organico sui territori.

È sempre una cosa positiva ed apprezzabile quando si verificano delle innovazioni che portano a dei cambiamenti che favoriscono modernità, comodità e funzionalità.

Ogni singolo cittadino anziano o giovane che sia ha diritto a sentirsi tutelato ed accontentato sotto questo punto di vista, soprattutto chi paga onestamente le tasse…

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Riprese del Cortometraggio “STATI” - di Claudia CROCCHIANTI

Riprese StatiSabato quattro e domenica cinque febbraio presso Palazzo San Bernardino a Tivoli la DUE P.T. CINEMA srl con la collaborazione della Tibur Film Commission ha dato il via alle riprese del cortometraggio “Stati” con gli attori Giacomo Ferrara (nel ruolo di Spadino in Suburra), Enrico Oetiker (nel cast del film SE DIO VUOLE con Giallini e Gassman), Giuseppe Maggio (fiction mediaset ad esempio SOLO PER AMORE o IL BOSCO), Fabio Massenzi e Luigi Belpulsi.

“Stati” non vuole essere un film a servizio della verità ma una provocazione o stimolo a seguito della perdita di una persona cara, ritenuta ingiusta dagli affetti familiari. “Stati” non vuole essere una rivoluzione politica o una questione dogmatica, ma vuole semplicemente evidenziare lo stato d’animo delle persone in una zona di fantasia.

A spiegare il film il regista Alessandro Prete, dicendo che vorrebbe che dopo il Purgatorio ci fosse realmente il Paradiso.“Stati” è un processo di fantasia che mette in connessione le persone, perché solo la fantasia eleva lo spirito e la speranza delle persone.

Un commento su questo cortometraggio lo ha rilasciato l’Assessore alla Cultura e Turismo Urbano Barberini con queste parole:” Io sono felice di constatare l’intensa attività della Tibur Film Commission, e ringrazio tutto lo staff e sono doppiamente felice, in primis come assessore per l’ottimo lavoro della Tibur Film Commission e come attore perché incontro sempre dei colleghi come è successo già nelle precedenti riprese dove ho rivisto Bava e Sbraga con molto piacere.

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Le date del Carnevale di Tivoli - di Claudia CROCCHIANTI

 CarnevaleEntra nel vivo il Carnevale di Tivoli 2017, si avvicinano le sfilate dei carri. Da domenica 12 a martedì 28 in agenda ci sono sei appuntamenti in vari quartieri della Città.

Le sfilate sono il momento clou dei festeggiamenti carnascialeschi tiburtini, organizzati quest’anno da Idee Creative insieme al Comune di Tivoli ed all’Assessorato alla Cultura.

La prima sfilata sarà il 12 a Tivoli Terme con partenza alle ore 15.

Aprirà l’uscita dei carri il corteo Storico e poi sfileranno i quattro carri “piccoli”, quelli allestiti per il corteo nel centro storico, lo Zibaldone, quello sul pizzutello, Reginella pizzutella, quello su Ippolito D’Este, Spiando Ippolito, e L’archittu de Pummidoro oltre ad altro un carro realizzato dall’oratorio di Campolimpido.

Il secondo appuntamento è per sabato 18 a Villa Adriana, con partenza alle ore 15 da Via lago di Garda.

Sfileranno sempre i carri piccoli, quello di Campolimpido e faranno il loro “esordio” due dei carri grandi, uno dedicato alla Cina, Calnevale... ogni schelzo vale, e La Fatina e folletti della contrada Empolitana.

La terza sfilata è domenica 19 a Tivoli, partenza alle 15 da largo Saragat, e poi il percorso classico per via Empolitana, viale Trieste, via Aldo Moro e piazza Garibaldi.

Sfileranno tutti i carri, quattro piccoli e grandi. Quarto appuntamento sabato 25 a Campolimpido, partenza ore 15. Usciranno quattro carri piccoli e due grandi. Quinta sfilata domenica 26, a Tivoli, con il nuovo percorso nel centro storico. Partenza alle 15 da Piazza Massimo con giro al centro intorno al comune.

Nel corteo i 4 carri piccoli più quello di Campolimpido.

Si chiude Martedì Grasso, il 28, sempre con il giro nel centro storico. Al termine della sfilata, intorno alle 17 concerto in piazza Plebiscito dei Raggi Gamma, gruppo cover cartoon. A seguire dj set a cura di Ciccio De Mario.

Nelle prossime settimane, oltre alle sfilate, in programma ci sono altri appuntamenti consultabili sulla pagina Facebook Carnevale Tiburtino 2017, su quella Comune di Tivoli e sull’applicazione ComunicaCity.

