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LA PIAZZA ANNO XIV N. 3 Marzo 2016

 

 

Copertina giornalr n. 3 2016 Il numero di Marzo sarà reperibile presso i soliti punti distribuzione a partire dalla fine di Marzo 2016.

 

 

 

 

POLITICA

Le interviste “LA PIAZZA di Castel Madama”, dott. Domenico Pascucci

D. - Cominciamo da un giudizio generale sull’operato della sua Amministrazione. Cosa ha funzionato e cosa no secondo lei?

R. - Sicuramente svolgere il ruolo di Sindaco per la prima volta senza aver mai fatto politica prima, è un’esperienza forte e toccante. Non è stato facile, almeno inizialmente, entrare nelle logiche amministrative che compongono il governo di un paese e questo a mio avviso può essere stato un motivo di rallentamento anche dell’operato dei miei collaboratori. La fortissima crisi economica che ancora oggi si avverte con tutto il suo peso, la gestione dell’eredità di un Ente “clinicamente morto”, i continui cambiamenti e riforme negli ultimi cinque anni, sicuramente non mi hanno reso la vita amministrativa facile. Nonostante questo, ho del mio operato e della mia Amministrazione un giudizio positivo che spero possa migliorare nei prossimi cinque anni che ci aspettano ancora avanti. Abbiamo lavorato con serietà, passione e sacrificio personale cercando di risolvere tutti i quotidiani problemi che si manifestano nel corso di ogni giornata. Sono convinto che l’esperienza di questi primi cinque anni, mi permetterà di affrontare i futuri anni con molta più capacità, fermezza e determinazione. Nonostante ciò siamo riusciti a poratre a compimento importanti opere come: il manto in erba sintetica del campo sportivo e il consolidamento del movimento franoso dello stesso, la sistemazione del boschetto delle fratte, la realizzazione dell’area mercatale al parcheggio gomma gomma, la realizzazione della sala multimediale nei locali dell’ex mola, il rifacimento di diverse strade rurali, la rotatoria all’ingresso del Paese, il parcheggio degli Orti, Piazza Garibaldi, le facciate del centro storico, il completamento dei lavori del castello Orsini, la realizzazione della clinica nell’area dell’ex mattatoio, la realizzazione dell’impianto per lo svolgimento della contesa a cavallo del Palio Madama Margarita, il parcheggio dello Stallone per il quale è stata bandita la gara d’appalto, l’assegnazione dei lavori per l’ampliamento del cimitero comunale e il recupero del vecchio cimitero, la ripresa dei lavori della caserma dei carabinieri attraverso l’avvio della risoluzione in danno del contratto per inadempienze della ditta appaltatrice, interventi di manutenzione ordinaria: segnaletica, pulizia delle caditoie, manutenzione del verde, potatura delle alberature dei Collicelli e di Via S. Anna, rifacimento palestra scuole elementare, interventi di manutenzione sulle scuole. Si avviano a conclusione anche i lavori per la realizzazione del nuovo depuratore comunale. In questi giorni inizieranno gli interventi di sistemazione di diversi marciapiedi e il recupero del Parco Oudeenarde. Per non dimenticare l’avvio del servizio di raccolta differenziata porta a porta e la pulizia del paese con spazzatrice meccanica, pagata grazie all’azzeramento delle indennità del Sindaco e degli Assessori.

D. - Quali sono le difficoltà maggiori che lei ha incontrato nell’amministrare il Paese?

R. - Durante l’intero arco del mandato sono state molteplici le difficoltà incontrate. Sicuramente la riduzione progressiva, fino alla quasi totale scomparsa di finanziamenti pubblici ha reso la gestione della vita comunale ancora più rigida e povera. Mi sono trovato a governare in un periodo nel quale la politica, quella con la “p” maiuscola è completamente scomparsa, dove Enti come la Provincia di Roma hanno vissuto e continuano a farlo in un limbo ingiustificato prima, durante e dopo la riforma di riorganizzazione, scomparendo completamente dal quadro costituzionale di governance territoriale; dove la Regione Lazio, tra elezioni, scandali e tagli ai comuni ha giocato il ruolo dell’assente primario nell’aiuto ai territori e nel supporto finanziario agli stessi;dove, grazie alla riforma Fornero, qui nel nostro Comune, ci ritroviamo un’altissima percentuale di dipendenti ultrasessantenni convinti che sarebbero andati in pensione e sicuramente non del tutto idonei a seguire le continue evoluzioni tecnologiche, economiche e strutturali che sono state introdotte in questi anni. Lo stop alle assunzioni e la conseguente mancanza di personale sta comportando ritardi fisiologici nella normale gestione dell’Ente che non potranno mai essere ottimizzati se non rinforzando l’apparato amministrativo con nuove figure altamente specializzate.

D. - Le condizioni del bilancio appaiono critiche ad un osservatore esterno. Lei che ne pensa di questa situazione?

R. - Credo che le premesse dalle quali sono partito nei punti precedenti non possono che confermare l’assoluta criticità del bilancio Comunale. Ci troviamo di fronte ad un bilancio che soffre le cattive gestioni del passato e che oggi è chiamato a sopportare i tagli assurdi che la politica nazionale sta facendo sugli Enti territoriali. Tutti noi ascoltiamo la televisione e le continue dichiarazioni dell’Anci e dei Sindaci dei diversi comuni italiani. Oggi il ruolo primario che è stato relegato al comune è quello di essere mero esattore e impositore di tasse e tributi nei confronti dei cittadini. Lo Stato ha più che dimezzato il gettito a favore degli Enti locali, la Provincia ha perso quella sua caratteristica di organo di supporto territoriale, la Regione continuamente apporta tagli non solo ai finanziamenti ma anche e soprattutto ai fondi per il sociale, per la scuola, per i servizi alla persona lasciando tutto il peso alle amministrazioni comunali. Sicuramente la criticità di bilancio farà da protagonista anche nei prossimi cinque anni, anche se, con l’esperienza e la conoscenza avuta in questo primo quinquennio ci aiuterà ad intervenire e portare avanti il processo di ottimizzazione del bilancio comunale iniziato in questi anni. Non bisogna scordarsi, infatti, che nonostante il bilancio si trovi in queste situazioni, siamo riusciti ad onorare e pagare tutti i debiti nei confronti delle aziende che avevano lavorato per il nostro comune. È stato un forte gesto di responsabilità che ci siamo voluti prendere e che riteniamo fondamentale principio di sopravvivenza e collaborazione con chi presta un’opera e riscontrata la validità della stessa venga successivamente onorata. Ci aspetteranno ancora anni duri e per questo sto già lavorando per creare una futura squadra di professionisti che dovrà concentrarsi sulla maggiore ottimizzazione delle finanze comunali, sulla bonifica completa delle banche dati, sull’azzeramento dell’evasione e su una lotta sempre più stringente sull’elusione fiscale.

D. - Quali sono i principali punti del nuovo programma elettorale?

R. - Sarà un programma reale e coerente con i tempi che concorrono. Punteremo a garantire uno standard alto di aiuto sociale, ci concentreremo ancora di più sul nostro territorio migliorandolo con maggiori opere pubbliche e servizi al cittadino, ottimizzeremo la macchina amministrativa, valorizzeremo l’ambiente nel quale viviamo e soprattutto staremo vicini alle istanze dei cittadini per superare insieme questa assurda e difficili crisi che ci attanaglia. Queste sono solo delle macrolinee che verranno più efficacemente esplicitate nel mio programma elettorale che uscirà a breve. Ringrazio i cittadini che mi hanno sostenuto e tutti quelli che continueranno a farlo, i miei colleghi e le persone che ci sono vicine convinto più che mai nel lavoro che ci aspetterà, lanciando un appello a tutti i cittadini di valutare le tantissime cose fatte fino ad oggi e soprattutto di aiutarci a migliorare con l’apporto personale di chiunque volesse impegnare parte del proprio tempo nella gestione della casa comunale. Sono stato e sempre sarò il Sindaco di tutti i cittadini, aperto ai consigli, alle critiche e alle richieste che mi sono state presentate… la porta per chi vorrà portare avanti un discorso per il bene del nostro paese è sempre aperta!!

Colgo l’occasione per invitare la cittadinanza alla manifestazione che si terrà sabato 2 Aprile alle ore 18.00 presso la Sala Baronale del Castello Orsini per presentare le linee programmatiche del prossimo quinquennio ed ascoltare suggerimenti e proposte da inserire nel prossimo programma elettorale.

a cura di Ivano Moreschini

AVVISO INDIZIONE GARA REALIZZAZIONE PARCHEGGIO
Pubblicato sulla GURI n. 28 del 9/3/2016 il BANDO di gara per l’appalto dei lavori di “Realizzazione
parcheggio pubblico in località Stallone”, da affidarsi mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa, ai sensi degli artt. 53, comma 2, lett. a), 55, comma 5 e 83,
D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (nel prosieguo, Codice).
CIG 66013706DA — CUP F31B13001180004
Gli allegati e la modulistica sono reperibili nella sezione Amministrazione Trasparente al seguente link:
http://www.halleyweb.com/c058023/zf/index.php/bandi-di-gara/bandi-digara/
bando/sezione/attivi/cigBando/66013706DA/serialBando/545

Le interviste “LA PIAZZA di Castel Madama”, Carlo Caldironifoto Caldiroli

Eletto Consigliere Comunale di Tivoli nelle ultime
elezioni amministrative, unico referente di zona per
il Movimento Cinque Stelle. Riteniamo interessante
conoscere direttamente posizioni e iniziative intraprese
nella nostra zona dall’esponente politico e
sulle iniziative future del M5S.

D. - Il Movimento Cinque Stelle come intende sviluppare la politica amministrativa in vista delle elezioni comunali della prossima primavera/estate 2016 che vedranno eleggere il Sindaco di Roma e di altri Comuni dell’area metropolitana con particolare riferimento al quadrante est.

R. Il MoVimento di Tivoli sta sviluppando la propria politica come ha sempre fatto: iniziative, punti d’informazione, distribuzione di materiale volto alla conoscenza dei temi trattati. Abbiamo in programma degli eventi all’aperto, aperti a chiunque vorrà partecipare, con invitati di notevole spessore. Il MoVimento ed i suoi valori sono da considerarsi un’unica realtà socio-politica, come tale il sostegno ed il supporto che il MoVimento 5 Stelle Tivoli fornirà ai propri rappresentati in altri comuni sarà totale.

D. Quale giudizio da il Consigliere Comunale Carlo Caldironi dell’attività della giunta Proietti che amministra il Comune di Tivoli dalla primavera del 2014 e quali sono le principali criticità amministrative riscontrate e si ritiene necessario affrontare in via prioritaria.

R. Il giudizio, a quasi due anni dall’insediamento della giunta Proietti, può attestarsi sulla sufficienza, anche d’incoraggiamento. La situazione cittadina da loro rilevata era disastrosa e presenta tutt’oggi numerose problematiche calcificatesi nel corso degli anni, a causa di politiche amministrative davvero insoddisfacenti sotto ogni punto di vista. La situazione debitoria del comune di Tivoli è profondamente preoccupante, così come l’assetto urbanistico e l’aspetto legato alle privatizzazioni di beni comunali quali le Acque Albule. Purtroppo, ci si trova a dover fare i conti con scelte legate al recente passato che hanno seriamente compromesso la salute economica, sociale e politica della città, scelte che hanno favorito il bene di alcuni privati a danno degli interessi della cittadinanza.

D. Tra i Comuni del quadrante est dell’area metropolitana che andranno alla elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale c’è anche Castel Madama, ove esponenti politici locali dichiaratisi appartenenti al Movimento Cinque Stelle sembrerebbero partecipare attivamente e sostenere la formazione della coalizione di centro-sinistra, può specificare ai lettori del giornale la natura del rapporto politico/ amministrativo locale e se vedremo un Consigliere Comunale del movimento sedere nel consiglio comunale di Castel Madama tra i banchi della coalizione di centro-sinistra.

