2017_01_page40_image7 LaPiazzaWeb lapiazza_heater2

LA PIAZZA ANNO XIV N. 4 APRILE 2017

 Il Torneo Internazionale da Castel Madama ad Oudenaarde

 

2017 04 001

Il numero di Aprile sarà reperibile presso i soliti punti distribuzione a partire dalla fine di Aprile 2017.

 

Download per gli abbonati
Download disponibile 
per gli abbonati

 

 

 

 

Il bilancio in ritardo del 2017

Accanto alle delibere delle tasse e dei tributi, di cui diamo conto in altro articolo, proviamo a parlare del bilancio comunale 2017.

Cominciamo col dire che il titolo dell’articolo non è polemico: è una semplice constatazione che molti comuni non riescono ad approvare nei tempi fissati dal Governo i bilanci comunali.

Non è solo una questione tecnica, derivante dalla riforma contabile che è entrata in vigore lo scorso anno.

La verità è che i Comuni hanno forti difficoltà a mantenere i servizi forniti ai cittadini anno dopo anno, senza tenere molto alte le tasse e le tariffe.

Basta fare un confronto tra i trasferimenti dello Stato nel 2017 rispetto a quelli del 2009, anno d’inizio della crisi economica.

Nel 2017 il Comune di Castel Madama ha un’assegnazione di fondi dallo Stato pari ad Euro 671.858,91, mentre nel 2009 i trasferimenti dello Stato erano pari ad Euro 1.427.776,09.

Questi sono proprio i fondi che servono principalmente alla gestione corrente del Comune, quindi per le spese di personale ed altre spese come servizi sociali, cultura, sport, ecc.

Il bilancio della recente riforma ha riportato in primo piano anche la cassa, mentre per tanti, forse troppi anni, i Comuni hanno pareggiato solo la competenza.

Per capire meglio, la competenza è quella che si scrive nel bilancio di carta, cioè la delibera approvata dal Consiglio Comunale.

La cassa invece è il flusso reale di denaro che passa sul conto corrente comunale di tesoreria.

E di solito tra la competenza e la cassa c’è una forbice che si allarga sempre più.

Come si può vedere anche nel prospetto riassuntivo delle grandi cifre che è stato approvato con la delibera di Giunta n. 44 del 31.03.2017, di approvazione dello schema di bilancio.

Nella voce “anticipazione del tesoriere” le somme iscritte sono 2.278.000,00 circa: ciò vuol dire che il Comune può andare sotto di cassa per questa somma.

BILANCIOE sono ormai tanti anni che il Comune la utilizza, con qualche rara eccezione.

Anche rispetto al ricambio di personale negli ultimi anni c’è stato un sostanziale fermo.

Solo nel 2016 c’è stata un’apertura nelle assunzioni a seguito di pensionamenti per i Comuni inferiori ai 10.000 abitanti, ma solo per il 75% della spesa di chi è andato in pensione l’anno prima. 

Con la delibera di programmazione del fabbisogno del personale, approvata dalla Giunta Comunale con atto n. 43 del 28.03.2017, si è deciso che con la somme dei due pensionamenti del 2016 nel Comune, si prevede l’assunzione di un istruttore contabile categoria C, a quanto pare per un rinforzo all’ufficio ragioneria.

Rispetto alle opere pubbliche si dovrà aspettare l’approvazione del Bilancio in Consiglio, insieme all’elenco delle opere pubbliche, visto che finora questi atti non sono stati ancora approvati.

Ivano Moreschini

 

 

Le principali tariffe e tasse del bilancio di Castel Madama 2017

TARIFFE PER I SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE 2017

I servizi a domanda individuale comprendono i soggiorni anziani, la luce votiva e la Mensa scolastica. Senz’altro quest’ultima è la più importante, e la copertura da parte dei cittadini è stata fissata per una quota del 75% del costo del servizio. La retta della mensa per ogni mese varia a seconda delle fasce di reddito. Per esempio un reddito di oltre Euro 25.000,00 annui, che è la fascia ISEE più alta, comporta una retta mensile di oltre 80 euro.

ALIQUOTE IMU 2017 Le aliquote Imu per il 2017 sono confermate rispetto a quelle del 2016, anche perché la legge nazionale non permetteva aumenti ALIQUOTA BASE 9.6 PER MILLE per le aree edificabili e altri immobili esclusa la prima abitazione 4 PER MILLE aliquota abitazione principale, limitatamente alle cat. catastali A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze (nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle cat. C/2, C/6 e C/7): 4.80 PER MILLE aliquota per gli immobili concessi in uso gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori/ figli) che le utilizzano come abitazione principale e relative pertinenze (nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle cat. catastali C/2, C/6 e C/7).

ALIQUOTE TASI 2017 La Tasi è un’altra tassa sugli immobili, che serve a coprire a Castel Madama questi servizi, che sono in parte coperti dai trasferimenti dello Stato. Dalla delibera non si capisce il gettito che proviene per questa tassa dai cittadini di Castel Madama. Magari cercheremo di capirlo con il prossimo consuntivo 2016.

TASSE

Sono confermate rispetto al 2016 le aliquote da applicare al tributo per i servizi indivisibili (TASI): Aliquota 0.5 per mille: fabbricati rurali ad uso strumentale di cui al comma 8 dell’articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011; -tutti i fabbricati, aree edificabili e terreni assoggettati ad aliquota IMU dello 0.96%; tutti i fabbricati, aree edificabili e terreni assoggettati ad aliquota IMU dello 0.96%; 2 per mille unità immobiliari adibite ad abitazione principale del soggetto passivo e classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 nonché per le relative pertinenze ed assoggettate ad aliquota IMU del 2,00

 ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF 2017ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF 2017 Sono confermate le aliquote dell’Addizionale Comunale Irpef approvate nel 2016, come si vede qui sotto. L’aliquota è comunque a ridosso dell’aliquota massima, che è pari ad 0,80 x mille.

TARI (ex Bollette Nettezza Urbana) 2017 Le tariffe della Tari, la vecchia bolletta della nettezza urbana, sono state approvate con la delibera di Consiglio Comunale n. 8 del 30 marzo 2017, che ha approvato il piano tariffario. Questo documento riporta i costi che i cittadini debbono coprire con le bollette, attualmente pagabili solo con il modello F24. Ed infatti abbiamo ricevuto un primo acconto da pagare, al quale seguiranno due rate di saldo. Le somme sono suddivise per le utenze domestiche, che devono coprire un costo di Euro 857.257,72, e le utenze non domestiche, che invece coprono una somma di Euro 285.752,57. Le singole bollette domestiche derivano da alcune variabili, come la grandezza dell’immobile, il numero di occupanti la casa, ecc.

Ivano Moreschini

 

 

 

Città dello sport di Tivoli: il Consiglio di Stato dà ragione al Comunecittasport

La gara per l’affidamento della gestione della Città dello sport di Tivoli è definitivamente annullata.

Il Consiglio di Stato infatti, con una sentenza pubblicata il 13 marzo 2017 ha respinto il ricorso proposto dalla Ss.Lazio Nuoto nei confronti della sentenza del Tar Lazio Roma, Sezione II Bis n. 04192/2016.

Tale sentenza infatti confermava la legittimità della determinazione dirigenziale nr. 1497/2015 di annullamento della gara che permetteva alla SS Lazio Nuoto di gestire tutti gli impianti della Città dello Sport.

In realtà la SS Lazio Nuoto non aveva mai accettato la consegna del campo sportivo e della pista di atletica, e neanche del Palazzetto dello Sport, ritenendo troppo onerose le manutenzioni straordinarie da fare per il funzionamento di tali impianti.

Aveva invece messo in condizioni di operare, e successivamente gestito con successo, la piscina finanziata a suo tempo con i soldi dei Mondiali di nuoto 2009.

Cosa succederà adesso agli impianti della Città dello Sport di Tivoli?

Per quello che riguarda la piscina, per adesso tutto si sta svolgendo come sempre.

Gli impianti sono sempre pieni di corsi di nuoto, e si spera che lo siano anche nella prossima stagione natatoria.

Per quello che riguarda invece il campo sportivo “Olindo Galli” e la relativa pista di atletica, vi è stato un avviso pubblico per l’affidamento della gestione pubblicato nel giugno 2016, che ha portato alla riapertura dell’impianto.

Ciò ovviamente entra in contraddizione con il contenzioso di cui abbiamo parlato sopra e che era ancora in corso, visto che le contestazioni alla SS. Lazio Nuoto riguardavano proprio la mancata presa in carico anche del campo sportivo medesimo.

Nei commenti comparsi sui giornali locali, nonchè sul sito del Comune di Tivoli, il Consigliere del Sindaco per lo sport, Alessandro Baldacci, ha dichiarato che bisogna accelerare sulla costituzione della Fondazione dello Sport, un’idea che era stata lanciata con un convegno nel luglio del 2016, ma che a quanto pare non ha avuto ancora seguito.

Nel frattempo, la gestione dovrebbe passare all’ASA (Azienda Speciale Ambiente).

Cercando qualche traccia della Fondazione dello Sport, l’atto amministrativo più recente che abbiamo trovato sul sito comunale di Tivoli in merito riguarda una deliberazione di Consiglio Comunale del 1 febbraio 2017. In tale delibera si discute una mozione proposta dal consigliere Petrini Alessandro, che chiedeva il distacco delle utenze all’impianto natatorio in ragione del fatto che il mancato pagamento dell’affitto della Piscina e delle bollette dell’energia elettrica da parte della SS Lazio Nuoto ammontava a oltre un milione di euro dal 2012 al 2016.

cittasport1La mozione però è stata ritirata, dopo ampia discusssione.

In conclusione, al di là dell’esito dei ricorsi alla Giustizia amministrativa, con i loro vinti e vincitori, l’attenzione degli sportivi è sempre sul funzionamento futuro degli impianti, che allo stato attuale non garantisce alcuna certezza, viste le varie ipotesi in campo.

Per quello che riguarda il nuoto, però, sarebbe bene considerare che la piscina gestita dalla SS Lazio Nuoto è riuscita ad arrivare a circa mille utenti, forse anche per il marchio prestigioso che ha attitrato molte famiglie.

Non è neanche da sottovalutare inoltre che la SS Pallanuoto Lazio, che milita nella serie A nazionale, viene spesso ad allenarsi a Tivoli, con atleti quindi in grado di fungere da modello per i tanti ragazzi appassionati di questo Sport.