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Perché donare? - di Elena Moreschini

DonareUn amico malato, un’esperienza fatta da piccoli, una bella e intensa lezione a scuola, una importante tradizione di famiglia che si tramanda di padre o madre in figlio/a, un avvenimento di cronaca che ci coinvolge emotivamente, un racconto di qualcuno per il quale il dono di uno sconosciuto ha significato la vita…

Ogni donatore e ogni donatrice ha un suo motivo personale che lo ha portato a donare!!!!

Cosi come ogni persona che ha ricevuto in dono il sangue ha una sua storia altrettanto straordinaria da raccontare per spiegare perché e quanto un gesto così semplice sia tanto importante e straordinario!!!

Ognuno di noi ha le sue motivazioni per donare! La mia nasce da un’idea di mio padre di creare anche a Castel Madama un gruppo donatori di sangue!

Ammetto che prima di allora non ci avevo proprio pensato ma da quel momento in poi ho avuto un appuntamento fisso ... quasi un rituale fra me e le persone e i bambini che speravo di aiutare con il mio gesto.

Donando il sangue si aiutano molte persone perché permette di salvare la vita a chi ha avuto un incidente o ha chi ha necessità di sangue per trapianti o per operazioni chirurgiche ma soprattutto di patologie legate al sangue e necessitano in maniera periodica o addirittura giornaliera di trasfusioni e di farmaci plasma derivati.

Voglio darvi un po’ di motivi per cui donare

• Donare consente di salvare una vita… Anzi tre! Da ogni sacca di sangue intero infatti possono essere prodotte fino a tre sacche mediante la separazione degli emocomponenti.

• Perché ti tieni sotto controllo… donare sangue periodicamente garantisce un controllo costante del nostro stato di salute. La visita e il colloquio prima della donazione e le analisi che ti vengono mandate a casa dopo la donazione sono un valido modo di controllare il nostro stato di salute.

• Perché il sangue non si fabbrica! Il sangue dell’uomo è un elemento naturale e non è riproducibile artificialmente in un laboratorio quindi solo la donazione volontaria, anonima e gratuita e responsabile dei donatori ci permette di raccoglierlo.

• Perché non fa male! Donare il sangue è indolore, non è dannoso per la salute del donatore ed è estremamente sicuro perché il materiale utilizzato durante la donazione è monouso.

• Perché servono pochi minuti! Donare il sangue non comporta un notevole dispendio di tempo, la donazione dura soltanto una decina di minuti.

• Perché possiamo farlo tutti non bisogna essere dei superuomini o degli eroi! È necessario essere sani avere un età compresa tra i 18 e i 65 anni.

• Perché è un dovere! Donare è un gesto di solidarietà, di altruismo. Donare è un dovere sociale.

• Perché è utile! Tutti potremmo avere bisogno di sangue… anche tu!

• Perché donare è come fare l’amore con la vita. Non so se con queste poche parole sono riuscita a convincervi sull’importanza della donazione… mi piacerebbe almeno avervi fatto riflettere un po’.

Se poi vi ho convinto allora vi aspetto domenica 21 maggio dalle ore 8,00 alle ore 11,00.

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Il fascino dell’illusione - di Gioia Fabiani

IllusioneIl termine illusione (dal latino illusio, derivato di illudere, “deridere, farsi beffe”) indica in genere ogni errore dei sensi o della mente che falsi la realtà.

Nel linguaggio della psicologia, le illusioni possono considerarsi come percezioni reali falsate dall’intervento di elementi rappresentativi che si fondono così strettamente allo stimolo sensoriale, da far perdere al soggetto la capacità di differenziare gli elementi sensoriali diretti da quelli riprodotti o più semplicemente è il fenomeno psichico per cui un oggetto, una persona, un evento vengono percepiti in modo non corrispondente alla realtà.

A differenza dell’allucinazione, che è una percezione puramente soggettiva in assenza di elementi esterni, l’illusione è una forma di percezione che si fonda su dati oggettivi e li trasforma.

Per es., un’ombra o il movimento di una luce su un muro possono generare l’illusione che una persona o un animale si stiano muovendo; nel caso dell’allucinazione, invece, si sostiene che una persona si sta muovendo intorno a noi senza che vi sia alcun elemento fisico a giustificazione di tale affermazione. Le illusioni sono diventate oggetto di ricerca sistematica nell’Ottocento con lo sviluppo della psicologia sperimentale, ma erano già state descritte sin dall’antichità.

L’’illusione della cascata’, per es., veniva così illustrata da Aristotele: “Se trasferiamo lo sguardo da oggetti in movimento, per es. dai fiumi, soprattutto quelli che scorrono veloci, gli oggetti fermi appaiono in movimento” (Dei sogni, 2, 459b, 17-21), e in tal modo da Lucrezio: “Se in mezzo al fiume il cavallo ardente poi ci si arresta, e guardiam giù nelle rapide onde, ci sembra che l’impeto loro trasporti di sbieco il corpo immobile della bestia, e lo spinga di furia contro corrente, e in qualunque parte si volga lo sguardo in quel medesimo senso tutte si vedono muovere e ondeggiare le cose” (De rerum natura, 4, 420-25).

