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LA PIAZZA ANNO XIV N. 6 GIUGNO 2017

Aspettando il Palio

Giugno2017 001

Questo numero è reperibile presso i soliti punti distribuzione a partire dalla fine di Giugno 2017.

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COME STANNO LE CASSE DEL COMUNE?

Dopo aver chiuso il conto consuntivo 2016, che ha comportato per molti Comuni molta fatica adComune essere quadrato, il Comune di Castel Madama si trova di fronte alle difficoltà di cassa del Comune stesso. Ciò si può capire da alcune delibere di Giunta recenti, che riguardano le bollette dell’Enel  ed il rapporto debiti/crediti del Comune con la Regione Lazio.

Iniziamo dalla delibera sul debito del Comune con l’Enel, che è la n.60 del 2 maggio 2017, quindi subito dopo l’approvazione del Bilancio di previsione, che è avvenuta il 27.04.2017. In quel momento l’Enel aveva già mandato l’11 aprile una nota al Comune, nella quale richiedeva il ripianamento del debito pregresso. Il Comune nello stesso giorno aveva risposto con una proposta di rientro dal debito, che però l’Enel non ha accettato. Inoltre l’Enel, per telefono, ha chiesto di pagare tutto lo scaduto Enel 2016, e di rispettare le scadenze del 2017.

Il debito complessivo indicato dall’Enel non viene reso noto nella delibera, che è redatta con una sopraffina capacità di dire e non dire, che però purtroppo non rasserena il lettore, soprattutto se è un cittadino di Castel Madama. Vediamo un attimo il balletto delle cifre. La delibera invoca la situazione di cassa in cui versa l’Ente, che è peraltro molto diffusa nei comuni del circondario, ed anche oltre, per giustificare il fatto che non si può pagare tutto lo scaduto Enel, ma solo la somma di € 175.140,23.

In seguito la delibera dà indirizzo al responsabile finanziario di provvedere al pagamento di almeno il 30% dello scaduto, entro la data del 31 maggio 2017. Viene da chiedersi: il trenta per cento di cosa? Della somma di € 175.140,23, oppure di ciò che chiede l’Enel? Non è dato sapere. Anche perché nelle determinazioni più recenti, dopo l’avvento della firma digitale pubblicizzata sul sito del Comune nel 28 marzo 2017, non sembra possibile aprire gli atti se non è installato sul proprio pc il programma delle firme digitali. E le firme digitali non sono poi così diffuse. A meno che sia una carenza di chi scrive.

In ogni caso la delibera conclude dando indirizzo ai responsabili di individuare fornitori che garantiscano lo stesso servizio ad un prezzo più basso. Come a dire: è colpa dell’Enel che non paghiamo.

Con la Regione Lazio invece, come si legge nella delibera di Giunta n.65 del 16 maggio 2017, il Comune afferma di avere un debito di € 337.813,00. La delibera rinvia ad un allegato per l’elenco dei debiti, ma in realtà l’allegato non c’è all’albo pretorio.  La legge regionale n.17 del 31.12.2016 ha reso possibile per la Regione di stipulare transazioni con i Comuni per la rateizzazione del debito. Castel Madama ha chiesto di fare 20 rate, con due versamenti semestrali, oltre interessi applicati dalla Regione Lazio. Sarebbero circa 17.000,00 a semestre, oltre interessi da calcolare.

 

Sarebbe davvero interessante sapere da dove derivano quei debiti. Ma forse chiediamo troppo.

Ivano Moreschini

 

 

 

 

 

IL VOTO NELLA ZONA: GUIDONIA MONTECELIO E CICILIANO

GUIDONIA

GuidoniaIl dato più rilevante della domenica elettorale dell'11 giugno a Guidonia resta quello della poca affluenza, caduta a picco toccando una soglia del 48,61%. La partita si gioca domenica 25 giugno con il ballottaggio tra Emanuele Di Silvio, che ha ottenuto il 27,02%, sostenuto dal Partito Democratico, Alternativa Popolare, Lista Civica Sinistra per Guidonia, Lista Civica per Di Silvio e Michel Barbet, che per il Movimento 5stelle ha ottenuto il 20,60%. Al terzo posto Aldo Cerroni con il 19,73%, sostenuto da 4 liste civiche. Al quarto posto Arianna Cacioni, con l’11,72%, sostenuta da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Una curiosità: la lista Noi con Salvini ottiene il 6,68%

 

CICILIANO

Idee in Comune - Sindaco Massimiliano Calore 47,50 % - 352 voti 7 Consiglieri

Territorio e Partecipazione - Angela Mattoni 34,27 % - 254 voti 2 Consiglieri

Ciciliano Unica Certezza - Patrizio De Luca 18,21 % - 135 voti   1 Consigliere

Ivano Moreschini

 

 

 

 

 

 

 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2017: IL RITORNO DI BERLUSCONI?

Dopo un mese di tormentone in Parlamento sulla legge elettorale “tedesca”, che doveva vedere i primi quattro partiti d’accordo sul modo di eleggere i parlamentari e quindi il Governo, sono arrivate le elezioni vere, anche se amministrative e parziali.

E’ un voto che ha coinvolto più di 9 milioni di italiani, distribuiti in tutta la penisola, e quindi è un bel campo di prova di ciò che pensano i cittadini sulla politica attuale.

A giudicare dalla crescita dell’astensionismo non ne pensano molto bene, visto che le percentuali di cinque anni fa, cioè del 2012, delle stesse città e comuni che sono andati al voto era pari al 66,8% degli elettori. Quest’anno invece la percentuale è scesa al 60,1%, con un netto calo dei votanti. L’astensionismo si è fatto sentire soprattutto al nord, la zona d’Italia che di solito anticipa le tendenze nazionali.

E’ evidente che le elezioni amministrative comunali hanno delle profonde differenze con le elezioni politiche che si terranno a quanto pare nel 2018, dopo il fallimento dell’accordo sulla legge elettorale. Inoltre la legge comunale sull’elezione diretta del Sindaco consente le coalizioni, che per ora non sono previste nella legge elettorale voluta da Renzi, che permette di presentare solo liste di partito.

Allora limitiamoci a cercare di cogliere l’aria che tira per i tre partiti (o insiemi di partito) principali che si contendono la vittoria sia in queste elezioni comunali, sia in prospettiva per le politiche del 2018. Tutti i commentatori hanno sottolineato che per Grillo ed il Movimento 5stelle c’è stata una sonora sconfitta: un partito che nei sondaggi nazionali si aggira da quasi un anno intorno al 30%, in queste elezioni non solo non ha vinto nessun Comune grande al primo turno, e non è arrivato praticamente in nessun ballottaggio importante, ma è stimato complessivamente ad un 10% di consenso ottenuto in queste amministrative.

Forse chi votava Grillo si è astenuto? Ha votato per altri partiti? Non è chiaro. Si avanzano in tal senso ipotesi che affermano che c’è sempre stata una maggiore debolezza dei 5stelle alle comunali, per il mancato radicamento sul territorio. Se anche fosse così, è stata una scelta del gruppo dirigente, che preferisce baloccarsi con i voti on line, ed in ogni caso tale ipotesi è smentita dai successi dello scorso anno di Raggi ed Appendino, nonché in altri comuni medio-grandi.  Forse i voti ai 5stelle vengono fuori soprattutto quando i cittadini sono stufi della politica degli altri partiti.

Per quello che riguarda il Partito Democratico, invece, la stanchezza dell’elettorato di riferimento ha dato una certa prova di sé in queste elezioni: lo psico-dramma della scissione di Bersani e D’Alema, il secondo tempo di Renzi, che sembra un po’ scarico rispetto ai tre anni di Governo, sicuramente non hanno aumentato l’entusiasmo per andare a votare. E quindi molti comuni che erano governati dal centro sinistra non hanno vinto al primo turno, come di solito accade, e nei ballottaggi contro il centro-destra il Pd si trova spesso ad inseguire. Vi è inoltre il fenomeno delle liste civiche, che sono spesso organizzate dai partiti maggiori, i quali danno l’impressione di avere dei timori a presentarsi con il proprio simbolo: e questo accade sia per il Pd che per il centro-destra.

Pertanto non si può proprio affermare che il Pd in queste amministrative abbia vinto: magari avrà perso molto meno di Grillo, ma non può certo gioire.

Ci ritroviamo quindi a scoprire con queste elezioni, che sono le ultime prima delle politiche del 2018, che chi sta più in forma è il vecchio centro-destra, con l’altrettanto vecchio Berlusconi che si prepara a fare di nuovo da collante con la Lega (adesso non più di Bossi ma di Salvini) e con gli eredi di Alleanza Nazionale, cioè i Fratelli d’Italia della Meloni. Certo i rapporti di forza non sono più gli stessi di prima, visto che Salvini chiede di essere lui il Presidente del Consiglio, e che Berlusconi ha passato gli ottant’anni.

Le elezioni politiche sono altra cosa, senz’altro. Ma il segnale è forte e chiaro: Grillo non sfonda sempre, il Partito Democratico sta elaborando la sconfitta del referendum e la scissione. Ed il centro destra torna al centro della scena. Bel risultato, dopo 4 anni di Governo di centro-sinistra.

Ivano Moreschini

 

 

 

 

 

 

 

DOPO UN ANNO DI AMMINISTRAZIONE PASCUCCI BIS..

E’ passato un anno da quando l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pascucci ha vinto le elezioni e crediamo sia il momento di tracciare un bilancio del suo operato.

PascucciRicordate lo slogan che hanno coniato come loro marchio di fabbrica  “Fatti non parole” oppure “L’amministrazione del fare”? Bene, ora provate a collegare l’operato dell’amministrazione con esso, pensate che i due concetti siano in sintonia?

A noi non sembra; i lavori e le opere in cantiere sono rimaste nello stato in cui erano un anno fa.

Il depuratore comunale è fermo da febbraio 2016, provate a recarvi sul posto troverete il cantiere in uno stato di abbandono totale ed il cartellone posto all’inizio con scritto “Lavori di costruzione del nuovo depuratore in località Prato dei Grottoni, data inizio lavori 15.07.2013 - fine lavori prevista 22.08.2014. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

La caserma dei carabinieri si trova nella medesima situazione, lavori fermi da anni; la strutturaPascucci1 realizzata in cemento rimanendo per altro tempo allo stato attuale sarà soggetto a deterioramento e dovrà essere demolita.

 

Il  contratto con il ministero della difesa è scaduto, il comando dei carabinieri nelle ultime corrispondenze con l’amministrazione dichiara di esser disposto a prendere in uso lo stabile solo a costo zero, dunque nessuna fonte di guadagno per il nostro comune.

 

Pascucci2Per quanto riguarda il parcheggio dello stallone, dopo avere completamente smantellato il progetto di finanza iniziale, sono due anni che si proclama l’imminente inizio dei lavori, ma ad oggi l’unica cosa certa sono le rate del mutuo acceso con la cassa depositi e prestiti, del parcheggio non si vede traccia

Non abbiamo più notizie nemmeno di Gentilini che ha comprato il terreno in zona industriale e speso circa €2.500.000 nel lontano 2010 , ogni tanto qualche voce sui contatti tra l’ammistrazione e l’industria dei biscotti ma fatti concreti non ce ne sono, l’amministrazione del NON FARE in questo caso possiamo chiamarla anche “L’amministrazione che non fa e non da modo di fare nemmeno a chi vuole investire e portare lavoro nel nostro territorio”.

Pascucci3Queste le cose non fatte , veniamo a quello che invece sono state fatte: viene in mente l’apertura della così detta Farmaciacomunale” che comunale lo era in origine, attualmente il comune possiede solo il 20 % , chiamarla comunale dunque ci  sembra come minimo un eufemismo, il restante 80 % , attualmente di proprietà di privati, è stato letteralmente regalato, nelle casse del comune non è entrato nemmeno un euro e ad oggi “la giunta del fare" ancora non riesce a mettere in bilancio la quota mensile di mille euro che il privato dovrebbe, come da contratto, dare al comune.

Un bene di proprietà del Comune e quindi di tutti i cittadini non è stato gestito come si  sperava , in questa operazione il Comune non ci ha di certo guadagnato!