Auspichiamo che qualsiasi cambiamento si voglia fare, sia all’altezza di quello che c’è già.

Ivano Moreschini

 

 

 

Amministrazione

PICCOLE PERLE DAL CONSIGLIO

foto slot machineNel consiglio comunale del 30 marzo 2017 è stato approvato all’unanimità un emendamento, presentato dal nostro gruppo consiliare “Tutta un’altra storia”, importante per il problema personale, familiare e sociale che rappresenta la ludopatia.

Tale emendamento consente una riduzione del 20% della TARI per tutti i bar del paese che non hanno, oppure decidono di eliminare, i video poker e le slot machine.

Questa scelta vuole essere un segnale e uno stimolo alla lotta alla ludopatia, che si è trasformata nel corso degli anni in un problema che colpisce spesso le fasce più deboli della popolazione.

Auspichiamo che gli esercizi commerciali interessati rispondano concretamente all’invito fatto da tutto il consiglio comunale, attraverso anche un aiuto concreto che si traduce in un risparmio sulla tassa sui rifiuti.

Un problema sociale è un problema di tutti, ed è per questo che tale emendamento rappresenta un segnale forte per la comunità castellana.

estratto bilancio comuneTra i tanti punti affrontanti durante il consiglio poniamo l’attenzione su un piccolo particolare che ci è d’obbligo sottolineare; nelle tabelle TARI leggiamo ben 35.000€ sotto la voce “Costo spazzamento meccanizzato”.

Qui la domanda è lecita viste le precedenti affermazioni fatte dalla giunta Pascucci in merito; infatti in data 4 marzo 2017 si leggeva su Facebook che i costi della spazzatrice sarebbero stati pagati con l’azzeramento delle indennità degli amministratori, così non è stato, dunque cari cittadini, la spazzatrice la paghiamo tutti noi con la nostra quota Tari.

La giusta informazione è d’obbligo! Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare attivamente alla vita politica del nostro paese, la “cosa pubblica” è di tutti e solo partecipando possiamo collaborare a rendere migliore ciò che ci circonda.

Pochi minuti per temi importanti quali ad esempio quelli che tratterà il prossimo consiglio comunale sul Bilancio di previsione 2017/2019

Gruppo di Minoranza “Tutta un’altra Storia tuttaaltrastoria

 

 

VIDEOCAMERE AI COLLICELLI

Cari concittadini, negli ultimi giorni sono terminati i lavori per l’installazione delle videocamere nel giardino dei Collicelli, nella scuola elementare e materna di ViaAssessore Matteo Iori della Libertà.

Un circuito chiuso che riprenderà tali zone 24 ore su 24, questo progetto mirato alla sicurezza dei cittadini ed alla tutela del patrimonio vede al momento installate 14 telecamere per un investimento di 9500 euro reso necessario a causa dei ripetuti atti vandalici ed i furti che hanno colpito la scuola ed il giardino di Piazza Dante.

Un obiettivo raggiunto dalla nostra Amministrazione con un lavoro svolto sin dall’insediamento e che ha trovato copertura finanziaria grazie ai risparmi di spesa derivanti dalla riduzione delle indennità di carica del Sindaco, degli Assessori e del Presidente del consiglio, per l’anno 2016.

L’impianto già attivo lo possiamo commentare come azione concreta per fronteggiare il fenomeno dei furti e del vandalismo attraverso un controllo più efficace e puntuale del territorio, mantenendo così gli impegni presi con i cittadini.

Nei prossimi giorni, dopo l’approvazione del bilancio, avremo altre risorse derivanti dal risparmio sempre dell’indennità di carica per l’anno 2017 che saranno investite per ampliare l’impianto di videosorveglianza.

Inoltre il sottoscritto proprio in materia di sicurezza si è attivato presso la Città Metropolitana con una richiesta di finanziamento che vede l’installazione di telecamere al Parco Oudenaarde, al giardino dei Peschioli oltre la realizzazione dell’area per cani e potatura dei pini.

Il mio obiettivo cosi come quello dell’Amministrazione Comunale è quello di riuscire a coprire tutti gli spazi sensibili frequentati dai nostri figli e più in generale da tutti i cittadini installando circa 50 telecamere sul territorio comunale.

foto telecamera collicelli

foto 2 collicelli

 

 

Matteo Iori              

 (Assessore al Patrimonio Comunale)

 

 

 

 

 

 

3

 

 

 

PONTE ARCI

collage foto arci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4

 

 

 

BREVI

RICAMO

 

ASSOCIAZIONE RICAMO CASTELLANO
MOSTRA DI RICAMO CASTELLO ORSINI
SALA BARONALE
7 MAGGIO 2017
MATTINA
DALLE ORE 10 ALLE ORE 13
POMERIGGIO
DALLE ORE 16 ALLE ORE 20

 

 

 

 

CASTEL MADAMA RICORDA IL VICEBRIGADIERE ROSATI
morto 27 anni fa mentre era di pattuglia Il carabiniere era stato ferito da una pistola mentre inseguiva due malviventi a bordo di un motorino.

Gli è stata donata una medaglia al valor civile. Alla ricorrenza presenti la madre e il fratello e rappresentanti dell'Arma.

FOTO COMMEMORAZIONE ROSATI

FOTO COMMEMORAZIONE ROSATI

FOTO COMMEMORAZIONE ROSATI

 

 

 

 

 

 

 

 

FOTO COMMEMORAZIONE ROSATI

 

 

A nome mio e dell’amministrazione comunale tutta... mi congratulo con i giovani calciatori, dirigenti e il Presidente della ASD Procalcio per aver incarnato, ottenendo brillanti risultati i valori di sacrificio, impegno e lealtà sportiva tenendo alto il nome di Castel Madama.

Matteo Iori (Assessore allo Sport)

 

 

 

ATTI UNICI

IANIS

Con la morte di Jannis Kounellis, avvenuta il 16 febbraio scorso a Roma, scompare uno dei maggiori protagonisti
dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Appena ventenne lasciò il porto del Pireo per approdare nel 1956 a Roma,
dove l’eclettico artista greco scelse di vivere e lavorare per dialogare con i grandi del passato, da Masaccio a Caravaggio,
eleggendo il nostro Paese a sua seconda patria. Pur non avendo quasi mai fatto “quadri” in senso stretto si definì
“pittore della tradizione, dotato di logica da pittore”. La sua vicenda artistica resta profondamente legata all’esperienza
dell’Arte Povera, di cui è stato uno degli esponenti più rappresentativi.

Quando sul finire degli anni ’60 iniziai a frequentare il Liceo Artistico di Roma, il panorama artistico tiburtino non era tra i più aperti e pronti ad accogliere i nuovifoto IANIS orientamenti estetici e culturali che sempre più chiaramente venivano delineandosi.

La Tivoli di allora era abitualmente impegnata a replicare quella tradizione pittorica derivata dai ‘vedutisti della campagna romana’ del primo ’900, a loro volta eredi dei numerosi artisti viaggiatori che dal ’500 alla fine del ’700 hanno lasciato opere anche di grande pregio legate alla storia del ‘Grand Tour’, contribuendo alla formazione della nostra immagine di città nella nascente ‘Bell’Italia’.

Sul piano delle arti visive si viveva un clima sostanzialmente immutato, quando poco più che adolescenti subivamo il fascino della semplificazione delle forme e dei colori di Matisse e dei ‘fauves’, della decostruzione prospettica di Picasso e dei ‘cubisti’, della negazione di tutti i valori razionali di Tzara e dei ‘dadaisti’, o dell’enfasi spontanea, automatica e subcosciente di Pollock e degli ‘espressionisti astratti’.

Erano gli anni del ‘boom’, di quel ‘miracolo economico’ latore di crescita illimitata di una società dei consumi che la ‘Pop Art’ aveva incarnato come nuova religione dell’arte e simbolo del capitale.

Erano anche i tempi in cui cominciavo ad accostarmi ai ‘silenzi’ di Marcel Duchamp e di John Cage, gli indiscussi ispiratori delle ardite provocazioni di ‘Fluxus’, network artistico internazionale nato nel 1962 nel quale mi feci piacevolmente coinvolgere come operatore visivo e di ‘mail art’.

Nel frattempo lo spazio della tela era andato sempre più contraendosi dopo i potenti gesti artistici di Lucio Fontana, con i suoi ‘buchi’ e ‘tagli’ compiuti negli anni ’50 su superfici monocrome, o attraverso la smaterializzazione dell’arte messa in atto da Yves Klein, con le sue ‘antropometrie’ e quei ‘luoghi-vuoti’ che formavano figure capaci di produrre intensi effetti percettivi, emotivi e cognitivi. Gesti e luoghi frutto di una nuova concezione dello spazio all’interno dell’opera che concretavano e incorporavano l’arte in quanto tale.

Quando nel 1969 Jannis Kounellis espose dodici cavalli vivi, imbrigliati alle corde come quadri sulle pareti della Galleria L’Attico di Roma, rimasi colpito da quel prorompente vitalismo creativo e da quel modo ideale di presentare la conflittualità tra ‘natura’ e ‘cultura’, relegando l’artista a mero artefice di un’opera che trovava attuazione nell’immediata interazione con il pubblico.

Quel ‘Senza Titolo’ non era solo l’affermazione della vita raccontata in tempo reale, ma anche l’omaggio ad una storia dell’arte che riscattava la ‘natura viva’ da possibili rielaborazioni stilistiche, presentandola come archetipo puro.

Proprio in quell’occasione ebbi modo di conoscere questo sorprendente artista, che non ho mai smesso di ammirare per la sua capacità di fondere tradizione e contemporaneo attraverso la forza primitiva di opere nate come frammenti di scene che coinvolgono emotivamente ed attivamente lo spettatore.

collage opere IANIS

Una frammentazione che si pone in continuità con la scomposizione del soggetto e dello spazio delineato nel 1907 da Picasso in ‘Demoiselles d’Avignon’, caposaldo che per Kounellis rimane un modello creativo di disordine espansivo, segnando l’inizio di un cambiamento epico da inserire all’interno di una generazione di artisti che tra gli anni ’50 e ’60 scoprono i limiti dei confini e dell’ordine, cercando di superarli e reiventarli.

