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LA PIAZZA ANNO XIV N. 10 Dicembre 2017

La Piazza Augura Buone Feste

 

Dicembre2017 001

 

Questo numero è reperibile presso i soliti punti distribuzione a partire dalla fine di Dicembre 2017.

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LA VARIANTE DI PRG C’E’ MA PER QUALE IDEA DI PAESE?

Dopo un dibattito politico e amministrativo durato quasi trent’anni è stata approvata a Castel Madama la Variante Generale del Piano Regolatore. Ha concluso questo lunghissimo percorso la deliberazione finale della Giunta Regionale del 3 ottobre 2017, n.609, che si può reperire sul sito della Regione Lazio nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n.83, supplemento n.1 del 17.10.2017.

Richiamando un po’ di storia dell’urbanistica di Castel Madama, il primo Piano regolatore Generale è stato approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 marzo 1963, quando non erano ancora nate le Regioni. Successivamente ci fu l’approvazione di una prima Variante Generale, con delibera di Giunta Regionale del 3945 del 29.10.1974. A quei tempi il Comune di Castel Madama aveva circa 5000 abitanti, come si può vedere sulla voce Castel Madama di Wikipedia che cita dati Istat, mentre nel 1991 gli abitanti erano diventati circa 6400, con un incremento notevole, che però si rese stabile fino al 2001. Nei primi anni novanta il dibattito politico è stato dominato dalla revisione del Piano Regolatore Generale, tra paure di un accesso molto alto di persone che fuggivano dalla capitale, e preoccupazioni di una parte del paese che rappresentava il settore edile, che temeva un rallentamento drastico delle attività.

Dopo anni di dibattiti e tentativi non realizzati, ed anche alternanze di Giunte di centro-sinistra e centro-destra, si è giunti ad una adozione di una Variante di Prg nel maggio del 2008, mentre era insediata la Giunta di centro-sinistra con Sindaco Giuseppe Salinetti. Nel 2009 il Consiglio Comunale ha esaminato le osservazioni ed opposizioni dei cittadini, e poi ha inviato il tutto alla Regione Lazio, che deve esaminare i Piani Urbanistici Generali col suo Comitato tecnico. Le risposte del Comitato però sono arrivate solo nel 2012, approvando con modifiche la Variante inviata dal Comune di Castel Madama. Il Comitato Tecnico Regionale, sempre nel 2012 ha rimandato di nuovo al Comune le carte della Variante del Prg con i relativi pareri. Nel frattempo però nel 2011 si era insediata una Giunta Comunale di centro-destra, con Sindaco Domenico Pascucci. Il Comune a quel punto doveva esporre eventuali controdeduzioni al parere del Comitato tecnico regionale, ed il Consiglio Comunale lo fece in due occasioni: nel gennaio 2013 e nel giugno 2014. Con altri pareri e note varie si è arrivati fino all’ottobre 2017.

Oltre alle lungaggini burocratiche, è chiaro che la visione dello sviluppo urbanistico tra due amministrazioni diverse poteva creare qualche contrasto e ritardi nella definitiva approvazione. Nel frattempo tra il 2001 ed il 2011 il Comune di Castel Madama era aumentato ancora di abitanti, che erano passati a 7328, con un aumento minore rispetto ai primi 10 anni del duemila. Ad oggi siamo 7422, attendendo il valore del 31 dicembre 2017.

Il nostro giornale ha fatto un certo numero di articoli qualche anno fa, quando gli atti della Variante di Prg furono pubblicati sul sito ufficiale del Comune. Gli articoli scritti allora però non potevano tenere conto dei pareri, controdeduzioni, risposte della Regione che sono stati resi nel tempo. Ed è per questo che sarebbe necessario pubblicare tutti gli atti ed i pareri importanti sul sito comunale, per permettere a qualsiasi cittadino di avere le informazioni su una questione così importante per lo sviluppo del paese. Si potrebbe anche adeguare le Tavole del nuovo Prg a tutte le modifiche che sono dovute ai pareri regionali, ma forse potrebbe essere un po’ complicato, poiché si può cedere alla tentazione di cambiare qualcosa, come è successo in passato alle vecchie tavole di Prg.

Con uno sguardo d’insieme però si potrebbe comunicare meglio alla cittadinanza, almeno quella interessata, quale è l’idea di paese e/o di cittadina che c’è dietro a questo faticoso strumento urbanistico, che ha visto passare generazioni di amministratori come se fosse uno strumento salvifico, e/o terribile a seconda delle opinioni. Se qualcuno vuole provare a descrivere quale idea di paese c’è dentro la Variante, lo preghiamo di scrivere al nostro giornale.

