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LA PIAZZA ANNO XIV N. 2 Febbraio 2016

 

 

Copertina la piazza n 2 febbraio 2016

 Il numero di Febbraio sarà reperibile presso i soliti punti distribuzione a partire dalla fine di Febbraio 2016.

 

 

Verso le elezioni comunali 2016 - di Domenico Fabiani

In Italia tra la primavera inoltrata e l’estate si svolgeranno le Elezioni Amministrative.

In una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno nei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2011 (Castel Madama) ed in quelli allelogo primarie elezioni anticipate perché commissariati o per motivi diversi (Roma).

Andranno alle urne per l’elezione diretta del Sindaco complessivamente 1.343 comuni. Si voterà per la prima volta in venticinque nuovi comuni, istituiti nel 2016 (accorpamento amministrativo) e in venticinque comuni capoluogo di provincia, fra cui Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste capoluogo di regione.

La scadenza elettorale è importante, decisiva, quindi per gli equilibri politici del paese e per le sorti del governo in carica pur trattandosi di elezioni amministrative e nonostante ci si affanni a dichiarare il contrario.

Il sei marzo prossimo, dopo Milano, anche Roma celebrerà le primarie aperte per la scelta del Candidato Sindaco, nonostante il disastro “mafia- capitale”, Ignazio Marino, il Municipio di Ostia (Sciolto e Commissariato) e il VI Municipio ove parte del PD ha tentato, senza riuscirvi, di sfiduciare il minisindaco, il Partito Democratico si ripropone alla guida della Città quasi che quelle persone fossero lì per caso, a totale loro insaputa. In tale scenario nazionale - regionale, come spesso ultimamente accade, Castel Madama rappresenta l’anomalia statistica e non è dato conoscere se e come si andrà alle primarie, se la coalizione sarà ancora composta da P.D. - S.E.L., con il rinforzo della rete socialista recentemente entrata nelle fila del Partito Democratico ma non organica all’ortodossia locale.

Le incognite riguardano anche soprattutto programmi e uomini e nonostante i veli, le cortine, frapposte alla pubblica conoscenza si sentono chiare voci di dissenso all’interno della coalizione P.D. – S.E.L., sia in ordine alle candidature che taluni vorrebbero completamente rinnovate e determinate dalle primarie, sia al metodo di scelta del candidato sindaco che, tal altri, considerano un appannaggio dovuto per la prosecuzione dell’esperienza di centro-sinistra, anche in considerazione dell’alto contributo politico e umano messo a disposizione finora.

La soluzione non sarà semplice ne immediata, purtroppo, neanche indolore e come al solito, le spese le faranno i castellani.

Nell’altra sponda, politicamente parlando, s’intende, al contrario di quanto accade a livello nazionale ove si vedono intorno ad un tavolo e “unanimemente” risolvono l’arcano delle candidature o almeno le principali per richiamo e visibilità politica, apparentemente nulla si muove sulla superficie dell’acqua che però risulta visibilmente increspata, segno che sotto la superficie qualcosa si muove. Semplicemente, non si vuole parlare di elezioni e si guardano bene dal voler indire una riunione di maggioranza, li distrae dall’azione amministrativa.

Si vocifera addirittura che al sentirne parlare, anche solo in televisione, si esclami: elezioni! Ma quali elezioni d’Egitto (?), ammesso e non concesso che si debbano proprio fare, quando sarà, squadra vincente non si cambia!

E poi c’è tempo. Penta Stellati, o più correttamente “Cinque Stelle”. Se qui esistono, cosa della quale non siamo convinti, hanno tutto rimandato al “dopo-dopo” Festival di San Remo e al termine della tournée di Beppe Grillo, loro sono molto sensibili alle leggi e si sa, lo spettacolo deve sempre continuare.

Da ultimo, ma non per ultimo, sembrerebbe che un gruppo di duri e puri della destra storica castellana, stia valutando l’opportunità di costruire un nuovo soggetto non si comprende però se autonomo, o organico, agli attuali rappresentanti ... chi vivrà vedrà.

Domenico Fabiani

INIZIATIVA E SOLIDARIETA' CONFERMA PASCUCCI SINDACO

A Giugno i cittadini di Castel Madama saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio Comunale.

In questi cinque anni l’attuale Amministrazione guidata dal Sindaco Domenico Pascucci, ha attuato una politica alternativa alle vecchie logiche di partito, volta allo sviluppo socio-economico del Paese.

La compagine Amministrativa che ha ricevuto il consenso dagli elettori, formata da rappresentanti di diversa estrazione politica e sociale è riuscita a centrare gran parte degli obiettivi che si era prefissata ad inizio legislatura, nonostante le diverse vicissitudini che hanno visto l’allontanamento di diversi esponenti della maggioranza.

Tra le opere pubbliche spiccano la realizzazione del manto in erba sintetica del campo sportivo e il consolidamento del movimento franoso dello stesso, la sistemazione del boschetto delle fratte, la realizzazione dell’area mercatale al parcheggio gomma gomma, la realizzazione della sala multimediale nei locali dell’ex mola, il rifacimento di diverse strade rurali, la rotatoria all’ingresso del Paese, il parcheggio degli Orti, Piazza Garibaldi, le facciate del centro storico, il completamento dei lavori del castello Orsini, la realizzazione della clinica nell’area dell’ex mattatoio, la realizzazione dell’impianto per lo svolgimento della contesa a cavallo del Palio Madama Margarita, il parcheggio dello Stallone per il quale è stata bandita la gara d’appalto, l’assegnazione dei lavori per l’ampliamento del cimitero comunale e il recupero del vecchio cimitero, la ripresa dei lavori della caserma dei carabinieri attraverso l’avvio della risoluzione in danno del contratto per inadempienze della ditta appaltatrice, interventi di manutenzione ordinaria: segnaletica, pulizia delle caditoie, manutenzione del verde, potatura delle alberature dei Collicelli e di Via S. Anna, rifacimento palestra scuole elementare, interventi di manutenzione sulle scuole.

Si avviano a conclusione anche i lavori per la realizzazione del nuovo depuratore in prossimità del casello autostradale, realizzata tutta la condotta di adduzione per circa 2 km, realizzate le vasche, resta da ultimare la parte impiantistica e poi verrà definitivamente messo in funzione e dismessi i vecchi depuratori di Sant’Agostino e delle Muratelle e riqualificate le aree di sedime.

In questi giorni inizieranno gli interventi di sistemazione di diversi marciapiedi e il recupero del Parco Oudeenarde.

Avvio del servizio di raccolta differenziata e pulizia del paese con spazzatrice meccanica, pagata con l’azzeramento delle indennità del Sindaco e degli Assessori. Particolare attenzione al bilancio comunale con un’attenta politica di lotta all’evasione e azzeramento quasi totale dei debiti pregressi.

Una politica sociale rivolta alle fasce più deboli della popolazione che ha visto l’attivazione di tirocini lavorativi, contributi alloggiativi e assistenza domiciliare per anziani e diversamente abili.

Apertura della farmacia comunale per la quale sono iniziati da qualche giorno i lavori di ristrutturazione dei locali di Via San Sebastiano. Approvazione in variante della lottizzazione Gentilini e VDM affossate dal PRG Salinetti-Paolacci-Grelli, in attesa di definizione per carenze documentali del progetto esecutivo dovute all’inerzia della proprietà e non certo additabili all’Amministrazione Comunale.

Definizione della procedura per la realizzazione dell’Archeopark riproposto alla Regione Lazio dopo la bocciatura del piano presentato nel 2011 dall’Amministrazione Salinetti.

Consapevoli di aver ben lavorato, certi che Castel Madama deve essere governata da persone capaci e intraprendenti, al fine di portare a compimento interventi e programmi volti ad incrementare lo sviluppo socio-economico del nostro Paese, alle prossime Amministrative la compagine di Iniziativa e Solidarietà sosterrà nuovamente la candidatura a Sindaco del Dott. Domenico Pascucci, riproponendo alcuni rappresentanti dell’attuale esecutivo e nuovi candidati che hanno già manifestato la loro volontà a sostenere il programma del Sindaco Pascucci per i prossimi cinque anni.

Persone della società civile che intendono prestare il proprio tempo e impegno per contribuire a risolvere i problemi di Castel Madama, per garantire ai giovani un futuro migliore.

Il Sindaco Pascucci ha già incontrato in questi mesi diverse realtà dell’associazionismo locale e ha calendarizzato una serie di appuntamenti anche con le realtà politiche che hanno sostenuto l’attuale maggioranza sia come indipendenti, sia come gruppi quali Leali e Concreti e i dissidenti della sinistra, che hanno fino ad oggi mostrato una posizione critica nei confronti dell’attuale classe dirigente del PD e non solo.

Federico Pietropaoli

 

PARCHEGGIO STALLONE: FASE FINALE

Per gli appassionati del genere, continua la saga del Parcheggio dello Stallone, un tormentone che dura ormai da vent’anni: decisamente più della serie Tv delLo Stallone in prospettiva 3D Dr. House.

L’ultima novità è l’approvazione del progetto esecutivo dello Studio Associato Ricci, a firma di Ricci Antonello, avvenuta con determinazione RG n. 84 del 9 febbraio 2016, del responsabile del settore lavori pubblici del Comune di Castel Madama, Arch. Ferrazzi Alessandra.

Quali sono le novità rispetto all’ultimo articolo che abbiamo pubblicato su questo giornale? Sicuramente il fatto che sia stato approvato un progetto esecutivo, evento già di per sé significativo.

Ma leggendo la determinazione si capisce che la cosa non è stata semplice.

Lo scoglio principale affrontato è stato il rapporto con la Sovrintendenza ai Beni ambientali e paesaggistici, necessario visto l’impatto visivo piuttosto ingente che avrebbe l’opera una volta eseguita.

Un primo parere c’è stato nell’aprile del 2015, e poi, evidentemente a seguito di un confronto tra la Sovrintendenza ed il Comune, un secondo parere della Sovrintendenza, pervenuto nell’ottobre 2015. Citiamo in questo senso una frase significativa contenuta nella determina: Considerato che a seguito di numerosi colloqui intercorsi tra l’Arch. Ricci Antonello e il R.U.P. Arch. Marina Cogotti, finalizzati ad addivenire a soluzioni più integrate al contesto interessato in considerazione delle caratteristiche oggettivamente “difficili” dell’area in oggetto.

Come saranno risolte le caratteristiche difficili dell’area lo possiamo vedere dell’immagine in 3D della copertina di questo numero, magari una presentazione pubblica potrebbe essere un’occasione interessante, dopo decenni che si parla di questa opera mai cominciata.

Ricordiamo peraltro che la spesa complessiva, pari ad Euro 1.590.000,00, è coperta in gran parte da un mutuo già sottoscritto con la cassa DD.PP per Euro 1.140.000,00, e per Euro 450.000,00 con i proventi della vendita dei box ai privati.