J. Kounellis 1960

J. Kounellis1969

Tra questi Jackson Pollock, vero cuore pulsante dell’arte americana, uno degli artisti preferiti da Kounellis, così come lo fu Joseph Beuys, altro artista che non segue prospettive ciniche e negative (come nella ‘Pop Art’ del non particolarmente amato Andy Warhol), ma l’unità tra arte e vita nel rapporto indissolubile ‘umanità/natura’ che investe la sua stessa persona di arte, e l’arte della sua persona quale parte attiva e trasformatrice della ‘scultura sociale’. Tra gli anni ’60 e ’70 la Galleria L’Attico portò a Roma la cultura del Living Theatre e indimenticabili aperture verso l’India.

Era un centro propulsore animato da figure come Angeli, Bonito Oliva, Calder, Cintoli, De Dominicis, Festa, Fioroni, Mambor, Ontani, Pascali, Schifano, Scialoja e Twombly. Nel 1956, dopo essersi stabilito a Roma, Kounellis inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove, sotto l’influenza del già affermato artista e docente di scenografia Toti Scialoja, avverte l’interesse per l’espressionismo astratto e per l’informale da cui muoverà il suo percorso creativo.

Fin dalle prime opere emerge la propensione all’automatismo gestuale di un’espressività di tipo informale che guarda non solo a Burri, ma anche alle sperimentazioni di Fontana tese ad oltrepassare la superficie bidimensionale del quadro.

L’acquisizione di elementi reali e di uso comune andrà a formare un vocabolario artistico carico di storia e di riferimenti colti che connoterà tutta la sua costruzione artistica, a volte tragica, ma non priva di intensi tratti lirici.

È del 1960 la sua prima mostra nella storica Galleria La Tartaruga condotta da Plinio De Martiis, leggendario scopritore di talenti e promotore di artisti d’avanguardia come Rauschenberg e Twombly. Il titolo della mostra è ‘L’Alfabeto di Kounellis’.

Qui l’attenzione del pittore è rivolta alla giungla urbana di scritte, numeri, frecce e segnali fluttuanti, che privati del loro valore simbolico rimandano ad altri significati. Nonostante abbia dipinto pochi quadri Kounellis si è sempre considerato un pittore sulla scia della tradizione, con un approccio che può essere in qualche modo racchiuso in questa affermazione: “Io sono un pittore della tradizione. La mia è una logica da pittore. Il resto è difficile da definire. Un tempo esisteva un’arte tonale… il pittore era davanti al cavalletto e controllava le tonalità dei colori. Intendo Morandi e gli altri. Era, da un punto di vista poetico, crepuscolare. Era la borghesia che permetteva di vivere queste distanze. Ma il dopoguerra non è più crepuscolare, è molto più drammatico […]”.

J. Kounellis1973 Le sue tonalità diventeranno i cromatismi dell’acciaio e delle fiamme, della fuliggine e del carbone, come J. Kounellis 1969/1982testimonia la ricerca che dalla metà degli anni ’60 lo porterà ad uscire definitivamente dalla rappresentazione tradizionale, evolvendo in favore di un rinnovato interesse per l’espressività della materia giocata sul contrasto tra elementi naturali e materiali industriali.

Il segno di questo spostamento è in quella margherita di ferro con al centro il fuoco, elemento mitico e simbolico per eccellenza generato da una bombola a cannello, a cui seguirà l’immissione del vivente nel contesto artistico.

Lo farà prima con un pappagallo variopinto poggiato su un trespolo all’interno di una tela, poi con quella memorabile esposizione di cavalli legati alle pareti della Galleria L’Attico di Fabio Sargentini, il gallerista che per primo lo portò alla fama internazionale.

Anche se Kounellis è difficilmente inquadrabile dal punto di vista stilistico, il critico Germano Celant individuò nei suoi lavori il ri sultato più compiuto della nascente ‘Arte Povera’, corrente artistica che dalla seconda metà degli anni ’60 si distinse per il rifiuto dei mezzi espressivi tradizionali e l’impiego di materiali poveri, costituita da giovani artisti che realizzarono opere ambientate in luoghi normalmente non deputati all’arte come strade, edifici abbandonati, fabbriche e boschi.

J. Kounellis  1989

 

J. Kounellis 2012

J. Kounellis1987/1988

 Negli anni ’70 il linguaggio dell’artista cambia ulteriormente e le sue opere si arricchiscono di nuovi elementi.

Sono gli anni in cui presenta un musicista mentre suona al pianoforte un brano tratto dal Nabucco di Verdi; gli anni in cui espone una donna nuda con il titolo ‘Motivo Africano’, oppure se stesso con le labbra ricoperte d’oro, e ancora se stesso seduto dietro un tavolo sul quale sono sparsi frammenti di una statua virile antica con un corvo nero impagliato poggiato sul busto, dove l’artista indossa la maschera col volto di Apollo affiancato da un flautista che suona un motivo di Mozart.

Straordinariamente rarefatta e leggera la mostra ‘Le Stanze’ del 1974, dove sempre alla Galleria L’Attico dipinge ogni stanza con un colore diverso, mentre nell’ultima, di un abbagliante ed algido bianco, trova accoglienza una ballerina classica che cela il suo volto.

Nel comporre la sua cifra espressiva, sempre più carica di tensioni rivelatrici del potere alchemico della materia, Kounellis continua ad introdurre nello spazio espositivo elementi e materiali poveri che rimandano sia all’archeologia industriale che al mondo classico.

J. Kounellis 2016 (foto M. A. Sereni)

L’uso di juta e cotone, di legno e carbone, di travi di ferro, pietre e calchi, così come di oggetti quotidiani, prodotti della terra o quarti di bue sanguinanti, contribuiscono a creare sculture e installazioni dall’aspetto solenne e a volte tragico che inducono alla riflessione sul legame tra mondo naturale, sovrastrutture culturali e destini dell’umanità.

L’incessante connessione con la Storia, che lo porta a riflettere sul valore della cultura e dell’essere umano in relazione al progresso, si rivela in questa sua frase: “Sono un vecchio Ulisse senza Itaca innamorato della pesantezza dell’arte”.

I suoi richiami alla classicità, come anima lirica del moderno, sono stati così descritti da Maria Maddalena Monti: “In Kounellis forse troviamo l’espressione più grave e in alcuni casi anche tendente al tragico.La forza della sua poetica scaturisce proprio dal contrasto tra la dimensione umana e originaria della civiltà greca (non dimentichiamo che lui è un greco) e quella disumana e alienata della civiltà industriale.In questa tensione si scatena un dissidio insanabile, che è tragico proprio per l’impossibilità di ricucirlo o di risolverlo in una qualche forma di sintesi”.

Negli anni ’80 l’artista sostituisce alla vitalità del fuoco l’oscura presenza della fuliggine, mentre gli animali vivi cedono il passo a quelli imbalsamati.

A questo periodo risale la grande mostra curata da Gloria Moure tenuta nel 1989 all’Espai Poblenou di Barcellona, dove espone quarti di bue appena macellati agganciati su lastre metalliche e illuminati da lanterne ad olio.

Indimenticabile il documentario (2007) di Ermanno Olmi che lo seguì per un mese realizzando un piccolo ‘film-pedinamento’ con risonanza di immagini che ancora persistono nella memoria del regista, come alla fine di un bellissimo viaggio tra i grandi spazi della Fondazione Arnaldo Pomodoro dove l’artista greco prepara l’allestimento del suo ‘Atto Unico’.

In occasione dell’esposizione inaugurata nel luglio 2016 presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, Kounellis riassume con queste parole il suo intimo rapporto con l’arte: “L’arte è una presentazione e non una rappresentazione. Per me, la mostra è un atto unico: l’occupazione di uno spazio per il tempo di un atto unico, come si dice a teatro. Penso che per le mostre funzioni così. E la capacità dell’artista è quella di avere, o riavere, il protagonista di sempre. Il mio problema è riconsiderare come positiva la rinascita del dramma.

Ecco, questo è il mio problema intellettuale e ideologico”.

Come riportato da Ludovico Pratesi, curatore di quella mostra: “Kounellis ha interpretato la Pescheria come luogo dinamico, dove portare un frammento della città per farne rivivere la memoria all’interno dello spazio…”.

E a proposito di quelle due nuove installazioni Annalisa Filonzi ha scritto: “Con un linguaggio fortemente simbolico e poetico, l’artista recupera materiali che sono tipici delle sue opere - dal cavallo vivo ai cappotti svuotati dell’uomo fino al carbone - che mettono in contrapposizione l’elemento naturale con il manufatto industriale. Sotto i sudari bianchi indoviniamo ingranaggi meccanici e metallici di una realtà produttiva che è diventata un corpo inerte e silenzioso. Anche il rumore delle ruote di ferro sulle rotaie indica che il dramma è ambientato in un’Europa industriale, che racconta uno sviluppo inceppato, destinato a girare, cieco, su se stesso, perché non tiene conto dell’uomo. E così, circolarmente, la storia si ripete, finché l’uomo, dalla storia, scompare”.

J. Kounellis, Parigi, 2016Jannis Kounellis ci ha lasciato, ma resta la sua arte con la sua poeticità tragica e quasi primordiale scaturita dalle contrapposizioni e dai recessi dell’animo umano. Un’arte eroica e universale, fatta di contrasti tra memoria culturale, elementi della natura e oggetti che appartengono alla nostra storia e ai nostri destini. Benché ne dica il critico Vittorio Sgarbi, lo ricorderemo per le sue creazioni irripetibili, strettamente connesse ai luoghi e ai momenti in cui furono realizzate, sempre in aperta polemica con la riproducibilità industriale e con il classicismo accademico di maniera.

Lo ricorderò per le emozioni e gli stimoli che ha saputo darmi, quando agli inizi degli anni ’70 cominciai ad intervenire all’interno di spazi naturali come l’attuale Riserva Naturale di Monte Catillo o a realizzare le prime installazioni come ‘DaiAriaeLume’, ‘Gli Aghi dei Pagliai’ e ‘Di un Prato… un Prato da Camera’ presso gli ambienti del Centro Culturale Arti Visive in Via del Trevio a Tivoli.

Ad artisti come Duchamp e Cage, primi nel secolo scorso “a chiudere e ad aprire contemporaneamente una porta sull’arte”, o come Beuys e Kounellis, evocatori di significati profondi e costruttori di solenni “atti unici”, dobbiamo il sostanziale rinnovamento e ripensamento dell’arte sia sul piano formale che etico. Nel plasmare la struttura sociale nell’unità tra ‘arte’ e ‘vita’ i due maestri dell’arte povera hanno trovato, seppur con forme ed intenzionalità diverse, una sottile e sottesa convergenza espressiva tra ‘presenze’ e ‘assenze’. Grazie alla loro capacità di dilatare i campi d’azione e di attivare le sottili frequenze vitali e creative di ognuno, abbiamo potuto promuovere il quotidiano ad atto artistico.