R. Di sedicenti appartenenti al MoVimento se ne contano oramai a migliaia in tutta Italia, il fenomeno purtroppo non riguarda solamente l’area Nord- Est dell’area metropolitana di Roma. Si tratta di persone che, cavalcando l’onda del successo crescente a livello nazionale del MoVimento, sfruttano la popolarità di quest’ultimo al solo scopo di poter ottenere facilmente consensi che potrebbero tramutarsi materialmente in un successo elettorale, salvo poi operare in maniera del tutto antitetica con gli ideali ed i princìpi propri del MoVimento. Bisogna prestare molta attenzione anche alla formazione di nuovi meetup o gruppi su le varie piattaforme mediatiche, noi non forziamo questo indirizzo che deve essere spontaneo e soprattutto basato sulla volontà dei cittadini, possibilmente giovani, che non hanno avuto già esperienze politiche o anche ostinati tentativi di candidature. Il MoVimento 5 Stelle, è bene ricordarlo, persegue solamente i propri princìpi di onestà e trasparenza e siede accanto soltanto ad altri appartenenti al MoVimento, almeno per ora, e quindi a tutt’oggi, se non è presente con una propria lista, non fornisce sostegno o indirizzo di voto.

D. Vedremo in futuro il Movimento Cinque Stelle fare accordi politici ed essere parte di coalizioni per l’amministrazione dei Comuni, Aree Metropolitane, Regioni, o fare organicamente parte di un governo nazionale che non sia un monocolore del movimento stesso.

R. Come già ampiamente ripetuto, il MoVimento non partecipa a coalizioni, accordi e simili se non con altri appartenenti al MoVimento stesso. È una condotta della quale siamo fieri ed orgogliosi e che continueremo a rispettare. Ciò non significa che sarà sempre così: se in futuro ci saranno altre forze che faranno della trasparenza ed onestà il loro caposaldo, e perseguiranno esclusivamente il bene comune, personalmente potrei anche decidere di votare anche a favore. In ogni caso, comunque, sarà la rete a scegliere, come sempre accaduto sin qui.

a cura di Ivano Moreschini

 

FERMA LE TRIVELLE! Vota SI al Referendum del 17 Aprile

Angelo Moreschini, per il Comitato FERMA LE TRIVELLE di Castel Madama


Domenica 17 aprile dalle ore 7:00 alle ore 23:00 si vota il referendum popolare che chiede:
“Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti di gas
o petrolio in attività nelle acque territoriali italiane?”.
Chi vuole fermare le trivellazioni entro le 12 miglia (22 km) dalle coste italiane,
deve votare SÌ. Il referendum popolare è valido solo se raggiunge il quorum,
cioè se va a votare il 50% più uno degli aventi diritto.

 

Il governo italiano ha fissato al 17 aprile 2016 la data del referendum popolare, evitandone lo svolgimento insieme alle elezioni amministrative di giugno.logo notriv

Una scelta che costa ai cittadini 300 milioni di euro; una scelta che dimostra la volontà del governo di scoraggiare la partecipazione, come evidenzia anche il palese oscuramento mediatico cui è sottoposto l’evento.

Anche a Castel Madama, come in molte altre comunità del nostro Paese, la lotta contro il rinnovo delle concessioni petrolifere assume forme organizzate per opporsi con gli strumenti della democrazia diretta ad una scelta di politica energetica e industriale dannosa e vetusta.

È importante infatti il contributo di ciascuno di noi perché non si tratta di difendere il “proprio giardino”, non è in gioco solo l’habitat nei pressi delle trivelle, bensì la salute già compromessa dell’ecosistema globale.

Chiediamo ai cittadini di non disertare le urne e votare SÌ per almeno 5 ragioni:

1. Le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri mari e non danno alcun beneficio durevole al Paese. Tutte le riserve di petrolio e gas presenti nel mare italiano basterebbero a coprire solo 7 settimane di fabbisogno energetico, e quelle di gas appena 6 mesi.

2. L’estrazione di idrocarburi è un’attività inquinante, con un impatto rilevante sull’ambiente e sull’ecosistema marino. In un mare chiuso come il Mediterraneo un eventuale incidente sarebbe disastroso e l’intervento umano pressoché inutile.

3. Trivellare il nostro mare è un affare per i soli petrolieri, che in Italia trovano le condizioni economiche più vantaggiose al mondo. Il “petrolio” degli italiani è ben altro: bellezza, turismo, pesca, produzioni alimentari di qualità, biodiversità, innovazione industriale ed energie alternative.

4. Il tempo dei combustibili fossili (petrolio, gas, carbone) è scaduto: essendo inquinanti sono la causa maggiore dei cambiamenti climatici. Inoltre, la loro estrazione ha costi sempre maggiori, pagati anche in vite umane per via dei sanguinosi conflitti armati e dei drammatici esodi di massa che ne seguono. L’alternativa esiste: è un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico, come nei Paesi più avanzati del nostro Pianeta. Già oggi l’Italia produce il 40% della sua energia da fonti rinnovabili, con 60 mila addetti tra diretti e indiretti e una ricaduta economica di 6 miliardi di euro. Occorre continuare su questa strada con più convinzione.

5. Alla Conferenza ONU sul Clima tenutasi a Parigi lo scorso dicembre, l’Italia – insieme con altri 194 Paesi – ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, perseguendo con chiarezza e decisione l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili.

Fermare le trivelle vuol dire essere coerenti con questo impegno.

logo referendum trivelle

IL 17 APRILE AL REFERENDUM VOTA SÌ,
FERMA LE TRIVELLE

 

LE UNIONI CIVILI IN ITALIA ED IN EUROPA

Si è appena placato lo scontro ideologico che ha accompagnato il disegno di legge Cirinnà sulle Unioni civili e sulle convivenze di fatto.

A mente un po’ più fredda, e sapendo che comunque parliamo di un argomento che scatena molte passioni, proviamo a fare un paragone tra l’Italia ed i grandi paesi europei, come Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna.

Partiamo dall’Italia, la cui legge è arrivata buona ultima rispetto a tutti gli altri, e dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha condannato nel luglio 2015 l’Italia perché non ha mai prodotto alcuna legge sui diritti delle coppie dello stesso sesso, riferendosi alla carta europea dei diritti.

Il dibattito mediatico si è confrontato su questioni importanti, ma di dettaglio, come l’adozione per le coppie omosessuali.

In realtà il cuore della legge è costituito da due nuovi istituti giuridici: le Unioni Civili, che riguardano persone aventi lo stesso sesso, e le convivenze di fatto, che riguardano invece le coppie eterosessuali.

Si è scelta la strada delle Unioni Civili per persone dello stesso sesso sul modello tedesco: le coppie così formate avranno reciprocamente gli stessi diritti da codice civile che hanno i coniugi che hanno contratto matrimonio.

Visto poi che la Corte Costituzionale ha dato dell’art. 29 della costituzione relativo al matrimonio una interpretazione legata al rapporto tra un uomo ed una donna, il ddl Cirinnà si riferisce all’art.2, che tutela tutte le formazioni sociali.

La convivenza di fatto invece, che fino ad oggi non era disciplinata, e quindi non conferiva alcun diritto e dovere reciproco tra i componenti la coppia, potrà regolare i rapporti patrimoniali con un contratto di convivenza, garantirà il diritto reciproco di assistenza anche in caso di malattia, di successione o anche di espressione di volontà in caso di malattie gravi.

E’ bene sottolineare che è proprio quest’ultimo istituto che avrà il maggiore impatto in Italia.

Nonostante le battaglie ideologiche sul matrimonio come unica via per stare insieme tra un uomo e una donna, i dati statistici dicono chiaramente che le convivenze di fatto ormai in Italia superano i matrimoni; che le unioni omosessuali, pur statisticamente esigue rispetto alla coppia uomodonna, sono comunque numerose; che i matrimoni finiscono molto frequentemente in separazioni o divorzi. In realtà la società sta cambiando da tempo, e la legge, che dovrebbe interpretare e dare indirizzi alle tendenze sociali, in questo caso è stata, almeno per l’Italia, molto tardiva.

In questi casi quello che succede è semplicemente una sorta di fai-da-te. La legge non c’è? Ognuno si organizza come vuole, con buona pace dei moralisti, ma anche degli estremisti del faida- te.

Che spesso si sono ritrovati senza diritti essenziali, e magari dopo vent’anni di convivenza non hanno potuto assistere il proprio compagno/ a in ospedale. I diritti che sono stati riconosciuti nella legge italiana nel 2016 sono da tempo acquisiti nel resto d’Europa.

Le legge tedesca sulle Unioni Civili, cioè il modello per l’Italia, è stata approvata il 16 febbraio 2001, e contiene più o meno le disposizioni che abbiamo visto nella legge italiana che sta per entrare in vigore.

Sono passati però 15 anni: eppure anche la Germania ha una Chiesa cattolica piuttosto potente, e la Cdu di Angela Merkel, il partito di ispirazione cattolica, domina la scena politica da più di un decennio. La Francia, patria dei diritti dell’uomo, aveva già approvato una legge simile alla legge italiana nel 1999, dal titolo di Pact civil de solidarité e concubinage, abbreviata in Pacs.

E fu proprio quella legge a ispirare il primo tentativo anche in Italia, nella legislatura Prodi-D’Alema, tentativo che però fallì.

La legge francese disciplinava il patto di solidarietà, una specie di unione civile, e la convivenza di fatto, che in francese si chiama concubinage, anche se sembra simile ad una parola italiana considerata negativa.

Sempre all’avanguardia, la Francia ha anche approvato nel 2013 la legge sul “marriage pour tous”, cioè il matrimonio anche per gli omosessuali: proprio quello che in Italia è ancora un tabù. 

In Gran Bretagna con il Civil Partnership Act del 2004 sono state riconosciute le unioni omosessuali, un po’ come nelle leggi citate sopra relative agli altri paesi europei.

Nella cattolicissima Spagna, infine, una legge statale del 2005 riconosce la possibilità per gli omosessuali di contrarre matrimonio.

Ma la legge statale era stata preceduta da leggi delle Regioni Autonome, come la Catalogna, dove si trova Barcellona, che nel 1998 approvava leggi sulle unioni civili degli omosessuali, seguita dalla regione di Aragona nel 1999 e dalla Navarra del 2000, e poi altre ancora.

E allora diciamo che l’Italia ci ha pensato un po’ troppo a fare questa legge.

Parliamo di questo, non solo dell’adozione per le coppie omosessuali.

Ivano Moreschini

TESI DI LAUREA

PROPOSTA PER UN MUSEO DEGLI ACQUEDOTTI A CASTEL MADAMA

edificio

Martedì 16 febbraio 2016 sono stata invitata dalla Pro Loco del comune di Castel Madama a presentare il tema della mia tesi di Laurea in Architettura “Proposta per un museo degli acquedotti a Castel Madama”.

pianta edificioLa proposta progettuale si pone l’obiettivo di realizzare, sul territorio di Castel Madama appunto, una struttura espositiva sul sistema degli acquedotti romani, che comprenderà percorsi tematici all’aperto, al coperto e al chiuso, strutture museali, ricettive e di accoglienza.

La volontà di studiare questo genere di progetto nasce da un lato dalla consapevolezza del valore storico dell’intero ambito territoriale, comprensivo, come sappiamo, di ville appartenenti al patrimonio dell’Unesco come Villa d’Este e Villa Gregoriana a Tivoli e Villa Adriana; dall’altro dalla volontà di conoscere meglio una classe di monumenti, come quella degli acquedotti, forse ancora troppo poco conosciuta e valorizzata: in questo modo si potrebbe creare un flusso turistico alternativo a Roma e ai grandi centri della provincia.

Il parco archeologico potrebbe costituire, inoltre, una possibilità di sviluppo dal punto di vista economico, per la grande quantità di siti archeologici noti e per quelli ancora da scavare: la sua natura ambivalente, che unisce cultura e natura, si presta a costituire meccanismi virtuosi di attrazione turistica, ma può diventare anche uno strumento importante per il radicamento identitario delle popolazioni locali e per unire in uno scenario suggestivo la vita all’aperto dei cittadini, la ricerca scientifica ed eventi culturali e sportivi di alto profilo.

Progettare un museo è un tema particolarmente impegnativo. La complessità dell’intento nasce dalla delicatezza dell’argomento, carico di valori culturali, e dallevista frontale edificio specificità tecniche dettate da esigenze di studio e conservazione dei reperti archeologici, che si aggiungono all’impegno proprio del progettare un edificio così altamente specialistico.