Entrambi le fonti di finanziamento presentano sulla carta dei problemi: la dizione “già sottoscritto” indica che probabilmente il Comune sta già pagando le rate di mutuo, viste le lungaggini della progettazione; mentre sulla vendita dei box ai privati sarebbe bene capire, magari con un avviso pubblico esplorativo per la prevendita, quante persone sono interessate a comprare. Non sono tempi molto favorevoli all’investimento in mattone.

Comunque, detto ciò, l’Amministrazione Comunale sembra andare dritta sulla sua strada, probabilmente per appaltare il lavoro prima delle elezioni.

Lo si deduce dal fatto che è già stato preso il numero di CUP, che è una cosa tecnica che normalmente si chiede prima della gara.

Ma nell’elenco dei pareri non sembra esserci il mutamento di destinazione d’uso ai fini degli usi civici, rispetto al quale è stato dato l’incarico ad un perito lo scorso anno.

Magari arriverà in tempo per l’appalto prima delle elezioni.

A chi scrive comunque, nonostante l’evidente impegno che ci si sta mettendo, sembra tutto un po’ affrettato dalla scadenza elettorale.

Si sta ripetendo la stessa frenesia sui lavori pubblici che ci fu con l’amministrazione similare dal punto di vista politico alla scadenza del 2006.

Come se i lavori pubblici facessero vincere le elezioni.

In questo caso poi parliamo di un lavoro delicato, che potrebbe trovare delle difficoltà in fase di esecuzione.

Magari esce anche lì una sorgente come è successo per la caserma, oppure, ed è più probabile, la necessità di consolidare il versante per evitare che frani.

Ma tant’è: la politica quando va verso le elezioni vive di propaganda.

Fa parte, purtroppo, del gioco.

Ivano Moreschini

 

MARCIAPIEDI A VIA DELLA LIBERTA'

Sono cominciati il 15 febbraio i lavori di rifacimento dei marciapiedi di Via della Libertà, dal lato che va dall’incrocio alla Scuola Elementare.descrizione lavori

La ditta che li sta sistemando è la Cimappalti srl, e l’importo complessivo dei lavori è di circa Euro 32.000,00.

Il progettista è la responsabile del settore lavori pubblici del Comune, Arch. Ferrazzi Alessandra.

I lavori dovrebbero essere completati entro 60 giorni.

L’iniziativa è senz’altro meritevole, vista la situazione piuttosto pietosa in cui si trovavano i marciapiedi che si vanno a riparare.

Forse però andava fatta un po’ prima, visto che la conclusione dei lavori è proprio a ridosso delle elezioni comunali, e visto anche che la cifra non sembra molto alta, rispetto a tanti altri lavori.

Comunque, considerazioni politico-elettorali a parte, auguriamo buon lavoro.

Ivano Moreschini

Lavori in via Libertàfoto lavori via Libertà

foto dei lavori via Libertà

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CONFERENZA SUL CLIMA DI PARIGI 2015

Cosa cambierà nelle politiche energetiche e ambientali in Italia?

Siamo entrati in un territorio climaticamente sconosciuto. Se persisterà questa tendenza nel corso discranno conferenza Parigi 2015
questo secolo le temperature mondiali aumenteranno di 8,8 gradi e il livello dei mari si innalzerà di
150 metri: una situazione che non si registra da 45 milioni di anni. La soluzione? Minimizzare l’utilizzo
del combustibile fossile e aumentare la protezione ambientale.
Edward Goldsmith, al Meeting di San Rossore 2005 (Pisa, 14 e 15 luglio)

Dopo giorni di accese trattative il 12 Dicembre scorso si è conclusa a Parigi la XXI Conferenza delle Parti (COP21) sui cambiamenti climatici.

Un accordo definito storico sia dalla stampa internazionale che da alcuni capi di stato e di governo.

A 6 anni dal fallimento della Conferenza di Copenaghen, e dopo 21 anni di estenuanti negoziati, ben 195 paesi partecipanti hanno raggiunto un’intesa sottoscrivendo il testo finale dell’accordo internazionale sul clima.

Guardando ai contenuti appare del tutto evidente come il valore storico di tale accordo si affermi esclusivamente sul piano diplomatico, e non certo nelle ambizioni e nel coraggio di affrontare in modo decisivo un problema che colpisce la sfera planetaria ed in particolare le persone più povere e vulnerabili: le meno responsabili delle emissioni di gas serra.

foto smog cittàCome riportato nel recente rapporto di Oxfam “Disuguaglianza Climatica” il 10% della popolazione più ricca del pianeta è responsabile del 50% delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, mentre la metà più povera (circa 3,5 miliardi di persone) ne produce solo il 10%, pur essendo vittima di alluvioni, di siccità ed altri cataclismi legati agli effetti provocati dai cambiamenti climatici.

In sintesi l’accordo di Parigi contiene quattro fondamentali impegni per gli stati: - Mantenere l’aumento di temperatura inferiore ai 2 gradi e compiere sforzi per mantenerlo entro 1,5 gradi. - Mettere di incrementare le emissioni di gas serra il prima possibile e raggiungere nella seconda parte del secolo il momento in cui la produzione di nuovi gas serra sarà sufficientemente bassa da essere assorbita naturalmente. - Controllare i progressi compiuti ogni cinque anni, tramite nuove Conferenze. - Versare 100 miliardi di dollari ogni anno ai paesi più poveri per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti.

Alcune di queste disposizioni sono legalmente vincolanti, mentre ad altre i vari paesi aderiscono solo in maniera volontaria.

Di fatto tutti i paesi sottoscrittori saranno obbligati dal trattato stes so a fornire l’obiettivo di riduzione delle emissioni a cui mirano partecipando ad un processo di revisione quinquennale.

La critica prevalente avanzata al documento è che in esso non si prevedono sanzioni nei casi in cui gli obiettivi non vengano raggiunti, dando margine ad alcuni paesi di ignorare le raccomandazioni in esso contenute.

Ma a quali scenari futuri apre l’accordo di Parigi? Per raggiungere l’obiettivo “zero emissioni nette” entro la seconda metà del secolo il mondo non ha più né foto desertificazionescusanti, né tempo da perdere.

Per questo le sterili retoriche e i linguaggi diplomatici che emergono dal documento dovranno essere convertiti in azioni ancor più stringenti. Stando agli esperti delle Nazioni Unite i tagli promessi sono insufficienti.

Come già detto, per assicurarsi che l’obiettivo globale venga raggiunto, l’accordo di Parigi prevede che ogni cinque anni (a partire dal 2018) vengano valutati i progressi fatti da tutti i paesi nella riduzione delle emissioni.

Il primo controllo quinquennale avverrà nel 2023.

Al fine di promuovere su scala mondiale l’economia verde e le tecnologie a basso impatto ambientale, il testo prevede che dal 2020 i paesi di vecchia industrializzazione eroghino cento miliardi all’anno a quei paesi più vulnerabili ed anche più poveri.

Un nuovo obiettivo finanziario in tal senso sarà fissato al più tardi nel 2025.

Nonostante tutto molti scienziati ed ambientalisti criticano l’accordo parigino per diversi motivi.

Fissare la prima revisione al 2018 risulta rischioso per la quantità di emissioni che potranno essere prodotte nei prossimi tre anni e che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi.

Peraltro non è stato fissato neanche un calendario che porti alla progressiva sostituzione delle fonti energetiche fossili, tanto che alcuni paesi emergenti, tra cui la Cina, hanno ottenuto che i controlli quinquennali vengano condotti non da organi internazionali ma dai singoli paesi emergenti con semplice autocertificazione.

foto desertificazione 2Oltretutto, le emissioni di scarico di aerei e navi continueranno a sfuggire ad ogni forma di controllo, trattandosi di trasporti inter nazionali di collegamento fra i vari paesi, che nessuno intende conteggiare.

Di certo a Parigi non si è vinta la sfida per la giustizia climatica.

Se la sensibilità politica mondiale sta finalmente aprendo gli occhi sulla necessità di accelerare la transizione verso un nuovo modello energetico, di fatto non ha ancora realizzato il livello di sfida che ci aspetta per adattare il sistema umanitario, economico ed alimentare ai drammatici cambiamenti del clima.

Clima, fame e povertà sono temi che riconducono ad un’unica sfida. Sul piano statistico tre disastri naturali su quattro sono dovuti al cambiamento climatico che da solo costituisce la più grande minaccia alla fame.

Dalla prima COP del 1995 ad oggi oltre 600 mila persone hanno perso la vita, e circa 4 miliardi hanno perso case ed altri beni primari di sussistenza.

A tal riguardo un rapporto della Banca Mondiale sostiene che senza uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, entro il 2020 il cambiamento climatico potrebbe far crescere di oltre 100 milioni il numero di persone sotto la soglia della povertà.

Uno studio elaborato dall’istituto di ricerca statunitense Climate Central, prevede che, a fronte di un “global warming” limitato a soli 2 gradi centigradi, alcune megalopoli come Shanghai, Mumbai e Hong Kong rischiano di finire sott’acqua.

Secondo i ricercatori statunitensi, se non si interviene immediatamente, il livello dei mari continuerà ad alzarsi sino a sommergere territori ove vivono circa 280 milioni di persone.

Ancor peggiore la situazione se la temperatura media globale dovesse crescere di 4 gradi centigradi: ad essere colpite sarebbero 600 milioni di persone.

L’elenco delle città a rischio sommersione è impressionante: Hong Kong, Calcutta, Dacca, Giacarta, Shanghai, Mumbai, Hanoi, Rio de Janeiro, Buenos Aires, New York e Tokyo.

L’Italia si è presentata a Parigi con una ricca documentazione che certifica l’ottima performance nazionale, dato che il nostro paese ha raggiunto i tre obiettivi del cosiddetto “20-20-20” fissati dal “pacchetto energia e clima UE”.

Fa piacere, pertanto, che alcuni segnali di riscontro alle questioni dibattute alla Conferenza delle Parti (COP21) provengano proprio dal nostro paese.

Lo scorso 21 gennaio, infatti, a poco più di un mese dalla fine del summit parigino, l’intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia ha voluto indicare alcune azioni che l’Italia intende intraprendere nell’immediato per fronteggiare il contenimento dei riscaldamento terrestre entro i 2 gradi. L’iniziativa: “Il clima dopo Parigi. Le politiche dell’Italia verso la decarbonizzazione”, è stata organizzata nella sala Aldo Moro a Montecitorio, con la partecipazione di vari esponenti politici, specialisti e rappresentanti delle categorie delle imprese.

“Siamo a un punto di svolta cruciale verso un cambiamento che non ammette più ripensamenti - ha commentato Stella Bianchi, Presidente dell’integruppo Globe Italia - Lo storico accordo di Parigi chiama ogni paese aderente a serie e strutturate politiche di decarbonizzazione che per l’Italia rientrano anche in un impegno UE a ridurre dell’80% le emissioni di Co2 rispetto al 1990. È una grande opportunità per il nostro paese, per investire in efficienza, in rinnovabili, in mobilità sostenibile, in riconversione dell’industria pesante verso un’economia più a misura d’ambiente, ma anche più forte e competitiva”.