Proviamo a tradurre il concetto di illusione in termini relazionali; se ciò che determina una illusione è da ricondurre alla presenza di elementi esterni che confondono la visione reale La Piazza - Febbraio 2017 Il termine illusione (dal latino illusio, derivato di illudere, “deridere, farsi beffe”) indica in genere ogni errore dei sensi o della mente che falsi la realtà.

Nel linguaggio della psicologia, le illusioni possono considerarsi come percezioni reali falsate dall’intervento di elementi rappresentativi che si fondono così strettamente allo stimolo sensoriale, da far perdere al soggetto la capacità di differenziare gli elementi sensoriali diretti da quelli riprodotti o più semplicemente è il fenomeno psichico per cui un oggetto, una persona, un evento vengono percepiti in modo non corrispondente alla realtà.

A differenza dell’allucinazione, che è una percezione puramente soggettiva in assenza di elementi esterni, l’illusione è una forma di percezione che si fonda su dati oggettivi e li trasforma.

Per es., un’ombra o il movimento di una luce su un muro possono generare l’illusione che una persona o un animale si stiano muovendo; nel caso dell’allucinazione, invece, si sostiene che una persona si sta muovendo intorno a noi senza che vi sia alcun elemento fisico a giustificazione di tale affermazione. Le illusioni sono diventate oggetto di ricerca sistematica nell’Ottocento con lo sviluppo della psicologia sperimentale, ma erano già state descritte sin dall’antichità.

L’’illusione della cascata’, per es., veniva così illustrata da Aristotele: “Se trasferiamo lo sguardo da oggetti in movimento, per es. dai fiumi, soprattutto quelli che scorrono veloci, gli oggetti fermi appaiono in movimento” (Dei sogni, 2, 459b, 17-21), e in tal modo da Lucrezio: “Se in mezzo al fiume il cavallo ardente poi ci si arresta, e guardiam giù nelle rapide onde, ci sembra che l’impeto loro trasporti di sbieco il corpo immobile della bestia, e lo spinga di furia contro corrente, e in qualunque parte si volga lo sguardo in quel medesimo senso tutte si vedono muovere e ondeggiare le cose” (De rerum natura, 4, 420-25).

Proviamo a tradurre il concetto di illusione in termini relazionali; se ciò che determina una illusione è da ricondurre alla presenza di elementi esterni che confondono la visione reale di un immagine questo concetto può essere trasferito anche nelle relazioni, nei legami affettivi sentimentali, familiare o tra persone amiche.

Spesso sono gli atteggiamenti, i pensieri, le azioni altrui che ci confondono o possono confonderci a tal punto da non farci comprendere la nostra posizione rispetto agli altri. Confusione che genera illusione.

Oppure accade che sono i nostri desideri a confonderci, a rappresentarci la realtà in forma diversa, a offuscare il vero significato di ciò che osserviamo o percepiamo. Desiderio che genera illusione.

A questo punto, come difenderci dall’illusione? Deve cambiare il modo con cui osserviamo i comportamenti altrui, dobbiamo imparare a valutare e leggere i fatti, le azioni in maniera obiettiva.

Dobbiamo allontanarci dal pensare: “cosa rappresenta per me il suo/loro dire, il suo/loro fare…?”.

E chiederci: “cosa mi dice o dicono, cosa fa o fanno…”. Tradurre la realtà (ovvero il contesto relazionale in cui viviamo) così come è e a volte il suo significato è molto più semplice di come ce lo rappresentiamo.

Vogliamo vedere, ma non vediamo; vogliamo capire, ma non capiamo.

La nostra lettura del mondo spesso è arricchita di emozioni, sensazioni che appartengono al nostro vissuto e che allontanano da ogni reale significato.

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L'ora legale - di Cristina NONNI

Ora Legale In un paese immaginario della Sicilia, Pietrammare, tutti i residenti sono in fermento per le elezioni del nuovo sindaco e della nuova giunta comunale.

Fino a quel momento il paese aveva vissuto per molto tempo sotto la guida di politici corrotti e opportunisti, ma il nuovo sindaco Natoli, appena eletto, è deciso a cambiare nettamente le cattive abitudini, regolarizzando tutto ciò che è contro la legge.

I suoi propositi spaziano dal rispetto della selezione del conferimento corretto dei rifiuti alla battaglia contro l’abusivismo edilizio fino al progetto di realizzazione di una pista ciclabile.