Il valore comunitario insito nel significato di museo è molto forte: è il luogo dove è conservato un insieme omogeneo di elementi che costituiscono parte del patrimonio culturale della società del posto.

Il progetto è partito dall’intento di creare uno spazio espositivo aperto, in cui gli edifici svolgono soltanto un ruolo complementare alla funzione espositiva della piazza; l’attenzione è focalizzata sullo studio dei rapporti tra spazi espositivi interni ed esterni.

Ne deriverà un progetto a basso impatto visivo, che si mimetizza nel contesto naturale circostante, senza emergere troppo rispetto al piano di campagna, fatta eccezione per le quattro torri panoramiche, posizionate in punti strategici, da cui sarà possibile ammirare i resti dell’Anio Novus sulla via Empolitana.

L’area di progetto è situata fuori dal centro abitato, a poche decine di metri dall’uscita autostradale dell’A24 di Castel Madama.

La prima analisi svolta sull’area è stata quella del rintracciamento delle varie direttrici, in base alle quali è stata effettuata in seguito una suddivisione in aree funzionali.

Il lotto risulta suddiviso in tre zone distinte che sono il museo, il parcheggio e la struttura ricettiva.

vista internoArrivando da Tivoli si accede al lotto tramite una strada secondaria a senso unico che conduce direttamente al parcheggio in superficie; esso trovandosi centrale e rialzato rispetto al museo e alla struttura ricettiva, assume la funzione di divisione, solo figurativa, in quanto le due aree rimangono sempre collegate da percorsi in superficie e sotterranei che permettono la fruizione continua dello spazio progettato.

A nord dell’area di progetto si sviluppa la zona museale, comprendente diversi edifici (sala per esposizioni temporanee, auditorium, biblioteca, aule di studio, uffici, sala ristoro, bookshop) che, insieme alla piazza interrata antistante, completano il complesso; a sud invece troviamo la zona riservata alla struttura ricettiva.

Essa è stata pensata per permettere ai visitatori del museo di alloggiare, qualora lo volessero, direttamente sul posto e comprende un edificio principale con hall, servizi e ristorante e una serie di bungalows.

Il collegamento tra la zona museale e quella della struttura ricettiva è sottolineato dall’inserimento di una pensilina piana, sorretta da semplici colonne rivestite in travertino, che abbraccia tutto il progetto andando a definire uno spazio porticato coperto in cui il visitatore ha la possibilità di sostare in estate o nelle giornate piovose, continuando a godere delle bellezze dei resti degli acquedotti.

La pensilina diventa un elemento emblematico, tanto lunga da contenere e custodire sotto di sè tutti gli edifici progettati ad ovest; essa fa esplicito riferimentovista altro interno alla Stoà Pecile dell’Agora di Atene (struttura tipica dell’architettura greca antica, costituita da passaggi coperti o portici per uso pubblico, in un edificio di forma rettangolare allungata che presenta uno dei lati lunghi aperto e colonnato, generalmente prospiciente una piazza o una via, mentre l’altro chiuso da un muro).

Non meno importanti sono i percorsi sotterranei: queste gallerie sono molto suggestive in quanto, oltre alla funzione primaria di collegamento, svolgono anche il ruolo di ricostruzione dei tratti sotterranei degli antichi acquedotti romani, da poco studiati da vicino da esperti che, entrando direttamente nella rete di gallerie, puntavano a portare alla luce i capolavori del genio architettonico e ingegneristico della Roma imperiale. 

Il materiale dominante nell’intero progetto è il travertino. Questa scelta è dettata dal fatto che Castel Madama si trova a pochissimi chilometri di distanza da Tivoli, luogo da cui provengono i travertini più pregiati, utilizzati dagli architetti di tutto il mondo nelle loro opere.

La contrapposizione tra spazi espositivi all’aperto e al chiuso è sottolineata dalla differenza di tonalità dei due tipi di travertino scelto: chiaro per i percorsi e per il rivestimento della pensilina, più scuro per le facciate degli edifici.

Serena Moriconi

VAL D'ANIENE

LO STATO DELL’ARTE NELLE TERRE DEGLI EQUI
Primo incontro di studio sulle pratiche dell’Arte in Val d’Aniene e territori contigui

Lo scorso febbraio l’A.C. l’Arca di Corrado ha rivolto un invito ad artisti e artigiani del territorio attualmente chiamati adlocandina convegno
agire all’interno di un sistema relazionale divenuto sempre più fluido. L’incontro ha aperto a riflessioni sul ruolo dell’arte
e dell’artista nella società contemporanea anche alla luce dell’evoluzione delle nuove tecnologie, dei mestieri e dei profili
professionali che stanno assottigliando sensibilmente i confini tra le molteplici competenze nei campi della creatività.

Sabato 6 Febbraio, in occasione del finissage della collettiva di grafica d’arte Segni d’Oro allestita negli spazi del Centro Medico e Fisioterapico di Subiaco, l’Associazione Culturale l’Arca di Corrado ha organizzato un incontro rivolto agli artisti, agli artigiani, agli operatori culturali e agli enti del comparto territoriale tra Tivoli, Subiaco, Olevano Romano e la Piana del Cavaliere per fare il punto sullo stato dell’Arte in quest’area, già terra degli Equi.

L’Arca di Corrado è uno degli undici soggetti associativi promotori di V.A.R.A., il gruppo di attori locali che, dopo anni di impegno, passione e professionalità hanno deciso di cooperare in formula sinergica per realizzare progetti di sviluppo socio-culturale finalizzati alla creazione di un Sistema Turistico Locale coeso.

Come simbolo dell’incontro è stato scelto un disegno preparatorio di Edvard Munch al suo famoso ‘Urlo’, l’opera certamente più rappresentativa dell’artista norvegese e caposaldo dell’espressionismo nordico: un urlo interiore di angoscia e di sconfitta, che ha la capacità di trasmettere sensazioni universali in cui tutti possono riconoscersi.

Un grido che in questa occasione vuole alludere alle preoccupanti condizioni di marginalità in cui si trovano ad operare artisti, artigiani ed imprese creative in una fase di perdurante crisi non solo economica, ma anche e soprattutto culturale.

Non a caso l’uomo di Munch è stato assunto nella grafica del manifesto elaborata dagli artisti Paula Caccavale ed Eclario Barone come simbolo di espiazione per restituire voce agli artisti, affinché possano uscire dagli schemi convenzionali di isolamento ed acquisire nuova fiducia e forza di fronte alle difficoltà economiche e all’assenza di prospettive, di opportunità e di attenzioni da parte delle istituzioni e degli organi governativi nei confronti delle politiche per l’arte e l’artigianato.

C’è da dire che nella società odierna la figura dell’artista ha subito notevoli trasformazioni; ha assunto contorni sempre più trasversali e flessibili, trovandosi al centro di relazioni sociali nuove rispetto alla superata visione dell’artista autonomo, indipendente e solo.

Di fatto l’artista contemporaneo si sente chiamato ad allargare la visione della società di nuovi significati e doveri anche nei confronti delle istituzioni e del contesto socio-economico in cui opera.

Agendo in ambiti sempre più complessi e stratificati interviene su piani interrelati, anche perché l’evoluzione delle tecniche, dei mestieri e dei profili professionali stanno assottigliando sempre più i confini tra le varie competenze.

La qualificata adesione a questo primo incontro ha fatto registrare risultati certamente positivi e incoraggianti. Vi hanno partecipato artisti, creativi, associazioni e appassionati d’arte provenienti da Anticoli Corrado, Arsoli, Camerata Nuova, Carsoli - Piana del Cavaliere, Castel Madama, Olevano Romano, Roma, Settecamini, Subiaco, Tivoli e Vicovaro.

Presente anche la X Comunità Montana con il Presidente Luciano Romanzi, il CNA Roma Nord Est con la Presidente Adele Minestrini e il vice Sindaco di Subiaco Vincenzo Ciaffi che ha fatto gli onori di casa.

partecipanti convegnoTuttavia ciò che emerge è un panorama di svilimento e di scarsa considerazione a causa degli esigui investimenti da parte di politiche che ben poco hanno fatto per rendere l’arte quell’efficace volano di sviluppo turistico ed economico in grado di stabilire un patto vitale per la bellezza tra ‘uomo’ e ‘natura’.

Tra le proposte immediate Federica Bianchi, Presidente del gruppo Artisti della Piana del Cavaliere, ha espresso il desiderio di rilanciare un secondo incontro su Lo stato dell’Arte nel limitrofo territorio carseolano, auspicando attività comuni tra gli artisti e gli artigiani della Piana del Cavaliere e quelli della Val d’Aniene.

L’Arca di Corrado ha invece prospettato un raduno di carattere dimostrativo in occasione delle Giornate Internazionali dei Mestieri dell’Arte, una lodevole iniziativa nata in Francia per dare impulso ai mestieri d’arte quale espressione della storia, delle tradizioni e della cultura di un popolo e di un territorio.

In Italia, queste iniziative sono promosse e supportate dalla Fondazione Cologni Mestieri d’Arte di Milano che ha così definito tali attività: “(…) Al confine tra arte e artigianato, i mestieri d’arte coniugano manualità e progettualità in una sintesi creativa che ha per fine, sempre, l’eccellenza. (…)”.

Dopo questo incontro alcuni artisti ed artigiani del nostro territorio si faranno certamente parte attiva nella costruzione di quell’ineludibile processo orientato a costruire un Sistema Turistico Locale all’insegna dell’eccellenza, dell’unicità e della bellezza...

Italo Carrarini

 

Il CAMMINO DELL’ANIENE Verso un Sistema Turistico Locale

Un patrimonio eccezionale abbandonato da decenni quello che si snoda per migliaia di chilometri in Italia tra borghi
storici e villaggi rurali: sono le vecchie linee ferroviarie dismesse in attesa di essere convertite in percorsi verdi, e di cui
l’ex tracciato “Moraschi Piatti” che attraversa la Val d’Aniene è parte integrante. Una scommessa che, con il sostegno
di Enti Locali, alcune Associazioni sensibili alle tematiche ambientali e allo sviluppo turistico locale hanno lanciato per
restituire agli amanti della natura e dei ritmi lenti un viaggio nell’arte, nella storia, e nella bellezza del nostro paesaggio.

logo Valle aniene associazioniTorniamo a parlare di V.A.R.A. “Valle Aniene Rete Associazioni”, un coordinamento tra vari soggetti associativi e di volontariato già operanti sul territorio con lo scopo di realizzare progetti di sviluppo, promozione e valorizzazione dello straordinario patrimonio artistico, storico e naturalistico della Val d’Aniene.

A poco più di un anno l’azione simultanea svolta dalle undici associazioni ambientaliste, educative e di categoria si concretizza anche attraverso l’elaborazione progettuale e la realizzazione di una nuova ed affascinante Greenway che ambisce a collegare la Capitale alle sorgenti dell’Aniene, toccando prima i Municipi III, IV e V di Roma, poi i Comuni di Guidonia, Tivoli, e a risalire quelli lambiti dal fiume lungo la Valle.

In ragione delle opportunità che tale proposta potrà offrire sotto il profilo dello sviluppo turistico, lo scorso febbraio anche il Comune di Tivoli e la X Comunità Montana dell’Aniene hanno aderito al Progetto di Percorso Polifunzionale ed Ecocompatibile “Il Cammino dell’Aniene”, un progetto già formalmente partecipato dai Comuni di Agosta, Anticoli Corrado, Arsoli, Canterano, Cervara di Roma, Cineto Romano, Marano Equo, Rocca Canterano, Roviano, San Polo dei Cavalieri e Saracinesco.

Il nuovo itinerario favorirà la trasmissione e lo scambio di conoscenze in senso eco-sistemico e svolgerà una fondamentale funzione connettiva di tipo lineare, provocando una più ampia sinergia tra le risorse esistenti.

Contribuirà allo sviluppo sostenibile aprendo ad una circolazione non motorizzata, agevolando la fruizione delle risorse naturali, agricole, paesaggistiche e culturali del territorio anche a scopi ricreativi.

Concorrerà, inoltre, a superare i diversi localismi autoreferenziali e a gettare le basi per la creazione di un Sistema Turistico Locale caratterizzato dall’offerta integrata di beni e servizi, compresi i prodotti enogastronomici e dell’artigianato locale.