Sono quattro i pacchetti di intervento immediati proposti in quella sede per indirizzare gli investimenti privati alla lotta ai cambiamenti climatici:

- Efficienza energetica, in particolare con l’estensione dell’ecobonus ai condomini e agli alloggi di edilizia residenziale pubblica in modo da promuovere interventi su interi edifici e quartieri ed ottenere così riduzioni di consumi intorno al 60 - 70%.

- Ulteriore sviluppo delle rinnovabili proseguendo nella dismissione delle centrali termoelettriche meno efficienti e chiudendo o riconvertendo le centrali a carbone, da sottoporre comunque a stringenti limiti di emissione.

- Favorire politiche industriali di incentivo a tecnologie e attività a bassissimo impatto di carbonio, sostenendo anche la ricerca (la riconversione dell’Ilva può essere in questo caso una grande opportunità).

- Incentivare la mobilità sostenibile, favorendo l’uso dell’auto elettrica proseguendo con il piano per le infrastrutture dedicate.

In merito a questa significativa iniziativa italiana successiva al summit parigino sul sito Askanews (Roma, 21 gennaio 2016) si legge: “La lotta al cambiamento climatico può valere un punto e mezzo di crescita del Pil italiano. A trarne vantaggio saranno anche il sistema economico e le aziende private, oltre che la salute dei cittadini e dell’ambiente. Ma perché si avvii un processo di decarbonizzazione che sia anche volano dell’economia italiana, occorre continuare nelle politiche di incentivazione dell’efficienza energetica, delle rinnovabili e della mobilità sostenibile, avviando contemporaneamente politiche industriali innovative già a partire da casi emblematici come l’Ilva di Taranto”.

Riguardo alle riduzioni di scala delle attività economiche, tanto invocate dall’ecologia profonda per la salvaguardia del pianeta, possiamo concludere con quanto lo scomparso Edward Goldsmith riferì nel suo ntervento al Meeting “A new global vision. Salute: diritto universale” tenutosi a San Rossore 2005 (Pisa, 14 e 15 luglio): “Si dice che per salvare il nostro pianeta dobbiamo cambiare completamente tendenza, anche se sono convinto che, molte persone qui oggi, non saranno d’accordo con quest’affermazione. Personalmente credo che si debba creare un tipo di società che minimizzi l’utilizzo del combustibile fossile e aumenti la protezione ambientale. Il solo tipo di società in grado di soddisfare queste condizioni è una società comunitaria in cui le attività economiche siano condotte su scala più ridotta, occupandosi principalmente dei mercati locali e regionali. La vita in una simile società potrebbe fondamentalmente soddisfare i bisogni sociali e spirituali dell’essere umano in una maniera che la nostra società, mostruosamente industrializzata e globalizzata, non potrà mai fare.

La domanda, ovviamente, è cosa possiamo fare?”

Italo Carrarini

 

L'ESPERTO RISPONDE

PROROGATE LE DETRAZIONI AL 65%

L’ultima legge di stabilità ha prorogato le detrazioni fiscali per tutto il 2016, per la riqualificazione energetica dell’immobile, la sua ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Basta solo scegliere cosa rinnovare quest’anno nella propria casa! Vediamo in dettaglio le novità.

Rinnovo detrazioni al 65% Le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica e di adeguamento antisismico degli edifici sono state prorogate fino al 31/12/2016.

Riepiloghiamo quali sono le spese detraibili: - isolamento termico dell’edificio; - sostituzione infissi e persiane; - sostituzione di impianti di climatizzazione invernale; - installazione di pannelli solari termici; - lavori di adeguamento antisismico degli edifici. La detrazione è estesa anche all’acquisto, installazione e messa in opera degli impianti domotici.

Addirittura, per i lavori sulle parti comuni degli edifici, i condomini potranno cedere la loro quota di detrazione alle stesse imprese esecutrici, le cui modalità saranno definite con un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica sono usufruibili anche dagli IACP, Istituti Autonomi Case Popolari, comunque denominati, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Proroga incentivi al 50% La legge di stabilità 2016 ha prorogato fino al 31/12/2016 la detrazione fiscale del 50% sugli interventi di ristrutturazione edilizia.

Resta il tetto massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna immobile e il rimborso in 10 rate annuali.

Sono detraibili le spese per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, lavori di ristrutturazione edilizia, eliminazione delle barriere architettoniche, acquisto e costruzione di box e posti auto pertinenziali, installazione di dispositivi anti-intrusione, riduzione dell’inquinamento acustico, acquisto e installazione di impianti fotovoltaici, messa in sicurezza dal punto di vista sismico, bonifica dall’amianto, installazione di sistemi anti-infortunio.

I pagamenti vanno effettuati con bonifico bancario o postale.

Nella causale bisogna indicare la norma che prevede la detrazione fiscale (DPR 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita Iva della ditta che realizza i lavori.

Nella dichiarazione dei redditi bisogna indicare i dati catastali identificativi dell’immobile.

logo bonus fiscaleNuovo Bonus mobili La legge di stabilità 2016 ha prorogato fino al 31/12/2016 anche il Bonus Mobili, cioè la detrazione del 50% sulle spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica destinati ad arredare un’abitazione sottoposta a ristrutturazione, per una spesa massima di 10.000 euro suddividibile in 10 anni.

Inoltre, alle giovani coppie che acquistano la prima casa sarà riconosciuta una detrazione del 50% delle spese sostenute, dal 01/01/2016 al 31/12/2016, per l’acquisto di mobili per un ammontare complessivo fino a 16.000 euro.

Per richiedere la detrazione non sarà necessario ristrutturare, ma almeno un componente della coppia dovrà avere meno di 35 anni.

Non ci sarà distinzione tra coniugi e coppie di fatto.

Per maggiori informazioni potete consultare sul sito web del giornale: www.lapiazzacastelmadama.com i miei articoli nei numeri di maggio 2013, giugno 2013 e dicembre 2013!

Federico Fratini

ATTUALITA'

IO NON HO PAURA

foto cartoni animati con molestie

Fermati e osserva questa foto, guarda i loro visi, la loro espressione, lo sguardo, la loro visibile tristezza.

Loro sono delle Principesse, ma le Principesse, come siamo abituati a riconoscerle sono sempre sorridenti, hanno i capelli sistemati, lo sguardo fiero, il viso che emana una luce abbagliante, sono lucenti in tutto il loro splendore ed hanno al loro fianco un principe azzurro pronto a difenderle dal mostro cattivo.

Allora perché queste Donne portano sul corpo i segni del mostro? Dov’era quel principe azzurro cui hanno affidato la loro vita, il loro tempo e soprattutto il loro cuore, quando una mano grande e pesante ha percosso la loro anima, tolto loro il sorriso, calpestato la loro dignità frantumando i loro sentimenti? Guarda la foto, osserva attentamente i loro occhi: non c’è più traccia di luce ma solo tanta paura.

Lo sguardo è sconfitto quasi come se si sentissero in colpa, sembra quasi che si vergognino di incrociare lo sguardo di qualcuno.

Tentano di rassicurarti cercando invano di mascherare ciò che è evidente, ma quegli occhi non chiedono altro che aiuto, tremano, occhi che nello stesso momento non hanno più la forza di gridare.

Che cosa nascondono, anzi chi nascondono dietro i loro lividi e i denti stretti, così serrati da non voler far trapelare nessuna emozione che possa tradirle o smascherarle davanti a quella triste verità? In Italia, ogni tre giorni una Donna è vittima di violenza o viene uccisa per mano di un marito, un fidanzato o ex fidanzato di cui si fidavano; viene maltratta da quel principe che amavano e che speravano che cambiasse e che si accorgesse del loro amore, da un uomo che le ha giurato amore con la promessa di creare una famiglia e di non ripetere più gli stessi errori.

Le percosse, i soprusi vengono tristemente consumati dentro quel “castello” che doveva rappresentare per loro il rifugio più sicuro lontano dal drago cattivo, ignare che quel mostro si sarebbe poi tolto i panni del principe azzurro.

Proprio all’interno di quel “castello” da cui spesso è difficile staccarsi si sono consumate le violenze fisiche e psicologiche che in genere presagiscono l’atto più indegno di cui un uomo possa macchiarsi: l’assassinio, in questo caso, il cosiddetto “femminicidio”, una tragedia di fronte la quale nessuno deve voltare la faccia o chiudere gli occhi, un atto orribile collocato tra le violazioni dei diritti umani.

Quale bugia raccontare ai propri amici o colleghi? Come giustificare quei segni visibili? “Ho sbattuto su uno spigolo giocando con mio figlio”, “stavo facendo i servizi di casa e sono scivolata”.

Una donna che nasconde il mostro è una donna che ha una paura incontrollabile, perché prigioniera dei ricatti di un marito, di un compagno o del proprio ex.

Ostaggio di uomini incapaci di amare, che con la parola “amore” e rispetto non hanno nulla a che vedere ma sono solo accecati da un’ingiustificabile, incontrollabile, feroce ossessione o ancor peggio nascondono la propria fragilità usando la forza fisica e psicologica verso una persona che ritengono più debole, rendendola disarmata e isolata.

Le maltrattano, poi pongono fine alla loro vita, vengono arrestati, affermano che la loro intenzione non era quella di ucciderle, che il troppo amore ha scatenato in loro un corto circuito che non hanno saputo controllare o che sono state loro a provocare quell’impeto di rabbia nella loro testa.

Il nostro paese in tema di violenza sulle donne ha mosso da qualche tempo i suoi passi, complici i dati preoccupanti (norme sullo stalking e sul femminicidio) ma le politiche di prevenzione che dovrebbero essere a capo di ogni problema sembrano essere scarse: i centri antiviolenza denunciano una costante mancanza di fondi.

Inaccettabile visto l’incremento di violenza verso le Donne che si sta registrando negli ultimi periodi.

Se manca la prevenzione e l’educazione verso il problema si ha più difficoltà a prevenire una violenza.

Se mancano le basi, difficilmente, una donna avrà il coraggio di uscire fuori dalla vergogna che spesso è quella che trattiene la vittima dall’esporre denuncia e se non si sente protetta fuori dal “castello”, difficilmente uscirà fuori dal silenzio.

Abbassare la guardia su questo tema è un rischio per la società. Non solo il 25 novembre bisogna dire basta alla violenza sulle donne.

Ricordiamoci questo dato: che ogni tre giorni una donna è vittima di violenza.

Un dato a dir poco agghiacciante.

Debora D’Errico

Politica

No ai pregiudizi. Ma ha sempre valore?disegno con varie tipologie famiglie

In questi giorni, stiamo assistendo al dibattito scaturito dal disegno di legge Cirinnà.