La nuova ventata politica di questi radicali cambiamenti è vista come una minaccia dai residenti, e da coloro che avevano fino allora fatto uso di favoritismi illegali; tra questi vi sono anche i due protagonisti (cognati del neoeletto) che, credendo di trovarsi nuovamente una persona facilmente corruttibile come il suo predecessore, anche e soprattutto per il legame L’ORA LEGALE Un film di Ficarra e Picone di parentela, commettono l’errore di esporsi in maniera sconsiderata al nuovo sindaco raccomandandosi per un favore.

Il continuare a far valere onestà e corretti valori porta l’intero paese all’esasperazione costringendo il sindaco alle dimissioni. Patanè torna dunque a governare il paese dopo pochi mesi, giusto il tempo di lasciare l’ora legale e tornare a quella solare.

In questo modo le abitudini dei cittadini tornano a quelle di un tempo. Una realtà esasperata ma profondamente vera, lo specchio di un paese, l’Italia, che chiede onestà ma non è in grado di sopportarla!

Un paese che chiede giustizia, merito, opportunità, pulizia e rispetto..

Lo stesso paese che si lamenta se deve differenziare, lo stesso che parcheggia la macchina in doppia fila, lo stesso che in cambio di favori si raccomanda al politico di turno, che timbra il cartellino e passa ore di lavoro al bar, che si dispera per il traffico ma non reggerebbe un solo giorno di Ztl, un paese che predica bene e razzola male!

Un film che con il sorriso riflette sulla condizione del nostro paese!

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Tommaso MORESCHINI - di Alessandro MORESCHINI

 Tommaso MoreschiniNell’elencare gli uomini più insigni, illustri, benemeriti o importanti, nati nella nostra Comunità castellana non potevo non annoverare padre “TOM il Santo” ossia Tommaso MORESCHINI nato a Castel Madama il 1 marzo del 1840.

Questi, figlio di una modesta famiglia di contadini, rispose alla chiamata del Signore all’età di 19 anni, vestendo l’abito dei Servi di Maria presso il convento di Santa Maria delle Grazie di Todi e dopo gli studi superiori e l’anno di noviziato (1864) prese i voti solenni a Città della Pieve.

Successivamente si trasferì presso il convento di S. Maria in Via a Roma, per gli studi di filosofia e di teologia.

A Londra, dove era stata appena istituita la sede dei Servi di Maria (1865) da padre Agostino Morini, nel 1866 al termine dei studi teologici e il perfezionamento della lingua inglese, venne ordinato sacerdote.

Ritornato a Roma esercitò con zelo e passione il ministero sacerdotale dal 1866 al 1872 presso la chiesa di S. Marcello al Corso, da dove salpò, insieme a P. Morini ed altri confratelli, per gli Stati Uniti d’America settentrionale destinazione Menasha (diocesi di Green Bay).

Dopo qualche periodo, Padre Tommaso Moreschini si trasferì a Chicago prima presso la parrocchia dell’Addolorata e successivamente (1883) in quella della nuova Chiesa dell’Assunta dove avviò la prima scuola cattolica per gli emigrati italiani presso l’annesso Convento delle Suore del Sacro Cuore di Gesù fondate dalla maestra Madre Francesca Cabrini (dal 1946 canonizzata Santa e Patrona degli emigranti) con la quale frate Tommaso collaborò alacremente Detta scuola, che accolse i primi 900 bambini,(in gran parte figli di italiani) fu inaugurata il 18 aprile del 1899 alla cui ceri- TOMMASO MORESCHINI “PADRE TOM” il Santo di Chicago monia era presente la suddetta Santa.

Nel contesto iniziò, nell’ambito della diocesi, la nuova Parrocchia dei SS. Angeli Custodi.

Nel 1904 fu inviato dai superiori a Denver (Colorado) per riorganizzare la parrocchia della Madonna del Carmine dopodiché nel 1908 tornò a Chicago a svolgere la missione di sacerdote insegnante, confessore e catechista, sia nella parrocchia dell’Assunta che in quella dell’Addolorata.

Ormai padre Tommaso per in tanti parrocchiani era l’amico, il seminatore di speranza, portatore di pace e di serenità nei cuori della gente.

Lo chiamavano Tom l’amico, il Santo per la sua umiltà e lo spirito di sacrificio che dedicava soprattutto ai più poveri, i malati, i bisognosi.

Fu testimone e guaritore di malattie attraverso la reliquia di S. Filippo neri che spesso faceva sfiorare agli infermi e malati a tal punto che i fedeli invocavano la sua miracolosa benedizione.

A tutti distribuiva sorrisi e carezze ed ottimi consigli.