Le nuove sensibilità emergenti confermano come la Val d’Aniene possa ergersi ad ambito alquanto affine pur nell’eterogeneità paesaggistica del territorio. Un contesto di grande appeal, quello della Val d’Aniene, che la creazione di un sistema territoriale esalterebbe maggiormente anche sotto il profilo dell’accoglienza ricettiva, della ristorazione e dei servizi.

Al riguardo il presidente di “Terre Aeque-Valle dell’Aniene CNA” Luigi Rinaldi si ritiene soddisfatto dei risultati fin qui raggiunti per almeno tre motivi: Il primo è che “Terre Aeque-Valle dell’Aniene”, associazione di imprese artigiane del territorio, è riuscita nel duplice obiettivo di mettere insieme diverse realtà associative sulla base di un progetto di integrazione unificante fra attori pubblici e privati non sempre inclini al dialogo e alla promozione di politiche di sviluppo coordinate.

Vuole favorire la realizzazione di questa infrastruttura ecoturistica che, interessando per buona parte il vecchio tracciato ex linea ferroviaria “Moraschi Piatti” Mandela-Subiaco lungo la Val d’Aniene e il corso del fiume, consentirà di portare sul territorio gli appassionati di equitazione, cicloturismo e trekking, avvicinandoli anche ai prodotti di qualità e a tant’altre eccellenze della nostra terra.

Il secondo è che si è riusciti in un’impresa finora mai realizzata: quella di mettere insieme realtà associative che, pur avendo finalità ed obiettivi comuni, non scorcio fiume anieneriuscivano né ad incontrarsi, né a collaborare.

Con la costituzione di V.A.R.A. si è dato vita ad un’associazione delle associazioni, ad una rete di ben undici realtà che, pur rimanendo vive ed autonome nelle proprie specificità d’azione, si sono unite per esortare la nascita di un sistema territoriale ben riconoscibile sull’esempio di altri e ben collaudati sistemi come quelli della Tuscia, della Ciociaria, dei Castelli, ed altri. 

Per finalità statutarie V.A.R.A. è una realtà aperta e ben disponibile a collaborazioni con altre associazioni che intenderanno farne attivamente parte. Il terzo è che tra la fine marzo e gli inizi di aprile il coordinamento punta a presentare pubblicamente il progetto Greenway “Il Cammino dell’Aniene”.

L’incontro avverrà probabilmente presso le Scuderie Estensi a Tivoli, in quanto Tivoli è da sempre riconosciuta come la porta naturale d’accesso alla Val d’Aniene, grazie alla felice e strategica posizione geografica che ha dato origine alla sua trimillenaria storia.

Italo Carrarini

 

SOCIETA'

REATO DI OMICIDIO STRADALE

Martedi 8 Marzo perdeva la vita, su Lungotevere della Vittoria a Roma, un mio caro amico, padre di un bimbo di 4 anni, compagno di scuola di mio figlio.DISEGNO DI INCIDENTE AUTOMOBILISTICO

Uno scontro mortale che ha visto coinvolte due moto e un’auto Smart.

Inutile dire come siano trascorsi questi ultimi giorni, tra rabbia, angoscia alle quali non potevo dar voce poiché era strettamente necessario che io rappresentassi un ancora di sostegno per la moglie.

A distanza quasi di una settimana riesco a esprimere moderatamente le mie riflessioni su quanto accaduto, partendo dalla condivisione di una realtà che ha visto, e purtroppo vede ancora, coinvolte molte famiglie.

Soffermarmi a riflettere sui passi in avanti della legislazione in materia di incidenti stradali, mi aiuta a supportare il dolore della perdita con la serenità di una raggiungibile giustizia.

Cosa dice la legge in merito? La novità principale contenuta nella legge è l’introduzione dei due nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali.

Per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno la pena della reclusione va da 5 a 12 anni. Se l’investitore si dimostra lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida è il doppio del consentito, la pena va da 4 a 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena può essere triplicata ma non superiore a 18 anni.

È invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti. Nel caso di lesioni aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime.

Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l’incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni).

Però nei casi più gravi, se ad esempio il conducente fugge dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

Secondo l’articolo 589 del codice penale, quello sull’omicidio colposo, chiunque causi la morte di qualcuno violando le norme del codice della strada è punito oggi con la reclusione da 2 a 7 anni.

Da 3 a 7 anni se il soggetto è ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Se le vittime sono più di una, la pena potrà essere aumentata del triplo ma senza superare i 15 anni.

La necessità di istituire un reato specifico di omicidio stradale nasce proprio dal fatto che quando le forze di polizia identificano l’autore, sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest non ha più molto senso essendo trascorse già ore o giorni dall’evento.

Le chiamano “vittime della strada”, in realtà sono le vittime dei delinquenti della strada: di chi corre troppo, di chi si mette alla guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe, di chi si distrae per rispondere al cellulare e dopo aver messo sotto qualcuno in tanti casi scappa. Elio e Luca, gli ultimi due nomi di una lunga lista di 3 mila morti all’anno, donne, uomini, bambini che non ci sono più.  

Oltre 180mila gli incidenti stradali con lesioni a persone, 3mila i morti, quasi 260mila i feriti. Solo nei primi due mesi di quest’anno gli episodi di pirateria sono stati – secondo i dati forniti dall’osservatorio Asaps – 160 con 18 i morti. Nel 20% dei casi, inoltre, l’investitore è risultato sotto l’effetto di alcol e droga. Nel 2013, 55 le vittime tra bambini dai 0 e 14 anni, ben 63 nel 2014.

Finalmente però, il disegno di legge è arrivato alla quinta lettura ed è finalmente stato approvato al Senato nella giornata di mercoledì 2 marzo, grazie al voto di fiducia chiesto dal Governo.

Nessuno porterà di nuovo in vita, le persone scomparse ma sicuramente se diamo il giusto peso alle azioni, ai comportamenti di ognuno di noi anche quando siamo alla guida, probabilmente il numero di incidenti stradali diminuirebbe in maniera significativa.

Gioia Fabiani

 

CULTURA

NEL NOME DI UMBERTO ECO

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria.
Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino
ha ucciso Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi
ammirava l’Infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro”.
(cit. Umberto Eco).

La strada migliore per conoscere un uomo è di ascoltare le parole di un bambino perché attraverso i suoi occhi che si riesce a entrare nella parte più intima eUMBERTO ECO vera di una persona, superando i luoghi comuni e i confini rigidi che spesso si creano intorno ai personaggi noti.

Sono state proprio le parole di Emanuele, 15 anni, che nel giorno del funerale di suo nonno: il Professor Umberto Eco, lo scorso 23 febbraio, ha toccato più di tutti gli animi dei presenti.

Parole d’infinito affetto che hanno disintegrato l’immagine comune che spesso si hanno dei grandi uomini di cultura cioè persone tutte di un pezzo poco inclini alla leggerezza e all’ironia, che spesso si celano dietro grandi paroloni comprensibili a pochi. Umberto Eco non era niente di tutto questo.

Era uomo saggio, dotato di uno smisurato senso dell’umorismo, portava sempre con sé quel tocco d’ironia che lo rendeva raggiungibile a tutti, ironia che rendeva le sue lezioni piacevoli alle orecchie dei suoi stessi studenti.

Se ne va, dunque, un “ragazzino” di 84 anni, di una curiosità senza fine, il suo sguardo sul mondo rimane inimitabile, era capace di spaziare senza problemi da Sant’Agostino alla semiotica, da twitter a facebook. Innamorato del mondo medievale in una maniera spropositata tant’è che il suo capolavoro: “Il nome della rosa”, un giallo storico ambientato in un monastero medievale, ha venduto oltre cinquanta milioni di copie ed è stato tradotto in quarantatrè lingue ed è considerato uno tra i cento libri migliori del ventesimo secolo.

Se ne va il più eclettico, il più versatile degli intellettuali italiani, il “Maestro”, il maggior esperto di comunicazione, sempre attento alle innovazioni e pronto a capire l’ essenza e lo spirito del tempo, un uomo che non ha mai avuto paura di prendere una posizione, che nel bene o nel male è sempre stato pronto a dire la sua.

Uno dei suoi più grandi meriti è stato quello di aver ringiovanito, svecchiato la letteratura, cercando per poi riuscirci, ad avvicinare la cosiddetta “cultura alta” alla “cultura bassa”, rendendo la cultura un patrimonio accessibile a tutti. Umberto Eco nel corso della sua vita e carriera ha scritto numerosi saggi, uno dei più celebri è “la fenomenologia di Mike Bongiorno”(1961) dove descrive attraverso un punto di vista semiotico il successo del presentatore televisivo Italo-americano.

Ai saggi seguono le opere narrative alle quali si avvicinò tardi ma che consacrarono la sua fama a livello mondiale. Non mancò di dedicare il suo tempo alla narrativa dell’infanzia. Ben 40 sono le lauree “Honoris Causa” ricevute da università Europee e Americane. Nel 2015 Umberto Eco in occasione del ricevimento di una laurea “Honoris Causa” in Comunicazione presso l’Università Degli Studi di Torino si ritrova a tenere una lezione sui social e internet, lezione che ha fatto storcere la bocca a non poche persone.

Definisce i social come twitter e facebook mezzi di comunicazione utili poiché permettono di mettersi in contatto con gli altri escludendo, però, i contatti veri, quelli faccia a faccia.

Portano in sé del positivo perché permettono all’utente di sapere in tempo reale cosa sta succedendo dall’altra parte del mondo, “d’altro canto” afferma Eco “danno il diritto di parola a legioni d’imbecilli i quali prima parlavano solo al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e non danneggiavano la società… è la stessa gente che veniva messa a tacere dai compagni e che adesso ha lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel” creando così un certo scetticismo perché non si sa più a chi credere.  

Ma c’è una lettera che forse più di tutte rappresenta Eco nel suo essere: la lettera che il Professore scrisse a suo nipote (reperibile facilmente su internet) una lettera che abbraccia una riflessione sulla memoria, sulla tecnologia e sul futuro, un consiglio che un nonno dà al proprio nipote esortandolo sempre a esercitare il cervello e a far si che non sia vittima della malattia del secolo “la perdita della memoria” perché per quanto il computer sia utile e svelto a ricercare la benché minima cosa esso non potrà mai sostituire il nostro cervello.

Noi siamo la nostra memoria” afferma Eco “La memoria è l’anima”.

Del Professore dalla barba e dagli occhiali tipici di un Intellettuale ci rimangono le sue opere e siamo certi che nessuno mai ci può portare via questo tesoro tutto Italiano.

Ciao “Maestro”.

Debora D’Errico

 

SCIENZA

L’UNIVERSO CI PARLA!

Non si tratta di una nuova filosofia newage, ma della rivoluzione scientifica che stiamo vivendo in questo momento grazie alle rilevazioni delle onde gravitazionali effettuate da LIGO il 14/09/2015.

Cosa sono le onde gravitazionali? Proprio 100 anni fa il genio di Einstein stravolse le leggi newtoniane con la teoria della relatività, che incorporando la forza di gravità ci spiega come la materia riesce a curvare lo spaziotempo intorno a lei.

Le onde gravitazionali sono deformazioni della trama dello spaziotempo.

Al passaggio di queste onde le distanze spaziali si contraggono ed espandono aritmicamente. Tali onde possono essere generate da fenomeni cosmici in cui una enorme massa asimmetrica si muove velocemente, oppure dall’esplosione di supernove o dalla collisione di oggetti massivi come i buchi neri.

Una volta create queste viaggiano alla velocità della luce percorrendo distanze incredibili, poiché non sono rallentate dalla materia che incontrano.

Cosa è LIGO? LIGO (Laser Interferometer Gravitational- Wave Observatory) è un osservatorio ideato per il rilevamento delle onde gravitazionali. grafico del LIGO

Il progetto è stato fondato con l’apporto congiunto tra scienziati del California Institute of Technology (Caltech) e del Massachusetts Institute of Technology (MIT), e sponsorizzato dalla National Science Foundation (NSF). Un sogno ambizioso, uno sforzo epico, un costo elevatissimo (365 milioni di dollari), che però dopo 25 anni di duro lavoro, l’impegno di migliaia di studiosi, la collaborazione di 16 nazioni, contro ogni previsione (Einstein stesso disse che non era possibile) è stato raggiunto questo monumentale traguardo, paragonabile al momento in cui Galileo puntò il telescopio verso il cielo e studiò le stelle 400 anni fa.