Da qui il conferimento di nuovo valore e senso estetico che ho inteso dare non solo ai miei viaggi o alle lunghe camminate in montagna, ma anche alle quotidiane pratiche agricole di sussistenza, attraverso quella che lo stesso Beuys definì “una agricoltura intesa come prova di organizzazione operativa” … poiché “non solo il pittore è artista, ma anche il contadino”.

Italo Carrarini

 

 

 

 

locandina spettacolo Centro Sociale Anziani

 5

 

 

 

PRO-LOCO

logo proloco

 

 

Associazione Pro-Loco Castel Madama
GLI ARCHITETTI ITALIANI IN RUSSIA:
CONTATTI, INFLUENZE E RELAZIONI.

 

 

conferenza della prof.ssa Maria Grazia Turco

 Nell’ambito di un approfondimento dei rapporti fra la cultura russa e quella italiana, sabato 1 Aprile si è tenuta l’interessante

La prof.ssa Turco, architetto e docente di Restauro architettonico presso “La Sapienza” di Roma, ha sapientemente illustrato il contributo progettuale e artistico dato dagli architetti italiani nella costruzione in particolare della grande Russia del periodo Neo-classico.

Sono state illustrate e commentate le architetture più significative, i progetti urbanistici, le vite degli architetti e delle situazioni geo-politiche che portarono il governo russo a guardare all’operato italiano.

La scuola italiana, storicamente dotata di grande gusto per le decorazioni, maestria nella gestione degli spazi specialmente nei progetti di vasta scala, attenta sia all’innovazione che al recupero delle tecniche tradizionali, seppe ben conciliarsi con la politica russa, vogliosa di manifestarsi e consacrarsi in campo artistico.

Per approfondire ecco una bibliografia indicata dalla prof. Turco:

ETTORE LO GATTO, Il mito di Pietroburgo. Storia, leggenda, poesia, Milano 2011.

Dal mito al progetto. La cultura architettonica dei maestri italiani e ticinesi nella Russia neoclassica, a cura di L. Tedeschi, N. Navone, Archiv Novogo Vremeni, Akademija Architektury, 2004.

La cultura architettonica italiana in Russia da Caterina II a Alessandro I, Fondazione Archivio del Moderno Mendrisio, a cura di Piervaleriano Angelini, Nicola Navone, Letizia Tedeschi, Mendrisio 2008.

GRIGORY GOLDOVSKY, Gli artisti italiani in Russi, in Ricordo d’Italia, Ministero degli Affari Esteri, Roma 2003, pp. 21-25.

ALESSANDRA LATOUR, DMITRIJ O. ŜVIDKOVSKIJ, Gli architetti italiani in Russia, in I russi e l’Italia, a cura di Vittorio Strada, Milano 1995, pp. 265-275.

Gli architetti italiani a San Pietroburgo, cura di Giampiero Cuppini, Consorzio Università - Città di Bologna, Bologna 1996.

Francesco Pecchi

momenti passione Venerdi Santo

passione Cristo Venerdì Santo

momenti passione venerdì Santo

 

 

 

 

 

 

 

 

crocifissione Cristo6

 

 

 

 ASSOCIAZIONE LILITH

LILITH

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7

 

 

 

SCUOLA

 INTESTAZIONE GIORNALINO SCUOLA

1^ PAGINA GIORNALINO SCUOLA

2^ PAGINA GIORNALINO SCUOLA

 

3^ PAGINA GIORNALINO SCUOLA

4^ PAGINA GIORNALINO SCUOLA

5

 

 

 

VICOVARO

PASSEGGIANDO TRA LE ROVINE UN FINE SETTIMANA TRA ARCHEOLOGIA, NATURA E LETTERATURA

 Una collaborazione ben riuscita tra l’Associazione ‘L’Agrifoglio’ di Marcellina e l’Associazione ‘Cultura Vi.Va.’ di Vicovaro volta alla scoperta e alla promozione degli antichi acquedotti romani siti nel territorio di Vicovaro. ESCURSIONE SUGLI ACQUEDOTTI VICOVARO

La Valle dell’Aniene fu infatti interessata, fin dal III secolo a.C., dalla costruzione di quattro degli undici acquedotti che sopperivano al fabbisogno idrico della Roma repubblicana ed imperiale: l’Anio Vetus, realizzato nel 272 a.C. con il bottino della guerra contro Taranto e Pirro, re dell’Epiro; l’Aqua Marcia costruita nel 144 a.C., la cui acqua era considerata da Plinio il Vecchio ‘un dono fatto all’Urbe dagli dei’; l’Aqua Claudia e l’Anio Novus iniziati da Caligola nel 38 d.C. e terminati da Claudio nel 52 d.C.

La costruzione di un acquedotto implicava una serie di complesse operazioni e coinvolgeva competenze diverse: oltre ad una approfondita conoscenza dell’orografia e della morfologia del territorio da attraversare, erano necessarie specifiche abilità tecniche in ambito idraulico ed edilizio, una capillare organizzazione del cantiere, la gestione dell’indispensabile manodopera, nonché una costante e dispendiosa opera di manutenzione. L’acqua nella mentalità romana, come ricorda Sesto Giulio Frontino nel De Aquaeductu Urbis Romae, non aveva a che fare solo con la pubblica utilità e con l’igiene, ma riguardava soprattutto la sicurezza del popolo romano; si trattava di un elemento così rilevante che la carica di curator aquarum, introdotta nell’11 a.C., apriva la strada alla carriera senatoria e permetteva di raggiungere i livelli più alti del cursus honorum.

L’iniziativa si è svolta in due giornate: sabato 8 aprile presso la biblioteca comunale di Marcellina si è tenuta la conferenza ‘Gli acquedotti romani nel territorio di Vicovaro’ a cura della dott.ssa Sabina Iacovelli, presidente dell’Associazione ‘Cultura Vi.Va.’, che ha illustrato i più significativi resti archeologici di queste straordinarie opere dell’ingegneria idraulica antica; domenica 9 aprile si è integrata la conoscenza teorica sull’argomento con un’escursione lungo i tratti più suggestivi dell’Aqua Marcia, Aqua Claudia e Anio Novus, potendo così toccare con mano la pratica genialità degli antichi Romani.

Punto di partenza dell’itineriario gli Eremi di San Benedetto a San Cosimato, visto lo stretto rapporto che intercorre tra questo affascinante sito di recente ristrutturazione, l’Aqua Marcia e l’Aqua Claudia: infatti, nel loro percorso verso Roma, i due acquedotti superavano la rupe a picco sull’Aniene con delle gallerie sotterranee ancora in parte percorribili.

L’escursione è poi proseguita nei pressi della diga di San Cosimato e della stazione ferroviaria di Vicovaro nella cornice del caratteristico ambiente fluviale.

Altro punto forte della giornata è stata la lettura in più tappe di passi di autori antichi, tra cui Vitruvio e Plinio il Vecchio, da parte di due soci dell’Associazione ‘L’Agrifoglio’ (Ilda Raffaele e Gabriele Lattanzi), riguardanti sia aspetti prettamente tecnici della costruzione e del funzionamento dei giganti dell’acqua, che l’aspetto strettamente poetico con l’episodio della trasformazione di Dafne in alloro decantata da Ovidio nelle Metamorfosi.

Sorprendente la risposta dei soci dell’Associazione L’Agrifoglio, che hanno raggiunto il considerevole numero di settanta partecipanti .

Visto il grande successo dell’iniziativa si auspica di poterla ripetere in futuro e di poter incrementare ulteriormente l’itinerario col progredire della ricerca e dello studio di questi monumenti così grandiosi ma purtroppo per nulla o poco valorizzati.

a cura dell’Associazione ‘Cultura Vi.Va.’

TRENTUNESIMA RIEVOCAZIONE STORICA DELLA PASSIONE DI CRISTO

Si è svolta il 14 aprile, a Vicovaro, la tradizionale rappresentazione in costume della passione, morte e resurrezione di Gesù che vede protagonisti tanti appassionati vicovaresi i quali, dopo aver lavorato diversi mesi per rinnovare nel migliore dei modi questo storico appuntamento, per una sera si trasformano in attori alle prese con tuniche, calzari, mantelli, cavalli e armature d’epoca.

Organizzata dall’Associazione culturale “Venerdì Santo” in collaborazione con la Parrocchia di San Pietro Apostolo e con il patrocinio del Comune di Vicovaro, la manifestazione è giunta alla sua trentunesima edizione.

La parata dei figuranti è partita dalla palestra della scuola media e, attraversando via San Vito, si è diretta verso Piazza San Pietro, splendido scenario per l’ingresso, davvero suggestivo, in Gerusalemme di Gesù, ruolo anche quest’anno magistralmente interpretato da Carlo De Santis.

Proprio nell’ampio spazio della principale piazza del paese, la rappresentazione ha ripercorso tutti i momenti più significativi degli eventi narrati nei Vangeli: il processo davanti al sinedrio, quello davanti al tribunale romano e la successiva condanna; la flagellazione, l’emozionante uscita dalla chiesa di San Pietro di un Gesù coronato di spine e le tre cadute.

Le scene della crocifissione e della resurrezione sono state allestite in località “Conserva”, una zona molto “scenografica” che contribuisce ad emozionare un pubblico ancora una volta numeroso e pronto a scandire con scroscianti applausi le fasi più significative della messa in scena.

La rappresentazione è stata ripresa dagli operatori della Comunicando Leader, l’agenzia di marketing territoriale orientata alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio storico degli enti pubblici che da un po’ di tempo collabora con il Comune di Vicovaro.

Il Comune di Vicovaro, inoltre, considerata la rilevanza culturale e turistica dell’evento, ha manifestato l’intenzione di sostenere l’iscrizione della Rievocazione all’Albo regionale delle “Rievocazioni Storiche” e partecipare, per il futuro, alle risorse ad esse destinate dalla Regione Lazio nel Programma pluriennale degli interventi 2016 – 2018.