Ivano Moreschini

 

 

 

 

AMMINISTRAZIONE

LA LUNGA CAUSA TESTA PER LA CAVA DI POZZOLANA

Tra le tante vicende che vedono il Comune di Castel Madama convocato in giudizio, stavolta per chiedere i danni, vediamo quella che riguarda la cava di pozzolana a suo tempo gestita da Vincenzo Testa. Una recente delibera di Giunta Comunale, la n.136 del 7.11.2017, riporta alla memoria un ricorso che risale addirittura al 30 luglio del 1994. E’ il giorno della citazione in giudizio nei confronti del Comune da parte del Testa, che lamentava che mancava l’autorizzazione allo sfruttamento della cava di pozzolana, che egli gestiva dal 1 gennaio del 1970. Per questo motivo, il Testa chiedeva la condanna al risarcimento dei danni subiti in conseguenza del mancato rilascio dell’autorizzazione all’estrazione del materiale. Il Tribunale emetteva la sentenza n. 7362/2001, e condannava il Comune al risarcimento dei danni subiti dal Testa "a causa dell’errore e dei ritardi effettuati nell’espletamento della pratica" avente ad oggetto l’autorizzazione in questione. Con sentenza definitiva n. 9080/2004 il Tribunale condannava il Comune di Castel Madama al risarcimento dei danni di Euro 220.000,00, in favore del Testa. Il Comune ricorreva in Corte d’Appello, dicendo che un’autorizzazione era stata rilasciata nel settembre 1994, e quindi dopo quella data il Testa poteva estrarre pozzolana. Il Testa si oppone a tale argomento, per motivi procedurali. La Corte di Appello di Roma, con sentenza n. 3316/2008, accoglie l’errore procedurale del Comune, cioè non avere presentato in tempo l’autorizzazione del settembre 1994.

Il Comune di Castel Madama impugna la sentenza del 2008 in Cassazione, che si pronuncia con sentenza 5252 del 16.03.2016. La sentenza è favorevole al Comune, visto che la Cassazione rinvia alla Corte d’Appello, indicando i principi di diritto che tale Corte dovrà applicare, e dicendo anche che il risarcimento del danno potrebbe essere rivisto nel suo importo.

Attualmente il ricorso è stato riproposto dal Testa in Corte d’Appello di Roma al n. 3854/2016.

Si spera che il Comune possa ridurre i danni.

Ivano Moreschini

 

LA LOTTIZZAZIONE AL CAMPO SPORTIVO RITORNA SULLE SCENE

Dopo qualche anno di fermo, ritorna sulle scene urbanistiche di Castel Madama la lottizzazione della società Roma Est S.r.l, approvato dal Consiglio comunale il 24 marzo 2004. Si tratta della zona compresa tra i Padri Oblati ed il campo sportivo, dove si vedono alcuni tracciati di strade iniziati da qualche anno. La Roma Est era giunta al suo terzo ricorso sulla vicenda avendo già impugnato una nota del Comune del 2006, con la quale è stata sospesa l’autorizzazione all’esecuzione delle opere di urbanizzazione, e la delibera di Consiglio n. 37 del 24 luglio 2009, di adozione del Piano Particolareggiato del Comparto n.2 approvata dal Consiglio comunale il 30.12.2010. L’altro ricorso era quello sulla Variante di Prg, che secondo l’impresa era avvenuto senza aver tenuto conto dei diritti acquisiti dalla società medesima, mediante la firma da parte del Comune della convenzione firmata il 1 luglio 2004.

Dopo tanto tempo, la Giunta comunale torna sulla vicenda con la delibera n.140 del 21 novembre

2017, con la quale si prende atto di un parere dell’Avv. Paolo Stella Richter, una star dei legali dell’urbanistica, per avviare un percorso amministrativo che possa portare al completamento della lottizzazione fermata, nel rispetto dei nuovi piani urbanistici ormai approvati. Come abbiamo visto nell’articolo sulla Variante di Prg.

In pratica la delibera dice che con la redazione di un nuovo schema di convenzione di lottizzazione, il confezionamento di un’intesa sul raccordo con la viabilità di piano della viabilità esterna che la società si impegna a realizzare a propria cura e spese, e la formalizzazione degli atti per la rinuncia dei ricorsi pendenti di fronte al TAR tutto dovrebbe essere sistemato. Sulla richiesta di danni della Roma Est non si dice nulla, ma dovrebbe far parte dell’accordo.

Rimane un dubbio sulla mancanza di richieste di ricorsi nei tanti anni passati. Si vedrà nei mesi prossimi se l’accordo verrà fatto, in coerenza con i nuovi piani urbanistici. Certo che la zona interessata cambierà parecchio, avviando l’edificazione del Comparto n.2.

Ivano Moreschini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MINORANZA

 PiuTasseMenoservizi

 

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA

INTERVISTA AL DIRETTIVO DEL PD DI CASTEL MADAMA

Scardala Stefano nuovo segretario del PDPoco tempo fa c’è stata una crisi di giunta con azzeramento delle deleghe. Quale è stata la posizione del Pd?