Lo storico Alessandro Roschini dei Servi di Maria, (ordine fondato a Firenze nel 1233) racconta di un uomo alto, dalla corporatura enorme che spesso viaggiava per coprire le distanze da una parrocchia all’altra, con il cavallo o il carrozzino sottolineando che fu, non solo un “sacerdote miracolo” ma anche un ottimo amministratore.

Nel 1912 tornò a Roma dove venne eletto Priore del convento di S. Marcello per un triennio, terminato il quale sentì la nostalgia di tornare in America per qualche anno ancora; poi nel 1919, terminata la prima guerra mondiale, rimpatriò a Roma presso il Convento di San Marcello.

Morì in odore di Santità il 7 gennaio del 1926 all’età di 86 anni.

La salma venne tumulata al cimitero del Verano.

Il cammino di un uomo, di un frate semplice, di un castellano che, con il suo spirito di servizio, ha dato sicuramente un contributo d’amore e di affetto all’umanità nel nome della fede in Dio e di Maria Santissima alla quale era molto legato. Per quanto detto va elogiato, ammirato, additato e ricordato nella storia della Comunità Castellana.

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Empolum sportin club un inizio anno pieno di sport - di Matteo DI LORENZO

EmpolumGennaio e Febbraio sono due mesi cruciali per l’attività sportiva in genere e soprattutto all’Empolum.

Mentre iniziano i nuovi corsi di tutte le attività: Nuoto, Tennis, Palestra, Paddle e Calcetto, l’attività agonistica entra nel vivo con le prime gare dell’anno.

Per il nuoto domenica 12 Febbraio presso lo “Stadio del nuoto di Monterotondo” si è disputata la finale del Campionato Regionale invernale UISP.

Il Campionato prevedeva tre giornate ed è iniziato il 23 ottobre presso il Centro Federale di Pietralata, la seconda giornata si è disputata presso la piscina Zero9 il 13 novembre e la terza giornata il 4 dicembre presso la piscina di Colleverde.

In queste tre giornate i nostri ragazzi hanno conseguito ottimi risultati guadagnandosi il posto in finale in diverse specialità: alcuni anche in quattro specialità.

La giornata della finale prevedeva due parti, mattina e pomeriggio; notevole è stato l’impegno profuso da parte di tutti: fatica che è stata certamente compensata da buoni piazzamenti, dal miglioramento dei record personali e anche da qualche podio, come ad esempio per il nostro piccolo Francesco Berardi Barbaro che ha conquistato ben tre ori, nei mt. 50 dorso, nei 50 farfalla e nei 50 stile.

Buono il bottino anche per Salvatori Cristiano che ha conquistato l’oro nei mt. 50 dorso e l’argento nei mt. 50 rana.

Un particolare riconoscimento alle allenatrici Pina e Ramona che hanno accompagnato i ragazzi con dedizione e professionalità e un augurio per il proseguimento della stagione agonistica che sicuramente ci riserverà ancora buoni risultati.

La nostra squadra agonistica è composta: per la categoria Esordienti B: Isabella Colantoni, Giorgia Ciaglia, Ilaria Burla, Lavinia Felizzola, Aurora Gallina e Cristian Condrat; per la categoria Esordienti C. Francesco Fontana, Cristiano Salvatori, Francesco Berardi Barbaro, Alexandro Burla, Filippo Giori.

Per il tennis i nostri ragazzi stanno ultimando la preparazione che li porterà, con il maestro federale De Carlo e il suo staff, a disputare i primi tornei individuali e a squadre con le varie categorie; dai più piccoli under 10 ai più grandi under 16.

A dicembre si è tenuto il torneo di natale degli allievi della scuola tennis, una bella giornata ci ha permesso di usare tutti e 5 i campi a nostra disposizione.

Fanno parte della squadra del tennis deglu under: ciccioli Federico, Cipriani Michele, Coccia Riccardo, Cerini Giuliano, Di Bartolomeo Lorenzo, Di Pietri Flavio, Fagnani Roberto, Lolli Beatrice, Moreschini Massimo, Maffei Valerio, Molinari Jacopo, Palermo Arianna, Rainone Carlo, Scrocca Matteo, Scrocca Marco, Scarpulla Riccardo, Tani Leonardo, Tofani Aurora, Valenza Beatrice,De Sanctis Lorenzo, Bitocchi Tommaso, Caccialupi Gianmarco, Leonzi Luca, Morasca Giulia, Neagu Timotei, Proietti Emanuele, Servadio Davide, Sgrulloji Federico, Simeoni Ludovica.

Con gli adulti in attesa dell’inizio dei campionati, stiamo partecipando alla coppa lazio e domenica 12 febbraio si è tenuta la prima giornata che ci vedeva affrontare il circolo Colle degli Dei di Roma, partite molto belle, soprattutto quella di Gael Ceravolo che ha perso al terzo set contro un classificato 3.3 dopo 2 ore e quaranta di gioco.