Cosa è successo? Il 14/09/2015 i due interferometri di LIGO (Livingston ed Hanford) hanno misurato le distorsioni nella trama dello spazio-tempo, cioè le onde gravitazionali arrivate sulla terra e prodotte da un incredibile evento, denominato GW150914, accaduto in un punto dell’universo distante 1,3 miliardi di anni luce dalla terra.

Le onde sono state generate dalla fusione di due piccoli buchi neri, ognuno 30 volte più grande del sole, che hanno piroettato tra loro a metà della velocità della luce, fondendosi infine in un buco nero più grande (solo 150 km di diametro), mentre 3 intere masse solari di materia si sono trasformate in energia creando l’onda gravitazionale.

Questa ha viaggiato per 1.300 milioni di anni (quando sulla terra la vita cellulare era appena agli albori) lungo tutto l’universo, giungendo fino a noi che siamo riusciti a misurare questa impercettibile variazione dello spazio-tempo, durata appena 0,45 secondi, deformando lo spazio di appena 10-21 metri (come accorgersi quando la stella più vicina a noi si sposti di un millimetro!).

Come funziona l’interferometro? L’interferometro consiste in 2 bracci perpendicolari lunghi 4 km, mantenuti sottovuoto, un generatore laser, un vetro che spezza il raggio inviandolo ai due bracci, e gli specchi che lo riflettono indietro verso un rilevatore. Nelle normali condizioni i fasci luminosi si annullano, ma quando un onda gravitazionale attraversa la terra, questa allunga ed accorcia alternativamente i due bracci, ed i raggi laser percorrendo distanze differenti producono uno sfasamento luminoso che raggiunge il rilevatore. 

Conclusioni Le rilevazioni confermano l’esistenza delle onde gravitazionali, quella dei buchi neri e la possibilità che questi possano scontrarsi. Questo stravolge le nostre conoscenze ed apre scenari completamente nuovi. Dobbiamo essere ancora più orgogliosi perché un ruolo di primo piano è stato svolto dai nostri scienziati di Virgo, un identico osservatorio situtato a Cascina (PI) che diventerà operativo a fine 2016.

Quello che scopriremo in futuro è inimmaginabile.

L’universo ci parla, ed ora possiamo ascoltarlo in un modo che prima era impensabile!

Federico Fratini

 

BREVI

CIAO, PATRIZIA!

CIAO, PATRIZIA! Nella tarda mattinata di lunedì 7 marzo, presso il piazzale del parcheggio della stazione di Mandela, è stato ritrovato il corpo senza di vita dpatrizia ferrettii Patrizia Ferretti, 52enne residente a Vicovaro, persona conosciuta e stimata da tutti per l’impegno condotto nel volontariato locale.

Le forze dell’ordine e i mezzi di soccorso giunti sul posto a seguito delle segnalazioni effettuate da residenti insospettiti da un colpo di arma da fuoco, hanno solo potuto prendere atto dell’avvenuto decesso. Suicidio, è stato il drammatico ed incontrovertibile verdetto.

La notizia ha scosso tutto il paese che ha conosciuto ed apprezzato Patrizia come moglie e mamma esemplare, donna colta, seria e sensibile, grande organizzatrice che, insieme alla Protezione civile di Vicovaro, ha prestato il proprio aiuto in lungo e in largo per l’Italia, dall’Abruzzo all’Emilia passando per l’Umbria. Sempre in prima linea.

Il giorno dei funerali una straordinaria partecipazione di popolo ha voluto offrire l’ultimo saluto a Patrizia, con tanti amici, volontari o solo semplici conoscenti che hanno gremito la chiesa di San Pietro.

Attestazioni di cordoglio alla famiglia sono pervenute anche da tante parti della Penisola. Un cordoglio sobrio e dignitoso, pieno di rispetto nei confronti di una tragedia di inaudita ed imprevedibile gravità che ha commosso tutti.

Cordoglio a cui ci uniamo, rispettosamente, anche noi.

 

RIEVOCAZIONE STORICA DELLA PASSIONE DI CRISTO IL 25 MARZO passione Cristo

La Pro Loco e la Parrocchia di San Pietro di Vicovaro, con il patrocinio del Comune, rinnoveranno anche quest’anno l’ormai ultradecennale tradizione della Rappresentazione Storica del Venerdì Santo.

L’appuntamento per la suggestiva messa in scena è per le 20,30 di venerdì 25 marzo quando, dalla ex chiesa di santa Maria, partirà la sfilata dei figuranti.

I momenti più significativi si svolgeranno, come consuetudine, in una Piazza San Pietro preparata ad hoc per l’occasione, mentre le scene della crocifissione e della resurrezione saranno allestite in Località “Conserva”.

La novità più grande di quest’anno è il cambio “al vertice”: la figura di Gesù, infatti, verrà interpretata per la prima volta da Carlo De Santis.

Intervenite numerosi!

Roberto Bontempi

 

Brevi dalla Politica

Il giorno 11 marzo 2016, nella Sala Consigliare si è tenuta l’assemblea pubblica che di fatto apre la campagna elettorale per la elezione del prossimo Sindaco e Consiglio Comunale di Castel Madama.

La manifestazione organizzata dal movimento politico Leali e Concreti ha riscontrato una più che buona partecipazione, soprattutto di ragazzi e ragazze (la sala era tutta occupata). Oltre ai responsabili politici del Movimento che ha eletto il Consigliere Luigi Augusto Monaco erano anche presenti: il Sindaco, Domenico Pascucci; il Presidente del Consiglio Comunale, Federico Pietropaoli; il Vice Sindaco, Matteo Iori; l’Assessore al Bilancio, Roberto Efficace. In qualità di osservatori i responsabili di zona della Lega Nord e del Movimento Cinque Stelle.  

Il movimento “Leali e Concreti” ha espresso una valutazione positiva per la ritrovata unità di intenti e il lavoro svolto dall’amministrazione Pascucci, seppur con qualche punto di inevitabile criticità, proponendo all’alleato movimento “Iniziativa e Solidarietà” un accordo di Coalizione per la prossima consigliatura e la conferma del Sindaco Pascucci per il secondo mandato amministrativo.

D’altro canto Il Presidente del Consiglio Federico Pietropaoli, leader di Iniziativa e Solidarietà, ha espresso piena soddisfazione per l’azione della Giunta e per i rapporti politici con il movimento Leali e Concreti auspicando un accordo che possa vedere continuare l’esperienza politica dell’amministrazione Pascucci, che si sta avviando al termine del mandato consigliare.

Domenico Fabiani

 

SCUOLA

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GASTEJU

PRODOTTI DI QUALITA' DELLA VALLE DELL’ANIENE: LO ZAFFERANO

L’Azienda Collerano sorge su un pendio poco scosceso, a qualche chilometro dal centro abitato.

Ci troviamo ad Affile, poco distante da Subiaco e ad un tiro di schioppo dal Parco dei Monti Simbruini.

Lo zafferano, dice Marco, in passato era coltivato in queste zone fin quando la coltivazione venne vietata. vasetto zafferano

Da allora sono passati secoli e di veti non ce ne sono più. Con lo zafferano ci vuole pazienza, soprattutto se non si fa uso di fitofarmaci, come nel caso di Marco.

I bulbi, da cui si originano le piantine e poi i fiori, vanno tirati via dal terreno ogni anno, puliti e coccolati prima di essere ripiantati nei mesi successivi. Una volta raccolti i prezioni fiori, vengono presi gli stimmi e sottoposti a rapida essiccazione, vicino al camino, così da evitare che le fragranze contenute al proprio interno svaniscano.

Ma come va usato? Marco ci dice che con 1 grammo di zafferano si può cucinare per 30-40 persone, a seconda dei gusti (10 stimmi di zafferano a testa circa).

Per la preparazione bisogna seguire la seguente procedura: portare ad ebollizione una piccola quantità di acqua in un pentolino, versare l’acqua bollente in un bicchierino da caffè (la quantità minima di acqua per una sola persona è un terzo di bicchierino, mentre per 40 persone va utilizzato al massimo mezzo bicchiere da tavola) versare lo zafferano in stimmi nel bicchierino e coprirlo con un coperchio, lasciarlo in infusione per almeno 1 zafferanoora, meglio se 2, mescolare con un cucchiaino di tanto in tanto.

Aggiungere l’intero contenuto del bicchierino nella pietanza un minuto prima della fine della cottura, amalgamare e servire.

Se non si dispone di tutto questo tempo è possibile sbriciolare lo zafferano con le dita prima di metterlo in infusione e ridurre il tempo di infusione stesso, oppure si possono mettere gli stimmi in un pezzetto di carta da forno piegato a metà e sbriciolarli passando ripetutamente un cucchiaio lungo il bordo della piegatura.

Lo zafferano, a seconda dell’utilizzo che se ne deve fare, può essere infuso anche nel latte caldo o nel brodo di carne.

Da Marco abbiamo avuto modo di assaggiare anche una confettura di more, anch’essa prodotta dall’azienda.  

Ma non è una semplice confettura.

Le more, innanzitutto, sono quelle che crescono selvatiche, a 1200 metri di altitudine.

Come per lo zafferano anche le more vengono trattate con tutto il rispetto possibile: sono ancora intere, nel loro sciroppo, ottenuto aggiungendo un po’ di zucchero di canna.

Semplicemente indescrivibili profumo e sapore. Se vi trovate a passare da quelle parti, Marco si trova ad Affile, Contrada Collerano n. 1.

Gianluca Catullo Presidente dell’Associazione Gasteju

 

 

TIVOLI

Tivoli... tra musica e cultura

Tutti noi tiburtini ricordiamo sicuramente la famosa scalinata che unisce due vie principali come V.le Trieste e V.le Tomei…giovane suona sulla scalinata

L’avremo sicuramente percorsa centinaia di volte, essendo anche molto comoda per risparmiare tempo e fatica.

Ci saremo però sicuramente anche accorti del suo sempre più accentuato stato di degrado. Infatti al suo interno era ormai cospicua la presenza di odori nauseabondi e sporcizia di ogni tipo.

Così si è pensato bene di chiuderla lo scorso settembre, ma non definitivamente… Presto infatti diverrà un vero e proprio luogo di aggregazione che passerà proprio “attraverso” la scalinata stessa.

E “Attraverso” è proprio il nome del progetto di rigenerazione urbana creativa, elaborato dall’Assessore ai lavori pubblici Irene Vota e dal consigliere del Sindaco per l’amministrazione condivisa dei beni comuni urbani Claudia Sonzogni.

I lavori comprendono la totale bonifica dell’area con l’installazione di cancelli per la chiusura notturna e di un impianto elettrico di illuminazione. L’area sarà interamente arredata con posti a sedere e librerie per dar luogo ad una vera e propria “book crossino zone”, cioè uno spazio dove sarà possibile scambiarsi libri donati sia da associazioni che dai cittadini stessi, oltre alla presenza di un pianoforte che chiunque voglia potrà liberamente suonare.

E, cosa veramente importante, all’interno dell’area verrà anche allestito il cosiddetto “muro della gentilezza”, dove i cittadini potranno lasciare dei capi di abbigliamento per chi ne ha bisogno.

Lo spazio sarà inoltre dato in gestione attraverso un bando pubblico; destinatarie saranno associazioni e fondazioni interessate sia alla cura e al mantenimento dello spazio riqualificato, sia all’integrazione culturale e sociale, soprattutto dei giovani.

E proprio tramite questo progetto il Comune di Tivoli sta anche partecipando, insieme ad altri Comuni del Lazio, ai lavori del tavolo telematico dell’Anci sulla rigenerazione creativa.

scalinata stato attualeTutti i lavori di riqualificazione dovrebbero terminare la prossima primavera.

È un modo tutto nuovo e speciale di fare spettacolo e cultura al tempo stesso.

E’ qualcosa di proprio magari alle grandi città straniere se solo pensiamo che di recente anche dopo le ultime stragi di Parigi c’era chi si era fatto venire la bella e commoventissima idea di mettersi a suonare per strada tanto per rallegrare e ricordare insieme.