Ecco in sintesi cosa prevede la proposta all’esame del Senato.

Il testo Cirinnà disciplina le unioni civili per le coppie omosessuali e la convivenza in genere.

In sostanza crea un nuovo istituto per coppie dello stesso sesso, «avvicina » le unioni gay al matrimonio introducendole direttamente nel codice civile.

ADOZIONI: il testo Cirinnà estende alle unioni civili la cosiddetta stepchild adoption, ossia l’adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, prevista dall’articolo 44 della legge sulle adozioni. Nessuna modifica al testo sulla fecondazione assistita.

COSTITUZIONE UNIONE CIVILE: nel testo Cirinnà si sottoscrive di fronte a un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni e viene iscritta in un registro comunale. È certificata da un documento che attesti la costituzione dell’unione e che deve contenere: dati anagrafici; regime patrimoniale; residenza. Si può scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottare entrambi i cognomi.

CAUSE IMPEDITIVE: l’unione civile non potrà essere realizzata se una delle parti: è ancora sposato; è un minore, salvo apposita autorizzazione; ha un’interdizione per infermità mentale; ha un legame di parentela; è stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra. REGIME GIURIDICO: per quanto riguarda il regime giuridico ovvero diritti e doveri reciproci, figli, residenza, concorso negli oneri, abusi familiari, interdizione, scioglimento dell’unione nel testo Cirinnà si applicano gli articoli del codice civile.

RECIPROCA ASSISTENZA: il testo Cirinnà riconosce alla coppia diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate.

Il punto sul quale vorrei focalizzare l’attenzione è quello relativo alle adozioni, ponendo in rassegna la riflessione di spiccate personalità in ambito psicologico, al di la del mio giudizio personale.

In un intervista al Corriere della sera, Silvia Vegetti Finzi, importante psicologa italiana, docente di Psicologia Dinamica presso l’Università di Pavia - membro del Comitato Nazionale di Bioetica e dell’Osservatorio Permanente sull’infanzia e l’adolescenza - ha giudicato «quanto mai opportuno l’invito che Ernesto Galli della Loggia rivolge agli psicoanalisti perché non temano di far sentire la loro opinione» e ha voluto esplicitamente fare riferimento a Sigmund Freud, il quale, era decisamente contrario al comportamento sessuale.

Il padre della psicanalisi definisce l’Edipo “l’architrave dell’inconscio”, cioè «il triangolo che connette padre, madre e figlio. Entro le sue coordinate si svolgono i rapporti inconsci erotici e aggressivi, animati dall’onnipotenza Principio di piacere, “voglio tutto subito”, che coinvolgono i suoi vertici. Per ogni nuovo nato il primo oggetto d’amore è la madre ma si tratta di un possesso sbarrato dal divieto dell’incesto, la Legge non scritta di ogni società».

La rivalità con il padre, nell’immaginario, è automatica e termina per due motivi: «per il timore della castrazione, la minaccia di perdere il simbolo dell’Io, e per l’obiettivo riconoscimento della insuperabile superiorità paterna. Non potendo competere col padre, il bambino s’identifica con lui e sceglie come oggetto d’amore, non già la madre, ma la donna che le succederà».

Attraverso questo gioco delle parti, dunque, il figlio riesce a prendere «il posto che gli compete nella geometria della famiglia, assume una identità maschile e si orienta ad amare, a suo tempo, una partner femminile. Tralascio qui il percorso delle bambine, troppo complesso per ridurlo a mera specularità. Ma già quello maschile è sufficiente a mostrare come l’identità sessuale si affermi, non in astratto, ma attraverso una “messa in situazione” dei ruoli e delle funzioni che impegna tanto la psiche quanto il corpo dei suoi attori».

Noi non abbiamo un corpo, ma siamo il nostro corpo dice, come dice Merleau Ponty, e «non è irrilevante che esso sia maschile o femminile e che il figlio di una coppia omosessuale non possa confrontarsi, nella definizione di sé, con il problema della differenza sessuale. La psicoanalisi non è una morale e non formula né comandamenti né anatemi ma, in quanto assume una logica non individuale ma relazionale, mi sembra particolarmente idonea a dar voce a chi, non essendo ancora nato, potrà fruire soltanto dei diritti che noi vorremo concedergli».

Contrariamente alla psicologa Vegetti Finzi si è posto lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro.

Ha infatti sostenuto che i buoni genitori non sarebbero tali sulla base del loro orientamento sessuale, ma sul clima e l’attenzione che, di fatto, distinguono una buona famiglia da una che non lo è. In realtà Vegetti Finzi non ha affatto affermato che il problema sia o non sia la “bontà” dei genitori, ma ha basato il suo ragionamento sul complesso di Edipo e dell’impossibilità per due genitori dello stesso sesso di interrompere tale processo permettendo al figlio di acquisire una propria identità all’interno della famiglia.

Anche con tutta la buona volontà che possono metterci, i “genitori dello stesso sesso” sono innanzitutto impossibilitati ad essere i genitori biologici del bambino e in secondo tempo impossibilitati a far confrontare il bambino con la differenza sessuale.

La nostra riflessione non può non considerare cosa la storia della psicoanalisi ci dice sullo sviluppo della sessualità, quali sono i meccanismi necessari al rendere completo il processo di identità di un individuo.

Gioia Fabiani

 

Ricette

copertina libro ricette

 

Entriamo in casa dei nostri nonni e dei nostri genitori...
dal mio libro “Ricette e Ricordi”
a cura di Maria Sistina Censi

alcune ricette (segue dal mese di Gennaio)

 

 

 

 

 

“VANCiALE” foto guanciale

• “Vanciale”: il guanciale era la parte della guancia del maiale, questa veniva condita con il sale, il pepe ed il peperoncino e poi era appesa per farla asciugare. 

Si utilizzava, durante l’anno, a fette sulla brace o in padella (come la pancetta) oppure a pezzetti per condire la pasta in bianco o con il sugo.

Molto appetitosa era la pasta in bianco condita con asparagi e dadini di “vanciale”.

 

 

 

• “Zazicchie de ciccia”: salsicce fatte con pezzi di carne presi da varie parti del maiale, a volte anche con le “spalle rotte” cioè con le cosce anteriori. Si tagliava lafoto salciccia carne a mano, si condiva con il sale, il pepe ed il peperoncino, qualcuno vi spruzzava anche del vino rosso.

Gli ingredienti venivano amalgamati e, con alcuni pezzetti, si faceva la prova per verificarne il gusto mettendoli in una padella a cuocere sul fuoco. Tutti i presenti dovevano assaggiare e fare un commento ed eventualmente si apportavano delle modifiche al condimento. Poi si insaccavano nei budelli dell’intestino del maiale (naturalmente ben lavati).

Le salsicce erano lasciate a lunghi pezzi e si facevano asciugare appese su bastoni in cucina vicino al camino in seguito venivano spostate in un luogo meno caldo.

Il loro profumo invadeva per giorni e giorni le abitazioni. Le salsicce si mangiavano:

1. crude a rondelle

2. cotte allo spiedo

3. sulla brace alla griglia

4. a pezzetti nelle frittate

5. a pezzi grossi nel sugo (ottimi per la polenta)

Venivano conservate immerse nell’olio in barattoli o ricoperte di strutto (per fortuna oggi ci sono le attrezzature per il so ttovuoto ed i congelatori in modo che il sapore delle salsicce resti intatto).

• “Zampi”: erano i piedi del maiale. foto zamponi maiale

Anche questi venivano utilizzati, una volta puliti dai peli, si salavano e si cucinavano quando si voleva:

1. semplicemente bolliti e conditi con aglio e altre erbe aromatiche aggiungendo, a piacere, un filo di olio

2. bolliti a pezzi e poi uniti ai sughi con le patate o con i fagioli.

• “Cutiche”: le cotiche venivano ripulite dal grasso e dai peli del maiale. Una parte delle cotiche era utilizzata per fare la coppa, la maggior parte veniva tagliata a strisce e salata, dopo qualche giorno veniva condita con aglio, peperoncino o pepe e a volte anche con del prezzemolo, le strisce venivano arrotolate e conservate in un luogo fresco. Le “cutiche” venivano utilizzate nei sughi per la polenta e, famosi sono ancora oggi, i “fazoli co le cutiche”.

• “Feracchiatu”: il sanguinaccio veniva fatto con il sangue del maiale, si condiva il sangue liquido con pezzetti di grasso, sale e peperoncino. In alcune famiglie si aggiungeva dell’uva appassita. Il sangue ancora liquido veniva poi messo nei budelli dell’intestino-colon dell’animale tagliato a pezzi lunghi circa quindici centimetri. Le estremità dei budelli veniva chiusa da uno spago, si formava così una specie di borsetta che veniva appesa ad un bastone e questo veniva poggiato sul caldaio nella cui acqua bollente si immergevano i “feracchiati”. I sanguinacci venivano consumati in vari modi:

1. tagliati a fette non troppo sottili e messi in padella su un filo d’olio, venivano cotti girandoli più volte. In questo modo si formava una “crosticina” sotto e sanguinacciosopra mentre l’interno restava morbido.

2. spezzati e cotti nel sugo per condire la polenta. 3. tagliati a fette e messi in una padella, dove vi era già una cipolla appassita, con della “conserva” o passata di pomodoro.

 Quando ero bambina mi piacevano tanto i sanguinacci cotti nel primo modo di cottura su indicato.

Una famiglia, che conosco bene, ancora alleva il maiale per consumarlo in casa, prepara anche i sanguinacci ed ogni anno me ne regala uno facendomi cosa gradita.

Sinceramente ricordo che mi piacevano poco i “feracchiati” con l’uvetta ma quelli tradizionali avevano per me un gusto speciale e lo hanno ancora.

• “Pili”: setole del maiale.

Le signore intervistate mi hanno raccontato che anticamente molti uomini realizzavano i pennelli per fare la barba con i peli dei maiali legati con uno spago.

Il maiale si allevava, si alimentava, si spezzava, si salava, si condiva, si lavorava e si conservava certamente con molta fatica ma era una “cassaforte di cibo”!!!

Con il maiale e le sue lavorazioni è l’ultima volta che vi ho fatto rientrare nella casa dei nonni.

Spero che questa esperienza vi sia stata gradita e vi ricordo che il mio libro “Ricette e Ricordi” è ancora disponibile pertanto chi ne volesse una copia può rivolgersi a me.

Maria Sistina Censi

 

Scuola

logo giornalino IC Castel Madama

1 pagina giornalino ic Castel Madama

2 pagina giornalino ic Castel Madama3 pagina giornalino ic Castel Madama4 pagina giornalino ic Castel Madama4

 

 

 

Vicovaro

OGGI PARLANO I BAMBINI

LA NOSTRA INIZIATIVA SULLA GIORNATA DELLA MEMORIA prevede un viaggio nel tempo passato miscelato con l’attuale realtà, due dimensioni a confronto,giornata memoria vicovaro differenti seppur unite, l’una susseguente all’altra, l’una tramandata e spesso dimenticata, seppur impressa nell’altra, radicata in un remoto angolo del cuore di ognuno di noi.