Dopo un anno andiamo a verificare la situazione dei conti e vediamo che il disavanzo è peggiorato di circa  € 600.000, in pratica si è continuato a spendere di più di quanto si incassava. Lo scorso anno però, dopo i quattro anni precedenti di immobilismo totale, durante la campagna elettorale, l’amministrazione ha realizzato lavori di manutenzione per il paese; ora ci chiediamo, a quale costo?

Vogliamo parlare della pulizia del paese? Meglio di no.

Vi lasciamo con questi scatti, testimonianze reali dello stato di abbandono e incuria in cui ormai da anni si trovano le opere incompiute di cui abbiamo parlato.

Gruppo consigliare di minoranza “Tutta un’altra storia” Pascucci4

 

 

 

 

 

 

 

A CONGRESSO CON SINISTRA ITALIANA

SinistraItalianaSinistra italiana di Castel Madama a congresso con due obiettivi: dare continuità al NO al referendum con un’alleanza per la democrazia e l’uguaglianza; ridare una prospettiva a Castel Madama, un paese bloccato da un’amministrazione incapace.

Ovunque in Europa e nel mondo la situazione politica è in movimento. In Italia il fatto scatenante è stata la vittoria del NO al referendum del 4 dicembre 2016, quando il 60% degli italiani ha respinto la riforma costituzionale verticistica voluta da Renzi e dal PD. Da allora si sono susseguiti una serie di avvenimenti che hanno scombussolato la politica istituzionale: le dimissioni di Renzi da presidente del Consiglio, la formazione del governo Gentiloni, la bocciatura della legge elettorale Italicum da parte della Corte costituzionale.

A febbraio 2017 si è tenuto il congresso nazionale fondativo di Sinistra italiana, contemporaneamente vi è stata l’uscita dal PD di molti esponenti che, insieme ad una parte di ex SEL, hanno formato Articolo 1, Movimento Democratici Progressisti (MDP).

Negli ultimi due mesi, le vicende nazionali (leprimarie del Pd che hanno confermato segretario Renzi con una linea politica sempre più rivolta a destra), le elezioni francesi (con il significativo risultato di Melenchon che ha unito il popolo di sinistra, soprattutto delle città, sottraendo consensi decisivi alla Le Pen) e da ultimo quelle inglesi (dove Corbyn con un programma “estremista” quasi supera i conservatori) hanno contribuito a chiarire che non è vero che per crescere la sinistra deve spostarsi al centro. Anzi, è proprio emulando il proprio avversario che la sinistra scompare, è così che perde le sue radici, il suo popolo.

Anche in Italia, se vogliamo contrastare il fenomeno per cui chi si impoverisce con la crisi sostiene chi con la crisi si arricchisce (come è avvenuto in USA con Trump), dobbiamo costruire una sinistra-sinistra con un’identità forte alternativa alle politiche neo-liberiste, alla crescita delle diseguaglianze, della xenofobia e del razzismo, del degrado ambientale, dell’autoritarismo. Formare un quarto polo alternativo alle destre, al Pd e al M5S, i cui limiti e contraddizioni sono sempre più evidenti sia a livello locale che nazionale.

Questi fatti stanno portando le forze a sinistra del Pd, le liste civiche, il Comitato per il No a confrontarsi per dare vita ad un progetto condiviso e ad una lista inclusiva alle prossime politiche, con un programma e con candidati scelti dal basso in modo da ricostruire un rapporto di fiducia con il popolo di sinistra.

Un’ulteriore spinta verso “una sinistra unita” è venuta dall’appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari del 6 giugno. I due esponenti del NO al referendum affermano che serve una rottura con il passato di centrosinistra e un nuovo inizio in grado di dare continuità allo “spirito” del 4 dicembre, che non si limiti a difendere la Costituzione, ma si ponga l’obiettivo di attuarla nella direzione indicata dall’art. 3: Rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la sua partecipazione alla vita pubblica. Un nuovo progetto che abbia al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o a un reddito di dignità, il diritto alla sanità pubblica, alla casa, all'istruzione pubblica. Un progetto che costruisca il futuro sull'economia della conoscenza e su un modello di economia sostenibile, non sul profitto, non sull'egemonia dei mercati sui diritti e sulla vita delle persone. Un progetto che dia priorità all'ambiente, al patrimonio culturale, a scuola, università e ricerca: non alla finanza; che affronti i problemi di bilancio contrastando evasione ed elusione fiscale, e promuovendo equità e progressività fiscale: non austerità e politiche recessive.

La situazione politica, insomma, è in movimento e forse, dopo tanti anni tristi, si riapre una possibilità di riunire la sinistra al suo popolo. Invitiamo a considerare con attenzione questa nuova prospettiva politica.

Dove tutto sembra essere fermo e stagnante è a Castel Madama. Qui, ad un anno dalle elezioni comunali e dopo sei di amministrazione di centrodestra, la caserma è ferma, il depuratore è fermo, il parcheggio dello Stallone è fermo, la Gentilini e l’Archeopark sono fermi, lo scuolabus è fermo, l’archivio storico è chiuso, ecc. ecc. Un’amministrazione che ha indebitato il Comune con milioni di euro di mutui che non producono opere, ma solo debiti da pagare. Che ha speso centinaia di migliaia di euro nei mesi precedenti la campagna elettorale. Che in questi anni ha aumentato del 25% le spese correnti del Comune e del 70% le tasse ai cittadini. Che sta portando il Comune verso il dissesto finanziario. Un’amministrazione senza progetti, incapace di indicare un orizzonte di miglioramento verso cui mobilitare le energie del paese; un’amministrazione che divide le forze sociali e associative, invece di unirle… Ecco con un’amministrazione così, il paese si sta ripiegando su se stesso, perde popolazione, attività economiche, voglia di fare, spirito comunitario. Occorre mettere in campo una reazione.

Sabato 24 giugno alle 17 terremo il congresso di circolo di Sinistra Italiana con un occhio al processo di costruzione dell’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza, con l’altro a scorgere i punti di forza su cui avviare un percorso di rinascita di Castel Madama.

Invitiamo le persone, che condividono queste preoccupazioni e l’aspirazione a un futuro migliore, a partecipare e a ricercare insieme strade nuove.

Come diceva don Lorenzo Milani: Ho capito che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è politica, sortirne da soli è avarizia.

Angelo Moreschini e Domenico Perna di Sinistra italiana Castel Madama

 

 

 

 

 

 

 

NOTIZIE DAL C.S.A. DI CASTEL MADAMA

Si precisa che per quanto attiene il “SOGGIORNO ESTIVO PER IL 2017” il C.S.A. non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda la data, il luogo del soggiorno e i costi. Tutti atti che vengono programmati e gestiti dall’Amministrazione comunale.

Ringrazio il gruppo teatro C’ENTRAMO NEL CENTRO per il Recital OSTERIA DA ERMELINDA, presentato nei giorni 5-6-7-8- maggio presso il teatro comunale. Spettacolo divertentissimo, apprezzato dal pubblico e numerose le richieste per fare delle repliche. Vedremo di accontentare dopo le ferie estive.

Informo che in data odierna, 10 giugno 2017, l’Amministrazione comunale non ha ancora provveduto a formalizzare, con delibera, la consegna dei locali al C.S.A. la sua manutenzione ed altro.

Preciso che si è provveduto ad assicurare tutti gli iscritti mediante tesseramento ANCESCAO. Ente riconosciuto a livello nazionale che assicura tutti gli iscritti per la sola attività svolta dal C.S.A., per quanto riguarda eventuali danni causati dalle strutture del Centro, la responsabilità è di sola competenza del comune di Castel Madama.

Si informa che, l’amministrazione comunale, a firma dell’assessore Matteo Iori, dopo n/s richiesta ha autorizzato le seguenti manifestazioni presso il Parco Oudenaarde: il 22 luglio “Festa dei nonni” e il 26 Agosto “Festa di fine estate”.

Seguiranno locandine con preciso programma.

IL PRESIDENTE - MARIO CAPUTI

 

 

 

 

 

 

 

ECOLOGIA PROFONDA

La Visione del Mondo come Organismo Complessivo

“La nuova visione della realtà è una visione ecologica in un senso che va molto oltre le preoccupazioni immediate della protezione dell’ambiente. Per sottolineare questo significato più profondo dell’ecologia, filosofi e scienziati hanno cominciato a fare una distinzione fra ‘ecologia profonda’ e ‘ambientalismo superficiale’. Mentre l’ambientalismo superficiale è interessato ad un controllo e ad una gestione più efficienti dell’ambiente naturale a beneficio dell’‘uomo’, il movimento dell’ecologia profonda riconosce che l’equilibrio ecologico esige mutamenti profondi nella nostra percezione del ruolo degli esseri umani nell’ecosistema planetario. In breve, esso richiederà una nuova base filosofica e religiosa”.

(Fritjof Capra – Il punto di svolta – Ed. Feltrinelli, 1984)

Come descritto in Wikipedia, per ‘ambientalismo’ o ‘ecologismo’ si intende l’ideologia e l’insiemeEcologia delle iniziative politiche finalizzate alla tutela e al miglioramento dell’ambiente naturale.

Sotto la dizione di movimenti ambientalisti o ecologisti vengono invece annoverati anche movimenti sociali, la cui crescita è stata stimolata dalla grave crisi ecologica del nostro pianeta e dalla presa d’atto delle importanti tematiche che hanno raggiunto più diffusamente la coscienza popolare, come la proliferazione dei fitofarmaci chimici e l’uso di energia e di armi nucleari negli anni ’60/’70; le piogge acide negli anni ’80; il buco nell’ozono e la deforestazione negli anni ’90; fino ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale dei nostri giorni.

Per come è conosciuto oggi, l’ambientalismo nasce negli anni ’60 come movimento politico Ecologia1popolare (grassroots movements) in seguito alla pubblicazione di ‘Silent Spring’ (Primavera Silenziosa, 1962) di Rachel Carson. Un libro che è riuscito a dare consapevolezza di massa ai temi ambientali, e che come pochi ha modificato il corso della storia conservando tutta la sua attualità, tanto che l’allora vicepresidente degli Stati Uniti nell’Amministrazione Clinton, Al Gore, in prefazione alla ristampa del 1999, lo definì: “… pietra miliare dell’ambientalismo…  prova innegabile di quanto il potere di un’idea possa essere di gran lunga più forte del potere dei politici”.

Con largo anticipo sui tempi l’autrice previde gli effetti letali sull’uomo e sull’ambiente delle tecniche e degli inquinanti impiegati in agricoltura. Grazie all’incisività di quell’opera, fin dagli anni ’70 furono adottati numerosi provvedimenti legislativi in materia di tutela ambientale, tra cui la messa fuori legge del DDT per i suoi micidiali effetti tossici.

Lo scrupoloso rispetto della verità, l’appassionato impegno e il coraggio della Carson - considerataEcologia2 l’ispiratrice del movimento ambientalista - sono serviti da modello nella lotta per la difesa dell’ambiente in tutto il mondo. ‘Silent Spring’ conserva ancora oggi tutta la sua attualità per chi si pone domande sui nostri stili di vita orientati allo sviluppo produttivo e materialistico, dimostrando non solo che esistono soluzioni all’irresponsabile e impudente avvelenamento del pianeta da parte delle industrie chimiche, ma che il lavoro congiunto di ricercatori ed ecologi può suggerire soluzioni alternative basate sulla conoscenza degli organismi viventi.

Nel corso degli ultimi anni il movimento ambientalista si è evoluto e ramificato, confluendo in forze politiche, in associazioni e organizzazioni che, come nel caso di Greenpeace, seguono azioni dirette e non violente per la difesa dell’ambiente globale.

Di fatto ‘movimento ecologista’ è un termine alquanto generico, al punto che il sociologo e ricercatore sociale Mario Diani, adottando la fortunata metafora di ‘arcipelago verde’, colse l’estrema eterogeneità e frammentarietà dei diversi gruppi, che per ideologie e approcci dissimili hanno condotto battaglie spesso dispersive e contraddittorie per i diversi modi di intendere le relazioni tra ‘uomo’ e ‘ambiente’. Quanti hanno studiato la storia e la filosofia del ‘movimento’ hanno potuto individuare correnti variamente distinte in ‘animalismo,conservazionismo,ecologia sociale, ‘liberalismo verde, ecosocialismo, ‘ecopacifismo,econazionalismo,ecofascismo,ecoterrorismo ed altre ancora, nate dalle diverse sensibilità politiche d’appartenenza.