In presenza di un comune sull’orlo del dissesto finanziario, la maggioranza perde tempo per quelle che lo stesso sindaco definisce “riflessioni politiche”. Nel consiglio comunale del 19 ottobre il Sindaco comunicava l’azzeramento delle deleghe di giunta, motivandole come una necessaria riflessione politica interna. Se non fosse che circa un mese dopo, il 28 novembre, torna sui suoi passi riportando di fatto la situazione a com’era prima dell’azzeramento.

Questo comportamento da parte del Sindaco, che per inutili giochi di potere, ingessa l’attività amministrativa di un comune in una situazione economica disastrosa, ci sembra a dir poco irresponsabile nei confronti di tutta la cittadinanza.

Con i nostri rappresentanti abbiamo esposto in consiglio comunale questo pensiero; la risposta del Sindaco è stata, come sempre accade, una non risposta.

Cosa pensa il Pd di Castel Madama della situazione di bilancio del Comune alla luce dei decreti ingiuntivi di alcune imprese?

Purtroppo la situazione in cui versano le casse comunali è tristemente nota a tutti. Quello che non tutti sanno è che se non si invertirà la rotta al più presto, questo comune è destinato a fallire.

Scelte amministrative scellerate, con l’aggiunta di un’assenza totale di programmazione, hanno prodotto tale situazione di grave criticità. L’amministrazione Pascucci nell’arco di 7 anni è riuscita ad aumentare il debito comunale da circa 4,8 milioni ad oltre 11 milioni e a portare il conto corrente della tesoreria comunale ad un saldo negativo di circa 1,5 milioni di euro. Ad aggravare ulteriormente la situazione si sono aggiunti vari decreti ingiuntivi di aziende creditrici verso il comune, dovuti alla mala gestione della macchina amministrativa.

Nell'immediato, questa incapacità amministrativa, ha prodotto, ad esempio, aumenti della mensa e della TARI con il paradosso che mentre da un lato si chiedono sempre più sacrifici alle famiglie castellane, dall'altro si rinnova il contratto di affitto del villino di Roma per nove anni con 108.000 euro in meno per le casse comunali.

Da questa situazione si può uscire soltanto con una vera programmazione politico-economica e con la partecipazione a bandi europei e regionali, finalizzati ad intercettare le ingenti risorse messe a disposizione, di cui il comune di Castel Madama in questi ultimi anni non ha mai approfittato.

Il Pd ha governato l’Italia negli ultimi cinque anni. Quali sono state le cose buone e quelle sbagliate secondo voi?

Sicuramente sono state molte le cose buone fatte dai governi Letta-Renzi-Gentiloni; di cui per noi le principali sono: le Unioni Civili, la legge del Dopo di Noi, il nuovo codice dei Reati Ambientali, la reintroduzione del falso in bilancio, la riforma Madia della pubblica amministrazione, il pacchetto anti-corruzione. In via di approvazione (speriamo) ci sono anche la legge sullo Ius-soli e sul Bio-testamento.

Altri provvedimenti invece hanno lasciato più di qualche dubbio come la Buona Scuola e il Jobs Act. Inoltre la vittoria del No al referendum costituzione di un anno fa, ha prodotto una legge elettorale frutto di un compromesso al ribasso che non garantisce al meglio né il principio di governabilità né il principio di rappresentanza.

Direttivo del PD

 LIBERI E UGUALI

Cronaca dell’assemblea del 3 dicembre a Roma

Il 3 dicembre 2017 abbiamo partecipato all’assemblea “Per una nuova proposta”, un progetto per unire cittadini e partiti della sinistra. Era tanto tempo che l’aspettavamo.

Da aprile 2013 quando 101 franchi tiratori del Pd non votarono Prodi a presidente della repubblica, facendo capire che non volevano un governo della coalizione Italia Bene Comune guidata da Pierluigi Bersani, ma un’alleanza di governo con il centro destra, e vedevano in Prodi un chiaro ostacolo. Pochi giorni dopo Napolitano fu eletto presidente della repubblica e Letta presidente del consiglio con i voti di Pd e Forza Italia.

Da febbraio 2014, quando il neo segretario del Pd Matteo Renzi dimissionò Letta e formò un nuovo governo da lui presieduto, ma sempre insieme con il centro destra.

Da quando il Parlamento ha votato le leggi proposte dal governo Renzi - Alfano sul jobs-act, sulla buona scuola, sullo sblocca Italia… Leggi che hanno aumentato la precarietà del lavoro, diminuito i diritti dei lavoratori, creato peggiori condizioni di lavoro nelle scuole, consentito nuovi scempi al territorio e al mare.

Dal 4 dicembre 2016, quando quasi 20 milioni di italiani, il 60% dei votanti al referendum, bocciò le modifiche alla Costituzione fortemente volute dal governo Renzi e dalla maggioranza del Pd. Modifiche che riducevano i poteri dei cittadini e del parlamento, mentre aumentavano quelli del Governo.