Mediante una rappresentazione teatrale che riproduce una raccolta di ricordi ambientati nel villaggio di Terezin, a 60 Km da Praga.

Il villaggio, divenuto tristemente famoso poiché fu trasformato in un ghetto dove venivano raggruppati proprio i bambini ebrei prima di essere smistati nei vari campi di sterminio, è il luogo scelto dal quale vogliamo raggiungere lo scopo di superare l’estraneità dell’argomento Shoah rispetto alla storia insegnata nelle classi dei vari ordini e gradi di scuola, e soprattutto per la diversità con cui si presenta rispetto ad ogni altro genocidio o strage che abbia mai avuto luogo sulla Terra.

Attraverso un’intervista ad Enrico Orgitano, direttore artistico e autore della rappresentazione teatrale “Oggi Parliamo Noi” che si è svolta a Mandela, nella Sala Teatro del Comune, il 21 febbraio 2016, possiamo risalire all’origine dell’atmosfera toccante che ha saturato oltre il palcoscenico anche tutta la sala, grazie all’impegno rivolto a voler documentare con originalità ciò che vive dentro le nostre anime, tra passato e presente.

E questo grazie alla tangibile collaborazione della Compagnia d’Arte e Cultura Abusiva di Mandela che ha reso possibile l’evento.

Abbiamo incontrato Enrico Orgitano nella sala Tatro del Comune di Mandela, durante la conduzione delle prove della rappresentazione teatrale del gruppo dei 30 bambini e ragazzi di Cineto Romano.

Enrico, raccontaci come è nata l’idea di mettere in scena un argomento così toccante e commovente?

«Ogni volta che si parla di olocausto sono sempre i numeri che spaventano, milioni di persone che hanno dovuto affrontare un destino troppo crudele, ma i numeri messi insieme possono solo dare una vaga idea di ciò che realmente è accaduto. Io personalmente ho avuto la fortuna di conoscere una deportata della quale ricordo solo il nome “Rosaly”, ma non in un posto qualunque, ho incontrato il suo sguardo, ho ascoltato la sua voce davanti un muro di fucilazione nel ghetto ti Terezin nella Repubblica ceca. Era l’anno 1994 quando la mia scuola organizzò una gita a Praga, tutto potevo immaginare tranne che in quella nazione dell’est, sarebbe cambiato il mio modo di pensare, il mio modo di vivere la vita, a soli 18 anni. Ho cercato negli anni successivi di trovare senza nessun risultato, una testimonianza di quella donna che mi aveva sconvolto, ma nello stesso tempo arricchito».

Presentaci i ragazzi che hai diretto per interpretare i personaggi di questo spettacolo dal tema piuttosto impegnativo. «Vorrei presentare così i teatro Oggi parliamo dinoi vicovaroragazzi che fanno parte dello spettacolo, perché hanno dimostrato di aver compreso quanto io tenevo a questa storia. Non ricordo di che colore aveva gli occhi Rosaly, ma da oggi so che erano blu intenso come quelli di Federica. Non ricordo il suono della sua voce, ma da oggi so che era dolce e chiaro come quello di Marina. Non ho mai conosciuto Rahel, Dina, Noa, Sarah, Annet, Rebecca e Samir, ma da oggi so che erano canditi e puri come Giulia, Claudia, Valeria, Cristina, Ilaria, Sara e Daniel. Per mia fortuna non ho mai avuto contatti con un comando tedesco, ma da oggi so che sarebbe stato duro e spietato come lo sono stati Cristian, Jacopo e Carolina. Ricordo invece molto bene la mia classe e il mio proff., la spensieratezza di quei tempi e la grande voglia di vivere, la stessa che ho visto in Gabriele, Nicolò, Francesco, Alessandro, Simone, Marika, Annalisa, Antonio, Lorenzo, Sara e Danilo. Hanno cantano e interpretato Emanuela, Giulia, Ilenia, Luca, Sara e Alessio. Ricordo anche la lucida complicità del proff. la stessa che Alessio ha usato con voi. Ricordo la maestra sull’aereo e Milù grazie a Ilenia. Ma soprattutto ricordo di essere vivo grazie a quell’esperienza e oggi grazie a voi...»

di Laura De Simone Segreteria UNIVERSITÀ TRE ETÀ VICOVARO

 

 

CONFERIMENTO ENCOMI PARTICOLARI AD ALCUNI CITTADINI VICOVARESI

La modifica all’Art. 8 del regolamento comunale per il conferimento di Encomi particolari, ha consentito al sindaco fiorenzo De Simone di consegnare anche quest’anno, gli encomi speciali alle cosiddette eccellenze vicovaresi, cioè personalità anche viventi, che si sono distinte per varie ragioni e in specifici campi.

partecipanti encomi vicovaroLa cerimonia pubblica (presenti le autorità, il vicesindaco Giardini e l’assessore Loredana Rufini) si è tenuta nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Vicovaro, aperta nel mese di gennaio anche alle celebrazioni del Santo protettore del Comune.

Il primo encomio speciale è stato attribuito a Marcello Pecchi, premiato per la sua attività di artigiano e scultore, da anni operante nel territorio. L’artista vicovarese ha donato diverse delle sue opere, anche tratte dal tema della natività, alla parrocchia di San Pietro apostolo. L’encomio infatti lo ha qualificato quale artista e benefattore dell’intera comunità, impegnato anche nella trasmissione delle arti e del mestiere ai giovani che vogliono apprendere i segreti di una professionalità da riscoprire. Marcello Pecchi, supportato dai suoi famigliari, ha portato avanti da sempre, un generoso impegno nel lavoro, nella produzione di beni e nella sua professione come si recita nella motivazione all’encomio.

I figli di Giuseppe Pomponi - presenti le famiglie, i nipoti e il fratello - hanno ricevuto l’encomio postumo. Giuseppe Pomponi, recentemente scomparso, cittadino onorario alla memoria, si è impegnato in significative attività di ricerca storica e documentaristica. Ricordiamo infatti che è autore di una storia di Vicovaro in tre Volumi che ripercorre le antiche origini di questo comune conquistato dagli Equi prima della fondazione di Roma e grazie a ricerche di archivio storico, aveva ripercorso i fatti dell’Eccidio dei “Martiri delle Pratarelle” avvenuto nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale. Fu sua l’intuizione di risalire, fonti storiche alla mano, alla ricerca di Monsieur Louis Domissy, il comandante dell’armata alleata che per primo varcò l’ingresso della Porta Capu al momento della Liberazione del paese dal controllo dei Tedeschi ormai in fuga. Fu lui a prendere contatti con la famiglia di Domissy e nel 1995 il Comune volle attribuire la cittadinanza onoraria al militare ormai anziano, che ricordava con vividezza i fatti dell’epoca. Giuseppe Pomponi era molto legato alle sue origini ed ebbe un esemplare attaccamento verso le istituzioni, la comunità e il territorio di Vicovaro.

Premiato anche Simone frignani per l’attenzione avuta verso Vicovaro e la Valle dell’Aniene, nella realizzazione del cammino di San Benedetto riscoprendo e valorizzando un significativo patrimonio naturale, storico, religioso.

Altro encomio è stato consegnato (materialmente ad Antonio Moltoni, in qualità di presidente dell’Associazione per il Gemellaggio) agli amici di Saint- Cheron, comune a 40 km da Parigi, gemellato con Vicovaro. Gli amici francesi infatti si sono mostrati da subito, - l’associazione infatti risale al 2004 e fu costituita grazie all’impegno di Otello Pucella - così orgogliosi dell’amicizia con i Vicovaresi, che hanno pienamente meritato l’encomio speciale collettivo.

L’ultimo conferimento è stato attribuito al maestro Roberto Proietti e all’Associazione Corale Santa Caecilia di Vicovaro con la seguente motivazione: “per il notevole attaccamento a Vicovaro e per essersi particolarmente distinti in Italia e all’estero, nella divulgazione e valorizzazione della musica polifonica sacra e profana, classica o popolare, per aver promosso in oltre trent’anni di intensa attività, l’immagine e il prestigio di Vicovaro e del suo territorio”. La Corale grazie alla guida di Roberto Proietti, è riuscita a costruire un ampio repertorio che abbraccia la musica sacra e profana e attraverso l’attività concertistica, ripercorre la polifonia con diffusa competenza musicale. Alla cerimonia ufficiale dei conferimenti è seguito un concerto della Corale con repertorio di brani popolari della tradizione regionale. Sono stati eseguiti El grillo è buon cantore di Josquin des Pres; dalla tradizione scozzese Amazing grace; il canto popolare veneto Me compare Giacometo; dalla tradizione dei cori alpini Stelutis alpinis; dall’Abruzzo Vola, vola, vola e il brano campano Luna nova. Dalle “Canzoni di montagna” sono stati eseguiti La montanara e Signore delle cime e infine il concerto si è concluso con due brani della musica popolare romana Stornellata romana nella armonizzazione di Pietropoli e il celebre testo di Garinei e Giovannini, con la musica di Trovajoli Roma, nun fa la stupida stasera.

Maria Pia Napoleoni

 

VI CARNEVALE VICOVARESEfoto carnevale Vicovaro

L’associazione Vicovaro c’è, insieme al Comune ed alla Pro Loco di Vicovaro, ha organizzato, domenica 7 febbraio, la sesta edizione del nuovo Carnevale vicovarese che, di nuovo, si è rivelato un successo.

Il tempo ha retto piuttosto bene e tutto si è potuto svolgere secondo programma, con la partenza dei gruppi mascherati e delle bande dal campo sportivo e la sfilata che ha raggiunto Piazza San Pietro dove, grazie all’accompagnamento musicale di Antonio, si è ballato con gioia e spensieratezza fino a sera.

Qui sotto qualche scatto di cui ringraziamo gli autori Emiliano Ciaglia e Domenico Scardala.

Roberto Bontempi

foto carnevale Vicovaro

foto carnevale Vicovaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foto carnevale Vicovaro

foto carnevale Vicovaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foto carnevale Vicovaro

foto carnevale Vicovaro

foto carnevale Vicovaro

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TIVOLI

Torna... “Tivoli Incontra”Tivoli incontra

A grande richiesta torna di nuovo nella nostra bella cittadina la manifestazione “Tivoli Incontra”, svoltasi già nei passati mesi con enorme successo.

E’ un evento dal grande sapore culturale se solo si pensa che ha già ospitato e ospiterà ancora, da un periodo che va dal 22 gennaio a fino dopo il 15 marzo, artisti appartenenti alla sfera dei grandi nomi sia del mondo della cultura che dello spettacolo italiano come Margherita Buy che ha già debuttato il 22 gennaio, Carlo Verdone per il 24 febbraio, Luca Argentero per il 15 marzo, Piera Degli Esposti, Dario Fo e Paolo Poli per i quali deve essere ancora definita la data dell’incontro.