Nonostante le differenze, la suddivisione del movimento ‘verde’ nei principali filoni del conservazionismo, dell’ecologismo politico e dell’ambientalismo conduce a due branche ben distinte: l’‘ecologia superficiale’ e l’‘ecologia profonda’.

In un post dell’ottobre 2012 l’ecologista e avvocato Fabio Balocco evidenziava la crisi dell’ambientalismo italiano, riferendosi in particolare ad alcuni movimenti e associazioni riconosciute dal Ministero dell’Ambiente, come il WWF e Legambiente. Per lui queste associazioni soffrono di vecchiaia e fanno spesso autogol mostruosi.

“Il movimento ambientalista italiano - scrive Balocco - aderisce da sempre ad una corrente che viene definita ‘ecologia superficiale’. Cos’è l’ecologia superficiale? È, detto molto rozzamente, quel settore dell’ambientalismo che non mette in discussione i fondamenti della nostra società, ma ritiene che alla stessa debbano essere apportati semplici aggiustamenti. Detto altrimenti, l’ecologia superficiale aderisce al cosiddetto ‘sviluppo sostenibile’, locuzione coniata nel 1987 e adottata anche dall’IUCN - The World Conservation Union, cui aderiscono appunto le maggiori associazioni ambientaliste. Quindi, non è necessario mettere in discussione lo sviluppo, ma occorre reindirizzarlo. Ma di ecologia esiste anche un’altra branca, l’‘ecologia profonda’ (definizione coniata da Arne Næss), la quale da sempre invece sostiene che occorre ripensare l’evoluzione della società, che essa non deve necessariamente svilupparsi, ma anzi deve trovare un modus vivendi con la natura di tipo olistico, di interazione e rispetto. L’ecologia profonda mette pertanto in crisi lo sviluppo inteso come necessità, a favore di un altro modello di vita, non più antropocentrico. […]. Del resto, l’ecologia superficiale è un’invenzione di sana pianta che nulla ha a che fare con i padri dell’ambientalismo, come Thoreau, Emerson, Muir, che sicuramente sono più assimilabili ai canoni dell’ecologia profonda. Appare infine altresì chiaro agli occhi di chi è attento alle cose di questo mondo, che non esiste un altro sviluppo diverso da quello attualmente in atto. E che ‘sviluppo sostenibile’ è una contraddizione in termini: o scegli lo ‘sviluppo’ o scegli la ‘sostenibilità’. Delle due l’una, ma ambedue non convivono. Non è pertanto assolutamente strano che chi oggi vuole impegnarsi in campo ambientale non dia la delega ad associazioni che appaiono vecchie nella struttura, contraddittorie ed in ritardo sui tempi”.

Senza addentrarci troppo in dettagli arcinoti, molte di queste associazioni agiscono spesso come gruppi di pressione, puntando sulla salvaguardia di obiettivi specifici o circoscritti a particolari ambiti di interesse, mettendosi a disposizione, in occasione delle competizioni elettorali, per convogliare i voti di associati e simpatizzanti su candidati di partiti o di liste che abbiano dato prova di sensibilità ambientalista.

In un interessante articolo di qualche anno fa, Eduardo Zarelli, sostenitore attivo di decrescita, comunitarismo e bioregionalismo, ricordava che c’è (e come se c’è) una differenza fra attivisti che accettano lo sviluppo industriale e coloro che vi si oppongono, così come osservava nel saggio ‘Deep Ecology and Political Activism’ in cui Bill Devall parla del movimento ambientalista come una “leale opposizione”, e dove si afferma che “la rivoluzione politica non è parte del vocabolario del movimento ecologico profondo a lungo termine”. Riesce però alquanto difficile per un sostenitore dell’ecologia profonda non respingere il paradigma dominante e quelle istituzioni che vogliono perpetuarne i valori. In realtà coloro che mettono al primo posto la Terra sono rivoluzionari, nel senso etimologico del termine: vogliono “ritornare al principio”, unendo il mutamento alla conservazione.

Nel 1973, in continuità con atteggiamenti mentali, pratici e unificatori ravvisati in epoche storiche remote, il filosofo e alpinista norvegese Arne Næss distinse categoricamente l’ecologia in superficiale ‘Shallow Ecology’ e in profonda ‘Deep Ecology’, contribuendo a descriverne le basi teoriche. Mentre la prima espressione assegna alla Natura un valore esclusivamente strumentale o di ‘utlizzo’, la seconda non separa né gli esseri umani, né altra cosa dall’ambiente naturale, e va ben oltre l’analisi superficiale dei problemi ambientali propria della scienza ecologica classica, aprendo ad una visione completa e totalizzante del mondo. Næss afferma il diritto a vivere di tutte le forme di vita come diritto universale che non può essere quantificato, significando come nessuna specie vivente possa beneficiare maggiormente del particolare diritto di vivere e riprodursi più di qualsiasi altre specie. È un’idea per la quale non possiamo operare alcuna scissione ontologica netta nel campo dell’esistenza, un’idea metafisica: ove noi e tutti gli altri esseri siamo solo ‘sfaccettature’ di una singola realtà in svolgimento.

L’approccio del filosofo emerge con chiara evidenza in apertura di ‘Loop’ (Ciclo infinito, 78’, regia di Sjur Paulsen), un film che lo vede da protagonista (già novantaquattrenne), pronto al suo monologo in uno studio di una radio di Oslo. Il film è un’indagine sulla relazione dell’uomo moderno con il nostro tempo, visto attraverso gli occhi di alcune persone dei nostri giorni che hanno scelto l’estremo come stile di vita. Sul fondo nero dello studio si vede solo il volto increspato e sereno di Næss, che in solitudine dichiara: Diciamo che andiamo ‘fuori’ nella natura, ma io direi che andiamo ‘nella’ natura. Quando vai nella natura selvaggia hai l’opportunità di ascoltare te stesso, di ascoltare la tua anima più profonda: Cosa voglio? Cosa mi piace? Cosa non mi piace? Come può la mia… chiamiamola ‘qualità della vita’ essere mantenuta o migliorata? Non si tratta di beni o di qualità ma di ciò che senti di essere, di come percepisci la vita. Che cosa ci rende felici? E come possiamo averne di più? Esistono delle forze molto potenti nella società che ci vorrebbero indurre a consumare sempre di più, a scoprire cose di cui pensiamo di aver bisogno. Si crea uno stile di vita che non potrà mai appartenere a tutti semplicemente perché in tal modo il mondo andrebbe a rotoli. Invece dovremmo seguire un nostro personale stile di vita in cui cercare di capire di cosa abbiamo veramente bisogno, anziché aspirare a ciò che ci propinano la società o l’economia. Quindi l’essere è molto più importante dell’avere”.

Ecologia3Tale visione viene in qualche modo richiamata anche dall’austriaco Fritjof Capra (1939), fisico e teorico dei sistemi della complessità, nonché autore de ‘Il Tao della Fisica’ (1975). Nel 1997 scrisse: “Il potere del pensiero astratto ci ha condotto a considerare l’ambiente naturale - la trama della vita - come se consistesse di parti separate, che diversi gruppi di interesse possono sfruttare. Inoltre, abbiamo esteso questa visione frammentata alla società umana, dividendola in differenti nazioni, razze, gruppi politici e religiosi. Il fatto di credere che tutte queste parti - in noi stessi, nel nostro ambiente e nella nostra società - siano realmente separate ci ha alienato dalla Natura e dai nostri simili, e ci ha quindi sviliti. Per riconquistare la nostra piena natura umana, dobbiamo riconquistare l’esperienza della connessione con l’intera trama della vita. Questo riconnettersi, ‘religio’ in latino, è la vera essenza del fondamento spirituale dell’ecologia profonda. […]. Per l’ecologia profonda - continua Capra -, la questione globale dei valori è decisiva; è, infatti, la caratteristica centrale che la definisce. […]. È una visione del mondo che riconosce il valore intrinseco delle forme di vita non umana. Tutti gli esseri viventi sono membri di comunità ecologiche legate l’una all’altra in una rete di rapporti di interdipendenza. Quando questa concezione ecologica profonda diventa parte della nostra consapevolezza di ogni giorno, emerge un sistema etico radicalmente nuovo. Oggi la necessità di una tale etica ecologica profonda è urgente, soprattutto nella scienza, dato che gran parte di ciò che fanno gli scienziati non serve a promuovere la vita né a preservarla, ma a distruggerla. […]. Nel contesto dell’ecologia profonda, l’idea che i valori sono insiti in tutto ciò che è parte vivente della Natura, ha le sue basi nell’esperienza ecologica profonda, o spirituale, che la Natura e l’Io sono una cosa sola. Questa dilatazione totale dell’Io fino all’identificazione con la Natura è il fondamento dell’ecologia profonda. […]. Ne consegue che il rapporto fra una percezione ecologica del mondo e un comportamento corrispondente non è un rapporto logico ma psicologico. Dal fatto che siamo parte integrante della trama della vita, la logica non ci conduce a delle regole che ci dicano come dovremmo vivere. Tuttavia, se abbiamo la consapevolezza ecologica profonda, o l’esperienza, di far parte della trama della vita, allora vorremo (e non dovremo) essere inclini ad aver rispetto per tutto ciò che è parte vivente della Natura. In effetti, non possiamo fare a meno di reagire in questo modo”.

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Nell’opera ‘Ecologia Profonda. Vivere come se la natura fosse importante’ di Bill Devall e George Sessions (Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1989), vengono enunciati alcuni princìpi basilari dell’ecologia profonda con l’invito a tentare di attuare i cambiamenti necessari. Tali princìpi mostrano come l’ecologia profonda ricollochi l’uomo nella giusta armonia con la natura, distinguendosi da quell’ambientalismo convenzionale che, seppur mosso da buone intenzioni, è ancora fermo su istanze utilitaristiche/antropocentriche. Non che l’ecologia di superficie non sia importante, anzi! Può certamente esserlo per determinati interventi che richiedono riscontri immediati nel campo della conservazione, come nel caso dell’istituzione di aree protette, che, tuttavia, restano semplici palliativi protettivi di superficie in chiave antropocentrica, non affrontando la sostanza della questione che necessita, invece, di “quella visione ‘profonda’ della realtà naturale dove l’uomo è un elemento indistinto in un tutto unico, e dove ogni atteggiamento è sempre spontaneamente in armonia con l’altro”.

Quanto sopra viene ribadito anche nella seguente precisazione di Guido Dalla Casa: “MentreEcologia5 nell’ecologia di superficie la Terra va rispettata perché è di tutte le generazioni presenti e future, nell’ecologia profonda la specie umana non è depositaria né proprietaria di alcunché”.

Per lo scrittore e studioso di ecologia profonda “Oggi abbiamo superato nel mondo i sette miliardi di umani, numero assolutamente intollerabile per l’ecosistema terrestre. Inoltre si estinguono 20-30 specie di viventi ogni giorno, ad un ritmo diecimila volte più grande di quello naturale. Ogni anno scompaiono 100.000 kmq di foreste, ecosistemi ricchissimi di biodiversità. L’anidride carbonica nell’atmosfera terrestre aumenta di 3 ppm all’anno. Il consumo di territorio è elevatissimo e questo è un problema particolarmente grave in Italia. Oggi l’uomo non si rende neppure conto che sta togliendo lo spazio vitale agli altri esseri senzienti e che la vita della Terra si basa sulle sue capacità omeostatiche, o capacità di autodifendersi dai cambiamenti troppo drastici. Tale capacità del ‘Complesso’ si basa sulla biodiversità, cioè sul grande numero di specie ed ecosistemi in continua interazione reciproca. […]. L’atteggiamento umano di maggioranza nei confronti della ‘Natura’ nasce in sostanza dall’idea di base di esserne al di sopra, o al di fuori, e quindi in grado di manipolare a piacimento tutto quanto ci circonda: manca la percezione di essere un componente di una ‘Entità’ molto più grande, di un ‘Organismo’ che ha le sue necessità vitali”.

Non per altro lo scomparso Edward Goldsmith (del quale abbiamo già parlato su questo mensile nel gennaio 2014), affermava che l’ecologia ha il compito di ‘ri/adattarci’ al mondo reale. Ciò che viene comunemente inteso come ‘progresso’ è la negazione stessa della ‘evoluzione’ all’interno del processo naturale. L’evoluzione va identificata con la ‘Via’, che mantiene l’ordine cruciale e quindi la stabilità dell’ecosfera, mentre il progresso, o antievoluzione, può essere identificato con il comportamento eterotelico che sconvolge l’ordine cruciale pregiudicandone la stabilità.