Possiamo rivivere un po’ delle emozioni della serata grazie a questi splendidi scatti eseguiti con la consueta maestria da Emiliano Ciaglia che ringraziamo per la consueta disponibilità.

Roberto Bontempi

PASSIONE VENERDI SANTO VICOVARO

PASSIONE VENERDI SANTO VICOVARO

PASSIONE VENERDI SANTO VICOVARO

 

PASSIONE VENERDI SANTO VICOVARO

PASSIONE VENERDI SANTO VICOVAROPASSIONE VENERDI SANTO VICOVARO 

 

 

 

 

 

5

 

 

 

TIVOLI

E... PONTE SARÀ

 Questa la previsione per la conclusione dei lavori per la realizzazione del ponte degli Arci: “Fine 2018”.

Qualche giorno fa a Tivoli, c’è stata l’inaugurazione con le figure di spicco che gravitano intorno a questa grande e necessaria opera: il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’amministratore unico di Astral Spa Antonio Mallamo e il consigliere regionale Marco Vincenzi.

Presente sul cantiere anche Proietti, il Primo Cittadino di Tivoli.

Ha ricordato il consigliere Marco Vincenzi di essere veramente orgogliosi del risultato raggiunto La progettazione è stata avviata dall’Amministrazione Gasbarra alla provincia di Roma con Vincenzi sindaco di Tivoli e proseguita dall’Amministrazione Zingaretti con Vincenzi assessore alla viabilità.

Poi lo stop di 3 anni durante il governo regionale di centrodestra di Renata Polverini. Nel 2013 la svolta, con Zingaretti presidente della Regione e Vincenzi eletto alla Pisana, viene finanziato l’intervento e portata a termine la gara d’appalto.

Ha poi ribaito Vincenzi che il raddoppio del Ponte degli Arci, si inserisce in un ventaglio di grandi opere infrastrutturali progettate e finanziate con oltre 50 milioni di euro dalle Amministrazioni provinciali e regionali di centrosinistra, a partire dal nuovo sistema di svincoli di Ponte Lucano e dal raddoppio di via Tiburtina, che stanno cambiando radicalmente il volto alla mobilità in tutta l’area di Tivoli e del quadrante Nord - est della provincia di Roma.

Per anni il traffico intenso ha interessato la strada provinciale 33a Empolitana, poiché strumento di principale accesso alla viabilità tiburtina. Ci è voluto un investimento di 10,5 milioni di euro da parte della Regione Lazio per mettere su un progetto che ovviasse al problema.

Attualmente i lavori sono in corso e vedono il transito veicolare della Empolitana impegnato in un senso unico alternato. Non di secondaria importanza è la volontà di tutelare e salvaguardare i resti dei tre acquedotti di epoca romana (Anio Vetus, Anio Novus e Aquae Marcia) e del ponte medievale visibili a occhio nudo e dove passavano le auto fino all’inizio dei nuovi lavori.

Si pensa a un restauro conservativo del grande arco dell’Aquae Marcia, danneggiato nel 2014 e la realizzazione di una passerella pedonale che consentirà il transito in sicurezza degli utenti, oltre una migliore fruibilità turistica della zona.

Inoltre, il progetto prevede l’utilizzo di materiali eco-compatibili, secondo criteri di ingegneria naturalistica, nel rispetto del contesto architettonico.

Grande attenzione anche nei materiali scelti per la realizzazione del Ponte degli Arci: struttura mista acciaio-calcestruzzo, travi in corten per un’opera che si sviluppa in 150 metri con una larghezza di 13 metri, comprensiva di marciapiedi e banchine.

Si nota, con molto orgoglio, che ultimamente la nostra Tivoli sta diventando protagonista in numerosi settori; edile, culturale, cinematografico, letterario.

Questo ci rende molto orgogliosi di lei che si sta dando sempre più lustro in tempi certamente non facili… Congratulazioni Superba!!

COLLAGE FOTO PONTE TIVOLI

Valentina Torella

 

 

A TEATRO CON GIOVANNA MORI

con una strepitosa Giovanna Mori che ha incantato, emozionato e fatto sorridere il pubblico presente.SPETTACOLO GIOVANNA MORI TIVOLI

Lo spettacolo è della stessa Mori e Rosa Mascipinto con la collaborazione di Jean-Claude Carriere e la regia di Maurizio Panici e di Argot produzioni.

L’attrice con questo capolavoro ha lanciato un messaggio importante che è quello che nella vita quotidiana faticosa e sempre uguale bisogna staccare e prendersi una pausa.

“Mi lascio” è anche il racconto della protagonista in cerca di un possibile incontro con un lui che fatica a trovare la propria identità.

È una storia che ci riguarda tutti, resa con semplice virtuosismo da Giovanna Mori.

Lo spazio è un luogo altro, una pista circense dove poesia e humor offrono un diverso punto di vista della realtà.

Uno spettacolo sempre in movimento, che ha tenuto il pubblico presente coinvolto in ogni minuto di recitazione, questo il grande pregio di Giovanna Mori.

Claudia Crocchianti

OTTO MARZO AL CENTRO ANZIANI

TEATRO AL CENTRO ANZIANI DI TIVOLIGrande successo mercoledì otto marzo per le attrici del centro Anziani di Tivoli centro e di via Empolitana che hanno presentato presso la sede di via Empolitana lo spettacolo “ Tango clandestino per anime libere” del regista Fabrizio Romagnoli che ha ottenuto grande successo alla prima teatrale del 12 dicembre .

A salire sul palco le attrici Maria Teresa Polito,Lucia Morelli, Paola Polito, Antonietta Rondoni, Maria Antonietta Bitocchi, Marisa Fiasca, Angela Danieli, Anna Mapponi, Maria Pascucci, Loredana Sabbi, Rita Onorati, Maria Antonietta Cacioni, Lea Caponera e Marcella Lanci. Le attrici hanno emozionato moltissimo il pubblico in sala con i vari pezzi recitati.

Teatro e non solo, mercoledì, ma tanta musica, allegria e scritti storici riferiti alle donne del passato lette da un presentatore. Molto divertente anche la parodia finale di un membro del centro che ha recitato in vesti femminili ricordando la donna dei tempi antichi e moderni.

Una sala gremita di gente che si è divertita, emozionata e che ha passato una giornata diversa dalla routine quotidiana e festeggiato la festa della donna in modo differente.

Claudia Crocchianti

ATTUALITA'

OLIO DI PALMA

Si è parlato tanto dell’olio di palma, inizialmente lodando le sue qualità, poi criticando gli effetti ambientali negativi dovuti ai metodi di produzione ed infine FOTO FRUTTI DI PALMApaventando i suoi effetti dannosi sulla salute.

Cerchiamo di far luce sull’argomento riportando i pareri di diversi enti ed associazioni!

04/09/2015 - Consiglio nazionale dei chimici I chimici spiegano che “l’olio di palma ha ottime proprietà tecnologiche, di conservabilità, di qualità, di sapore e anche di prezzo. A livello nutrizionale i valori di questo olio vegetale sono molto simili a quelli del burro. La chiave sta, come sempre, nella misura.”

13/11/2015 - Ministero della Salute Il Ministero della Salute avvisa la “possibile presenza di colorante Sudan IV, vietato in Europa negli alimenti, in olio di palma proveniente dal Ghana via Olanda.”

25/02/2016 - Istituto superiore di sanità L’Istituto di sanità sostiene che “l’olio di palma è un ingrediente largamente impiegato nell’industria alimentare e rappresenta una rilevante fonte di acidi grassi saturi. La letteratura scientifica non riporta l’esistenza di componenti specifiche dell’olio di palma capaci di determinare effetti negativi sulla salute, ma riconduce questi ultimi al suo elevato contenuto di acidi grassi saturi rispetto ad altri grassi alimentari. Evidenze epidemiologiche attribuiscono infatti all’eccesso di acidi grassi saturi nella dieta effetti negativi sulla salute e, in particolare, un aumento del rischio di patologie cardio-vascolari. Per tale ragione, serve contenere il consumo di alimenti apportatori di grassi saturi.”

04/05/2016 - Efsa L’Autorità per la sicurezza alimentare europea (Efsa) afferma che “i contaminanti da processo a base di glicerolo presenti nell’olio di palma, ma anche in altri oli vegetali, nelle margarine e in alcuni prodotti alimentari trasformati, danno adito a potenziali problemi di salute. Le sostanze si formano durante le lavorazioni alimentari, in particolare quando gli oli vegetali vengono raffinati ad alte temperature (circa 200°C). I più elevati livelli di Ge, come pure di 3-Mcpd e 2-Mcpd (compresi gli esteri) sono stati rinvenuti in oli di palma e grassi di palma, seguiti da altri oli e grassi.” Il gruppo di esperti dell’Efsa sui contaminanti nella catena alimentare (Contam) ha spiegato che “ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo (Ge) sia genotossico e cancerogeno”, raccomandando ulteriori ricerche per colmare le lacune nei dati e migliorare le conoscenze sulla tossicità di queste sostanze, in particolare di 2-Mcpd.

11/05/2016 - Dipartimento Alimentazione, nutrizione e salute L’Istituto superiore di sanità ricorda che “non esiste letteratura scientifica che affermi che i grandi consumatori di olio di palma hanno più alto rischio di tumore”, considerando che questi contaminanti si ritrovano anche in molti altri oli vegetali, e in alcuni prodotti alimentari trasformati.

28/07/2016 - Stiftung Warentest L’associazione tedesca dei consumatori, Stiftung Warentest, ha testato 21 delle creme alla nocciola più diffuse, riscontrando che quelle con olio di palma contengono meno contaminanti di quelle che ne sono prive. Il loro suggerimento? Variare le proprie fonti alimentari ed evitare abusi.

22/11/2016 - Greenpeace Greenpeace sottolinea l’importanza della sostenibilità ambientale, infatti per produrre l’olio di palma si disboscano e si incendiano intere foreste, portando alla perdita di biodiversità e minacciando gli ultimi rifugi di tigri ed oranghi, senza contare i danni causati sulla salute dalla densa cappa di cenere e fumo degli incendi, che uccide ogni anno circa 110.000 persone. Naturalmente questo prodotto è un motore importante dell’economia di alcuni paesi del Sud Est Asiatico.

Non bisogna demonizzare ma nemmeno ignorare! Serve fare in modo che le aziende si comportino seriamente, aumentando i controlli su tutta la filiera, per produrre finalmente l’olio di palma nel rispetto dell’ambiente, dei lavoratori e delle comunità locali.