Gli incontri si svolgono tutti a partire dalle ore 18,00 e l’ingresso è per tutti gratuito naturalmente nel rispetto della priorità acquisita e del numero dei posti presenti in Sala.

Infatti tutti gli incontri si svolgeranno presso la Sala del Trono di Villa D’Este e la manifestazione è stata interamente voluta dall’Assessore alla Cultura Urbano Barberini.

Il costo per tale evento per il Comune di Tivoli non saranno proprio economici; ammonterà infatti a 11.400,00 Euro, compresi i rimborsi dei curatori e degli artisti, l’ospitalità, i trasporti e i parziali costi di stampa dei manifesti pubblicitari.

Ma, a fronte di tutto ciò si può seriamente dire che è una manifestazione davvero entusiasmante, soprattutto per gli appassionati di cinema, che avranno, come me, la possibilità di poter conoscere da vicino attori, come ad esempio Carlo Verdone, che ha accompagnato, con i suoi fims, vari istanti di vita vissuta nel ricordo di simpatiche imitazioni dei suoi svariati personaggi in un periodo scolastico all’insegna di risate ed amicizia.

Veramente una bella occasione … “Quando la… CULTURA RIUNISCE!!”

Valentina Torella

 

UNA CONVENZIONE PER UN SERVIZIO DI GUARDIE AMBIENTALI VOLONTARIEfoto guardie volontari ambientali Tivoli

È stata firmata una convenzione per un servizio di guardie ambientali volontarie a seguito di un avviso per manifestazione di interesse a Tivoli.

Il Responsabile, ispettore eco-ambientale è Marco Dionisi. Un’ottima notizia questa per la Congeav che è stata presente sul territorio controllando e portando la città a un miglioramento molto importante; basti pensare alle PCP e a alla loro presenza su tutto il territorio che hanno migliorato di molto la situazione di degrado che viera nella città.

Se in questi ultimi giorni si sono visti dei problemi sul territorio riferiti al fatto di discariche anche in zone diverse dalle solite e conferimento in non orari non precisi era dovuto proprio al fatto che mancava proprio la convezione.

Questa è una battaglia importante che ha ottenuto una grande vittoria. Su questa convezione abbiamo ascoltato direttamente il Presidente Marco Dionisi che ha rilasciato questa dichiarazione:”

Sono contento di questo, abbiamo lavorato molto sul territorio come volontari e oggi possiamo agire ufficialmente anche facendo multe, anche se vogliamo far capire che il nostro scopo principale non è quello di stare lì a sanzionare chiunque, ma valuteremo i vari casi perché se ci capita per esempio un anziano che sbaglia a differenziare cercheremo di aiutarlo a capire.

Tuttavia il nostro obiettivo è soprattutto quello di educare le persone e soprattutto le aziende al rispetto dell’ambiente, certo se vediamo gente o aziende scaricare senza regole agiremo con le multe e duramente “

Claudia Crocchianti

 

TIVOLI FESTA DI SANT’ANTONIO

foto festa sant'Antonio TivoliTanta gente domenica diciassette gennaio alla festa di Sant’Antonio a Tivoli, organizzata dall’Associazione Amici San Antonio Abate dove sono stati benedetti gli animali che ognuno ha portato all’anfiteatro di Bleso.

Il tutto è iniziato con un corteo con cavalli di ogni razza tra cui frisoni anticipati dalla banda e dal carro con il Santo sopra che è partito dalla conosciuta via Maggiore per poi proseguire a Piazza Rivarola, piazza Palatina, via del Trevio, piazza Santacroce per poi arrivare all’anfiteatro di Bleso dove il prete ha benedetto i cavalli e tutti gli altri animali. Soddisfatto dell’evento l’organizzatore Delio Petrini che ha voluto ribadire l’importanza di questa tradizione e dell’amore verso gli animali.

Felice di questo evento il Sindaco Giuseppe Proietti che ha rilasciato questo commento: “Vorrei che le vostre creature possono vivere un anno gioioso come questo giorno”.

Presente all’evento l’Assessore alla Cultura e Turismo Urbano Barberini che ha detto che gli animali donano molto a coloro che li accudiscono.

Claudia Crocchianti

 

MANIFESTO TIVOLI INCONTRA 20166

 

 

CENTRO SOCIALE ANZIANI

INTESTAZIONE CSA

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NOTIZIE DALLA PRO-LOCO

logo Proloco Castel Madama

 

Visite guidate al Castello orsini Continuano le visite guidate al Castello Orsini.

Per il mese di Febbraio tutti i sabati su prenotazione, mattina o pomeriggio.

Per il mese di Marzo ,salvo altre comunicazioni, le visite si effettueranno con gli stessi orari per il sabato, mentre domenica 14 marzo in mattinata le visite saranno aperte dalle ore 9.30 alle 12.30.

Vi ricordiamo il prezzo di 3 euro/persona.

 

 

volantino corso fotografia proloco Castel MadamaLa Piazza - Febbraio 2016 Articolo oliolive su la Piazza Vorrei esprimere un positivo giudizio nei confronti del sig. Federico Fratini e del suo articolo pubblicato da La Piazza del mese di Gennaio 2016, dal titolo: “oliolive: dove è l’olio?”.

Infatti ritengo lo scritto opportuno e circostanziato nell’analisi dei punti di criticità della festa. Il Sig. Fratini, (persona che tra l’altro non conosco nemmeno di vista) a differenza di quanto è spesso accaduto in passato, non dà vita alla solita polemica sciocca, dai giudizi il più delle volte scontati e dovuti quasi sempre a faziosità nei confronti di questo o quell’organizzatore, ma oltre alla puntuale analisi di cui dicevo prima, propone anche delle alternative e nuove possibilità di rilancio.

Che, penso, qualunque amministratore accorto dovrebbe prendere in considerazione se crede che Oliolive sia una festa da rivalutare.

Considero giusto anche il giudizio dato sulla Sagra delle pere, manifestazione ormai del tutto obsoleta e alla quale come Proloco non parteciperemo più. Comunque vorrei invitare Federico Fratini ad una collaborazione e ad uno scambio di idee a miglioramento e supporto delle varie iniziative.

Alfredo Scardala

 

 

 

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ATTUALITA'

LA NEVE SA DI CURVE

Fino a dieci anni fa pensavo alla neve solo come elemento di disturbo alla mia quotidianità da pendolare.

Vivendo in un paese collinare, gli inverni raramente lasciano dietro di sé scie bianche, e ricordo che in età scolare svegliarmi e trovare i tetti imbiancati mi faceva gioire poiché si rinunciava ad andare a scuola mentre con il passare del tempo, la neve ha rappresentato un ostacolo per spostarsi dal paese.

Poi ho avuto la fortuna, e sottolineo fortuna sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista dell’esperienza, di scoprire la neve come meta di vacanza.

Si una scoperta! a 28 anni mi sono ritrovata a godere di paesaggi liberi, seppur accompagnati dalla presenza di così imponenti montagne.

Salire su una seggiovia e sentire quel vento freddo ma secco che tocca il viso, tutto in un silenzio surreale, sei lì sospesa, sotto solo la neve e il rumore della poltroncina che ti sostiene e che scorre su quei lunghi fili di metallo.

Un solo pensiero: “Ah , meraviglioso. Mi sento libera “.

Dopo quella prima esperienza di vacanza, non ho più rinunciato ad andare sulla neve, facendo appassionare anche mio figlio al sapore della neve.

Imparare a sciare, tenersi in equilibrio e affrontare la paura di ogni discesa, per una come me che non tollerava le pendenze e le altezze.

Tutto cambia e può cambiare.

Ho imparato a sciare, di volta in volta ho acquistato sempre più autonomia.

L’arrivo dello Snowboard.. gli anni scorsi pensavo: “ma no io continuerò a sciare, troppo rischioso stare in piedi su una tavola senza bacchette …”.

Poi tutto cambia e può cambiare.

Quest’anno Daniele inizia la sua esperienza sugli sci, felice ed entusiasta della sua determinazione, meticoloso con la sua attrezzatura e pronto a eseguire tutto ciò che il suo maestro gli consiglia di fare.

Ed io cosa faccio? Nella mia natura sperimento il cambiamento in maniera naturale.

È arrivata l’ora per me di provare a vivere le emozioni di quelle montagne in equilibrio su una tavola.

Affitto lo snowboard.

disegno sciatoreSi apre davanti a me uno nuovo e più esaltate scenario, mi lascio guidare prima dal maestro che sapientemente mi fa dono della tecnica e poi io sola con la tavola, le mie braccia l’asse sulla quale si posa la direzione e giù, non esistono più pendenze, ho solo voglia di scivolare accarezzando la neve ad ogni curva.

Tutto cambia e può cambiare.

Non vorrei smettere più e lo urlo al mio maestro, che dopo aver gustato con me un bombardino nel rifugio mi parla del TELEMARK.

L’entusiasmo con cui lo racconta mi affascina e gli chiedo di continuare a raccontare.… Che sapore ha la neve?

Chi di noi, da bambino, non ha mai provato a mangiare la neve. Un po’ per la sete, ma sicuramente più per la curiosità e la voglia di tenere in bocca quell’elemento che per noi è vita.

Chi, durante una nevicata, non è mai rimasto con il naso all’insù e la bocca aperta con la voglia di sentirla viva la neve.

Ma di cosa sa? Ci ho pensato molte volte e la mia risposta è che la neve sa di curve. Sempre una a destra e una a sinistra, è vero, ma mai una uguale all’altra.

Il Telemark è la curva.

Lo sci a tallone libero, anche chiamato freeheel, ne è la sostanza più pura. Una serie di movimenti che coordinati tra loro permettono di interpretare una curva in maniera armoniosa.

Il Telemark è scoperta, bisogna gestire il corpo nello spazio e nel tempo, ascoltarsi, mantenere l’equilibrio, ma a volte anche perderlo per far qualcosa in più.

Ottimizzare i carichi sugli sci, controllare le rotazioni del corpo e soprattutto pensare che il Telemark è intuizione.

Poco importa se facciamo delle curve larghe o strette, in pista o fuori, nella neve dura e ghiacciata o nella neve fresca, l’importante è che abbiano sapore. C’è poi un momento, o un non momento, in cui il telemarkista sente di essere lui stesso la curva.

Siamo sempre alla ricerca della curva perfetta non pensando che la curva perfetta ce l’abbiamo dentro, la curva perfetta siamo noi.

(istruttori Telemark: Davide Vitella e Stefano Martinello)

 

LA CRISI DEL XXI SECOLO: Giovani disorientati e la perdita di valori

famiglia a tavola con il cellulareLa vera crisi del XXI secolo, tempo di grandi innovazioni scientifiche e tecnologiche, non è quella economica ma una crisi ben più profonda attanaglia quest’epoca, la crisi di valori che trascina l’uomo nell’oblio. Una crisi generazionale, causata dal passaggio da un eccesso ad un altro, dall’avere niente o a dover faticare per avere qualcosa all’avere tutto e subito con facilità.