Ecologia6Ecologia7La civiltà industriale ha chiaramente deciso di scostarsi sistematicamente dalla ‘Via’. Il suo obiettivo primario è lo sviluppo economico o progresso, un’impresa altamente eterotelica che si può realizzare solo sconvolgendo metodicamente l’ordine cruciale dell’ecosfera per sostituirlo con la tecnosfera, organizzazione completamente artificiale che trae le proprie risorse dall’ecosfera scaricandovi i propri rifiuti sempre più voluminosi e tossici.

Con l’avanzato processo di globalizzazione stiamo rapidamente raggiungendo un ‘disclimax’ ecosferico planetario, in cui l’uomo riuscirà effettivamente a cancellare tre miliardi di anni di evoluzione per regalarsi un mondo impoverito e degradato, sempre meno capace di sostenere forme di vita complesse, tra cui l’uomo stesso. Per Goldsmith, ciò che oggi è estremamenteEcologia8 auspicabile è un’inversione di quelle politiche che ci stanno inesorabilmente portando alla distruzione.

Pertanto la vera domanda da porsi è se è ancora possibile invertire la rotta. Ma con quali forze, con quali sensibilità e, soprattutto, con quali politiche?

La vera novità è che, dopo il NIMBY, i responsabili di numerosi governi e amministrazioni pubbliche hanno generato il NIMTO ‘not in my term of office’, ovvero: ‘non durante il mio mandato’. Un acronimo che svela pratiche sempre più diffuse per giustificare l’inerzia dei decisori attraverso rinvii delle decisioni o il ritiro di accordi sottoscritti, al fine di schivare le responsabilità e rinviarle possibilmente ad altri.

Tuttavia, nonostante l’annunciato ripiegamento degli U.S.A. dall’accordo di Parigi sul clima, che a detta di Trump “impone dei costi in anticipo sugli americani a danno dell’economia e della crescita del lavoro, mentre strappa impegni insignificanti da altri Paesi, come la Cina”, il cammino nella direzione della ‘grande inversione’ tanto auspicata da Goldsmith è già in corso.

La marcia dei consapevoli’, non ancora conformatisi a canoni e a contegni totalmente antropocentrici è lenta, continua e inarrestabile. Ma, come la Storia insegna, queste anime sanno bene che idee e valori, anche se sostenuti da piccole minoranze, potranno produrre nel tempo effetti straordinariamente positivi.

Possiamo a questo punto concludere, approfittando dell’occasione, per proporre un testo dell’indimenticato Tiziano Terzani; un aforisma che, prendendo atto della complessità della nostra condizione nel mondo, evoca una realtà molto più vera e profonda di quella vissuta dai nostri sensi: “Solo se riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo. Altrimenti saremo solo come la rana del proverbio cinese che, dal fondo del pozzo, guarda in su e crede che quel che vede sia tutto il cielo”.

Italo Carrarini

 

 

 

 

 

 

 

PROGRAMMA PALIO 2017

Sabato 01 luglio 2017 ore 17,30-20,30

Prova Addobbo al termine cena presso i vari rioni.

Domenica 2 luglio 2017 ore 18,00

Prova Corteo

Venerdì 7 luglio 2017 ore 18,00

Convegno al Castello Orsini "Giochi e Diletti nel '500" a cura della Prof.ssa Ilaria Morini

Sabato 8 luglio ore 20,00

Giardino dei Collicelli Cena aspettando il Palio con presentazione del Palio 2017

Domenica 9 luglio 2017 ore 17,00

Contesa a Cavallo

 

 

 

 

 

 

 

MAURO LOLLI: LA VITALITA’ DI UN CASTELLANO

Raccolgo volentieri l’invito di Simona Folgori Lolli per un ricordo della figura del suo marito Lollilolli Mauro, per quello che il sottoscritto ha potuto conoscere di lui. Per un giovane come me, che si affacciava alla politica castellana negli anni ottanta, Mauro Lolli era un personaggio centrale, anche se ancora non capivo il suo radicamento nel paese. Erano gli anni dell’affermarsi del partito socialista in Italia, che cercava di ridimensionare quelle che erano chiamate le due chiese: la democrazia cristiana ed il partito comunista. A Castel Madama l’impatto sull’Amministrazione del partito socialista fu anche più incisivo rispetto al resto d’Italia, anche se poi presto sarebbe intervenuta la stagione di mani pulite nei primi anni novanta, che in pratica spazzò via la stagione del Psi di Craxi. Ma alla fine degli anni ottanta il vento era favorevole, e Mauro Lolli sembrava far parte di questa onda, almeno agli occhi di un giovane inesperto.

Negli anni novanta, non conoscendolo personalmente, mi incuriosiva comunque la sua capacità di stare al centro di tanti crocchi di persone, che ascoltavano sempre con interesse i suoi discorsi e le sue battute. La Piazza Dante, sulla quale si affaccia il balcone della sua casa, era il suo regno, ed il tragitto tra il bar ed il Comune era la sua passeggiata privilegiata. Capivo anche meglio il suo ruolo di proprietario di terreni di pregio, visto che mi trovai per quattro anni a svolgere il compito di Assessore all’Edilizia. Ciò che mi colpiva di più in lui era questa volontà di sparigliare le aggregazioni politiche consolidate, cosa che divenne sempre più evidente in seguito, con le molte liste minoritarie che egli ha promosso, con alterni successi, sia per il Comune che per l’Università Agraria. La sua adesione a Forza Italia è stata a lungo un fatto viscerale, che dava sfogo ad una protesta contro lo Stato e le tasse, nonché contro i dipendenti pubblici che considerava la rovina dell’Italia. Ma nonostante ciò, si fece coinvolgere dal primo Ulivo, quello di Veltroni, perché forse ci vedeva quel riformismo che Berlusconi aveva sempre promesso e mai applicato.

In una fase molto più recente ho potuto frequentare meglio Lolli e conoscerlo come persona. Era uno spirito libero, amava godersi la vita con gli amici e con buone cene e ottimi vini. Era tanto affabile e gioviale nelle amicizie quanto poteva essere combattente contro gli avversari politici, soprattutto quelli che considerava troppo scaltri; in questo era sempre sostenuto dalla signora Folgori Lolli. Erede di una buona fortuna, è stato forse preda di un cupio dissolvi, almeno in alcune fasi della sua vita, e portava con sé questa immagine di nobile un po’ decaduto, della quale forse era segretamente fiero. Forse la contrapponeva agli eccessi di attaccamento alla politica ed agli interessi che giravano intorno al Comune, che poco sopportava. Era molto propenso ad affibbiare soprannomi, sempre un po’ impastati nella politica, come quello di “zoccolo duro”, che i frequentatori della Piazza Dante identificheranno di certo. Aveva anche la tendenza agli aforismi, uno dei quali mi ricordo bene, perché contiene molta verità: “Lo sai qual è la cosa più difficile al mondo? Quella di convincere la gente a fare il proprio interesse”.

Insomma, era un vero castellano, ma anche un cittadino del mondo, un uomo che in politica non aveva paura di stare in minoranza, finché poteva dire le sue verità senza filtro. Ed anche un uomo che di fronte alla vita ha avuto lo stesso atteggiamento che verso la politica: molto coinvolto, ma con ironia e sarcasmo, e senza paura che la sua vitalità fosse eccessiva.

Ivano Moreschini

 

 

 

 

 

 

 

LUGLIO CASTELLANO

E’ L’ORA DEL PALIO… anche LA SAGRA DELLA PERA SPADONA “co ju Tozzottu”?

Da oltre un trentennio il “ luglio castellano “ è il periodo più bello, più interessante, il più emozionante per la città di Castel Madama laddove vengono coinvolti l’Amministrazione comunale, Associazioni, singoli Operatori ed Enti vari in un comune sforzo e in perfetto accordo.

Di anno in anno, è stato sempre crescente il richiamo, sia per gli innumerevoli castellani lontaniluglio dal paese nativo,per motivi di lavoro, sia per la massa inconsueta di forestieri provenienti dai centri limitrofi e oltre. La prima manifestazione del cartellone è stata sempre la sagra della Pera Spadona, giunta alla sua 58 edizione, (sagra più antica nel comprensorio,) che ancora, (malgrado la carestia del frutto del 2016) conserva ancora tutta la suggestività, l’ impronta paesana e lo spirito popolare e tradizionale in compagnia, quest’anno, si dice, del famoso “Tozzottu” (un semidolce dalle origini antichissime). Comunque il momento più atteso, più intenso, più sentito per gran parte dei castellani è il Palio e la Rievocazione Storica ossia l’ingresso al suo feudo di Madama Margarita, figlia di Carlo V, imperatore di Spagna, avvenuta nel 1538.

luglio1Anche quest’anno saranno moltissimi i figuranti con bellissimi costumi cinquecenteschi che percorreranno le vie del paese addobbate, anche queste, con drappi e mille bandiere con i colori dei quattro Rioni dove sarà assicurato lo spirito popolare-rievocativo di usi, costumi, in ambienti di un tempo (angoli d’epoca cinquecentesca, i vasari, i villici, i popolani, i ferari e i diversi artigiani) Non c’è dubbio che sarà uno spettacolo affascinante, palpitante, di scintillante agonismo, di competitività; un mondo tra sogno e realtà, tra storia e fantasia; è la festa dello sfoggio, della tenzone e nello stesso tempo della coralità di un’intera città il cui respiro va oltre i confini della propria terra, del proprio territorio, oltre i limiti della Bella Italia…sino a Oudenaarde dove nacque Margarita.

E il castellano è conscio di avere in qualche misura colorato la storia ed ha preferito volutamente ai giochi della sua civiltà contadina (Calemme, Corzeche co i Cavaji, Ju sulicu a le Fratti, il Patrono,) inserire, quasi a eludere la storia stessa, un mondo che non è né suo né del suo antenato, dove lui stesso potesse recitare, in prima persona, una parte di primo pianoluglio2 quasi a ricalcare le parole dello storico di Alessandro dei Medici: “E non fu tralasciato spettacolo alcuno…in su la piazza fecero la girandola e il giorno giostrarono avanti il Palazzo….le Potenze riccamente addobbate nella strada fecero il gioco del Saracino…”

Ciò detto, una manifestazione per la quale si ruba tempo e spazio al lavoro e alla stessa famiglia per gran parte dell’anno; per un Palio fatto di sacrifici, di sforzi di slanci il cui fine e soprattutto divertirsi, gareggiare, gioire o magari piangere, tanto da scrollarsi di dosso la routine del quotidiano, del proprio essere e identificarsi, sia pure per un giorno, in un Principe, in un Cardinale, in un Re, in un Massaro, in un Buffone di Corte, in un Alfiere, o nella “ Madama Margarita” questa manifestazione insieme a quella della Sagra che io intitolerei, nella continuità “ la Sagra dei Frutti della Terra” vanno acclamate e sostenute.

Sia chiaro al di là di quanto dipinto, il castellano non dimenticherà mai la realtà delle proprie origini agricole contadine e l’appartenenza a una civiltà della terra alla quale deve tutta la sua ricchezza e la sua esistenza.

Alessandro Moreschini

 

 

 

 

 

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PER UN’ALIMENT@ZIONE CONSAPEVOLE ANCHE A SCUOLA

L’uomo è ciò che mangia (Ludwig Andreas Feuerbach )

L’anno scolastico 2016/2017 si è ormai concluso. E’ tempo di bilanci e di progetti futuri. Peralimentazione quanto riguarda le attività concernenti l’Educazione alimentare,  l’Istituto Comprensivo Statale di Vicovaro è ormai impegnato da ben sei anni con diverse attività didattiche e progetti laboratoriali, aderendo sia al progetto dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio “ Sapere i Sapori “, di cui sono stato il referente d’Istituto, sia collaborando in specifici progetti con Enti quali il Parco regionale Naturale dei Monti Lucretili ed associazioni quali Slow Food. 