Federico Fratini

 

 

 

CINEMA

SLAM-TUTTO PER UNA RAGAZZALOCANDINA SLAM-TUTTO PER UNA RAGAZZA

Regia di Andrea Molaioli. Un film con Ludovico Tersigni, Barbara Ramella, Jasmine Trinca, Luca Marinelli, Fiorenza Tessari.
Genere Drammatico.

Grande successo domenica dodici marzo al teatrino comunale per lo spettacolo “Mi lascio” 16 anni, l’amore per lo skate e il desiderio di un destino diverso dalla propria famiglia.

Figlio di madre appena 32enne e padre inguaribile furfante, Samuel possiede quel fascino angelico che tanto attrae le coetanee: non fa eccezione Alice, bella e spregiudicata, che immediatamente intuisce nel ragazzo un’aura diversa dagli altri.

S’intuisce fin dalle prime sequenze che il terzo lungometraggio di Andrea Molaioli sia il risultato di un percorso approfondito dentro a quell’infernale paradiso chiamato “adolescenza”.

Innamorarsi della “pariolina” Alice e dunque penetrare un mondo totalmente opposto al proprio assume i toni del triplo salto mortale, quel “900” che Samuel è determinato a praticare sulla pista di skate.

Ma la vita smette di essere un gioco quando i tornanti da scavallare diventano le responsabilità verso una nuova creatura, quale quella che Alice rivela a Samuel di attendere proprio nel giorno del suo 17° compleanno.

Da quel momento la narrazione cambia colore e la struttura del testo arriva ad appoggiarsi alla dimensione dell’incubo, declinata in un misterioso andirivieni temporale di incerta coerenza. In gioco per il ragazzo è la consapevolezza della responsabilità futura e l’eventuale scelta di aderirvi, memore delle diverse “risposte” genitoriali: la madre assumendola, il padre rifiutandola.

Lo sguardo di Molaioli, che trova nel meccanismo di “presa di coscienza” una costante nel proprio cinema, mostra tutta la volontà a restare solidamente agganciato al punto di vista di Samuel, che non solo è un teenager ma è anche uno skater, e quindi si organizza formalmente in continue evoluzioni / rivoluzioni sintattiche come stesse viaggiando sulle montagne russe. Scene drammatiche ma anche piccoli momenti di ilarità grazie all’interpretazione di Luca Marinelli.

Consigliato!!

a cura di Cristina Nonni

OPERE DI RITA AMODEI

DESCRIZIONE OPERE AMODIO

 

ERRATA CORRIGE
In merito alla pubblicazione dell’articolo sui referendum del numero di Marzo del Giornale “La Piazza” precisiamo che, al momento delle decisioni del governo che
annullavano di fatto i referendum, il giornale era già in stampa.

 

 

 

PSICOLOGIA

DIFFICILE PERDONARE

Nella Bibbia il termine greco tradotto “perdonare” significa letteralmente “lasciar andare”. CUORE INFRANTO

Perdonare significa assolvere chi ci ha offeso.

Ma nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni tra pari, nel rapporto coniugale e familiare quanto ci costa perdonare, quale prezzo dobbiamo pagare e quale processo attiviamo per superare la delusione e l’angoscia derivante dalla perdita dell’immagine idealizzata/idealizzante dell’Altro?

Nel tradimento e nell’abbandono facciamo esperienza dell’assenza dell’altro e della dissonanza tra il reale e l’ideale, viene meno il rapporto di fiducia che sostiene il legame affettivo.

Il soggetto che subisce l’evento del tradimento e/o dell’abbandono vive, a livello di coscienza, una dicotomia: perdonare e l’impossibilità di perdonare.

Il perdono non dipende dal pentimento o meno dell’Altro, né dalla preoccupazione di disperdere una storia fatta di ricordi e vissuti.

Il perdono è legato al soggetto, implica un lavoro che ha necessità di tempo per permettere il raccoglimento del soggetto su se stesso.

Non è semplice ma, se è venuta meno la fiducia nei confronti dell’Altro, solo il movimento soggettivo di chi ha subito l’evento traumatico può permettere al legame/patto di essere rinnovato.

Il perdono non cancella le ferite e non si può ripartire sulla base del legame che vi era prima; la soluzione è “rinnovare”, volere una seconda volta l’Altro.

Ma il perdono può anche nascondersi dietro la paura di perdere l’oggetto amato (Freud parlava di “fuga nella guarigione”), o paura della solitudine.

In quest’ultimi casi non si può parlare di un vero e proprio processo del “perdono”; questo avviene in completa solitudine, dove l’assenza dell’Altro deve essere sperimentata per poi riconoscere nuovamente la sua identità e costruire un percorso nuovo.

Difficile potersi pensare soli, anche nella fase di messa in discussione del rapporto/relazione, ma il significato profondo di ciò che è “vivo” può essere colto solo attraverso una elaborazione soggettiva, lontana dalla pressione dell’Altro che vuole recuperare e che si offre al perdono donando la parte positiva di sé.

L’incapacità di ascoltare e sentire le nostre emozioni, di percepirci come individui ci impedisce di fare scelte connesse al desiderio determinando anche nell’evento del tradimento e abbandono un atteggiamento e un pensiero di pseudo- perdono che non genera rinnovamento nella storia.

DETTO

Gioia Fabiani

 

 

 

SALUTE

MODI DI VIVERE NON SEMPRE SANI

 SALUTE

 A cosa è legato il nostro modo di vivere?

Perché si agisce, a volte, in modo dannoso per la propria salute?

Perché si ignorano i rischi in cui si può incorrere o non si conosce un modo più sano di agire?

Il modo di vivere è intimamente legato a valori, priorità, possibilità e limitazioni di specifiche situazioni culturali, sociali ed economiche.

Il modo di vivere proprio a ciascun individuo trae forma dagli effetti che producendosi secondo le interazioni tra individui e la loro coscienza sociale influiscono, condizionandolo, sull’ambiente sociale.

Così i modi di vivere modellati dall’esperienza e dai fattori ambientali non si possono ricondurre a decisioni individualmente prese di evitare o accettare certi rischi in cui può incorrere la salute. Occorre una profonda conoscenza per capire i rapporti tra salute e le componenti di particolari modi di vita.

Molti di questi modi favoriscono la salute, sviluppano il benessere fisico e mentale, proteggono l’individuo dallo stress; altri sono comportamenti potenzialmente pregiudizievoli per la salute.

Quante volte ci siamo chiesti e ci chiediamo perché i fumatori, ad esempio, sanno che il fumo nuoce alla loro salute, e spesso lo sanno anche i ragazzi e gli adolescenti che, nonostante tutto, cominciano lo stesso a fumare.

Abitudini dannose quali il fumo o l’abuso di alcol a volte trovano la loro motivazione nello stress, spesso non sono che abitudini alle quali molte persone si abbandonano per affrontare l’esistenza e facilitare i contatti sociali, ma possono anche simbolizzare alcuni stadi di sviluppo dell’individuo come passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Modelli di integrazione sociale, di comportamenti simbolici e di riduzione delle tensioni vengono acquisiti nell’infanzia e rinforzati durante l’esistenza.

Sono così il riflesso dei modi con i quali organizzano la propria vita quotidiana i membri di una società o di un gruppo. Il modo di vivere è sempre più influenzato dalla politica pubblica e da quella delle imprese che controllano la produzione di beni che promuovono la vendita di prodotti che possono essere nocivi, ne consegue che la possibilità di scegliere modi di vivere sani, e l’incitamento alla scelta dipendono in gran parte dai pubblici poteri che presiedono alla vita socioeconomica della popolazione.

E nonostante i governi si susseguono, e le riforme aumentino e si modifichino, ancora oggi ci ritroviamo nella condizione che chi è socialmente ed economicamente privilegiato ha una ampia possibilità di scelta nella ricerca di sani modi di vivere, mentre i meno favoriti debbono di continuo battersi con i problemi fondamentali dell’esistenza.

Ad ogni modo continueremo a pensare che il lavoro di coloro che riconoscono utile una buona campagna di promozione sociale sia un buon inizio per prevenire stili di vita dannosi per la salute.

Basta pensare che i programmi di promozione di comportamenti sani (alimentazione equilibrata, non fumare, sufficiente attività fisica, buona gestione delle tensioni...) in passato non erano strettamente legati con la formazione di sistemi di valori degli individui, solo negli ultimi anni (ma non in tutti i sistemi) sono stati applicati in giovane età (ad esempio i programmi di sicurezza stradale, i programmi sul ruolo e il funzionamento del corpo nella scuola dell’infanzia e scuola primaria) e quest’ultimo dato potrebbe farci ben sperare.

Gioia Fabiani

 

 

 

MOSTRA

FOTO DI VELERY SHEVTSOV, AL CASTELLO ORSINI

La mostra fotografica che ha avuto luogo nelle sale e nel cortile del Castello Orsini ha presentato l’opera del fotografo russo Valery Shevtsov, una cinquantina di immagini che rievocano luoghi, atmosfere e scene di vita quotidiana nella Russia di oggi.

La mostra che non segue un vero filo logico, mette in evidenza comunque le bellezze architettoniche di chiese dalle strane forme come la cattedrale della “Madonna del segno” un capolavoro di anonimo architetto italiano con la sua forma quadrata e campanile centrale ma anche la cattedrale di San Isacco a San Pietroburgo con la sua cupola dorata e in primo piano una coppia di sposi, così come le stazioni della metropolitana Majakovskaya e Komsomolskaya veri e propri gioielli architettonici e decorativi di quella che a parere di tutti è forse la più bella metropolitana del mondo.

Una costante della mostra sono le immagini dei monasteri sia nei pressi di Mosca che nelle campagne più remote con le chiese dalle cupole a volte dorate a volte colorate, dai campanili di stile tardo barocco racchiusi da un muro di cinta bianco quasi a simboleggiare la purezza di quel luogo.

Abbandonate le linee e le forme di chiese e monasteri gli scatt di Shevstov ci rimandano ai palazzi e fortezze che hanno fatto la storia della Russia e in qualche modo anche la fortuna dei nostri architetti che già dall’anno mille arrivarono in Russia per costruire e decorare palazzi e fortezze tra cui il Cremlino di Mosca e il palazzo d’Inverno di San Pietroburgo.