I giovani d’oggi hanno perso gli antichi valori, non hanno più ideali stabili; mentre nelle epoche precedenti, come quella dei nostri nonni il destino era già scritto soprattutto da un punto di vista lavorativo, oggi la libertà che i giovani hanno li spiazza e da vantaggio si trasforma in difficoltà.

Tale vantaggio diviene smarrimento, perché in realtà nella maggior parte dei casi i giovani di oggi non sanno quello che vogliono e faticano a capirlo, così diventa difficile scegliere il proprio futuro.

La colpa di ciò può essere data alla scuola, alle istituzioni, alla famiglia, al mondo del lavoro, quel lavoro che sembra esser un’utopia per i giovani d’oggi, ma ciò che lega davvero i giovani è il nichilismo, ossia l’assenza di valori, risultato di una società forse troppo evoluta.

I ragazzi sono vittime di un sistema corrotto, del troppo conformismo, di una società che appare ma non è, una società basata sulla finzione dove i giovani ormai sono rinchiusi.

In un’epoca dove lo sviluppo tecnologico è alla base del progresso, vi è una totale mancanza di comunicazione; scriviamo messaggi, postiamo foto, utilizziamo facebook e instagram ma comunicare diventa sempre più difficile.

Dovremmo parlare meno telematicamente e tornare a discutere a quattr’occhi, perchè parlare dietro uno schermo è facile, mentre davanti due occhi vivi, che non possono mentire è molto più difficile!

Il sistema sicuramente ha le sue colpe ma sta a noi avere il coraggio di cambiare e la volontà di tornare a credere in quei valori che i nostri avi avevano ben chiari nelle loro teste!

Torniamo a gridare, a discutere veracemente, a guardarci negli occhi e alziamo lo sguardo da quegli schermi che non fanno altro che alienarci dalla realtà!

Cristina Nonni

social network collage

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STORIA

“ ‘NNE CASA ‘NA CHIRICA RASA O ‘NA FIJA MONICA”

(segue dal mese di Gennaio)ritratto Sebastiano Pifferi

E quando, l’arcivescovo di Sucre, Taborga Santos, richiese come ausiliario Padre Pifferi che il Papa Pio X lo aveva intanto nominato vescovo di Gerico (1905), il Governo Boliviano saputo dell’arrivo di Sebastiano Pifferi concesse senza alcun indugio il nulla osta.

Nel frattempo moriva Taborga prima che Sebastiano Pifferi, partito da Genova via mare per Buenos Aires, raggiungesse Sucre.

Al suo arrivo il Papa lo consacrò Arcivescovo di quest’ultima città (1906).

Ripeto, Pifferi spinto da “vocaciòn ardiente” non solo evangelizzava, ma tentava di educare soprattutto i bambini nei loro comportamenti… era innamorato della terra Boliviana e dei suoi abitanti a tal punto che negli ultimi anni si sentiva cittadino della Bolivia e, senza dare troppa importanza a “l’Arzobispo”, (alla carica di Arcivescovo) girovagò come semplice missionario per le missioni della Regione.

Si racconta che egli dal 1907- al 1909 percorse a piedi o a cavallo, per le sue visite pastorali, più di tremila chilometri per raggiungere i fedeli, le parrocchie, i luoghi impervi sempre con la speranza di portare la buona novella.

Dicevo che il cordoglio, il plauso, le esternazioni di stima per quest’uomo che dedicò la propria vita per le genti boliviane, furono tantissime.. e ritengo di dover citare alcune frasi, che risuonarono nella cattedrale di Sucre tra le innumerevoli orazioni funebri lette in suo onore, le più pregne e autorevoli sia del mondo civile che religioso … Pifferi aveva il sangue castellano ma il suo cuore e la sua vita la consacrò alla Bolivia … … Pifferi spinto da una forza segreta e dalla mano di Dio … si recò in Bolivia… empunando el baston del peregrino e con i sandali del missionario attraversò (en virgines regiones,) boschi e deserti e terre vergini portando la voce di Dio ... tra nomadi, tribù ostiche, incivili ed infedeli … con una sola arma “la Santa Cruz” ed il calore umano … … Pifferi attraversò a piedi o con il somaro tutta la Bolivia insegnando alle genti la fede, la spe ranza, la carità, la fraternità, la pace e... “el culto de la virtud j del amor de bontades, del espiritu humano”

Come dicevamo egli ebbe una intensa vita Pastorale; fu un soldato di Cristo, pieno di abnegazione il cui unico scopo era quello di portare la parola di Dio. La Bolivia deve a Pifferi “Muchos servicios” el ha pagato el tributo de la naturalezza con una muerte santa j edificante ... Pifferi se ha sacrificato poe su rebano (pecorelle) E ciò che suscita veramente amore e devozione nei confronti del nostro è quando saputo della sua dipartita da questa terra … sui giornali viene scritto: anche il vento ha agitato le campane e i rami del bosco e le montagne di eco in eco hanno pianto l’uomo buono … … anche il Mare molto lontano ha fatto sentire la sua voce … Pifferi morendo entra nel coro de los martires j recibe la palma de los justo …

Di lui fu anche detto: dorme el suonno de un justo, ha tenido la mmente de un santo; ha sido nuove tranquillo el paso a la eternitad … obdormivit in domino et consummatus in brevis explevit tempora multa.. Lo unico que mitigaba un tanto nuestro dolor, era la certeza de que habìa muerto santamente …

Il 10 novembre, si celebrarono i solenni funerali nella Chiesa Madre di Sucre dove era presente tutta la comunità francescana ... una celebrazione dove la musica e l’orazione funebre strappò lacrime a tutti i presenti.

ritratto Sebastiano Pifferi 2Sopra la porta della chiesa si leggeva: EN ESTA HORA DE LUTO per la chiesa e per la repubblica, accorrete fedeli cristiani e unite le vostre preghiere e le vostre lacrime per l’anima di Mons. Frate Sebastiano Pifferi dell’ordine dei minori, il quale durante la sua vita fu decoro della famiglia minoritica, gloria fulgida di questo apostolico collegio, splendore della chiesa e pastore vigile di questa arcidiocesi.

SULLA TOMBA DE S.S. ILLUSTRISSIMA FRAY SEBASTIAN PIFFERI quasi fosse un monumento, è scritto: Padre amado! Si es cierto que el cariňo A un detras del sepulcro siempre arde Si es cierto que el crepùsculo de un dìa No muere en las tinieblas de la tarde Que su mirada lànguida oscurece, Sino que el sol que lejos se perdìa Es una nueva aurora que aparece! Nuestro amor al perderse en tu sepulcro Es un nuevo cariňo que amanece! Sobre el cuerpo mortal que se derrumba Cae la pesada losa que lo encìerra Y en que el olvido grabarà en nombre; Pero màs que el olvido y que la tierra Pesarà nuestro amor sobre tu tumba! (Amato padre certamente l’affetto anche dietro un sepolcro, è sempre ardente per te; sicuramente il crepuscolo di un giorno non muore fra le tenebre della sera ne il suo sguardo languido si oscura fino a che il sole si perde in lontananza. È un’aurora nuova che appare! Il nostro amore si sparge sul tuo sepolcro e un nuovo affetto che nasce sul corpo mortale che si decompone. Cade la lapide pesante che lo racchiude e l’oblìo inciderà il suo nome: ma la maggior parte dell’oblìo è che la terra segnerà il nostro amore sulla tua tomba)

Manquirì 5 febbraio -1912. È trascorso il centenario della morte di Pifferi e nessuno forse lo ha ricordarlo nella giusta misura bontà nostra! Sarebbe giusto, bello ed onorevole farlo magari, il prossimo 4 febbraio 1916 nella ricorrenza del 104 anno della morte pubblicando o leggendo brani dei suoi scritti, i suoi diari, in modo particolare le sue illuminate Pastorali; ripercorrendo attraverso una documentazione i luoghi e l’opera che svolse in vita sulla strada della santità.

Ricordiamolo come ebbe a salutarlo Josè Maria Buitrago, della Corte superiore della Bolivia, a conclusione della sua orazione funebre: “Hemos perdito el padre compasivo che nos consolaba” ed io aggiungerei che abbiamo perduto un castellano insigne da non dimenticare.

Alessandro Moreschini

 

 

DANZA

Medaglia d’oro per le ballerine Play - Grande successo per Asd Play al Grand Prix della DanzaPremiazione grand Prix della danza

Si è concluso con quattro medaglie d’oro per PLAY il “II Grand Prix della Danza” del 6/7 febbraio presso il palazzetto dello sport di Velletri.

Le piccole ballerine dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Play sono riuscite ad ottenere un risultato mai raggiunto prima d’ora. Gareggiando in classe D, primo posto Under 15 sia nel Synchro Latin che nel Modern per il gruppo composto da Valentina Iori, Federica Testa, Giulia Ambrili Testi, Angelica Di Pietro e Siria Olivieri; primo posto Under 11 nel Synchro Latin per il gruppo formato da Zoe Innocenti, Mariasole Piersanti e Cristiana Giannacco che hanno sbaragliato in finale 8 gruppi provenienti da tutto il Lazio. Nel Duo Synchro Latin 11/15 anni medaglia d’oro per Zoe Innocenti-Cristiana Giannacco e medaglia d’argento per Siria Olivieri-Valentina Iori che hanno innalzato Play davanti a tutte le altre scuole.

Un palazzetto dello sport strapieno di persone, gli insegnati Play orgogliosi dei loro allievi, i genitori felici e sempre presenti.

partecipanti grand prix danzaTroppe soddisfazioni concentrate in una sola competizione, un risultato difficile da eguagliare ancora, ma le nostre campionesse sono già pronte a ballare nella prossima gara che è prevista nei giorni 19/20 marzo sempre a Velletri.

Le coppie invece affronteranno i campionati Regionali il 6 marzo nelle danze Latine. In palestra continuano le lezioni di ballo di gruppo e di coppia anche per chi non disputa le gare, sia per i bambini, dai tre anni in poi, che per gli adulti insieme agli istruttori Ivo Santolamazza, Desiree Narzisi e Rachele Piersanti.

Va avanti il corso di Musical con Sabrina Alimonti.

La nuova disciplina Super Jump, vista la numerosa richiesta ed un tutto esaurito negli orari già previsti, apre un nuovo corso il lunedì dalle ore 20:00 alle 21:00 sempre con l’istruttore Luigi Enrique Di Luca.

Gli altri corsi di fitness proseguono negli stessi orari: Partecipanti grand prix danza

Total Body la mattina alle ore 09:00 con Ivo,

Zumba alle 15:00 con Luigi Chiari,

Gag alle 19:00 e Soft Gym alle 20:00 con Michela Giacinti.