Non molti sanno che l’Educazione alimentare è entrata a far parte del Curriculo scolastico non come materia a se stante, ma come materia trasversale e multidisciplinare proprio perché “ l’atto del mangiare “ non è un atto banale, ma riveste un’importanza fondamentale e globale, tanto da investire una serie di questioni e problematiche che spaziano dalla storia alla geografia, dalle scienze all’ambiente, dall’agricoltura alla logistica, dalla cultura alla religione. Proprio per questo, l’Educazione alimentare non toglie spazio e tempo alle materie canoniche ritenute prioritarie quali Italiano, matematica ed altre, ma le sostiene, le amplifica, offre loro degli assist per approfondimenti ed integrazioni proprio perché l’atto del mangiare è paradigmatico ed investe l’uomo nella sua totalità antropologica, sociale, economica, culturale.

Non è un caso se la saggezza della cultura latina, ma non solo, sintetizzava in poche parole il concetto espresso con la frase “Primum vivere, deinde philosophari” . Per  l’essere umano l’atto del mangiare è stato sempre di primaria importanza, anzi di importanza vitale, anche se oggi, nella nostra società consumistica, il cibo viene banalizzato, privato di senso e di valore, desacralizzato, utilizzato e consumato come una qualsiasi altra merce.

Nella divisione mondiale delle risorse alimentari si assiste a fenomeni contradditori e nello stesso tempo paradossali quali  obesità/malnutrizione, eccedenza di cibo/fame nel mondo/spreco.

E’ evidente che tali contraddizioni sono lo specchio di una società ineguale, fondata sulla preminenza di pochi sul resto del mondo i cui nodi possono essere affrontati e sciolti soltanto in sede “politica”, o con la volontà delle Nazioni, su cui personalmente ripongo poca fiducia, o con quella dei soggetti sociali che subiscono le conseguenze e che agiscono una volontà emancipatrice.

L’I.CS. Vicovaro, nel suo specifico ruolo, attraverso il proprio intervento educativo, vuole proporre una riflessione aperta a tutta la comunità educante del  territorio nel suo complesso per far acquisire una maggiore consapevolezza e focalizzare l’attenzione su alcuni temi caratterizzanti e contradditori dell’attuale società e, conseguentemente, progettare azioni di intervento.

L’istituzione scolastica, in quanto ambiente di elezione ove sollecitare studenti, docenti e famiglie in uno stretto rapporto con il territorio, può contribuire  a sviluppare  un clima generale di partecipazione, consapevolezza, formazione e conoscenza del tema alimentare attraverso la propria azione educativa.

Tale azione educativa sarà finalizzate a diffondere la consapevolezza di una sana  alimentazione  legata alla valorizzazione  del territorio, nel rispetto dell’ambiente, dei criteri di accesso alle risorse alimentari e all’acqua e della lotta agli sprechi

Proprio per questo è necessario, attraverso l’azione primaria della Scuola, affiancata da tutti gli altri attori istituzionali, sociali, economici e culturali, educare le giovani generazioni all’uso e al consumo consapevole di cibi sempre più sicuri, buoni  e sani, provenienti da filiere legali e sostenibili per l’ambiente, la società e l’economia.

Buone vacanze a tutti gli alunni dell’I.C.S. di Vicovaro, ai loro genitori, ai docenti, agli ausiliari scolastici e arrivederci al prossimo anno scolastico.

Luigi Rinaldi

 

 

 

 

 

 

 

unitrelogo L’UNITRE DI VICOVARO CHIUDE L’UNDICESIMO ANNO ACCADEMICO

Il 27 maggio 2017, L’Associazione UNITRE di Vicovaro, patrocinata dai comuni di Castel Madamaunitre, Cineto Romano, Licenza, Mandela, Percile, Roccagiovine, San Polo dei Cavalieri e Vicovaro, ha terminato l’undicesimo anno dell’attività con uno spettacolo teatrale “Al di la del mare”, dedicato all’emigrazione. La cerimonia si è svolta nella sala del Teatro comunale di Mandela. Il tema, al quale è stata dedicata la serata è oggi molto attuale e riguarda la nostra storia: dei popoli in fuga dalle guerre, dalle carestie, dalla fame e dai cambiamenti climatici. Essa è stata documentata nella memoria dell’umanità dai tempi più remoti.

Lo spettacolo teatrale è stato preceduto da una presentazione di modelli realizzati dalle  signore del  corso “Ago, filo e fantasia”, condotto dalla stylista Anna Alessandri. Complimenti sentiti da parte di tutti i presenti.

L’applauditissimo, suggestivo e struggente spettacolo, “Al di la del mare”, è stato diretto dal regista Giovanni Anfuso, direttore artistico del Teatro Stabile di Catania e recitato con grande passione e bravura dall’attrice Liliana Randi, la quale ci ha emozionato e commosso alle lacrime, con le storie vere di vite vissute, richiamando in alcuni di noi i nostri ricordi personali.

La storia, viene dimenticata! Non ha insegnato nulla e le situazioni così gravi si ripetono ciclicamente.

Il Presidente dell’UNITRE, Costantino Centroni; ha salutato gli ospiti presenti alla cerimonia: il Sindaco di Mandela Claudio Pettinelli, il Presidente della Comunità Montana e Sindaco di Licenza Luciano Romanzi, il Sindaco di Vicovaro Fiorenzo De Simone e il Sindaco di Percile Vittorio Cola; ha ringraziato i collaboratori del Direttivo e i docenti, i quali con passione si dedicano al insegnamento delle materie. I Sindaci presenti, hanno rivolto calorosi saluti ringraziando per l’impegno che l’Università dedica alla conoscenza e valorizzazione del territorio tiburtino.

L’Anno Accademico 2016/17 è iniziato con una proiezione del film “Ne Romeo ne Giulietta” con la protagonista e regista la bravissima Veronica Pivetti. L’argomento trattato riguardava la diversità e la tolleranza e ha stimolato il pubblico per un’accesa discussione con Veronica Pivetti.

Durante l’anno, oltre ai corsi, sono state realizzate due gite didattiche: una a Roma sul percorso dei Giubilei e l’altra in Tuscania; sono state presentate le conferenze illustrative riguardanti diversi argomenti di attualità, approfonditi dagli esperti e studiosi: il Prof.Ing. Giovanni Cangi “Il rischio sismico nei centri abitati”, l’Avv. Giustino Di Cecco “Le leggi dell’economia”, Samuele Maffei “Bombardare Auschwitz” sull’Olocausto e il Dott. Luigi Zuccari “I flussi migratori in Italia”.

Inoltre sono stati presentati due libri: di Antonio Perozzi  “Il suono della clorofilla” e della Dott.ssa Silvana Vitali “Da Tanaquil in poi - rapida carrellata storica sulla donna in occidente”. Il secondo libro è stato approfondito anche nell’aspetto giuridico, durante le tre lezioni condotte dalla Dott.ssa Alessandra Zibellini Fortuna.

Dopo la parte ufficiale, della sfilata di moda e dello spettacolo teatrale, la serata ha continuato con una cena conviviale nell’Agriturismo “Bel Poggio”, a San Polo dei Cavalieri. L’atmosfera di questo bellissimo posto, la campagna tiburtina al tramonto con i prati curatissimi che si estendono all’infinito circondati dalle dolci colline, i profumi di rose e di lavande, la gentilezza dei gestori e la buona cucina hanno permesso di passare una indimenticabile serata serena in allegria tra gli amici.

Gli impegni dell’UNITRE non si fermeranno durante l’estate. Domenica mattina, 18 giugno 2017, è stata organizzata una visita guidata al sito archeologico Trebula Suffenas nella Villa Manni a Ciciliano. Un luogo di una bellezza naturalistica e paesaggistica indimenticabile, curato con grande amore e collegato alla storia antichissima e affascinante della zona.

Il pomeriggio 18 giugno 2017 si svolgerà la premiazione dei vincitori del Premio Sabellico a Vicovaro, al quale l’UNITRE partecipa con entusiasmo.

Auguriamo Buone e Serene Vacanze a Tutti e aspettiamo le iscrizioni, che inizieranno dalla seconda metà di settembre. Sono gradite le proposte e suggerimenti per il programma 2017/18.

Anna Janowska Centroni

 

 

 

 

 

 

 

'VENITE A SINTÌ CHE VE DICEMO'

Il dialetto vicovarese da Angelo de Simone e Angelo Dante ad oggi

vicovaroSi è svolta domenica 28 maggio, nella suggestiva Sala dei Coretti presso il settecentesco Palazzo Cenci Bolognetti di Vicovaro, l'iniziativa Venite a sintì che ve dicemo, promossa dall'Associazione 'Cultura Vi.Va.' ed interamente dedicata alla riscoperta  e alla valorizzazione del dialetto vicovarese. Le dott.sse Martina Moltoni e Valentina Moltoni, socie fondatrici dell' associazione, hanno presentato il lavoro di integrazione dei due vocabolari esistenti in vicovarese e realizzati da Angelo De Simone e Angelo Dante.

A supporto della conferenza è intervenuta la Sig.ra Piera Giuliani, cittadina di Vicovaro e socia dell'Associazione 'Cultura Vi.Va.', che ha ricercato e proposto una serie di vocaboli e modi di dire non presenti nelle suddette pubblicazioni e dalla stessa magistralmente illustrati e tradotti. Alle tre relatrici si è aggiunta, con la lettura di tre divertenti filastrocche in Vicovarese tratte dalla raccolta di Angelo De Simone, la Sig.ra Margherita Moltoni, da qualche anno impegnata nella realizzazione di spettacoli teatrali in dialetto vicovarese con il gruppo del Centro Sociale Anziani di Vicovaro.

In tal modo è stato pienamente raggiunto uno dei numerosi obiettivi che l'associazione si era prefissata redigendo le Linee Guida per la Valorizzazione degli Itinerari Culturali Integrati nel territorio di Vicovaro, ovvero l'implementazione del vocabolario esistente attraverso il coinvolgimento della popolazione. Tale attività di sensibilizzazione al tema mira a rafforzare il senso di appartenenza ad un luogo e la sua identità culturale garantendo la trasmissione del dialetto alle generazioni future. Rientrando a pieno titolo nella macrocategoria del patrimonio culturale immateriale di una comunità - assieme a danza, musica, forme di teatro, riti, feste, cerimonie, conoscenze e pratiche attorno alla natura e all'universo, tecniche e saperi del lavoro artigianale- il dialetto rappresenta metaforicamente parlando la carta di identità di un popolo e dunque una risorsa da salvaguardare in quanto ha a che fare con le sue radici e con la sua memoria. Un altro punto cardine messo in luce dalle relatrici è l'aspetto evolutivo del dialetto stesso e conseguentemente del lavoro di integrazione del vocabolario: facendo infatti quest'ultimo tesoro della partecipazione attiva della popolazione, non è limitato nel tempo, ma aperto ad ogni possibile aggiunta e variazione.

A conclusione della giornata si sono svolte le premiazioni del concorso fotografico Vicovaro in bianco e nero-Metti in mostra i tuoi ricordi, il cui bando prevedeva di poter concorrere, per ogni iscritto, con due foto inedite ed anteriori al 1960 sui seguenti temi: paesaggi culturali del territorio di Vicovaro; culti, tradizioni e manifestazioni popolari; famiglia e scene di vita quotidiana; lo sport nella storia di Vicovaro; Vicovaro nelle due guerre mondiali. Di seguito la lista dei concorrenti premiati:

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1° classificato ANTONIO FRANCESCO PEROZZI

2° classificato IVANO PROIETTI MATTIA

3° classificato PIERA MOLTONI

Menzione speciale per DAVIDE MAUGLIANI

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L'Associazione 'Cultura Vi.Va.' ha in programma per quest'anno altri interessanti eventi tra cui, nel mese di settembre (data da destinarsi che verrà a breve resa nota), una mostra fotografica dedicata all'attività del fotografo vicovarese Antonio Perozzi ed organizzata in collaborazione con la figlia Sig.ra Caterina Perozzi.