Nella squadra ci sono anche Davide DeCarlo 3.2, Alessandro Acri 4.1, Marco Fioravanti 4.2, Lorenzo Fubelli 4.2 e Alessandro Pelone 4.2.

Per il paddle l’Empolum è in gara per il campionato msp a squadre con ben 3 compagini: una composta da Salinetti Mauro, Dante Luigi, Marini Raul, Pellegrini Dario, Ferro Andrea, D’ignazi Leonardo, Cicchetti Francesco, Catapano Claudio, Proietti Massimiliano, Puzzilli Fabio, Scardala Mauro, Orati Raffaella, Adduci Alessia, Lucidi Alessandra, Poggi Maria, Spadoni Valentina e Celanetti Maura. Un’altra squadra è composta da Alloisio Andrea, Cipollari Sergio, Tombolini Antonio, Velluto Simone, Ruggiero Gianluca, Magini Daniele, Tofani Emiliano, Amicucci Fabio, D’Antoni Vanessa, Tiberi Sara, Pugliesi Martina, Luzi Giada.

Un’altra da Grelli Marco, Scipioni Alessandro, Frittela Nicolo’, Santarelli Fabio Massimo, Fiorentini Enrico, De Cinti Alberto, Ruggeri Luigi, Di Lorenzo Alessandro, Innocenti Gianluca, Orfei Ramona, Di Antonio Samuela, Di Antonio Antonietta, Marziale Anna.

Il campionato si svolge con una formula a gironi seguita da una a eliminazione diretta e coinvolge ben 35 formazioni di Roma e provincia. Per quanto riguarda le altre attività come la palestra con la ginnastica posturale, la zumba, il cross fit e le altre, le novità sono continue per soddisfare i bisogni degli iscritti. L’acqua bike in forte crescita è molto apprezzata da tutte le fascie d’età, sia uomini e donne.

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Anno nuovo, nuovi successi! - di Ilaria PANETTA

AsdScroccaIl 2017 inizia per l’A.S.D. Valeriano Scrocca della Polisportiva Castel Madama con un gran bel successo.

Sabato 22 gennaio, infatti, nell’impianto di Ronciglione (VI) i nostri atleti, Davide Fulga e Tommaso Testa, conquistano rispettivamente il primo e il secondo posto assoluto nella prima prova del Campionato Individuale Silver 4^ divisione F.G.I. La gara regionale, che ha visto scendere in campo oltre a Davide e Tommaso, anche Francesco, Antonio e Raoul è la prima competizione del nuovo quadriennio olimpico della F.G.I. e come tale ha richiesto non poco impegno per via dei rinnovati programmi tecnici e dell’entrata in vigore del ANNO NUOVO, NUOVI SUCCESSI! nuovo codice dei punteggi.

Tutte queste novità non hanno però fermato i nostri atleti che, grazie alla preparazione avuta dai tecnici Enzo Cifarelli ed Eleonora Timperi, hanno condotto, tutti, una gara senza errori, ottenendo quindi il meritato successo e anche i complimenti del corpo giudicante.

Buonissima anche la prova del più piccolo dei nostri ginnasti, Raoul, che ha mancato il podio della sua categoria davvero per un soffio.

Appuntamento alla prossima prova, confidando di ripetere e migliorare i risultati appena raggiunti.

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Ci serve uno sprint - di Francesco SANTOLAMAZZA

Squadra volleyNel pieno dell’attività dei campionati con un susseguirsi di gare, le emozioni che i nostri atleti provano sono veramente diverse.

I ragazzi della 1° div maschile ad esempio sentono una grande frustrazione nella trasferta di Supino, dove complice un arbitraggio a dir poco scandaloso (ci troviamo a subire torti e minacce nel corso della gara, con la complicità del direttore di gara che non interviene).

La gara, disputa dai nostri è veramente brutta, perdiamo 3/1 con una squadra modesta, le responsabilità sono diverse sicuramente la tensione evidenziata nella gara precedente con Anagni non smaltita è tra le cause principali; inoltre la gara evidenzia un gruppo poco unito, con gli elementi migliori in giornata “no”. Questo stop peserà molto nell’economia del campionato, perché c’era la concreta possibilità di agganciare il 3°posto in classifica vista la sconfitta di Aquino! Un vero peccato.

Nella gara seguente, dopo esser stati redarguiti pesantemente dalla società, i ragazzi della 1°div si trovano ad affrontare la capolista Alatri.

Mister Cara effettua dei cambi importanti nella formazione tipo, Pierucci torna al palleggio, Cara ricopre il ruolo di opposto e Simone Marini sostituisce Fiocchetti leggermente infortunato.