Da febbraio 2017 quando, dopo Civati, Fassina, Mineo, D’Attorre, anche Bersani uscì dal Pd dicendo: “Resto a sinistra, vado a recuperare tutta quella brava gente che è andata via dal Pd".

L’ultimo anno è stato complicato: Articolo Uno-Mdp ha rincorso per mesi Pisapia, che a sua volte rincorreva il Pd e Renzi. Poi tutti hanno preso atto che oggi in Italia, come in Europa, si pone il problema di costruire una sinistra autonoma, che contrasti le diseguaglianze crescenti, che sia dalla parte del 99% delle persone colpite e impoverite dalla crisi, che non cerchi compromessi con chi sostiene l’1% dei ricchi e potenti.

Ma oggi finalmente ci siamo! Oggi si comincia a rifare la sinistra, il quarto polo, alternativo alle destre più o meno unite; a un M5S che nel passaggio dall’opposizione al governo ha perso tanti punti; a un Pd che non ha più come riferimento sociale i lavoratori, e come obiettivo di cambiare il sistema, bensì di stabilizzarlo.

Dispiace che non ci siano Anna Falcone e Tomaso Montanari, tra i più dinamici esponenti dei Comitati per il NO al referendum costituzionale. A giugno, al Brancaccio hanno intrapreso un percorso per alleare partiti e cittadini con l’obiettivo di costruire una lista civica, unitaria e di sinistra. Un percorso al quale anche noi abbiamo partecipato. Ma quando questo obiettivo è stato quasi raggiunto, le contraddizioni tra le varie anime del Brancaccio sono esplose, e Falcone e Montanari hanno rinunciato a proseguire nel tentativo. Noi faremo di tutto affinché la nuova lista accolga il più possibile le loro proposte per una scelta democratica dei candidati e per un loro rinnovamento, in modo che possano unirsi a noi, a tutti quelli che da sinistra hanno votato NO al referendum.

L’assemblea comincia. La grande sala è colma di persone a sedere e in piedi. Dal palco dicono che molti sono rimasti fuori, che sono presenti 5 mila persone. Il giornalista Luca Telese conduce l’assemblea. Inizia Alessio Pascucci, 35 anni, sindaco di Cerveteri. Poi si alternano testimonianze dei mondi del lavoro (Laura Tarantini operaia della Melegatti di Verona, Andrea Bartoli del Farm cultural park di Favara, Marzia Codella, ricercatrice precaria del CNR), della società (Pietro Bartolo, il medico che dal 1992 fa la prima visita ai migranti che sbarcano a Lampedusa), dell’associazionismo (Francesca Chiavacci dell’Arci, Simone Siliani di Banca Etica, Rossella Muroni di Legambiente, Gianni Bottalico delle Acli) e dei partiti (Pippo Civati, Nicola Fratoianni e Roberto Speranza).

Chiude gli interventi Pietro Grasso, il presidente del Senato, che l’assemblea, con ripetuti applausi, riconosce come leader e garante della lista unitaria.

“In questo nuovo capitolo della mia vita, in questo percorso che oggi si unisce al vostro, porto tutta la mia storia, ma mai mi farò scudo del passato. Io e voi abbiamo la testarda convinzione che in questo momento a prevalere debba essere lo spirito di servizio, la volontà di partecipare a qualcosa di più grande di noi, la generosità nel ritrovare un pezzo di Paese che si è allontanato e che si astiene”.

“Tocca a noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato. Tocca a noi difendere principi e valori che rischiano di perdersi: la dignità del lavoro, un welfare che si prenda cura di tutti, una scuola e un‘università che rispettino il valore degli insegnanti e la centralità degli studenti, la possibilità di allargare i diritti e pretendere il rispetto dei doveri, tasse più giuste e progressive, una vera parità di genere. Insomma, una nuova proposta per il Paese. Per tutto questo, io ci sono! Noi riaccenderemo la speranza”.

“Noi siamo qui oggi perché sappiamo quanto necessario e urgente sia impegnarci in un lavoro paziente, lungo, appassionato che non si esaurisce il giorno delle elezioni ma continuerà, per ricostruire una comunità coesa e solidale”.

“In questi anni ho incontrato migliaia di persone, raccolto le loro preoccupazioni e ascoltato paure, domande, ambizioni, speranze. Sono stati incontri ricchi di umanità che mi hanno insegnato moltissimo su questa nostra Italia, sui suoi difetti ma anche sui suoi pregi. Molti avevano la testa china e lo sguardo rivolto verso il basso, gli leggevi dentro l’amarezza. Questi cittadini sono il simbolo di una nazione che non crede nei partiti e nelle istituzioni, che indifferente si rassegna agli scandali, alla corruzione, alla mala sanità, alle scuole pericolanti, all’idea che i nostri ragazzi debbano fuggire per realizzarsi. Una nazione che rinuncia al futuro. Il nostro compito è far rialzare lo sguardo di tutte quelle persone, restituire loro fiducia. Non chiedono altro che tornare a credere nel fatto che sì, lo possiamo cambiare questo Paese. A noi non basta dirlo, spenderemo ogni energia per farlo: con umiltà e con assoluta determinazione”.