Sabina Iacovelli

 

 

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TIVOLI: DONAZIONE DEGLI ORGANI…”DOVERE” MA ANCHE…”DIRITTO”…

Dal 5 giugno i cittadini di Tivoli hanno un mezzo in più per esprimere la propria volontàtivoli in merito alla donazione degli organi e dei tessuti. L’ufficio anagrafe di Palazzo San Bernardino ha attivato il servizio di raccolta e registrazione della dichiarazione per permettere ai cittadini di esprimere la volontà nel corso delle procedure per il rilascio o il rinnovo del documento di identità. Il sistema sanitario nazionale offre a tutti i cittadini maggiorenni la possibilità (non l'obbligo) di dichiarare la propria volontà (consenso o diniego) in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte. La volontà espressa dal cittadino non sarà comunque visibile sul documento di identità ma verrà inserita nella banca dati centrale del Cnt (Centro nazionale trapianti) del Ministero della salute. I cittadini che intendono esprimere la propria volontà in merito e non hanno il documento in scadenza, possono farlo attraverso il proprio medico di base o recandosi presso gli uffici della Asl di P.zza Massimo o attraverso le modalità indicate sul sito del Cnt http://www.trapianti.salute.gov.it .Nel nostro Paese per la manifestazione della volontà di donare vige il principio del consenso o del dissenso esplicito (art. 23 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000). Il "silenzio-assenso" introdotto dagli artt. 4 e 5 della Legge 91/99 non ha mai trovato attuazione.. La dichiarazione di volontà espressa presso gli Uffici Anagrafe di quei Comuni che hanno attivato il servizio di raccolta e registrazione della dichiarazione di volontà, in fase di richiesta o rinnovo della carta d’identità. Nel caso in cui il cittadino decida di esprimere la propria volontà - sia essa positiva o negativa - questa confluirà direttamente nel Sistema Informativo Trapianti consultabile 24 ore su 24 in modalità sicura dai medici del coordinamento regionale trapianti”.  Per conoscere i Comuni che, ad oggi, hanno attivato questo servizio è possibile consultare la sezione dichiarazioni del Sistema Informativo Trapianti. Donare non è solo un gesto di solidarietà, è soprattutto una scelta consapevole che si traduce in un processo complesso a tutela del donatore e del ricevente. Per decidere in modo consapevole è utile conoscere, sapere e capire che il sistema italiano è tra i più garantisti al mondo. A partire proprio dall’accertamento di morte con criteri neurologici, uno tivoli1stato irreversibile e definitivo da non confondere con il coma. La tua decisione sulla donazione di organi e tessuti sarà sempre rispettata dai medici. Solo se non hai dichiarato in vita la tua volontà sulla donazione, sarà interpellata la tua famiglia. Perché non decidere adesso? Un “Sì” che vale molto più di quanto si possa immaginare. E’ il ritorno al lavoro, la ripresa degli allenamenti di nuoto il piacere di una vita serena per molti. Il nostro sistema trapianti registra ogni anno uno degli indici di qualità degli interventi più alti in Europa. Guarda tu stesso quanti pazienti sono tornati ad una vita piena. Qui ti puoi rendere conto che la medicina ha fatto davvero passi da gigante e che il nostro Paese segue sia i pazienti in attesa di ricevere un trapianto che coloro che lo hanno già ricevuto. Donatori…di una vita nuova…

Valentina Torella

 

 

 

 

 

 

 

TERZA EDIZIONE DI SEMINARLIBRI

Grande successo per la terza edizione di SeminarLibri  organizzata dalla Libera Università Igino Giordani e dal Circolo dei Libernauti, ormai  giunto alla terza edizione, con il patrocinio dal Comune di Tivoli che si tenuta presso il Seminario e in collaborazione con la Libreria Mondadori di Tivoli. Il tema centrale, è stato l’arte dei sensi, ossia una chiave di lettura che ci guida fuori dagli schemi conosciuti, in un sentiero sinestetico dove i sensi si contaminano e giocano a rincorrersi, a intrecciarsi, a stabilire relazioni tra loro, lasciando che ognuno di noi ricavi il proprio spazio tra percezioni nuove, che permettano di interrogare la realtà in modi personali, unici. Alla manifestazione sono inetrvenuti il Sindaco Giuseppe Proietti e l'Assessore alla Cultura e Turismo Urbano Barberini. Un ringraziamento va dal direttivo della Luig e dal  Circolo dei Libernauti a tutti i partecipanti e quanti hanno reso possibile la riuscita della 3ª edizione di SeminarLibri.

Claudia Crocchianti

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CENTRO ANZIANI DI CAMPOLIMPIDO: “SOGNI”

Grande successo oggi pomeriggio, al Centro Anziani di Campolimpido per lo spettacolo “Sogni” scritto e diretto da Maria Domenica Cerroni. A salire sul palco gli attori Antonio Avantaggiato, Vivaldo Brocchi, Maria Domenica Cerroni, Fabrizio Coresi, Damiana Corsi, Graziella Galli, Valentino Germani, Tosca Giannini, Arcangelo Imperi, Bruno Messali, Gianfranco Micozzi, Anna Morgia, Rina Ortenzi, Marisa Paglia, Pietro Paglia, Gianna Palma e Anna Maria Ripi che hanno emozionato, fatto riflettere e divertire il pubblico. Ogni dialogo recitato ha riguardato temi come l'amicizia, la famiglia e scene di vita quotidiana come quella della paura del dentista. A tutto questo si è aggiunta la lettera scritta dalla Cerroni sul femminicidio con parole dure e toccanti che hanno veramente colpito il pubblico presente. Come finale la poesia Camminiamo Insieme che ormai è diventata il loro punto di forza e cavallo di battaglia. Camminando insieme infatti hanno portato il loro Centro Anziani a fare con il patrocinio del Comune di Tivoli il gemellaggio con il centro sociale di Roccagorga dove il 9 giugno reciteranno lo spettacolo “Camminiamo Insieme”. Il teatro è molto importante come comunicazione, socialità e per questi nuovi giovani anche per mantenere la memoria e vederli recitare emozionati sul palco e così bene rende speciale tutta l'atmosfera intorno.

Claudia Crocchianti

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15° CAMPIONATO NAZIONALE GINNASTICA ARTISTICA C.S.I.

ASD Castel Madama primeggia per il Lazio

Nella settimana dal 5 all’11 giugno presso il Palagetur di Lignano Sabbiadoro si è svolto il 15°ginnastica campionato nazionale di ginnastica artistica del comitato sportivo italiano (C.S.I.).

Per il 5° anno consecutivo l’ASD Castel Madama ginnastica artistica è presente con le sue ginnaste.

Molte le soddisfazioni avute: una medaglia per la categoria Senior Super A, per Ferrazzano Valentina , 5° posto al volteggio.

Un 11° posto nella classifica assoluta nella categoria Tigrotte Super B per Caushai Chiara su 54 atlete e 8° nella classifica di parallele asimmetriche su 62 ginnaste.

ginnastica111° posto per la categoria Lupette S.B. nel mini trampolino per Braciola Isabella.

12° posto per la C. Allieve S.B nella trave su 74 ginnaste per Braciola Ambra.

17° posto per la categoria R large su 40 atlete per Flaminia Del Caldo.

9° posto per la categoria Junior S A nella trave su 30 atlete per Ambra De Lellis.

I nostri complimenti a tutte le altre atlete della categoria Large e Super A posizionate sempre a metà classifica.

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Siamo fieri di tutte le piccole atlete della categoria Lupette Medium, alla loro prima esperienza nazionale; Alicia, Maya e Elisa che con determinazione hanno affrontato la loro gara!

“Sempre avanti per raggiungere nuovi obiettivi!” il nostro motto!

Vi aspettiamo il 25 giugno ore 21.30 per il consueto appuntamento con il saggio di fine anno presso il Parco Oudenaarde.

Non mancate vi aspettiamo!!

A cura dell’ASD Castel Madama ginnastica

 

 

 

 

 

 

 

DEPRESSIONE: PRINCIPALE CAUSA DI DISABILITÀ

Oltre 300 milione di persone in tutto il mondo soffrono di depressione (soprattutto donne): sidepressione tratta della principale causa di disabilità che, nel peggiore dei casi, porta al suicidio. Quali sono i tratti clinici della depressione? Nella depressione grave si ha un rallentamento della parola, dell’andatura e della mimica, il paziente sostiene l’inutilità dell’esistenza, non ha voglia di andare avanti, nulla gli procura piacere, e si sente una persona cattiva che non merita di vivere. Nella depressione lieve il quadro manifesto consiste semplicemente nel fatto di sentirsi depresso e infelice; di solito il paziente racconterà che tale sentimento è più intenso al mattino. A volte, benché esistano dei chiari segni clinici associati alla depressione, non viene riscontrato alcun disturbo depressivo ben definito; questi casi possono essere caratterizzati come equivalenti depressivi. I tratti tipici sono: una sensazione generale di spossamento, a volte accompagnata da agitazione, difficoltà nel prendere decisioni, ruminazioni a carattere più o meno ossessivo, inappetenza, insonnia, costipazione. Nel campo della depressione sono state compiute un gran numero di ricerche biologiche, soprattutto nella biochimica (studio del ruolo del metabolismo catecolaminico); così come è stata posta l’attenzione sulla perdita di autostima, sul ruolo della delusione nella psicogenesi della depressione, sulla rilevanza di un Super io rigido come componente caratteristica nella costellazione depressiva e sulla presenza di altri disturbi che accompagnano il quadro clinico del paziente depresso, come la anoressia, bulimia, insonnia, ipersonnia, manifestazioni ansiose. Se andiamo ad analizzare la depressione in adolescenza andremo a vedere che raramente si manifesta un quadro con tutti i sintomi tipici della depressione come di solito si palesa negli adulti. Questo non aiuta ai fini di una corretta diagnosi, in quanto bisognerebbe stabilire se i tratti riscontrati sono manifestazioni transitorie (tipiche del ciclo vitale) oppure indicatori di una patologia depressiva in atto. Negli adolescenti l’aspetto tipico della depressione può essere poco evidente e lasciare il campo a “equivalenti depressivi”, quali disobbedienza, noia, faticabilità, dolori addominali, ipocondria, esibizionismo, inclinazione ad agire, che mascherano una sofferenza depressiva che non si manifesta apertamente. Gli studi sull’evoluzione e la prognosi del disturbo depressivo possono essere suddivisi in due aree: a) le linee di sviluppo della patologia depressiva dall’infanzia all’età adulta; b) i fattori di rischio e di protezione che ne influenzano il decorso. Eventi traumatici della vita, quali divorzio dei genitori, separazioni e lutti, abusi, patologie mentali nei genitori, cure genitoriali inadeguate, sono stati considerati come agenti patogeni. In particolare alcuni studi hanno considerato sia la relazione tra singoli eventi negativi e la depressione in adolescenza, sia il legame tra situazioni stressanti generali, prolungate e croniche e la sintomatologia depressiva. Dalla  maggior parte delle ricerche è emerso che l’iperprotezione materna é positivamente connessa alla depressione, mentre il fattore “cura” di entrambi i genitori era negativamente correlato, costituendo un elemento protettivo. Dati che sono interpretabili in rapporto al livello di autostima. Ad ogni modo l’elemento da sottolineare non è l’esposizione a fattori stressanti ma come il ragazzo interpreta e risponde a tali eventi. Quali sono i possibili trattamenti terapeutici? Un trattamento farmacologico, una psicoterapia individuale e familiare (per riorganizzare, nei limiti del possibile, la situazione ambientale).