E sarà a mio avviso assai suggestivo anche per noi camminare ed avere l’opportunità di, “in primis”, fare beneficenza, poi suonare od ascoltare, fermarsi a leggere un libro e condividerlo o commentarlo con qualcuno..

Sarà anche un incentivo per stringere amicizia, conoscere e carpire nozioni culturali delle quali magari non si è a conoscenza.

Insomma, una vera e propria biblioteca all’aperto.

Così, grazie a tali progetti, solo passeggiando per le strade della nostra città ci sembrerà magari di stare…a Londra, senza alcun bisogno di affannarsi a prendere l’aereo…

Valentina Torella

 

 

 

GIARDINI PUBBLICI DI PIAZZA GARIBALDIGIARDINI DI PIAZZA GARIBALDI

Alcune mamme si erano lamentate del degrado in cui versano i giardini ormai da molto tempo e in merito a questa problematica il Sindaco Giuseppe Proietti ha risposto con questa nota: in merito allo stato dei Giardini pubblici di piazza Garibaldi, l’Amministrazione comunale informa che - secondo quanto stabilito nella convenzione con la quale più di dieci anni fa è stata affidata l’area in gestione a una cooperativa privata - tutte le attività di manutenzione dei Giardini, compresi gli arredi e i giochi per i bambini, sono a carico del gestore.

A seguito delle segnalazioni di alcune cittadine, la Polizia locale è intervenuta per un accertamento dello stato dei luoghi e ha rilevato, tra l’altro, lo stato di degrado di alcuni giochi per bambini, inibendone temporaneamente l’uso.

L’Amministrazione comunale ha fissato per lunedì prossimo un incontro con il gestore, al quale è già stato chiesto di provvedere immediatamente alla manutenzione dei beni, ripristinandone la funzionalità nel rispetto degli standard di sicurezza.

Se il gestore non provvederà a termini di convenzione, il Comune potrà procedere alla rescissione del contratto e a un nuovo affidamento“.

Claudia Crocchianti

 

INTERROGAZIONE AFFIDAMENTO ROCCA PIA

CONSIGLIERE COMUNALE ALESSANDRO PETRINIAl Consiglio Comunale del 26 febbraio Alessandro Petrini, consigliere del Gruppo Misto ha presentato l’interrogazione a risposta orale all’Assessore alla Cultura e Turismo sull’affidamento della Rocca Pia, per sapere se effettivamente per ottenere l’affidamento del bene è necessario presentare al Demanio un piano di gestione e se esiste un documento ufficiale dell’ente che certifichi tutto ciò e quale è lo stato di elaborazione del piano di gestione della Rocca Pia.

A questa interrogazione ha risposto l’Assessore alla Cultura e Turismo Urbano Barberini con codeste parole:”

Esserci già occupati della riapertura di due siti importanti ci ha messo di fronte a degli espletamenti burocratici, ma ciò non ha rallentato l’affidamento della Rocca Pia.

Il Demanio aveva risposto negativamente Tivoli alla nota del commissario prefettizio nel 2014 in quanto lo stesso ente voleva un affitto per la Rocca che poi sarebbe stata gestita e valorizzata dal comune.

Con il Demanio noi stiamo contrattando il canone.

Al momento è stata espletata la gara del cantiere del museo, inoltre è in cantiere uno spazio polifunzionale e stiamo completando un comitato scientifico per il museo con finalità artistiche.

Questo luogo deve diventare il fulcro di tutto ciò che c’è da visitare a Tivoli.

Il Demanio chiede di mantenere la finalità e allargare il museo con le opere recuperate.

Per questo i lavori sono già stati finanziati. Per quanto riguarda i tempi date precise non posso darle. La Rocca Pia sarà il terzo sito che riapriremo nella città tiburtina”.

Claudia Crocchianti

 

Tivoli Incontra CARLO VERDONE nella splendida cornice di Villa d’Este

Carlo Verdone a Tivoli

 

Carlo Verdone a Tivoli, la sera del 24 febbraio la splendida cornice di Villa d’Este, nella sala del Trono lo ha ospitato e lui è stato accolto dall’abbraccio metaforico del suo pubblico.

Questo incontro fa parte della rassegna Tivoli Incontra, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Turismo insieme alla collaborazione del polo museale e con il patrocinio del Comune. A intervistare l’artista Fiamma Satta.

Carlo verdone ha ringraziato prima di tutto il pubblico per l’affetto e per l’abbraccio dicendo che continuerà a lavorare per loro. La giornalista ha aperto l’incontro parlando del libro “La casa sopra i portici”, definito il film più bello della sua vita dallo stesso Carlo per spaziare su episodi di vita privata che artistica. Verdone parla dei suoi film, della sua carriera di attore e regista e del suo pubblico che dice di aver sposato.

Ogni film per lui è un ricominciare daccapo, anche perché il pubblico cambia. Ironia, quella condivisa nella coppia e la conservazione dei ricordi sono quelli che rendono morbida la vita. Un Verdone ieri che ha ammesso che ha dovuto prendersi due anni sabbatici per recuperare il rapporto con i figli attraverso i viaggi all’estero dove vi era il padre e non l’artista.

Verdone ha raccontato anche di essere stato definito da una signora semplice, incontrata al bar l’antidepressivo naturale senza effetti collaterali.  

Ha ricordato il rapporto con suo padre Mario, colui che definì il suo film Borotalco il migliore e che addirittura lo bocciò a un esame e quello con la madre e la zia che insieme al babbo lo portava al cinema.

Verdone ha parlato della paura e dell’ansia quella buona che una persona deve sempre avere, la sicurezza non rende nessun progetto e nessun individuo migliore.

Un incontro emozionante, aperto e con un Verdone con un’umanità unica, cosa rara di solito negli artisti, quello che vi è stato ieri.

Prossimi appuntamenti Luca Argentero il 15 marzo, il 9 aprile Paolo Poli, Piera degli Espositi il 23 aprile e a maggio Dario Fo.

Claudia Crocchianti

 

 

CINEMA

PERFETTI SCONOSCIUTI Un film che descrive alla perfezione la realtà odierna!

Perfetti sconosciuti è un film commedia del 2016 diretto da Paolo Genovese. locandina film perfetti sconosciuti

La storia inizia con un semplice invito a cena da parte di Eva e Rocco, una coppia di mezza età, che accoglie i loro amici in casa: Cosimo e Bianca, Lele e Carlotta, e Peppe.

I padroni di casa sono ormai da tempo in crisi, situazione a cui contribuisce anche il rapporto con la figlia adolescente, la seconda coppia è invece formata da novelli sposi, i terzi hanno anche loro i propri problemi mentre l’ultimo, dopo il divorzio, non riesce a trovare né un lavoro né una compagna stabile.

Durante la cena Eva propone a tutti di mettere sul tavolo il proprio cellulare e di rivelare ai presenti il contenuto di tutte le comunicazioni che riceveranno nel corso della serata; anche se con qualche tentennamento tutti accettano, ma quello che doveva essere un gioco si trasforma ben presto nell’occasione per rivelare tutti i segreti dei commensali.

È così che si scopre che Rocco è da tempo in analisi all’oscuro della moglie, anch’essa analista, e che questa ha intenzione di rifarsi il seno; Bianca si sente con il suo ex all’insaputa del marito, ma solo per aiutarlo ad affrontare la complicata relazione che sta avendo con la nuova compagna; Cosimo ha un’amante, rimasta incinta durante il loro ultimo rapporto; Lele ha anch’esso un’amante mentre Carlotta intrattiene una relazione online con un altro uomo, oltre a voler mettere in un ospizio la suocera, mentre infine Peppe rivela la propria omosessualità.

Si scopre inoltre che anche Cosimo e Eva hanno avuto una relazione e che Carlotta, guidando ubriaca, ha ucciso un uomo ma dell’evento si è assunto la responsabilità il marito, in modo da evitare il carcere alla donna. Insomma quello che doveva essere un gioco si rivela una confessione spietata ed a tratti triste.

La cena si articola tra momenti goliardici e altri di forte contrasto, ma alla fine tutto ciò che è avvenuto risulta essere una possibilità: infatti Rocco, l’unico il cui cellulare non conteneva segreti scottanti, ha rifiutato il gioco proposto dalla moglie, lasciandole però il proprio telefono, e a serata conclusa, ognuno se ne è andato tenendosi ben stretti i propri segreti.

L’unico che non aveva segreti ha deciso di non giocare, forse perché immaginava a quali terribili conseguenze si andava incontro; tutti noi abbiamo dei segreti, chi più chi meno grandi! Un film che racconta quanto potere hanno questi esserini che teniamo ogni giorno tra le mani; il potere di distruggere un amore o un’amicizia.  

scena film perfetti sconosciuti

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Cristina Nonni

 

CENTRO ANZIANI

intestazione csa

anziani al cinema

 

 

Grande successo ha riscosso la proiezione del film di Silvio Soldini “Pane e tulipani” al Centro Sociale Anziani in occasione dell’8 Marzo. Il film è stato preceduto da alcune letture a cura del Presidente del CSA Rina Iori e seguito da un ricco buffet a base di pizza e dolci, molti dei quali fatti in casa.

 

 

festa donne al Green Park Hotel

La “Festa delle Donne” organizzata dal CSA il 13 Marzo 2006 presso l’Hotel Green Park Madama

 

 

 

 

 

 

Calendario delle prossime manifestazioni e iniziative proposte dal CSA

Sabato 2 Aprile 2016: Sede-Ore 10,00/12,00 “Giornata della salute” in collaborazione con i volontari della CRI di Castel Madama, il Dr. Pietro Tornaghi e il Dr. Gianni Nese.

Lunedì 4 Aprile 2016: Ore 10,00-12,00 Corso base di fotografia” - Il Gruppo di Lavoro “Cultura” del CSA, nell’ambito del progetto “Invecchiamento attivo e valorizzazione dell’anziano” (Comune di Tivoli Capofila) ORGANIZZA presso la Sede un corso di fotografia a cura della Cooperativa COTRAD-Onlus. Il corso, tenuto dal fotografo Claudio CORBOZ, è gratuito e si svolgerà ogni Lunedì a partire dal 4 Aprile per 10 lezioni. Numero massimo partecipanti 20 Soci. Iscrizioni presso la sede del CSA, fino ad esaurimento posti, tutti i giorni dalle ore15,30 alle ore 19,00 - I partecipanti al corso dovranno essere muniti di apparecchio fotografico (cellulare, tablet, tascabili… ecc escluse macchine fotografiche con rullino).

Giovedì 7 Aprile 2016: Sede - Ore 17,00 “ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI”

Sabato 9 Aprile 2016: Sede - Ore 16,30 “PET-THERAPY: Rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico” - Incontro con il Veterinario Roberto TASCA

Giovedì 14/21 e 28 Aprile 2016: Il Gruppo di Lavoro “Cultura” del CSA Organizza per il secondo anno il corso “Le buone erbe dei campi: alimentari, medicinali e cosmetiche” Sede - Ore 16,30  

Sabato 16 Aprile 2016: Sede – Ore 17,00 “Stare bene con se stessi…5 incontri per vivere meglio” 4° incontro con i medici specialisti dello studio medico “Almas” Castel Madama - “ALLARME CARNI ROSSE: per saperne di più”- Relatrice la Dott.ssa Carlotta DEROSA

Sabato 23 Aprile 2016: Sede – Ore 16,30 - 3° incontro con la Psicologa Ana Pascu: “Una mente attiva… percorsi di stimolazione cognitiva per la terza età”

Domenica 24 Aprile 2016: “CONOSCERE IL NOSTRO TERRITORIO… PER RESTARE IN FORMA” – Il CSA in occasione della “Festa della Primavera” al Casone ORGANIZZA una nuova escursione a cura di Lino IORI. Ritrovo Casone ore 9,00 - Percorso km 8: Casone – Grotta Penta – Cirivanile (sito archeologico) – Colle Mortale – Colle Cirrito Piano (Macchia Rotonna) – Tre Fonti – Passo delle Vene – Pretare – Grotta Penta – Casone (Tempo di percorrenza 3h).