L’architettura della Russia è molto particolare. Ma è diventata tale grazie alla multisecolare interazione con l’Italia. Senza l’opera dei maestri italiani l’aspetto delle città russe sarebbe, probabilmente, assolutamente diverso da quello che vediamo oggi, come afferma la Professoressa Maria Grazie Turco, (Università la Sapienza Roma), nella conferenza “L’opera degli architetti italiani in Russia, tenutasi nella sala baronale del Castello Orsini

Chiese dalle forme diverse da quelle di influenza architettonica bizantina a quelle della Rus di Kiev, fino ad arrivare al barocco russo dal XIV al XVI secolo per approdare poi, aperta all’occidente e modernizzata con Pietro il Grande durante l’Impero russo al barocco pietrino dei Romanov.

Un viaggio quello del fotografo che ci fa scoprire anche piccole scene di vita quotidiana, come la poesia di un corteo nunziale nel parco Massandria in Crimea o la pesca nel mar Nero o il battesimo in una piccola chiesa di legno in un villaggio remoto oppure il bagno nella sorgente sacra di San Serafino nei pressi di Sarov.

Dai paesaggi naturali assolutamente incontaminati come la Baia di Koktebel in Crimea al vulcano Karadag, ai paesaggi urbani dalle architetture contemporanee della casa della musica sul lungo moscova Ozerkovska.

Anche se l’ordine è sparso risultata comunque sufficiente a viaggiare con la fantasia e farti innamorare di un paese che tanto ha preso dalla cultura occidentale ma tanto ha anche dato al patrimonio mondiale.

La mostra si apre ma potrebbe anche chiudersi con un immagine che rimanda immediatamente alla poesia, il giardino di autunno della casa di campagna di Anton Chekhov, uno dei massimi scrittori russi.

Valery Shevtsov RACCOLTA DI FOTO

 

Rino Sciarretta

 

 

 

ATTUALITA'

SCRITTA ABBRACCI

 

 “Siamo angeli
con un’ala soltanto
e possiamo volare
solo restando abbracciati”

 

Dal 13 al 19 marzo le Scuderie Estensi a Tivoli hanno ospitato la mostra ‘Abbracci’ di Raimodo Luciani, un progetto fotografico che l’autore ha voluto realizzare per sensibilizzare verso le realtà di quanti, più di altri, hanno bisogno del nostro amore.ATTUALITA

Il progetto ha visto protagonisti volontari e disabili del C.I.S. (Centro di Integrazione Sociale - Onlus di Tivoli), attraverso la realizzazione di ritratti professionali in cui un volontario del ‘Centro’ e una delle persone che lo frequentano sono stati fotografati insieme, in un abbraccio nel quale alterità e reciprocità si fondono armoniosamente.

L’intento è quello di scavalcare differenze e diffidenze, evidenziando la relazione umana che si salda in un abbraccio sincero, motivato da un’attenzione esclusiva e da un profondo sentimento di affetto e solidarietà.

Quel che ad alcuni può sembrare marginale, per altri è un grande dono; e immenso è il dono che i volontari del C.I.S. offrono ogni giorno alle persone che frequentano il ‘Centro’, dedicandovi tempo e amore.

Ventiquattro immagini stampate in scala reale poste all’altezza dell’asse ottico che accoglievano ed avvolgevano lo spettatore, dalle quali trasparivano sentimenti di gioia, serenità, solidarietà e tenerezza.

Sentimenti che toccano e si diffondono attraverso le espressioni delle persone ritratte, quasi ad azzerare le disabilità per lasciare spazio all’unificante umana dolcezza dei sorrisi e degli sguardi.

Il continuo afflusso di visitatori ha decretato il successo di questa iniziativa, che con ogni probabilità verrà riproposta in altre sedi espositive.

FOTO CON ABBRACCI

FOTO CON ABBRACCI

FOTO CON ABBRACCI

 

 

 

 

 

 

FOTO CON ABBRACCI

FOTO CON ABBRACCI

FOTO CON ABBRACCI

 

 

 

 

 

 

Il C.I.S., Centro di Integrazione Sociale - Onlus, opera a Tivoli da oltre trent’anni per sostenere e valorizzare le persone affette da disabilità. Il ‘Centro’ ospita abitualmente disabili provenienti dai Comuni di Tivoli, Guidonia, Castel Madama e da altri Comuni della Valle dell’Aniene.
Compito fondamentale del C.I.S. è quello di facilitare l’inserimento sociale del disabile attraverso l’assunzione di un ruolo attivo, per farne emergere le risorse, affinché raggiunga gli auspicabili livelli di autostima, conoscenza e autonomia.
(foto: Raimondo Luciani)

Italo Carrarini

 

 

 GINNASTICA

ANCORA GRANDI SODDISFAZIONI PER L’A.S.D. GINNASTICA VALERIANO SCROCCA

FOTO GINNASTICAFOTO GINNASTICA

Si concludono con la gara di sabato 01 Aprile le fasi regionali del Campionato Individuale Silver 4^ divisione F.G.I., a cui l’A.S.D. Valeriano Scrocca, della Polisportiva Castel Madama ha preso parte con le sue sezioni di ginnastica artistica maschile e femminile.

In ordine cronologico, sono stati prima i nostri ginnasti maschi: Tommaso, Davide, Raul e Francesco (unico assente Antonio a causa di un infortunio) a competere nella seconda prova del campionato suddetto presso il palazzetto dello sport di Montefiascone (VI) il 04 marzo 2017.

La gara è stata sicuramente più impegnativa della precedente prova, visto che era la competizione decisiva per definire gli accessi alle finali nazionali di giugno che si disputeranno a Rimini.

I nostri ginnasti hanno però condotto una gara pulita migliorando tutti i propri punteggi rispetto alla prima prova e Tommaso è riuscito a salire sul gradino più alto del podio nella specialità delle parallele.

Sabato 01 Aprile, invece, è toccato alla sezione femminile scendere in campo nella palestra dell’Eschilo Village (Roma), in una gara cui hanno partecipato circa 280 ginnaste suddivise nelle categorie allieve, junior e senior.

Come la scorsa prova hanno aperto le danze le più piccole: Lavinia e Gaia (cat. A1), Blanca e Veronica (cat. A2). Le nostre ginnastine hanno fatto una buona gara conquistando rispettivamente un 15° e 28° posto su 55 ginnaste e il 29° e 39° su 50 bambine.

FOTO GINNASTENel turno successivo, ancora per la categoria Allieve hanno gareggiato Clarissa, Benedetta e Federica (cat. A4): le prime due hanno conquistato rispettivamente secondo e terzo posto al volteggio, mentre Federica è salita sul gradino più basso del podio alla trave. Anche nella classifica generale si sono ben piazzate: Federica 6° posto, Clarissa 9° e Benedetta il 20°.

Nel pomeriggio sono scese in pedana, invece, Asia e Ludovica per la categoria Junior 2, Claudia nella categoria Senior 1 e Martina nella categoria Senior 2. Anche per loro ottimi risultati: Asia terza al volteggio, Ludovica seconda a corpo libero e Martina prima assoluta. FOTO GINNASTICA

Ci dispiace solo per Claudia che in questa prova non è riuscita ad esprimersi al meglio, ma come diceva qualcuno “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio dall’altruismo e dalla fantasia”.

Attendiamo ora la pubblicazione degli ammessi alle finali nazionali di Rimini, per vedere se qualcuno dei nostri ginnasti vi prenderà parte.

Ilaria Panetta

 

 

 

PALLAVOLO

 EMOZIONI INTENSE...

Lo sport ci dà la possibile di assaporare emozioni intese, uniche quest’anno la nostra 1° Div Maschile ha vissuto una stagione intesa, quasi unica!

Ci eravamo lasciati con la vittoria contro Broccostella, alla vigilia di una gara esterna decisiva contro Praeneste Volley, seconda forza del campionato.

PALLAVOLO FOTO GIOCATOREPer continuare a credere in una difficile rimonta al 3° posto (ultimo valido per i playoff), serve una vittoria, contro una squadra che ha perso una sola gara contro la capolista Alatri, quindi impegno molto arduo.

La partenza non è buona, facciamo fatica, l’intesa tra Pierucci in regia e Bruno il nostro miglior attaccante purtroppo non procede nel modo migliore, perdiamo nettamente i primi due set, senza lottare.

Nel 3° set sul 12 – 4 in favore dei nostri avversari Bruno s’infortuna e viene sostituito da Luca Fiocchetti, la gara sembra ormai terminata sotto di due set, con il terzo ampiamente compromesso, invece come accennavo nell’introduzione “lo sport ci dà la possibilità di assaporare emozioni intese, uniche” e cambia tutto. Iniziamo una rimonta clamorosa, Pierucci distribuisce palloni ai due centrali Ferrazzi e Amabili che mettono in difficoltà i centrali della squadra avversaria, non riuscendo a contenere i nostri attacchi. Fiocchetti trova il modo di fare punto in ogni modo, con Simone Marini e Mario Luce che dietro non fanno cadere più un pallone, contribuisce con una buona prestazione anche il nostro opposto Francesco Mele.

Vinciamo il 3° set 25/22. Nel 4° set la gara rimane molto combattuta ma i nostri avversari sembrano non avere più le idee chiare e si innervosiscono molto, difficilmente sono stati messi così in difficoltà in gare casalinghe.

Con uno sprint finale portiamo a casa il set 25/21. Nel 5° set la gara continua a punto a punto, riusciamo ad allungare ma veniamo ripresi 14/14, purtroppo causa anche valutazioni arbitrali non corrette con il metro adottato nel corso della gara, veniamo penalizzati ed alla fine sconfitti 16/14, in modo immeritato.

Nella gara seguente, senza l’indisponibile Bruno affrontiamo con il Pileum, la gara procede in modo tranquillo, salvo che nel 2° set in cui vinciamo ai vantaggi 28/26, portiamo a casa un facile 3/0.

Nella trasferta seguente ad Anagni si ripete il copione del match precedente, solo che in questa occasione vinciamo senza mai soffrire, con una grande prestazioni di Pierucci, vittoria per 3/0.

Nella terz’ultima di campionato affrontiamo il Supino, ostica formazione che ci aveva sconfitto all’andata. I nostri avversari non si impegnano più di tanto avendo già raggiunto il loro obiettivo stagione della salvezza, vinciamo 3/1 regalando il 3° set e vincendo nettamente gli altri parziali.