Gioia Fabiani

 

 

 

 

 

 

 

IN FONDO AL MARE: LA STORIA

Quella sottomarina è senza dubbio la branca più affascinante dell’archeologia, vuoi per lamare meraviglia dei ritrovamenti che si compiono, con relitti, anfore, statue e altri straordinari reperti restituiti dalle acque, vuoi per l’innegabile fascino che gli abissi esercitano sull’uomo. Il mare ha sempre attratto e intrigato l’uomo, per la sua piatta vastità che si estende a perdita d’occhio oltre il conosciuto, portando alla mente il senso del mistero e dell’ignoto, per la sua apparente inaccessibilità ma oggettiva capacità di essere percorso senza limiti, per il suo essere ora benevolo alleato e ora feroce nemico dell’uomo. Quasi tutte le popolazioni dell’antichità più remota hanno lasciato testimonianze dei loro approcci alla navigazione (bassorilievi mesopotamici, le pitture delle tombe egizie, le barche funerarie dei faraoni, le prime imbarcazioni delle tribù di Israele. I primi a protendersi verso il mare furono i Fenici, meritando il riconoscimento di popolo di naviganti attribuitogli dalla tradizione storica; erede della loro maestria marinara fu la colonia africana da essi fondata, quella Cartagine che in breve diventò signora del Mediterraneo. Lo rimase finchè la sua espansione non giunse a minacciare la Sicilia, e quindi gli interessi dell’altra città mediterranea emergente: Roma. Fino all’epica contrapposizione tra Roma e Cartagine le battaglie navali avvenivano affondando le unità avversarie con manovre di speronamento. Fra i tanti reperti archeologici di varia natura sui quali sono raffigurate imbarcazioni di epoca romana, uno dei più celebri e interessanti è un grande bassorilievo di marmo risalente al III secolo d.C. trovato a Ostia. Raffigura due navi onerarie ormeggiate all’interno di un porto ed è assai ricco di dettagli sulla struttura e sull’attrezzatura di bordo. Un altro reperto di archeologia subacquea è il celebre relitto romano di Albenga trovato nelle acque liguri, uno dei più importanti a livello nazionale. Risale al I secolo a.C. fu individuato grazie alle segnalazioni dei pescatori che, passando con le reti in quel tratto di mare, spesso tiravano fuori anfore anziché pesci. Nel 1961  mare1terminò il rilevamento del relitto  e furono recuperate dalla nave di Albenga 728 anfore. Questo non fu l’unico relitto (nave oneraria) di Albenga, ve ne fu un secondo nel 2003. Innumerevoli i ritrovamenti di relitti marini in diverse regioni italiane, un passo avanti dell’archeologia subacquea italiana avvenne nel 2002 quando il Ministero per i Beni Culturali varò il progetto Archeomar, destinato a censire i beni archeologici sommersi nelle acque di Campania, Basilicata, Puglia e Calabria con la collaborazione nel 2004 della Marina Militare. Gli interventi dei primi anni furono vere e proprie sperimentazioni; si passò dall’emergenza alla programmazione. Dati raccolti, classificati, valutati e inseriti nella banca dati  con la creazione di una mappa riservata alle Soprintendenze e alle forze dell’ordine che permette di sapere esattamente dove vigilare e cosa tutelare.

Gioia Fabiani

 

 

 

 

 

 

 

FLAVIA DE BELLIS… PER NON DIMENTICARE.

La benemerita ragazza che con sacrificio, dedizione, amore e indubbia capacità ha saputo ordinare, catalogare e aprire “l’antica e preziosa Fonte della Storia castellana” a tutta la Comunità.

Nel momento in cui una persona viene a mancare, nell’animo di chi resta, ossia amici, parenti, colleghi di lavoro o conoscenti, si sprigiona un forte sentimento di dispiacere, di dolore di cordoglio e nel contempo si pronunciano parole e frasi frementi, accese, roventi quasi a tenere in vita la persona che ci ha lasciato.  E assistiamo a commiati con espressioni di maniera, di circostanza come: “Non ti dimenticherò mai …” oppure: “Per quello che hai saputo dare alla città per la sua crescita storico-culturale ti dedicheremo una…” e, ancora:  “Sei stata importante e preziosa guida per studiosi e studenti…” - Poi… (è nell’umano e nelle cose, sia chiaro) il più delle volte, il tempo cancella le parole, le immagini e il ricordo, anche quando si tratta di una persona sicuramente benemerita.

Dico queste cose ricordando Flavia DE BELLIS, la responsabile dell’Archivio storico della Comunità castellana che alla giovane età di cinquantacinque anni il 15 novembre del 2011 ha lasciato questo mondo. Sono trascorsi sei lunghi anni, e da quel giorno la sede dell’Archivio Storico ”Attilio Rossi” di via S. Agostino, è rimasta chiusa non consentendo a studenti,studiosi, ricercatori e liberi cittadini la consultazione di documenti riguardanti costumi, vicende, fatti e avvenimenti del passato della Comunità castellana.

Qualcuno si chiederà chi fosse Flavia De Bellis. Flavia era nata a Jesi il 30-9-1956. La Famiglia De Bellis (lei, Maria, marchigiana, donna dedita assiduamente alla casa e ai figli, lui, Antonio, di Bari, uomo di fiducia e funzionario a seguito di un pluriministro), era venuta, per motivi di lavoro, a risiedere a Tivoli nell’autunno del 1964 insieme ai due piccoli Paolo e appunto Flavia.

 Flavia, la conoscevo sin da bambina, essendo collega di lavoro del genitore ed ho avuto la possibilità di seguire, frequentando la famiglia, di ammirare con soddisfazione la studentessa nell’eccellente frequentazione delle scuole medie e superiori. Era una ragazza intelligente, solare, sempre disponibile con tutti, dentro e fuori dalla scuola. Non teneva molto ad apparire né con la sua bravura né, per propria scelta, nell’abbigliamento. Gli piaceva essere semplice, una persona normale e tale è rimasta per tutta la sua vita: più con pregi che con difetti - Un giorno, stando io a Torino insieme al genitore per acquistare un piccolo fuoristrada Fiat per Flavia appena diplomata al Classico “Amedeo di Savoia di Tivoli, mi confidò: ”Paolo è un pezzo di pane come sua madre, Flavia è come me, schiva ma nello stesso tempo vogliosa e caparbia piena d’iniziative, mai doma nelle idee e nei comportamenti… ”Non aveva sbagliato. In seguito, la giovane laureata in lettere e in Architettura, alla scuola e all’insegnamento, all’impiego (gioco del destino), aveva preferito il mondo della ricerca storica, documentale, degli archivi, la custodia e cura dei musei, biblioteche e attività culturali e servizi per l’editoria… appassionatamente in compagnia dei disoccupati, di persone svantaggiate, gestendo insieme con una delle sue migliore amiche Simonetta Riccio la Cooperativa “Vetera”. Oggi, grazie anche al suo impulso, molte di quelle persone, non occorre fare nomi, hanno trovato giusta e onorevole posizione nel mondo delle biblioteche e degli Archivi del comprensorio.

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flavia1E per svolgere tale ruolo, Flavia aveva tutti requisiti e le potenzialità. Nel 1975 Consegue il Diploma di Maturità Classica presso il Liceo-Ginnasio “Amedeo di Savoia” di Tivoli. Consegue in data 21/12/1979 la Laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne (lingua quadriennale Inglese) presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con votazione 110/110. Mentre è Laureanda in Architettura, perfeziona la lingua inglese presso lo studio School of English di Cambridge(UK) e un Corso di perfezionamento in lingua Tedesca presso il Goethe Institut di Roma. Nel 1995: frequenta il Corso per Archivisti organizzato dalla Regione Lazio presso la Soprintendenza Archivistica per il Lazio e consegue il relativo diploma. Nel 2000 Partecipa al Corso di “Didattica della storia negli Archivi” organizzato dalla Regione Lazio e consegue l’idoneità.

Nello specifico campo dell’Archivistica la De Bellis è presente in tutti i comuni del Comprensorio con il benestare e incarichi della Regione, della Provincia, della Comunità Montana, dei Comuni – stessi. A Tivoli collabora (amica -Vetera) all’inventariazione dei più di 8.000 volumi del fondo Librario Antico.

Redige, per conto del Consorzio dei Comuni di Castel Madama, Marcellina, Sambuci e San Gregorio da Sassola, il progetto di Valorizzazione, tutela e recupero degli Archivi Storici Comunali di interesse locale, approvato e finanziato per il periodo 1999-2001 dal GAL Sabino Tiburtino Cornicolano e Prenestino.

- Esegue, su incarico della Direzione Didattica della Scuola Elementare 125° Circolo di Castelverde (RM), il riordino fisico dell’Archivio corrente e di deposito dell’Istituto, redige un progetto per la valorizzazione dell’Archivio Storico dello stesso e organizza corsi di formazione sulla tenuta dell’archivio rivolti al personale A.T.A.

- Nel 2001 Coordina e dirige l’organizzazione delle attività previste dal progetto G.A.L./Castel Madama, Marcellina e San Gregorio da Sassola per la valorizzazione degli Archivi storici comunali.

È nominata responsabile dell’Archivio Storico Comunale di Vicovaro.

Dal Comune di Percile viene incaricata del riordino fisico, del recupero del patrimonio documentario di sperso con schedatura di documenti storici e dell’inventario dell’Archivio storico comunale

Credo possa bastare, in questa sede, per evidenziare le capacità, la laboriosità e la meritevolezza di Flavia De Bellis, alla quale molti studiosi castellani devono sicuramente un grande grazie o per la collaborazione o la realizzazione o le pubblicazioni di opere editoriali. Quali “ Intrecci”, “Immagini e memoria” “ La fabbrica di S. Michele Arcangelo a Castel Madama”, ” L’Università Agraria di Castel Madama: storia, attualità e prospettive“, La Confraternita del SS. Sacramento” e altro.

flavia2Nei quindici anni che ha operato a Castel Madama, forse trascurando in qualche misura, la salute della persona, si è dimostrata ricercatrice attenta e capace, sia per la catalogazione dei documenti, sia per la riservatezza e la conservazione del materiale e realizzando compiutamente vari progetti storico-culturali e mostre documentali di particolare interesse. La De bellis sicuramente ha lasciato un prezioso lavoro che purtroppo sino a oggi non la onora per niente poiché come dicevamo, a sei anni dalla sua dipartita, l’Archivio Storico non è fruibile in alcun modo.

Si deve a lei, (ragazza accorta, che seppe salvaguardarsi e non farsi coinvolgere anche da Grilli Sparlanti,) la formazione e la coordinazione di gruppi di ricerca, formato da studiosi locali e non e la pubblicazione di preziosi Bollettini di Studi Storici, che hanno consentito per la prima volta alla popolazione di conoscere importanti notizie sino a ieri sconosciute su usi costumi e tradizione di Castel Madama.

Flavia, aveva , tra le tante doti, una sua peculiarità, preferiva più ascoltare che parlare e non posso dimenticare una frase che si fece sfuggire quando la incontrai da Assessore all’inaugurazione nella nuova Biblioteca Coccanari di Tivoli, in merito al valore delle Biblioteche e in particolare sugli Archivi Storici dei comuni: “Essi costituiscono un bene prezioso di storia e cultura che appartengono non solo agli studiosi e i ricercatori ma soprattutto a tutta la collettività per cui vanno tenuti aperti anche come strumenti didattici e educativi anche per i più giovani ma custoditi, salvaguardati con ordine e oculatezza”. Questa è stata e resta, a mio avviso, la figura di Flavia De Bellis a Castel Madama-

Non la vogliamo santa sugli altari, ma beata e felice lassù nel vedere fluire, come le acque di unflavia3 fiume, il frutto del suo sacrificio, del suo lavoro, della sua fatica, nei giovani, nei studenti, studiosi e ricercatori castellani e non, di oggi e di domani. Aveva ragione il mio omonimo Ivano Moreschini quando affermava che con la sua dipartita, ci siamo sentiti, nel contesto, tutti più poveri.

Grazie Flavia, per quanto hai fatto per l’Archivio Storico di Castel Madama, con l’augurio che con la sua riapertura , in qualche misura, tu possa tornare tra noi senza quella tristezza che negli ultimi tempi traspariva dai tuo occhi  stanchi.

In omaggio della suddetta (insieme con quanti vorranno ricordarla, Amministrazione, Associazioni e singoli studiosi) proporrei una memoria di Flavia e una mostra libraria ,non per quattro ore come è avvenuto qualche anno fa,  ma per tre giorni sull’editoria castellana.

Alessandro Moreschini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AVANTI TUTTA!