Il Comitato di Gestione AUGURA a tutti i Soci e alle loro famiglie “BUONA PASQUA”

 

PRO-LOCO

CINQUE ASSOCIAZIONI PER UN PROGRAMMA CULTURALE A CASTEL MADAMA

Centro Sociale Anziani, Circol@perto, Noi Lilith, Quelli che... Continuano e Pro-loco hanno avviato una serie di incontri per promuovere un progetto che abbia come elemento comune il Teatro e dare vita ad un Festival teatrale e di altre espressività artistiche a Castel Madama.

Le Associazioni (le definiamo così anche se tecnicamente il CSA non può definirsi associazione nel senso stretto della parola) avvieranno un programma culturale teso ad animare e valorizzare l’attività teatrale, non solo quella espressa dai castellani ma anche invitando ed aprendosi a compagnie e gruppi esterni in contesti e location varie.

PASSEGGIATA MONTAGNA

Questa iniziativa si svolgerà in due fasi organizzative.

La prima fase prevede una Rassegna teatrale, dal titolo “Teatro e teatri” presso il teatro comunale che partirà dal 13 marzo per concludersi il 10 aprile con cinque spettacoli di cui uno per le scuole superiori.

Gli spettacoli sono a pagamento e il ricavato ci servirà come fondo cassa per avviare la seconda fase ossia il progetto Festival da realizzarsi probabilmente entro l’autunno prossimo.

È importante sottolineare questa convergenza associativa su un simile programma perché mette al confronto punti di vista, opinioni, esperienze differenti che sono in grado di rispondere alle esigenze di pubblico più diverse e determinare un maggiore coinvolgimento di concittadini.

Pensiamo che questa esperienza culturale possa essere condivisa anche da altre realtà associative che solo per inesperienza organizzativa non sono state coinvolte in questa primo momento operativo.

LOCALNDINA EVENTI TEATRALI PROLOCO

CALENDARIO TORNEO INTERNAZIONALE PASQUA

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CULTURA

SUL

VALORE ASSOLUTO STORICO-RELIGIOSO IL CALCO DI S. IGNAZIO DA LOYOLA POSTO NELLA CHIESA
DI S. MICHELE ARCANGELO DI CASTEL MADAMA IN CONSIDERAZIONE CHE IL FONDATORE DELL’ORDINE
DEI GESUITI IN VITA NON CONSENTì AD ALCUNO DI RITRARLO.
Tanti ritratti, tantissima arte, tante ipotesi, nessuna certezza.

 

CALCO DEL VOLTO DI S. IGNAZIO DA LOYOLALe cronache raccontano che nella notte del venerdì del 31 luglio del 1556, all’età di 65 anni, in una stanza accanto alla Chiesa di S. Maria della Strada, l’attuale Chiesa del Gesù in Roma, lasciava questa terra Ignazio da Loyola il fondatore dell’ordine dei Gesuiti, nato nel 1491 a Loyola frazione della cittadina spagnola Azpeitia.

I confratelli presenti, consapevoli di non aver alcun dipinto del fondatore della Compagnia, si preoccuparono di chiamare il valente pittore manierista, allievo di Andrea del Sarto, Jacopino del Conte perché facesse il ritratto dell’estinto, che in vita si era sempre rifiutato di posare.

Il pittore dopo alcune ore era già su nell’angusta stanzetta, con tela e pennelli e colori, ove giaceva ormai senza vita il corpo di Ignazio. Jacopino conosceva Ignazio, essendo stato anche suo penitente e tentò da artista quale era di infondere in quel corpo esanime i colori e il vigore e quella vitalità di quando era in vita soprattutto negli occhi ormai spenti e nella bocca irrigidita dalla morte.

Jacopino si sforzò, attraverso la memoria, come non mai e con geniali tocchi del suo pennello cercò di rianimare sulla tela l’immagine viva del Santo. Ma il pittore terminata l’opera si sentì insoddisfatto per non essere riuscito nell’intento.

Ne uscì fuori un’opera egregia sul piano pittorico, ma che a giudizio unanime anche dei confratelli religiosi non rispecchiava minimamente “il loro padre fondator”. Un discepolo di Ignazio, Pedro Ribadeneira, giò paggio di Alessandro Farnese, non soddisfatto dei tanti ritratti convenzionali di Padre Ignazio, desideroso di lasciare ai posteri il vero volto del fondatore dell’Ordine, diede l’incarico al pittore Don Antonio Sanches de Coello, della corte di Filippo II, di fare un ritratto, mettendogli a disposizione la maschera mortuaria che un ignoto aveva ricalcato sul volto di Ignazio appena morto. Anche questo tentativo non riuscì malgrado le messe, le preghiere, le invocazioni e le suppliche dei devoti.

Era destino, che Padre Ignazio da Loyola non avesse un ritratto “vera effigies” né da vivo né da morto.ritratto di ignaziodi loyola

Non mancarono nel tempo maestri eccellenti che tentarono con i loro pennelli di ritrarre Ignazio in mille atteggiamenti: cavaliere celeste, santo circondato da un coro di angeli, atteggiamento maestoso rivestito d’oro e di broccato, con un’aureola di un beato… ma il vero volto di Ignazio era scomparso definitivamente con lui.

Padre Tacchi Venturi Pietro, storico della Compagnia di Gesù, sottolinea tre dipinti, tra i tanti, riguardanti Ignazio da Loyola: quello di Jacopino del Conte, che porta la data della morte del Santo (1556); quello di Alonso Sanches Coello del 1585 e il terzo, già proprietà dei Guicciardi donato nel 1951 al Museo di Storia ed Arte di Sondrio.

Sembra che quest’ultimo dipinto sia stato eseguito 13 anni prima della morte del Santo (1543) da  un pittore (Morone?) che fingendo di essere un domestico del Cardinale Edoardo Farnese, lo ritraesse ad insaputa di Ignazio, in un momento di meditazione.

Restano su tutti i tre dipinti dei dubbi, incertezze e soprattutto le prove certe.

Detto ciò Castel Madama può essere ulteriormente fiera e orgogliosa di essere in possesso dell’originale Calco in gesso policromo di S. Ignazio da Loyola che le Autorità e il popolo Empolitano posero, a suo tempo, con una scritta ricordo nella prima Chiesa di San Michele Arcangelo e riposto successivamente sulla parte sinistra dell’atrio dell’entrata principale della nuova Chiesa, precisamente sul fianco della porticina d’ingresso che dava all’organo. Resta l’interrogativo di chi donò a suo tempo ai castellani detto calco.

È ipotizzabile un dono tramite di qualche prelato alla corte di Alessandro Farnese che in quel periodo finanziava la costruzione dell’attuale Chiesa del Gesù in Roma demolendo quella di Santa Maria della Strada, o dalla stessa Madama Margherita molto vicina alla Società dei Gesuiti (lo stesso Ignazio era stato in vita suo confessore) o da Papa Paolo III Farnese o del vescovo di Tivoli, Giovanni Andrea Croce? Credo sia difficile dare una risposta.

Ho esperite le mie modeste ricerche anche in merito ad eventuale esistenza di altri luoghi sacri o chiese dove sia collocato altro eventuale calco di S. Ignazio: ad oggi esito negativo.

altro ritratto ignazio di LoyolaCiò significa che il Protome di S. Ignazio di Castel Madama ha un valore assoluto non tanto artistico quanto storico e religioso da conservare e custodire gelosamente.

Il monumentino del Santo (calco e iscrizione) sicuramente fu ricollocato e sistemato dove è posto attualmente nel 1822 per opera del Mastro scalpellino Angelo Ugolini come recita un verbale autografo, conto lavori, redatto dallo stesso.

Tale documento è stato pubblicato nel 2014 nel mio volume “A te devoto me revoto”. Voci di popolo dicono che in questi ultimo settennio detto Calco sia stato oggetto di un furto (sarebbe il caso di appurare eventuale denuncia da parte del Parroco di allora o chi per lui) altre voci dicono che si è trattato di un intervento ufficiale dei responsabili ecclesiastici per il restauro del Calco (anche in questo caso qualcuno dovrebbe essere in possesso di una relazione tecnica e le motivazioni di tale intervento).

Giorni or sono, considerato il valore storico-religioso del Monumentino, mi sono recato a visitarlo.

Effettivamente il Calco l’ho trovato rinnovato dove spicca un S. Ignazio ringiovanito con baffetti e barba colta… lo sguardo sereno…  

In questi ultimi tempi ho sentito ripetere da tanti castellani “Il Calco di S. Ignazio” è quello autentico o è stato sostituito da un altro nuovo? Non avendo elementi sugli accadimenti di cui sopra, non posso dare una risposta all’interrogativo, ma mi permetto di esternare che (come la gran parte dei Castellani) preferivo il S. Ignazio di una volta ossia un volto austero, pensieroso, scarno, dagli zigomi pronunciati, dallo sguardo persuasivo di quando in vita s’adoperò per un accordo pacifico tra Castellani e Tiburtini. Mentre mi accingo a consegnare l’articolo alla redazione del giornale, vengo informato, da fonti ufficiali, che su richiesta del Rettore della Chiesa Rettoria Santissimo nome di Gesù all’Argentina in Roma (padre Daniele Libanori?) in sede di restauro del Calco di S. Ignazio di Castel Madama (2008-2009?) è stata concessa la riproduzione di una copia del Calco stesso per collocarlo nella suddetta Chiesa madre dei Gesuiti.

Stando così le cose, mi auguro che il Calco originale di S. Ignazio da Loyola sia quello stesso che nel 1946 impressionava fortemente il mio spirito di giovinetto quando frequentavo la chiesa di S. Michele Arcangelo di Castel Madama, per la preparazione alla mia prima Comunione.

Quello era sicuramente il Calco unico e originale di S. Ignazio da Loyola.

Alessandro Moreschini

 

 

DANZA

CAMPIONI REGIONALI! Play trionfa ai Campionati Regionali 2016danza1

Grande gioia per l’Associazione Sportiva Dilettantistica PLAY che festeggia con due primi posti e quindi con due medaglie d’oro il Campionato Regionale 2016 organizzato da FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva) riservato alle danze di coppia.

Il 6 marzo, al palazzetto dello sport di Velletri, Emiliano Raffio e Noemi Cencioni si sono aggiudicati il titolo di Campioni Regionali 2016 battendo le altre coppie del Lazio nella categoria 10/11 anni classe C danze latine.

Anche Andrea Fabiani e Rachele Piersanti hanno trionfato nei balli latini americani categoria 19/34 classe C conquistando il titolo di Campioni Regionali 2016.

Ottimo piazzamento anche per le coppie Daniele De Angelis/Verdiana Galli e Gianmarco Galli/Stefania Velaj che hanno superato la prima fase eliminatoria e hanno ballato nuovamente in semifinale classificandosi tra le prime 12 coppie del Lazio nella categoria 12/13 anni classe C.

Una soddisfazione unica per gli insegnanti Ivo Santolamazza e Desiree Narzisi ma anche per i genitori e tutti i sostenitori Play.

Un sentito grazie va quindi alle nostre coppie e alle loro famiglie.

Intanto tutte le ballerine e i ballerini Castellani (delle danze di coppia, duo, synchro) si allenano nella palestra Play di via S. Anna 13 C e sono pronti per affrontare le successive tappe del circuito Grand Prix del Lazio, una serie di competizioni a punti che si protrarrà nei prossimi mesi e definirà quali saranno le scuole che avranno ottenuto un punteggio maggiore durante le 5 prove del circuito. 

Al momento dopo le due tappe già affrontate PLAY è al primo posto della classifica su 150 scuole iscritte per i balli di coppia/duo ma restano ancora tre gare prima del verdetto finale.

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Ivo Santolamazza

 

 

 

PALLAVOLO

CI MANCA CARATTERE E TESTA!!!

 La stagione di pallavolo del Castel Madama volley si avvicina al momento più importante della stagione, con la società impegnata in nuovi progetti di crescita, cipallavolo avviciniamo alla fase calda dei gironi.

La nostra 1° div quest’anno non riesce proprio a dare il giusto ritmo al campionato, e continua a corrente alternata.

Nella prima partita del girone di ritorno contro Afrogiro, disputiamo bene solo gli ultimi due set, rendendo facile la gara ad una squadra di ragazzi talentuosi, che vincono 3/1! Purtroppo il gioco segnala numerosi cali di concentrazione e a questi livelli non possiamo permettercelo, l’unica nota positiva e il ritorno in campo di Francesco Salinetti, che entra nel corso del 2° set.