Poi ha concluso:

“Oggi iniziamo un nuovo percorso, una nuova proposta, al centro della quale metteremo la volontà di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Questo è l’articolo 3 della Costituzione, quello che più mi emoziona perché dice tutto quello per cui vale la pena lottare. Tocca a noi dimostrare che le istituzioni sono di tutti, che fare politica è un orgoglio e non una vergogna. Tocca a noi realizzare il sogno dei padri e delle madri Costituenti. Ripartiamo dai principi fondamentali. C’è in gioco il futuro dell’Italia. Questa è la nostra sfida: batterci perché tutti – nessuno escluso – siano liberi e uguali”.

Tornando a Castello riflettiamo su LIBERI E UGUALI il nome della lista che si presenterà alle elezioni politiche di marzo 2018. “Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti” è l’articolo 1 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789. Per i rivoluzionari francesi la libertà e l’uguaglianza erano un diritto naturale e quindi con un valore astratto, privo di corrispondenza con la realtà. Per il movimento socialista e comunista esse, invece, sono un punto di arrivo, gli obiettivi da conquistare attraverso la lotta di liberazione dallo sfruttamento e dall’alienazione. Dirà Rosa Luxemburg prima di essere uccisa nel 1919: “Noi lottiamo per un mondo davvero nuovo in cui saremo socialmente uguali, umanamente differenti e totalmente liberi”.

Sì, Liberi e Uguali ci piace, è un progetto di società per il quale vale la pena spendersi.

Scheda

Pietro Grasso entra in magistratura nel 1969. Nel 1972 è a Palermo dove si occupa di criminalità organizzata. Nel 1980 indaga sull’omicidio di Piersanti Mattarella. Tra il 1985 e il 1987 è giudice a latere nel Maxiprocesso a Cosa Nostra, che condanna molti boss all’ergastolo. Nel gennaio 1992 la Corte di Cassazione conferma la sentenza del Maxiprocesso e nei mesi successivi la mafia reagisce con le stragi di Capaci e di via D’Amelio, in cui muoiono Falcone e Borsellino. Tra gli obiettivi della Cupola c'era anche Pietro Grasso, il cui attentato fallì e non fu ritentato per l’arresto di Totò Riina nel gennaio 1993.

Negli anni ’90 Pietro Grasso è impegnato nella creazione della Direzione Nazionale Antimafia. Nel 1999 è nominato Procuratore capo della Repubblica di Palermo: in questi anni vengono processati per reati di mafia più di 1.700 persone, e arrestati 13 dei 30 latitanti più pericolosi.

Nel 2005, poi ancora nel 2010, gli viene assegnato l’incarico di capo della Procura nazionale antimafia. Nel 2006 avviene la cattura di Bernardo Provenzano.

All’inizio del 2013 lascia la magistratura e si presenta alle elezioni politiche come capolista del PD nel Lazio. Il successivo 16 marzo viene eletto Presidente del Senato della Repubblica.

Il 26 ottobre 2017, dopo l’approvazione del “Rosatellum”, la legge elettorale su cui il governo mette 8 voti di fiducia, Grasso lascia il gruppo parlamentare del Pd perché “non vi si riconosce più nel metodo e nel merito".

Tra le opere di Pietro Grasso si segnalano Lezioni di mafia, una serie in dodici puntate trasmesse nell’autunno del 2012 da Rai storia. Un progetto di educazione alla legalità, dedicato alle nuove generazioni, ma utile a tutti per comprendere la storia di Cosa nostra e dell’antimafia. Nel 2014 l’editore Sperling & Kupfer pubblica il libro con 2 dvd. Le varie puntate si possono vedere anche su youtube.

Angelo Moreschini e Pino Salinetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VIVERE IL TERRITORIO

LA RISERVA NATURALE DI MONTE CATILLO

«… la vita mi portò lontano. Vent’anni dopo, in grigioverde m’inerpicavo con il cuore in gola verso la cima… venivo a Te da un inferno di fuoco e di rovine. Volsi lo sguardo… e vidi un cimitero di case sbriciolate… E mi vedesti tornare ancora, bianchi i capelli e in cuore l’ombra pesante delle mie croci. Nella piega più verde e più fiorita ora nascondi il nido pigolante di tanti passerotti.»

dalla poesia “Monte Catillo” di Don Nello Del Raso, fondatore del Villaggio Don Bosco

 

In una delle sue poesie più belle, “Monte Catillo”, immaginando di parlare con quel colle che domina la sua città natale, il salesiano eLa fondazione "Villaggio Don Bosco" nella Riserva di Monte Catillo cappellano militare Don Nello Del Raso rimanda a una Tivoli ancora ferita dall’ultimo conflitto bellico.