Il mese di maggio si presenta ricchissimo d’appuntamenti, nonostante il campionato delle duepallavolo nostre prime squadre di riferimento, cioè la 1° divisione maschile e la 3°divisione femminile, sia terminato. La 2°divisione maschile di mister Ricci nelle ultime gare ha lasciato le ultime posizioni in classifica ed attraversa un buon momento atletico. Nella prima gara casalinga affrontiamo il Formello, con cui all’andata abbiamo intrapreso una dura gara, terminata solo al quinto set, con la nostra vittoria per 3/2. I ragazzi capitanati da Antonio Romanzi, con una formazione ridotta ai minimi termini dalle numerose assenze per infortunio di Scrocca, Moreschini, D’Ulizia, Di Giovanni disponibile solo per la panchina (riposo precauzionale) si schiera con Romanzi e Verna al centro, De Santis in regia, Morici opposto, Nardi e Marcangeli a banda. Il primo set è combattutissimo, si gioca punto a punto, gli ospiti vanno lievemente avanti, ma lì riusciamo a recuperare e superare proprio nella fase finale per 25/23 grazie ad un Nardi sempre decisivo nei momenti importanti della gara. Nel 2°set non si rompe l’equilibrio, si va avanti punto a punto e in questo parziale riusciamo a spuntarla per 26/24, sempre di un soffio, dopo aver recuperato un discreto svantaggio, grazie a degli ottimi turni in battuta. Nel 3° set si ripete il copione dei precedenti, ma questa volta acquisiamo un maggiore vantaggio e chiudiamo per 3/0 la gara, da sottolineare l’ottima prova di De Santis in cabina di pallavolo1regia, dopo un girone da titolare nel ruolo per lui completamente nuovo ha acquisito un’ottima dimestichezza, dando equilibrio alla squadra. La gara seguente in campionato ci mette davanti, nel recupero infrasettimanale il Palombara, con cui avevamo perso all’andata, purtroppo la fortuna non ci aiuta e si ferma anche Morici causa risentimento al ginocchio operato; non è disponibile neanche Dario Proietti. Vista la situazione, mister Ricci si rimette le scarpe da gioco e sostituisce Morici nel ruolo d’opposto. Insomma dobbiamo cercare di giocare una gara perfetta, perché ovviamente il mister non ha una grandissima autonomia. Il Palombara risulta essere molto impreciso, soprattutto non riesce ad arginare al meglio Nardi che disputa una gara stratosferica, con attacchi dentro i tre metri!!! Grazie ad una buona prova del resto della squadra vinciamo 3/0, raggiungendo l’obiettivo che ci eravamo prefissati, prendere i tre punti senza allungare troppo la gara. Nel match seguente affrontiamo la Polas, formazione che occupa il terzo posto in classifica ed in lotta per i playoff. Partiamo subito molto bene, con Proietti e Marcangeli in evidenza, acquisiamo vantaggio, vincendo il 1°set per 25/20. Il campo è ai limiti della praticabilità, molto simile alla nostra palestra delle elementari. I padroni di casa non ci stanno e cercano di portare la gara in confusione e nel 2°set, complice qualche leggerezza di troppo dei nostri lasciamo andare il set 25/20. Nel 3°set la Polas parte subito bene riuscendo a prendere un buon vantaggio, ma i nostri ragazzi riescono a rientrare proprio sul finale della gara, recuperando lo svantaggio e vincendo 28/26. Nel 4°set paghiamo lo sforzo del set precedente cedendo nettamente 25/17. Nel 5°set quando pensi che le energie si stiano esaurendo visto il modo in cui è terminato il set precedente, riusciamo a tirare fuori il carattere tipico delle squadre del Castel Madama, e lottiamo come leoni fino alla fine; da segnalare la pressione verbale fatta su Andrea Marcangeli al servizio, che invece sfodera una lunga serie di 5 battute consecutive, tra cui un ace, consentendoci di andare al cambio campo in vantaggio per 8/6 (eravamo in svantaggio 4/6). Nella seconda parte del 5° set invece diventa determinante Andrea Verna con un muro e con il servizio, vinciamo 15/12 a casa della terza in classifica, arrivando alla sesta vittoria consecutiva in campionato! Questa lunga striscia è il frutto del lavoro del gruppo, che ha avuto una crescita costante e si è unito nelle difficoltà, che non ci sta a perdere con nessuno, in cui brilla Andrea Nardi, con prestazioni sempre molto al di sopra della media. L’ultimo match casalingo ci mette davanti la Tibur Volley dell’ex Madia. La gara non ha storia, con i parziali a 12/22/10 liquidiamo velocemente gli ospiti per 3/0, con l’ennesima grande prestazione, arrivando alla settima vittoria consecutiva. L’ultima gara di campionato contro il Tempus, ultimo in classifica ed oramai retrocesso in 3°divisione maschile, giochiamo con formazione rimaneggiata, in quanto indisponibile De Santis al palleggio gioca mister Ricci, con il rientrante Morici nel ruolo d’opposto. Il 1° set è abbastanza brutto, il ritmo è basso e facciamo fatica ad adeguarci a questo ritmo, comunque grazie ad una buona prova di Marcangeli e Morici portiamo a casa il set. Nel secondo parziale giochiamo uno dei peggiori set della stagione, causa sole che infastidisce i nostri e perdiamo il set 25/23, per un niente, dopo aver recuperato lo svantaggio. Nel 3°set ci rimettiamo a giocare, Nardi sornione nei primi due parziali ingrana la marcia e vinciamo il set 25/12. Anche nel quarto parziale non c’è gara, grazie ad una prestazione di sostanza di Verna e Romanzi, ben servizi dal mister. Finisce 3/1 in nostro favore, scavalchiamo in classifica anche il Monterotondo arrivando al 6°posto, con 8 vittorie nelle ultime 8 gare, un rullino impressionate, dalla zona retrocessione a pochi punti dalla zona playoff. Bisogna fare i complimenti ai ragazzi e al mister per aver dato tutto nel momento più difficile della stagione, questo è quello che chiede sempre la società, cioè combattere sempre. Nel frattempo la società per la prima volta partecipa ad un trofeo di fine anno organizzato dalla Federazione, il Trofeo Appio. A questo torneo partecipiamo con i giocatori della 1° e 2° divisione, il clima che si crea è molto positivo tra i giocatori che si allenano anche insieme. La prima gara ci mette davanti Roma7, che partecipa con una formazione giovanile. La gara non ha mai storia, mister Cara alterna tutti i giocatori e vinciamo 3/0. La gara seguente in trasferta affrontiamo il Tibur Volley, purtroppo la caratteristica del trofeo Appio è l’obbligatorietà del giorno gara infrasettimanale, quindi senza possibilità di giocare il sabato e la domenica. A questa trasferta andiamo con i giocatori contati, alcuni anche fuori ruolo come Lenzi schierato nel ruolo d’opposto, la cosa positiva, vista l’assenza di Pierucci e rivedere giocare una gara intera al nostro capitano Fabio Possenti. La gara è gradevole, con alcune azioni molto spettacolari di Amabili e di un nuovo giovane ragazzo in prova da noi, Giorgio Arciero. Vinciamo agevolmente per 3/0 consolidando il nostro primo posto in classifica e mettendo un piede nella 2 fase. L’attività del settore giovanile procede senza sosta, con continui raduni, tra cui la tappa fissa del torneone di minivolley, intitolato al presidente FIPAV scomparso Franco Favretto, ed una festa bellissima, con migliaia di ragazzi che giocano, nella suggestiva cornice del Colosseo e dei Fori Imperiali. Un giorno di festa reso ancora più bello dalla presenza del campione italiano Ivan Zaytsev e dalla campionessa, ex capitana della nazionale Antonella Del Core. Il gruppo dell’under 13 mista conquista il 3° posto nel campionato provinciale del CSI,pallavolo2 segno del buon lavoro fatto durante l’anno da Elsa Pompa ed Enrica Macci, in quanto sono stati schierati un buon numero di esordienti che hanno iniziato quest’anno a giocare. Termina senza vittorie il campionato della 3°divisione maschile, purtroppo una stagione negativa in cui non siamo riusciti ad esprimere mai il nostro potenziale, il mix di giovani e ragazzi più esperti non ha funzionato nel modo migliore, sarà sicuramente elemento di riflessione delle prossime riunioni dello staff tecnico, che dovrà i correttivi necessari. Bisogna imparare soprattutto dalle sconfitte, per evitare che accadano di nuovo!! Forza Castello!

Francesco Santolamazza

 

 

 

 

 

 

 

KANGOO JUMPS, DISCIPLINE AEREE E MAMMADANCE

Sono le novità presentate da PLAY che dal 1 settembre entreranno a far parte delle discipline dell’associazione sportiva dilettantistica PLAY (via S. Anna 13 C - Castel Madama).

balloLe kangoo jumps sono delle speciali scarpe che consentono un efficace allenamento basato sulla tecnica del rebound (rimbalzo). Regalano innumerevoli vantaggi ai fini del benessere psicofisico e sono divertenti da indossare. Adatte a persone di tutte le età, con qualunque struttura fisica si presentano sin da subito utilizzabili, indipendentemente dal livello di preparazione atletica. E’ un’attività facile che parte da semplici esercizi e può arrivare alla costruzione di vere e proprie coreografie. Gli innumerevoli benefici ne fanno un accessorio irrinunciabile tale da modificare e migliorare le classiche attività fitness, i training per perdere peso, la preparazione atletica, le attività riabilitative e tanto altro ancora. Quando si rimbalza contro la gravità si lavora quasi due volte il proprio peso del corpo, si aumenta l’energia, si induce euforia e si promuove una rapida perdita di peso, il tutto proteggendo le articolazioni da infortuni. In aggiunta si rinforza ogni singola cellula del corpo. Chiunque utilizzando tale tecnologia manifesta sin da subito un maggiore benessere, risulta più euforico e sorridente mantenendosi in perfetta forma fisica. Il rebound inoltre provoca un miglioramento dei disturbi occlusivi a livello vascolare periferico, facilitando la dissoluzione di coaguli di sangue negli arti. Le applicazioni di questo attrezzo, che sono state studiate e approvate anche dalla NASA, comprendono l’allenamento aerobico così come la preparazione atletica e la riabilitazione terapeutica. Oltre a evitare traumi alle articolazioni le kangoo jumps si possono utilizzare in modi diversi. Può essere sfruttato per un allenamento dolce, compiendo piccoli salti tranquilli a piedi uniti, oppure per il rafforzamento compiendo salti più energici. Salti a piedi alternati costituiscono un ottimo allenamento aerobico, così come si possono fare molti movimenti dei normali esercizi di aerobica. Generalmente la durata di una lezione di rebound è di circa un’ora. L’intensità dei salti viene modificata per consentire un efficace allenamento di tutti i muscoli. Addirittura è consigliato anche a chi è reduce da infortuni e operazioni. Stimola la respirazione e ossigena meglio i tessuti poiché coinvolge ogni singola cellula del corpo. Fa dimagrire perché mette in movimento tutto l’organismo. Il Rebound è considerato uno degli esercizi aerobici più efficienti. Fa bruciare il 68% in più di calorie rispetto al jogging. Gli studiballo1 hanno dimostrato che 30 minuti di rebound equivalgono a 5 km di corsa. Potrebbero sembrare scomodi e difficili da usare, ma in realtà risultano meno problematici dei pattini a rotelle. Tonificano polpacci, glutei, bicipiti femorali, adduttori e addominali favorendo la giusta postura ed eliminano buona parte della cellulite che di fatto è un accumulo di tossine all'interno della parte grassa del corpo. Inoltre si hanno benefici per la salute a livello cardiovascolare. Oltre a rafforzare ogni singola cellula dell'organismo il rebound svolge altre importanti funzioni. Stimola per esempio la circolazione della linfa (il liquido che contiene i globuli bianchi e i linfociti che difendono il nostro corpo) rinforzando le difese immunitarie. Irrobustisce i muscoli e lo scheletro senza provocare traumi e lesioni dovuti all'impatto con il terreno. Migliora l’equilibrio e la postura perché obbliga ad ogni rimbalzo a tenere una posizione perpendicolare al terreno. Con questa attività si rafforzano quindi i muscoli, i tendini e i legamenti, si aiutano le ossa ad essere più mineralizzate, dense e robuste, si contribuisce a migliorare l’equilibrio e la coordinazione, si migliora l’aspetto fisico e il senso di benessere. Consente una grande varietà di movimenti, quindi oltre a non risultare noioso permette di allenare diverse parti del corpo. Un aspetto importante è il fatto che si tratta di un movimento spontaneo e liberatorio, ha un immediato effetto di distensione e di vitalità anche sulla mente oltre che sul corpo.

ballo2Un’altra novità PLAY sono le discipline aeree, tessuto e cerchio aereo. Un’attività divertente, originale, scenica che aumenta la creatività rafforzando resistenza e tutta la muscolatura di braccia, addome e gambe.

Altra novità PLAY è il corso mammadance, pensato per le neomamme che vogliono fare attività fisica portando con se il proprio bambino. Un corso di ballo con marsupio dove il bimbo è legato al petto della mamma e con movimenti di ballo si lascia cullare mentre la mamma si diverte e si tiene in forma.

Ivo Santolamazza

  • Fotoblowup
  • Empolum
  • FisioAndreaChicca
  • Dental Gaia
  • Frimm
  • MauroConad
  • Psicoterapeuta
  • Frantoio Vicovaro

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