L’inizio della gara è uno shock, il livello dei nostri avversari è molto alto.

A riusciamo anche senza giocare al nostro meglio a rimanere attaccati alla gara, che comunque vede conquistare il set ai nostri avversari per 25/19.

Nel 2°set cerchiamo di produrre lo sforzo maggiore, andiamo anche in vantaggio (12/10), ma un lunghissimo turno di battuta riporta avanti i padroni di casa 19/12, li termina praticamente il set.

Nel 3° set mister Cara sperimenta altre soluzioni, che non producono gli effetti desiderati.

Usciamo sconfitti 3/0, ma la strigliata è servita quantomeno per vedere un gruppo un po’ più compatto.

Nella gara seguente, l’ultima del girone d’andata, che ci vede scivolare dopo le due sconfitte consecutive al 6 posto, lontani 5 punti dalla zona playoff, ci troviamo ad affrontare il Circolando, quarto in classifica.

I nostri nella nuova formazione con Pierucci al palleggio e Fiocchetti rientrante al posto di Simone Marini, Mele al posto di mister Cara nel ruolo d’opposto partono subito a razzo, la squadra gira bene, gli avversari provano a reagire ma vinciamo agevolmente il set per 25/17.

Il 2°set è un po’ più combattuto, ma vinciamo per 25/19, da evidenziare il buon gioco al centro.

Nel 3°set i nostri avversari provano il tutto per tutto, la gara diventa punto a punto, non riusciamo a chiudere il set e la gara perdendo per 29/27.

Nel 4°set i ragazzi entrano in campo decisi a portare a casa l’incontro, grazie alla buona prova di Bruno non commettiamo l’errore di lasciar crescere gli avversari e vinciamo 3/1.

Con questa vittoria scavalchiamo sia Circolando che Supino, chiudendo il girone d’andata al 4°posto, ma sempre a 5 punti dai playoff, nel girone di ritorno dovremo necessariamente cambiare ritmo se vogliamo raggiungerli.

La 2° divisione maschile dopo il primo successo in campionato cerca di dare continuità e si trova in trasferta affronta il Palombara. Nel sestetto base esordisce dal 1°set Andrea Moreschini al posto dell’indisponibile D’Ulizia.

La gara è punto a punto, nella parte centrale del set riusciamo ad andare in vantaggio e portiamo a casa il set per 25/19.

Nel 2°set i padroni di casa cercano di ristabilire la parità e ci riescono vincendo per 25/15.

Nel 3°set giochiamo come nel 1°, andiamo in vantaggio, ma stavolta non riusciamo a chiudere la gara per due volte e perdiamo per 27/25.

Nel 4°set lottiamo, ma le scorie del set precedente perso, influenzano i nostri che non riescono a dare subito il massimo, accumulando un lieve svantaggio che non riusciranno mai a colmare, perdiamo 25/23.

Prestazione di quasi tutta la squadra sotto tono.

Nella gara seguente affrontiamo il Volley Formello, mister Ricci cambia il sestetto base con De Santis al palleggio, Nardi opposto. L’approccio alla gara è ottimo, andiamo in agevolmente in vantaggio, i nostri avversari commettono molti errori, chiudiamo il set 25/15.

Quando sembra tutto semplice, noi siamo dei maestri nel complicarci la vita, abbassiamo il livello d’attenzione, permettendo ai padroni di casa di pareggiare il conto con un 25/20 in loro favore.

Nel 3°set ritorniamo a giocare con la giusta cattiveria e ci portiamo a casa il set per 25/22, con punto finale di Nardi.

Nel 4°set la gara diventa anche molto combattuta a livello nervoso, e su questo non siamo ancora molto forti, infatti il set ci sfugge via 25/19.

Nel 5°set i nostri ragazzi danno tutto e ad innervosirsi sono i padroni di casa, che finiscono nel taccuino dell’arbitro, la gara viene chiusa da un bel muro del capitano Antonio Romanzi e così torniamo alla vittoria.

Nella gara seguente contro il Monterotondo, ci troviamo ad affrontare un avversario molto temibile. Con la formazione della precedente giornata, partiamo a razzo, gli avversari ci capiscono molto poco.

Il 1°set termina 25/16 in nostro favore, fotocopia nel 2°set 25/14 con Marcangeli e D’Ulizia in grande spolvero.

Nel 3°set il mister del Monterotondo effettua diversi cambi, che danno il loro effetto, andiamo in svantaggio e non riusciamo a recuperare il set perdendo per 25/21. Nel 4°set entriamo in campo decisi e riusciamo a portare a casa il match per 25/23.