In pochi versi delinea le sue aspirazioni, l’amore per i sofferenti e quell’ideale serbato da sempre in cuore per dare una casa ai tanti ragazzi che la guerra aveva privato di affetto e guida.

Nel 1945, grazie al sostegno e alla fattiva collaborazione della comunità tiburtina, gettò il seme della sua Opera nei sotterranei del Seminario vescovile nell’antico quartiere San Paolo, dando vita all’Oratorio frequentato da oltre 1500 giovani. Un progetto che il 10 ottobre 1950 si concretizzò nella Casa del Fanciullo edificata a metà costa dell’amato colle, l’odierna Fondazione “Villaggio Don Bosco” - centro formativo e punto di riferimento per tante persone anche a distanza di tempo dalla sua morte avvenuta il 3 giugno 1980 - che ancor oggi riesce a dare riparo, supporto e speranze a orfani e bisognosi.

Nei successivi anni ’80, in omaggio a quell’umile e generoso operaio del “Bene”, un membro della Sezione CAI di Tivoli, Piergiorgio Coccia, iniziò a tracciare alcuni sentieri dando forma ad un percorso ad anello, l’attuale Sentiero-Natura “Don Nello Del Raso”, riportato per la prima volta in un opuscolo illustrativo realizzato dalla Provincia di Roma, dal Comune di Tivoli e dalla locale Sezione WWF a sostegno di una proposta di legge per la creazione di una Riserva con finalità di conservazione e tutela del considerevole patrimonio floristico e vegetazionale presente tutt’intorno al Villaggio.

Qualche anno più tardi, l’insieme di quelle straordinarie azioni e sensibilità motivarono e resero possibile l’istituzione della Riserva Naturale di Monte Catillo ai sensi della L.R. Lazio n. 29 del 6 ottobre 1997. L’Area, gestita dalla Città Metropolitana di Roma Capitale (Servizio Aree Protette e Parchi Regionali) a tutela del gruppo collinare calcareo situato nel punto di passaggio tra i primi contrafforti appenninici e la caratteristica morfologia della Campagna Romana, si estende su una superficie di circa 1340 ettari interamente compresi nel territorio di Tivoli.

Prende il nome dalla sommità del Catillo (350 metri s.l.m.), o “Monte della Croce” per i tiburtini, che domina il corso dell’Aniene con la Grande Cascata originata dai cunicoli scavati sotto lo stesso monte tra il 1832 e il 1835 per volontà di papa Gregorio XVI, determinando, oltre alla scomparsa delle innumerevoli cascatelle celebrate per secoli nell’iconografia del “Grand Tour”, una tangibile trasformazione urbanistica che ha dato luogo al graduale allontanamento della città dal suo fiume.

Ma è proprio il suo collocarsi tra la grande piana alluvionale verso la metropoli capitolina e le propaggini meridionali dei Monti Lucretili a motivarne l’importanza naturalistica dovuta non solo alla rarità, varietà e complessità della sua flora e delle sue comunità vegetali di eccezionale interesse scientifico, ma anche alle differenti origini geografiche e tipo di ecologia.

Panoramica di Tivoli dal Monte Catillo (foto di Raimondi Luciani)

Di fatto la rilevanza botanica di questo territorio si spiega nella sua natura di ambiente ecotonale, ossia di transizione tra ecosistemi, dove specie cosiddette “occidentali” che si raggruppano formando boschi, cespuglieti, garighe e praterie si incrociano con specie termofile capaci di resistere a una relativa aridità, e dove specie normalmente diffuse su terreni vulcanici crescono rigogliose accanto ad altre ecologicamente legate a substrati calcarei.

Scorci della Riserva (foto Antonio Zucconelli)Caratteristica della Riserva è la singolare abbondanza di specie cosiddette “orientali” o “balcanico-orientali”: fra queste il carpino orientale (Carpinus orientalis), l’albero di Giuda (Cercis siliquastrum), la marruca (Paliurus spina-christi) e lo storace (Styrax officinalis), un alberello dai fiori bianchi e intensamente profumati diffuso in tutta l’area, localmente noto col nome di “mellàina”, unica specie mediterranea della famiglia tropicale delle Styracaceae protetta con L.R. Lazio n. 61/74 “Norme per la protezione della flora erbacea ed arbustiva spontanea”.

La parte interna è dominata dalla cerreta costituita prevalentemente da cerro (Quercus cerris) con sottobosco di corniolo (Cornus mas), orniello (Fraxinus ornus) ed altre specie come il biancospino selvatico (Crataegus oxyacantha) e il ciavardello (Sorbus torminalis), mentre sui rilievi più interni e settentrionali sono presenti il carpino bianco (Carpinus betulus), il frassino comune (Fraxinus excelsior), il pioppo tremolo (Populus tremula) e gruppi di castagni (Castanea sativa).