Dopo la bellissima festa di Carnevale, Play organizza una grande festa con il pranzo di Pasquetta aperto a tutti i soci, parenti e amici.

Per chi fosse interessato a partecipare può contattarci sulla nostra pagina Facebook oppure chiedere informazioni direttamente presso la palestra in via S. Anna 13 C.

Ivo Santolamazza

 

KARATE

Scuola di KARATE SHOTOKAN nella Palestra FIT AND FREE di Tivolikarateka

Nella Scuola di Karate Shotokan della Palestra Fit And Free di Tivoli, diretta dal Maestro Facioni Paolo, numerose sono state le iniziative che hanno visto partecipare gli atleti.

Le Tigri del dojo hanno avuto occasione di cimentarsi in molteplici specialità quali: Kata sincronizzato a squadre (maschile e femminile);

Kata singolo con armi tradizionali;

Tecniche da combattimento;

E per i più piccini, la gare del (Fiocco Rosso).

Primeggiando ovunque, con primi posti e con il premio riservato alla migliore Palestra, hanno rappresentato in pieno le intenzioni del percorso di studio proposto all’interno della Palestra, con: pratica; passione ed impegno.

karatekiAncora vincitori alla gara di coltello (ovviamente simulata), riportando i primi tre podi, in un incontro interstile con scuole diverse.

Lo studio di questa scuola di Karate, lo Shotokan appunto, si propone di istruire alle Arti Marziali di tipo ESCLUSIVAMENTE giapponese, tutti i ragazzi, le ragazze ed i bambini che si avvicinano a tale Disciplina.

Una Scuola dalle origini radicate fortemente nella tradizione, nella filosofia e nella formazione, che punta alla crescita fisica ed introspettiva dell’individuo nella sua pienezza.

Numerosissime risultano essere le iniziative che nel 2016 vedranno protagonisti gli allievi e le allieve del dojo Shotokan di Tivoli: Gare ed incontri a livello europeo; Stage formativi dello Shotokan Karate Do, atti al miglioramento tecnico degli atleti del dojo; Stage multidisciplinari, in compagnia di altri Maestri, con scuole e stili diversi, per uno studio più ampio dedicato a questa arte marziale; Seminari di vario livello, dedicati come previsto dal programma della scuola, allo studio ed alla condivisione della Disciplina; Incontri estivi ed invernali, che porteranno gli atleti del dojo in posti caratteristici, dove tutti insieme praticheranno e miglioreranno le conoscenze applicative del Karate Do.

L’insegnante del corso, il M° Facioni Paolo, nel pieno rispetto dei regolamenti, risulta essere iscritto presso Federazione Internazionale e presso Ente di Promozione del Coni.

Inoltre, ricopre attualmente l’incarico di Segr. reg. Lazio per la MAA, ed ha regolarmente frequentato il corso B.L.S.D. e P.B.L.S.D. ricevendo la qualifica di operatore autorizzato, come richiesto dalle attuali normative in Italia.

L’esperienza pluriennale nel settore delle Arti Marziali che lo ha visto più volte vincitore in varie competizioni, hanno fatto si che prendesse la decisione di dedicarsi all’insegnamento ed alla promozione di questa Scuola nel territorio.

karateki 2

 

Siamo a vostra disposizione per una prova del tutto gratuita e senza alcun impegno, venite pure a trovarci a Tivoli in Via Empolitana 120/D, saremo lieti di condividere con voi questa secolare Disciplina.

Troverete personale qualificato ed autorizzato, pronto a rispondere alle vostre domande e/o curiosità in merito a questa arte marziale; i corsi sono attivi tutta la settimana con orari pomeridiani e serali, prefestivi inclusi.

Marco Caputi 

 

 

 

PALLAVOLO

UNA INNOVAZIONE PER LA PALLAVOLO

L’ADGS Castel Madama Volley prosegue nel suo percorso d’innovazione, a febbraio è stato ufficializzato l’accordo, per la gestione dell’immagine dell’associazione,squadra femminile castel madama volley con una delle più importanti società di comunicazione sportiva nel panorama nazionale; la società che si occuperà dell’immagine della nostra associazione per i prossimi anni è GET SPORT MEDIA, che attualmente gestisce l’immagine di campioni come Ivan Zaytsev, il miglior giocatore italiano di pallavolo in circolazione e Valentina Arrighetti Capitano della nazionale Femminile!

Per la nostra associazione questo è un ulteriore passo in avanti nel percorso di crescita intrapreso ormai 3 anni fa! Sul campo le cose non vanno nel modo migliore, continuiamo ad alternare buone prestazioni, a gare che lasciano l’amaro in bocca! La 1° div. maschile alla ripresa, dopo la pausa natalizia, affronta a Castel Madama la capolista Ascor Volley e disputa una gara spettacolare per tenacia e carattere, mettendo da subito in difficoltà gli avversari che non riuscendo a trovare buone soluzioni d’attacco, sbattono molto spesso contro il nostro muro, perdendo di convinzione! La gara termina 3/1 per i nostri, con Pierucci Daniele migliore in campo, ma con una bella prova corale di tutta la squadra!

La settimana seguente, giochiamo in trasferta contro Sempione, con una formazione estremamente rimaneggiata, causa le assenze di Fiocchetti Luca (infortunato) e Iannone Giorgio (problemi muscolari), Luca Chicca torna a banda e giochiamo senza libero, con Simone Marini nel ruolo d’opposto.

Complice anche una palestra estremamente fredda e l’affiatamento che latita visti i numerosi cambi, i nostri non entrano mai veramente in gara, perso il 1° set, provano a rientrare nel 2° set, andiamo in vantaggio per 19/15, ma veniamo rimontati e battuti.

Nel 3° set la squadra molla del tutto e torniamo a casa con una prestazione “inadeguata e ingiustificata” anche oltre le assenze! La situazione d’emergenza non rientra del tutto, Iannone non recupera, ma stringe i denti Fiocchetti, che gioca. La gara contro il Verri inizia nel peggiore dei modi, andiamo subito sotto 0/7 nel 1 °set! La squadra reagisce, ma il gap è troppo grande e perdiamo il 1° set! Nel 2° set, trascinati da un Luca Chicca tornato nel ruolo di banda e Lorenzo Vicentini, nel ruolo d’opposto disputiamo una grande grande gara portando a casa 2°set e 3° set! Nel 4° set gli avversari provano a reagire e causa i malanni che tornano a farsi sentire, Fiocchetti deve uscire per un risentimento muscolare, gli subentra Alessandro Marini che dopo una settimana trascorsa con l’influenza non è in buone condizioni, esce anche Vicentini, causa un colpo alla testa; insomma il 4° set viene perso, ma i nostri non demordono e vanno a prendersi il 5° set, con l’aiuto di Fiocchetti e Vicentini, che stringono i denti tornando in campo e fornendo un apporto decisivo!

Questo è lo spirito che vorremmo sempre vedere!

squadra maschile pallavolo castel madamaTermina il girone d’andata e ci fermiamo al 4° posto, in coabitazione con altre due squadre, insomma è ancora tutto aperto, il 3° posto che consente l’accesso ai playoff è distante solo pochi punti! La pausa natalizia, non ha fatto sicuramente bene alla 2° div. Maschile, che viene battuta nettamente in casa dai Lupi di Marte per 0/3, senza lottare e senza mai entrare in campo! La settimana seguente si va a giocare contro la capolista Valsugana, purtroppo la musica non cambia, sconfitta netta per 3/0, ma delle novità ci sono, purtroppo non positive, Christian D’Elia e Fabio Di Giovanni, s’infortunano e Daniele Chicca viene messo fuori squadra dalla società per condotta non conforme al codice di comportamento interno.

La successiva gara in casa contro Tiburtina 2003, vede “l’esordio” di mister Simone Ricci al palleggio, causata dall’assenza dei due palleggiatori (Chicca e D’elia), si prende anche questa responsabilità, purtroppo le cose non cambiano molto e veniamo sconfitti per 0/3!

Per fortuna riusciamo ad invertire la rotta nella successiva gara contro il temibile Zagarolo, disputiamo una gara combattiva e vinciamo soffrendo per 0/3 fuori casa! Nell’ultima gara del girone d’andata battiamo 3/1 il Tor Lupara, con una buona prova sia di Simone D’Ulizia a banda, che di Ivan Proietti Dante, che nel ruolo d’opposto! Sono iniziati i campionati di 3° divisione, come annunciato nel precedente numero. La 3° div. Maschile capitanata da Andrea Verna e allenata da Marcello Costantini, esordisce contro Volley Formello, la gara è estremamente combattuta, ma alla fine la maggiore esperienza degli ospiti ha la meglio e veniamo sconfitti per 2/3.

Nella seguente gara, giochiamo fuori casa contro la Pro Juventute, i nostri non entrano mai in gara e perdono 3/0. Esordio negativo per la 3 div femminile Rossa contro Zagarolo, capitanata da Emanuela Gori, che nella partita d’esordio parte bene, vincendo facilmente il 1°set, con ampio margine, nel corso del 2°set siamo in vantaggio per 12/17 Emanuela Gori si infortuna al polpaccio entra Martina Faraldi, ma la squadra esce mentalmente dal campo, veniamo rimontate e perdiamo il 2°set.

I successivi set sono una continuazione del 2° set, con le nostre impaurite e senza cattiveria agonistica, una delle peggiori partite mai disputate dalla nostra squadra, con un avversario di basso livello! La gara termina 3/1 per Zagarolo, non basta l’assenza del capitano e leader del gruppo, per giustificare una prestazioni così scadente sul piano tecnico e morale! Nella gara seguente, senza l’infortunata Gori, gioca Martina Faraldi e rientra in gruppo Daisy Zito.

L’avversario non è affatto proibitivo e vinciamo nettamente 3/0, contro il Tibur Volley.

Nella 3° giornata la squadra affronta Marano Equo, il copione è il medesimo della precedente gara, vinciamo 3/0, con una buona prestazione di Mirta Moreschini e Rebecca Giuliani in particolare.

Esordio positivo anche per la 3° div. Femminile Blu capitanata da Benedetta Monti, che batte per 3/0 la Polas San Basilio, con una grande prestazione di tutto il collettivo! Nella 2° giornata andiamo a giocare ad Elis, le nostre ragazze trovano un avversario tosto e competitivo, perdono 3/1, ma giocano bene e dimostrano la grande qualità del lavoro che mister Gabriele Cara sta svolgendo! Nella seguente gara affrontiamo in casa, la formazione forse più forte del campionato, l’Ascor Volley, formata da giocatrici esperte e di talento; le nostre ragazze affrontano la partita a viso aperto, rimangono in partita fino al 2°set, ma alla fine cedono per 0/3, risultato forse poco onesto, almeno un set avremo potuto portarlo a casa!

Nel prossimo numero vi aggiorneremo anche sui campionati giovanili, che vanno avanti molto bene!

Sempre Forza Castello!

Francesco Santolamazza

 

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