La gara successiva, andiamo a giocare fuori casa contro il Sales, nostro avversario di molte gare. La gara viene segnata da un arbitraggio poco sereno e poco competente, che a fasi alterne danneggia entrambe le squadre.

La nostra squadra va sotto 2 set a 1, ma riesce con una grande prova di carattere a ribaltare il risultato e vincere la gara 3/2, proprio grazie a Salinetti, che sigla alla sua maniera l’ultimo punto del match. Nonostante la vittoria, rimane un po’ d’amaro in bocca, per aver perso un punto con una squadra di bassa classifica (nella pallavolo se si arriva al 5° set i punti in palio, che sono 3 per ogni vittoria 3/0 o 3/1, vengono divisi con 2 punti alla squadra che vince e 1 a quella che perde).

Le prestazioni poco brillanti proseguono, vinciamo una partita 3/1 in casa contro Roma 7, giocando molto male, con una delle tre squadre più scarse del torneo ed incomincia ad emergere un certo nervosismo della squadra, causato probabilmente anche dalle scelte tecniche, che vedono ancora Salinetti in panchina, con al suo posto un Luca Chicca, che in quel ruolo non riesce ad esprimersi al meglio! La fortuna, sicuramente non è dalla nostra parte, in quanto a causa di un infortunio il nostro libero Giorgio Iannone, non è più a disposizione, molto probabilmente fino al termine della stagione; questo evento determina la necessità di cambiare il sistema di difesa, portando i centrali a difendere.

Nella gara seguente, la squadra va a giocare ad Antrodoco, con una squadra abbordabile, il risultato ci premia, vinciamo 3/0, ma anche questa volta è ingannevole, la prestazione è ancora insufficente! La squadra esprime un gioco brutto ed approssimativo, lamentando diverse lacune, da varie partite, cui non sembra esser facile porre rimedio.

I ragazzi nella settimana, che precede la gara con Don Bosco, cercano di lavorare al meglio e si presentano alla gara con lo spirito giusto. Il match si dimostra da subito difficile, i nostri lottano, Salinetti parte per la prima volta da titolare, ma le lacune di cui parlavamo prima, non consentono alla squadra di esprimersi al meglio e non riusciamo a vincere, veniamo sconfitti per 3/0. Questa sconfitta, ci mette quasi di sicuro, fuori da ogni discorso playoff, oltretutto esserlo a diversi mesi dalla fine del campionato, fa ancora più male!

La 2° div. maschile, come la 1° div. è colpita dagli infortuni, purtroppo deve abbandonare la compagnia, almeno fino al termine della stagione Fabio Di Giovanni, per problemi fisici, lasciando la squadra con un organico ridotto.

pallavolo1Questo ovviamente non agevola affatto il compito di Mister Ricci, che causa le assenze è costretto a rimettere le scarpe da gioco e aiutare la squadra nel ruolo di palleggiatore. La prima giornata del girone di ritorno, ci vede opposti al Tibur Volley, in uno dei tanti derby della valle dell’aniene, la gara si presenta subito in salita, causa l’influenza che lascia a casa Simone D’ulizia e Antonio Romanzi per impegni personali.

I nostri ragazzi ci mettono tutto il cuore e l’impegno possibile, ma contro un avversario tosto e in condizioni di grande emergenza non riusciamo ad opporre la giusta resistenza, perdendo 0/3! Nella gara successiva contro il Don Bosco, la musica sembra cambiata, la squadra gioca bene fino al 23/19 in nostro favore, poi un blackout e perdiamo 25/23 il set! Questo calo incredibile di concentrazione, ci mette praticamente fuori gara e perdiamo, senza lottare anche i rimanenti due set.

La terza giornata di campionato, ha i presupposti, per dare una scossa alla classifica, contro il Monterotondo, che ci segue in classifica a due punti di ritardo. Giochiamo con attenzione il 1° set vincendolo, nel 2° set inizia a calare la concentrazione, aumentano gli errori e gli avversari vincono.

Il 3° set è giocato veramente male, mister Ricci entra al posto di D’Elia in cabina di regia, ma le cose non cambiano, nessuno riesce a mettere giù la palla, perdiamo il set a 14! Nell’ultimo set i nostri non reagiscono continua a giocare con paura e scarsa concentrazione, così che perdiamo la gara 3/1. Ora si fa difficile, per i ragazzi capitanati da Dario Scrocca, siamo vicini alla zona retrocessione e non possiamo più sbagliare.

La 3° divisione maschile di Marcello Costantini, è alle prese con un calendario difficile, con molte pause, che rendono ancor più difficile per i ragazzi trovare il giusto affiatamento in campo, per una squadra da poco costituita!

Nella 3° giornata di campionato ospitiamo il Movimento Forense, squadra molto esperta.

I primi due set giochiamo abbastanza male e giustamente perdiamo.

Nel 3° set il mister decide di far entrare Andrea Nardi, talento tiburtino che ha disputato campionati in serie “C”, e la gara sembra esser cambiata, vinciamo il set, lottiamo anche nel 4° set, ma i problemi sopra evidenziati di compattezza ritornano costringendoci alla resa! La prima gioia di stagione arriva in casa, contro la Valsugana, con una grande prova, in particolare di Lorenzo Del Caldo in palleggio, vinciamo 3/1! La squadra inizia a crescere, le prove anche se difficili vengono affrontate, con maggior grinta, la sconfitta per 3/1, contro il Tempusport, squadra di vertice, lascia comunque la convinzione, che la strada presa è quella giusta.

Nel seguente difficile trasferta contro Afrogiro, i nostri lottano ad armi pari, squadra seconda in classifica, riuscendo a vincere la gara 3/2! La 3° Div. femminile rossa, si trova ad affrontare il Subiaco, nella gara più importante del campionato, con Zito in campo al posto della convalescente Emanuela Gori.

Il 1°set è fantastico, giocano bene tutte le ragazze e vinciamo lasciando le avversarie a 13!

Nel 2° set le nostre calano il ritmo e le avversarie si fanno sotto, mister Cara sostituisce Daisy Zito rischiando Emanuela Gori, ci riprendiamo, ci portiamo in vantaggio 24/22, ma anche qui la testa e il carattere ci impediscono di vincere il set, che perdiamo 25/27! La gara termine praticamente lì, il mister fa tutti i cambi possibili, ma perdiamo 3/1, una gara praticamente vinta, che ci lascia l’amaro in bocca!

La gara seguente contro Energheia, il mister schiera Flavia Pucci al posto di Claudia Solitario nel ruolo di martello, giochiamo una gara con alti e bassi, con una buona prova di Pucci e Zarelli, vinciamo 3/1 e riprendiamo il cammino.

Nella seguente gara, contro una delle dirette concorrenti al 2° posto il Peter Pan, disputiamo una gara perfetta e vinciamo 0/3 fuori casa, con Solitario nel ruolo d’opposto, Zarelli e Paulillo al centro che disputano una grande gara.

L’ultima gara del girone d’andata, ci vede vincere con qualche sofferenza di troppo ad Olevano per 3/0, con Zarelli sempre in grande spolvero, che firma un fantastico ultimo punto. Ora il 2° posto è agganciato, dobbiamo continuare così!

La 3° div. femminile Blu, capitanata da Benedetta Monti deve ancora crescere molto, in termini di consapevolezza, se fino ad ora aveva espresso un buon carattere, nella gara contro Astrolabio 2000 e Volleyro’ entrambe perse 0/3, anche la prestazione non è delle migliori.

La mancanza di fiducia, ci porta a soffrire anche nella trasferta di Palombara, dove vinciamo un tiebreak al cardiopalma! Le ragazze riaquistano fiducia e perdono 3/1 in casa contro il Promotion Game, una gara in cui avrebbero meritato almeno il 5° set! 

Nell’ultima gara del girone d’andata contro Orizzonte Sport, squadra in testa al campionato, perdiamo 3/0, ma nel 3° set le nostre giocano con carattere, “rischiano” anche di vincere il set! C’è ancora molto da lavorare in palestra. Nel settore giovanile spiccano i risultati dell’Under 14 Maschile, che dopo aver concluso al 2° posto il proprio girone, accede alla fase finale e perde con onore ai quarti contro Civitavecchia!

E´ giusto far notare, che due dei nostri ragazzi oggi fanno parte del CQP (centro di qualificazione della federazione), di cui fanno parte solo i migliori giocatori; questi ragazzi sono Luca Gallieni e Ferrazzi Lorenzo.

Anche l’under 14 Femminile, dopo una prima fase del torneo difficoltosa, sembra aver imboccato la strada della crescita, con le vittorie contro Energheia.

Concludendo con i più giovani, c’è da segnalare la grande crescita nel Minivolley, dove Elsa Pompa, Arianna Cecconi, Marcello Costantini e Santolamazza Daniela, stanno facendo un fantastico lavoro!!

Forza Castello!

Francesco Santolamazza

 

 

GINNASTICA

L’A.S.D. GINNASTICA V. SCROCCA IN TRASFERTA A MONTEFIASCONE

ginnasticaIl week end del 6/7 febbraio ha sancito l’avvio delle competizioni federali per l’A.S.D. Ginnastica Valeriano Scrocca. Durante i due giorni di gara del Torneo GpT 2^ livello, svoltosi nella città di Montefiascone, sono salite sugli attrezzi, prima le più piccole, Clarissa, Benedetta e Federica e poi nella giornata di domenica, le più grandi, Asia, Ludovica, Andra Laura e le due sorelle Domiziana e Claudia. Per le due sorelle si è trattato di un doppio esordio nella categoria maggiore che, se anche affrontato inizialmente con un po’ di emozione, non le ha tradite una volta salite sugli attrezzi. Tutte le ragazze impegnate nel Torneo, infatti, hanno dimostrato sicurezza nei propri esercizi, e questo, a detta dei tecnici e delle giurie, le ha premiate nei punteggi di esecuzione. “L’obiettivo di questa prima prova” spiegano gli allenatori “è stato proprio proporre esercizi consolidati e puntare a ridurre al minimo gli errori, obiettivo che si può dire raggiunto. Nella prossima prova della fase regionale del Torneo (2/3 aprile) proporremo esercizi con un più alto livello di difficoltà e confidiamo che i risultati miglioreranno ancora”. Il weekend del 27/28 febbraio, invece, ha visto scendere i campo ben 14 atleti dell’A.S.D. per la partecipazione alla prima prova del Torneo GpT di 1^ livello. La gara svoltasi su due giornate ha visto gareggiare prima la rappresentativa maschile e nella seconda giornata, invece, quella femminile. I maschietti si sono comportati egregiamente, hanno eseguito esercizi puliti, portando a casa buoni punteggi e solo qualche errore li ha tenuti distanti dal podio, dove erano saliti invece lo scorso anno. Tommaso, Maurizio, Antonio, Francesco e Davide daranno sicuramente filo da torcere agli avversari nella seconda prova di Aprile. La gara femminile, con un alta partecipazione di ginnaste provenienti da tutto il Lazio, è stata caratterizzata dall’esordio delle più piccole della società, le ottenni Letizia, Elena, Blanca e Marzia, che alla loro prima esperienza di gara sugli attrezzi della ginnastica artistica sono sicuramente state tradite da una grandissima emozione e non si sono espresse al loro meglio, ma la loro strada è appena iniziata e avranno modo di rifarsi presto. Soddisfazione degli allenatori, invece, per le prove di Siria, Giulia, Giorgia e Gaia che avendo sicuramente più esperienza sono riuscite a con- tenere l’emozione e hanno eseguito esercizi puliti con solo qualche sbavatura. Complimenti inoltre ad Angelica che al suo esordio in una competizione ha dimostrato carattere e bravura gareggiando da sola nella categoria maggiore, e anche lei ha le carte in regola per fare sicuramente bene nelle prossime gare. Appuntamento agli inizi di Aprile per le seconde prove regionali dei Tornei 1^ e 2^ livello che decideranno le qualificazioni alla finali nazionali di Pesaro.

ginnastica1

ginnastica2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ilaria Panetta

  • Fotoblowup
  • Empolum
  • FisioAndreaChicca
  • Dental Gaia
  • Frimm
  • MauroConad
  • Psicoterapeuta
  • Frantoio Vicovaro

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