Sulle creste del versante a Sud, prossimali alle località “Reali” e “la Prece”, si apre un insolito bosco di sughere (Quercus suber) misto a castagno, la cosiddetta “Sughereta di Sirividola” con sottobosco di cisto (Cistus salvifolius), erica (Erica arborea), ginestra (Spartium junceum) e il già menzionato storace. Seppur di piccole dimensioni si tratta di una formazione boschiva di grande interesse scientifico per quella sua rarità che ha contributo in modo determinante all’istituzione dell’Area Protetta.

Questi versanti, sempre più esposti agli incendi, sono popolati da grandi esemplari di ginestra frammisti a “tagliamani” (Ampelodesmos mauritanicus), nel dialetto locale “cartica”, una graminacea che forma vistosi cespi di foglie resistenti e ruvide, strette e taglienti, lunghe fino a 1 metro, largamente utilizzate in passato dai contadini per la costruzione di scope o come legacci per tralci di viti e supporti.

La fauna locale annovera diverse specie tipiche degli agro-ecosistemi e delle zone appenniniche: fra gli uccelli la capinera (Sylvia atricapilla), la cinciallegra (Parus major), la cinciarella (Parus caerulus) e il merlo (Turdus merula). Nelle aree boscate è possibile udire i versi del picchio rosso maggiore (Dentrocopos major), del picchio muratore (Sitta europea), del picchio verde (Picus viridis) e del torcicollo (Jynx torquilla). Inoltre si possono scorgere rapaci diurni come il gheppio (Falco tinnunculus) e la poiana (Buteo buteo), e rapaci notturni come l’allocco (Strix aluco), l’assiolo (Otus scops) e la civetta (Athene noctua).

Fra i mammiferi sono presenti il cinghiale, la donnola, la faina, il tasso, la volpe, e diverse specie di roditori e insettivori. Eccezionalmente è possibile avvistare il capriolo e il lupo.

Lungo i fossi e presso le raccolte d’acqua si ritrovano la biscia d’acqua, i tritoni e diverse specie di anfibi.

Non mancano interessanti indizi per ricostruire la storia dell’area: dalle tracce di antichi insediamenti pastorali ai resti di sepolture, ville romane, cisterne, acquedotti e ruderi medievali come quelli dell’antica fortificazione di confine con San Polo dei Cavalieri in località “Castellaccio”. Testimonianze più evidenti di attività economiche si riscontrano in resti di “calcare” (fornaci utilizzate per cuocere le rocce e produrre la calce per l’edilizia locale), e nei boschi dove sono presenti spianate circolari un tempo adibite a “carbonaie”.

Lungo i sentieri che attraversano la Riserva si avvicendano suggestivi punti panoramici sulla campagna romana, sui rilievi appenninici e sull’imponente forra dell’Aniene sovrastata dal centro storico con i Templi dell’Acropoli, il Parco di Villa Gregoriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore.Cavalli nei pressi di Fontana Vecchia (foto Alberto Proli)

L’articolata rete sentieristica, di cui si riportano in breve i principali tracciati, ricalca per vari tratti il più frequentato Sentiero-Natura “Don Nello Del Raso” percorribile in ore 3,30 circa (soste escluse), con un dislivello complessivo in salita e in discesa di circa 300 metri. Il suo percorso ad anello inizia presso l’Arco sulla via di Quintiliolo in direzione della salita a destra che conduce al Villaggio Don Bosco, e si svolge attraverso il Monte Catillo, la Sughereta di Sirividola e il tratto meridionale della cresta verso Nord-Sud, per poi digradare nella valle del Fosso dell’Obaco a Fontana Vecchia e riscendere sulla via di Quintiliolo all’altezza del primo ponte della ferrovia.

Sentiero 330: Salita Villaggio Don Bosco - Colle Lucco

Tempo di percorrenza: 2 ore

Difficoltà: medio-facile / Dislivello: 335 m

Segnavia: rosso-bianco-rosso / numero 330

Inizia a Tivoli lungo la salita che dall’Arco di Quintiliolo conduce al Villaggio Don Bosco.

F. Bartolini- "Tratturo a Fonte Bologna", 2015 - acrilici su tela, cm. 100x80

Sentiero 331: Bivio Hotel Torre S. Angelo - San Polo

Tempo di percorrenza: 2 ore

Difficoltà: medio-facile / Dislivello: 365 m 

Segnavia: segnato rosso-bianco-rosso / numero 331

Inizia nei pressi di Tivoli lungo la SP Tivoli-Marcellina, svoltando a destra subito dopo aver superato il primo ponte della ferrovia.

Sentiero 332: Ex Casello Ferroviario - Monte Sterparo, denominato anche “Paolo Fantini”

Tempo di percorrenza: 2 ore

Difficoltà: Impegnativo con tratti difficili / Dislivello: 340 m

Segnavia: segnato rosso-bianco-rosso / numero 332

Il sentiero, denominato anche “Paolo Fantini”, inizia nei pressi di Tivoli dal km 1,200 della SP Tivoli-Marcellina.