Non ci riesce il tris, nella gara casalinga contro la Polas, in quanto non riusciamo mai ad esprimerci nel modo giusto, e con la 4° in classifica non ti puoi permettere un atteggiamento remissivo; comunque perdiamo 3/1 con set tiratissimi, da segnalare il rientro in campo di Fabio Di Giovanni, decisivo nella vittoria del 3° set.

La 3° div maschile dopo la sconfitta casalinga, deve fare a meno di Daniele Leone, con un dito fratturato, questo è un bel problema vista la buona prova del ragazzo all’esordio.

La gara seguente i ragazzi di mister Ricci affrontano un’altra delle squadre che lotterà per il titolo l’Ascor, stavolta la prestazione del gruppo è di minor impatto, si sente la mancanza di Leone che ha un dito fratturato; sconfitta 3/0, senza lottare.

La 3° giornata affrontiamo l’Astrolabio 2000, lottiamo sia nel 1°set che nel 3°set, alla fine veniamo sconfitti, sempre per 3/0; stavolta rimane un amaro in bocca perché avremo meritato qualcosa in più!

Nella gara seguente contro il Tor Lupara blackout totale, perdiamo 3/0 con parziali molto pesanti in nostro sfavore, praticamente senza mai essere scesi in campo!!

Serve una scossa!

La 3° div Femminile di mister Cara ha un esordio complicato, praticamente le nostre ragazze capitanate da Monti Benedetta giocano solo l’ultimo parziale, perdendo 3/0 contro Palombara, evidentemente la tensione gioca brutti scherzi.

Nella gara seguente contro Energheia, il 1°set è da incubo, sembra il proseguimento della gara precedente, allora mister Cara effettua dei cambi, mantenendo Pascali Noemi al palleggio, inserisce De Carlo Eleonora come opposta, al centro mantiene Zarelli Alice con la nuova entrata Elisa Frosini, in banda rimane Monti Benedetta con Claudia Solitario, libero Marci Bulbuli.

La gara cambia nettamente passo vinciamo facilmente il 2°set rimettendo in pari la gara.

Nel 3°set ci rilassiamo ed andiamo sotto 2/1. Ma le nostre hanno voglia di combattere, e vincono il 4°set 25/23.

Nel 5° e decisivo set l’arbitro influenza in modo pesante l’andamento della gara determinandone l’esito in favore delle padrone di casa. Non portiamo a casa la vittoria, ma la prova di carattere c’è stata.

Nella 3° giornata affrontiamo il Tibur Volley, con la stessa formazione che aveva terminato la gara precedente e la partenza è ottima 25/16.

Nel 2° set solito rilassamento e concediamo il pari alle nostre avversarie. Probabilmente abbiamo fatto esperienza dei nostri errori e nei successivi set riusciamo a chiudere una gara tirata vincendo per 3/1!

Esordio molto positivo anche per le nostre giovani leve dell’under 13 mista che vincono 3/1 fuori casa!

Bella gara e molto divertimento per tutti i partecipanti!

Forza Castello!

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PLAY: terzo Grand Prix del Lazio e Coppa Italia - di Ivo SANTOLAMAZZA

PlayContinua il percorso agonistico dell’Associazione Sportiva Dilettantistica PLAY.

Il 4 e 5 febbraio le piccole ballerine ed i ragazzi hanno affrontato la terza tappa del Grand Prix del Lazio ottenendo ottimi risultati.

Primo posto per la coppia Verdiana Galli e Mariasole Piersanti sia nel duo a tema che nel duo coreografico 8/11 anni classe C.

Primo posto anche per Valentina Iori e Giulia Ambrili Testi nel duo a tema e seconde nel duo coreografico 12/15 anni classe C, le quali insieme a Stefania Velaj salgono sul podio per la gara dei gruppi nella battle.

Zoe Innocenti e Cristiana Giannacco hanno conquistato la finale nel duo latin classe C, un secondo posto nel duo a tema e un terzo posto nel coreografico. Terzo posto per Carlotta Moreschini e Angelica Di Pietro al loro esordio nel duo latin e con Veronica Shkoza terze nel gruppo latin.

Nella loro prima gara in assoluto Serena Mereu e Federica Nardoni conquistano il secondo posto nel duo latin e con il gruppo, insieme a Giulia Cencioni e Asia Clementi, si aggiudicano il terzo posto nel gruppo latin under 11.

Primo posto al Grand Prix del Lazio per la coppia Noemi Cencioni e Emiliano Raffio nelle danze latine classe C e ottavo posto in semifinale per loro nella Coppa Italia contro 26 coppie.

Il 12 febbraio semifinale di Coppa Italia anche per Rachele Piersanti e Andrea Fabiani che chiudono in decima posizione nella categoria 19/34 anni danze latine classe B3 dopo essersi aggiudicati il secondo posto del Campionato Provinciale.

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