Tra le novità purtroppo si segnala l’infortunio a Piero Amabili che nel corso del 1° set deve abbandonare il campo, senza l’indisponibile Vicentini, viene inserito fuori ruolo Cristiano Lenzi, che disputa una buona gara.

La nostra rincorsa a due giornate dal termine ha avuto successo, abbiamo recuperato 7 punti di ritardo ad Aquino, sconfitta nell’ultima gara da Praeneste nettamente per 3/0!

Nella gara seguente affrontiamo la temibilissima Alatri, che viene a Castel Madama per vincere il campionato matematicamente, purtroppo Amabili non riesce a recuperare come Vicentini, quindi nel ruolo viene lasciato Lenzi.

In questa gara il livello è elevatissimo, non riusciamo ad esprimerci come vorremmo, la mancanza di un centrale ci penalizza in modo evidente, così non riusciamo a disputare quella gara perfetta di cui avremo avuto bisogno, Alatri ci spazza via in tre set, vincendo gara e campionato; la nostra giornata nera viene conclusa dalla vittoria di Aquino per 3/0 che conquista matematicamente il 3° posto, aggiudicandosi i playoff con una giornata d’anticipo, per una migliore differenza set.

Lo sport ci dà emozioni intense, stavolta non sono di piacere, ma di grande amarezza, rimane il rimpianto di aver disputato un girone di ritorno d’altissimo livello, se fossimo riusciti a giocare con la stessa forza il girone d’andata i playoff sarebbero stati nostri!

Nei prossimi numeri de “La piazza” avremo modo di parlar ne ampiamente.

La 2° di v maschile si trova ad affrontare la le prime tre della classe nel giro di tre giornate.

La prima sfida ci mette d’avanti la capolista Lupi di Marte.

Nel corso del 1° set i nostri avversari vengono tramortiti, con gli attacchi di Nardi in grande spolvero e la buona prestazione dei due martelli Marcangeli e Moreschini, vinciamo 25/17.

Nel 2° set entriamo in campo sicuri di replicare la prestazione del set precedente senza faticare, invece non va così e perdiamo 25/14. FOTO GIOCATORI PALLAVOLO

Nel 3° set rientriamo in campo con la giusta ca ttiver ia, mister Ricci inse risce Nardi come martello e Di Giovanni come opposto al posto di Marcangeli un po’ in difficoltà; il set è uno spettacolo vinciamo 25/12.

Nel 4° set la non riusciamo a prendere vantaggio, si prosegue punto a punto, purtroppo stavolta veniamo puniti perdendo 25/22.

Nel 5° set non entriamo proprio in camp o, vani ficando una g rande p restazione, perdiamo 3/2 e rimaniamo con l’amaro in bocca per aver sfiorato l’impresa contro la capolista.

Nel match seguente affrontiamo La Storta; disputiamo una pessima gara perdendo 3/0, con parziali imbarazzanti, questo è molto negativo in quanto perdiamo delle posizioni in classifica, avvicinandoci alla zona a rischio retrocessione.

La gara seguente contro il Roman Volley (terza in classifica) diventa molto importante in ottica salvezza, soprattutto dopo la vittoria del Tibur nostra diretta concorrete.

La gara parte molto male, perdiamo il 1° set molto male. Nel corso del 2° set mister Ricci effettua dei cambi e la gara svolta, Nardi gioca un grandissimo set, co me tutt o il resto della squ adra, con Morici nel ruolo d’opposto; vinciamo 25/22.

Nel 3° set Morici deve lasciare il campo in favore di Marcangeli, in quanto un piccolo fastidio a Verna mette in allarme mister Ricci, per cui Morici in grado di ricoprire ogni ruolo si accomoda in panchina in funzione di un eventuale aggravamento.

Questo è un gesto importante, essere squadra vuol dire anche questo! Sacrificarsi per il bene comune! Nel 3° set si assiste ad uno spettacolo la gara sembra interminabile, vinciamo 33/31 e lasciamo senza energie i nostri avversari anche per il set seguente, che ci porta alla merita vittoria, troppe volte ci era sfuggita per poco contro squadre di alta classifica.

Conquistiamo anche punti importanti in funzione salvezza. La 3° div maschile procede ancora con molte difficoltà, ancora senza vittorie, il lavoro da fare è ancora molto, speriamo di poter fornire buone notizie nel prossimo numero.

La 3° div femminile di mister Cara affronta il Palombara nella prima di ritorno, le ragazze cercano una rivincita dopo la sconfitta casalinga dell’andata per 3/0.

Il 1°set è da incubo, perdiamo 25/8 senza mai giocare, con l’ennesimo cambio Rinaldi al posto di De Angelis indisponibile nel ruolo d’opposto.

Nel 2°set iniziamo a giocare e il match cambia verso, vinciamo 25/21, con Zarelli e De Carlo in spolvero.

Nel 3°set replichiamo il risultato vincendo nuovamente 25/21.

Nel 4°set rimaniamo lungamente in parità, poi sul 20/20 sbagliamo una battuta con De Carlo, consentendo alle nostre avversarie di aquisire nel turno di battuta successivo quel minimo vantaggio che le porta a vincere il set.

Nel 5° set la gara procede con equilibrio, riusciamo a spuntarla di un soffio vincendo 15/13! Ottima prestazione che ci conferma al 3° posto.

La gara seguente ci mette davanti in casa Energheia 2° in classifica ad un solo punto.

Vinciamo con una buona prestazione il 1° set 25/18.

Nel 2° set invece ci prendiamo una sonora batosta perdendo 25/12, sono in difficoltà i nostri attaccanti migliori Zarelli e De Carlo che accusano troppo la gara.

Nel 3° set abbiamo infinite volte la possibilità di vincere ma ci facciamo sempre recuperare fino a perdere 34/32 un set infinito!

Purtroppo lascia il segno l’aver perso un set quasi vinto diverse volte, così nel 4° set non giochiamo affatto, perdendo 3/1, una gara quasi vinta!

Nella gara seguente senza l’infortunata Solitario al palleggio (strappo al polpaccio in allenamento), con le lungodegenti Pascali e Garofolo infortunate (sempre nello stesso ruolo), Zarelli viene inserita in regia, disputando anche bene la prima gara in quel ruolo, ma questo non basta.

La squadra contro il Tibur non scende mai in campo, perde senza lottare 3/0, allontanandosi anche dalla parte alta della classifica!

Comunque sono emozioni intense, tutte da vivere!

Forza Castello!

Francesco Santolamazza

 

 

 

BALLO

PILATES

Il metodo Pilates è una ginnastica che insegna ad assumere una corretta postura e a dare maggiore armonia e fluidità nei movimenti.

DISEGNO DI DONNA CHE FA GINNASTICAL’obiettivo del suo ideatore era appunto quello di rendere le persone consapevoli di se stesse, del proprio corpo e della propria mente per unirli in una singola, dinamica e funzionale entità.

In un certo senso egli cercò di fondere i migliori aspetti delle discipline fisiche occidentali con quelli delle tecniche orientali.

A differenza di molti tipi di ginnastica, il metodo Pilates segue rigorosamente princìpi fondati su una precisa base filosofica e teorica.

Non si tratta quindi di un semplice insieme di esercizi, ma di un vero metodo che si è sviluppato e perfezionato in più di sessanta anni di pratica e di osservazione.

La versatilità della tecnica ha permesso il suo utilizzo in campo riabilitativo. Nel metodo la posizione e il movimento di ogni parte del corpo sono estremamente importanti e il corpo si muove come un sistema integrato.

Quanto più correttamente si usa il corpo nel corso degli esercizi, tanto più correttamente verrà usato in qualsiasi altra circostanza: la postura migliora e scompaiono rigidità e tensioni, nonché i problemi della schiena derivanti da una postura scorretta.

L’obiettivo del metodo Pilates consiste nel portare l’individuo a muoversi in economia, grazia ed equilibrio attraverso il rispetto dei princìpi base che costituiscono la tecnica: - Concentrazione: attenzione richiesta in quanto ogni esercizio coinvolge tutto il corpo, non singoli distretti muscolari.

Diventa fondamentale la consapevolezza della postura durante l’esecuzione dell’esercizio. Inoltre, concentrandosi sui movimenti, la mente si distacca dalle preoccupazioni e dalle ansie fino a raggiungere un profondo rilassamento.

- Controllo: attraverso la concentrazione si deve arrivare ad avere il totale controllo di ogni gesto, attivando così una adeguata consapevolezza che evita gli infortuni.

- Fluidità del movimento: nessun movimento viene eseguito in modo rigido o contratto, né troppo rapido o lento. In ogni movimento ci deve essere armonia, grazia e fluidità, unite al controllo del corpo. Secondo il Pilates la fluidità dei movimenti è legata anche alla forza del baricentro.

- Precisione: la mancanza di controllo di ogni minimo gesto porta inevitabilmente a una scorretta interpretazione ed esecuzione dell’esercizio. Dalla precisione deiDISEGNO DI DONNA CHE FA GINNASTICA movimenti ha origine il bilanciamento del tono delle varie regioni muscolari che si traduce, nella vita di tutti i giorni, in grazie ed economia di azione.

- Respirazione: inspirazione ed espirazione fluide e complete sono parte integrante di tutti gli esercizi. Il respiro deve essere coordinato con i movimenti; per questo ogni esercizio del metodo Pilates è accompagnato da precise indicazioni per una corretta respirazione che va rieducata per liberare al massimo il diaframma.

Potete provare questa disciplina tutti i martedì e i giovedì alle 17:00 oppure alle 20:00 con l’insegnante Michela Giacinti presso la palestra PLAY Associazione Sportiva Dilettantistica, in via S. Anna 13 C a Castel Madama.

Ivo Santolamazza

  • Fotoblowup
  • Empolum
  • FisioAndreaChicca
  • Frimm
  • MauroConad
  • Psicoterapeuta

Informativa breve sui cookies.
Per offrire una migliore esperienza di navigazione, per avere statistiche sull’uso dei nostri servizi da parte dell'utenza, e per farti visualizzare contenuti pubblicitari in linea con le tue preferenze ed esigenze, questo sito usa cookie anche di terze parti. Chi sceglie di proseguire nella navigazione su www.lapiazzacastelmadama.com oppure di chiudere questo banner o di cliccare al di fuori di esso, esprime il consenso all'uso dei cookie. Per saperne di più o per modificare le tue preferenze sui cookie consulta la nostra Cookie Policy.