Sentiero 333: Quadrivio - Monte Sterparo   

Tempo di percorrenza: 30 minuti

Difficoltà: facile / Dislivello: 63 m

Segnavia: segnato rosso-bianco-rosso / numero 333

Inizia vicino al quadrivio situato nei pressi dell’area pic-nic, svoltando a sinistra se si proviene da Tivoli, a destra se si proviene da Fonte Bologna, oppure proseguendo diritti se si proviene dall’area pic-nic. 

Sentiero 334: Bivio Colle delle Travi - Colle Lecinone    

Tempo di percorrenza: 30 minuti

Difficoltà: facile / Dislivello: 102 m

Segnavia: segnato rosso-bianco-rosso / numero 334

Ha origine come diramazione del sentiero fra Colle Piano e Colle delle Travi per chi viene da Tivoli svoltando a sinistra, verso Nord-Ovest.

Sentiero 335: Colle Lecinone - Monte Sterparo

Tempo di percorrenza: 30 minuti

Difficoltà: medio-facile / Dislivello: 72 m

Segnavia: segnato rosso-bianco-rosso / numero 335

Collega il Colle Lecinone con il Monte Sterparo, con inizio nei pressi del muretto che segna il confine della Riserva accanto ad un casale abbandonato. 

 Sul Sentiero-Natura "Don Nello Del Raso" (foto Raimondo Luciani)Fonte Bologna e dintorni

Scorci della Riserva (foto Raimondo Luciani)Per gli appassionati di natura ed escursionismo la Riserva Naturale di Monte Catillo costituisce opportunità irrinunciabile per vivere, conoscere e apprezzare l’ultimo sistema naturale relativamente integro del territorio tiburtino. Ciò vale per ognuno di noi, ma soprattutto per i giovani, dato che: «… la cura del nostro patrimonio ambientale e la promozione delle nostre specificità territoriali passano anche attraverso una maggiore conoscenza e consapevolezza dei cittadini che ci vivono…», così come rammentato dal Consigliere metropolitano delegato all’Ambiente, Matteo Manunta, al termine di un ciclo di escursioni e incontri svoltisi lo scorso maggio con gli studenti dell’ITCG “E. Fermi” di Tivoli, nell’ambito di un progetto di educazione ambientale finalizzato alla realizzazione di “Un Video per la Riserva”. Un approccio innovativo per trasferire a una platea più ampia il valore e la conoscenza del nostro territorio: «… un’iniziativa in cui i ragazzi apprendono e sperimentano attraverso modalità e strumenti quotidiani di comunicazione, trasformandosi per gioco in promotori della ricchezza naturalistica della Riserva».

 

Antica fortificazione di confine in località Castellaccio

L'imponnte forra dell'Aniene ai piedi del Catillo (foto Raimondo Luciani)

Info: http://www.parks.it/riserva.monte.catillo e "Carta escursionistica della Riserva Naturale di Monte Catillo" della Provincia di Roma, autore: Anna Guidi.

Italo Carrarini

 

 

 

ARIA VELENOSA

AriaVelenosaNell’ultimo periodo passeggiare per le strade non ha più lo stesso piacere di prima, infatti quando si respira a pieni polmoni per il paese non si sente più quell’aria pulita di campagna. Noi respiriamo ininterrottamente dal nostro primo giorno fino all’ultimo. È un bisogno vitale e costante, non solo per le persone ma per tutti gli esseri viventi sulla terra. Una cattiva qualità dell’aria è una grande minaccia: nuoce alla nostra salute ed a quella dell’ambiente. La situazione è delicata ed il problema molto complesso, poiché le interazioni sono globali. Approfondiamolo un po’!

Cosa è l’aria?             

L’atmosfera è la massa gassosa che circonda il pianeta, articolata in diversi strati con varie densità. Il più piccolo e basso è conosciuto come troposfera (quello dove avvengono i fenomeni atmosferici). L’aria secca è costituita da azoto (78%), ossigeno (21%) e argon (1%), oltre ad una certa quantità vi vapore d’acqua (0,1-4%). L’atmosfera contiene inoltre piccole quantità di centinaia di altre sostanze (CO2, metano, particolato, ozono, CO, ammoniaca, ossidi di zolfo, ossidi d’azoto, e altri ..) misurate in parti per milione e rilasciate in atmosfera dalle attività umane o da fonti naturali (eruzioni vulcaniche, incendi, tempeste di sabbia).

Inquinamento globale

L’inquinamento atmosferico non è un problema solo locale, ma riguarda tutto l’emisfero. Gli inquinanti prodotti in una nazione possono essere trasportati in paesi molto lontani. I gas emessi in Cina e Stati Uniti raggiungono l’Europa, e così vale il contrario, come gli inquinanti generati nelle città arrivano fino alle aree rurali circostanti. Il vento sposta queste masse d’aria contaminata, non c’è posto che si salvi, interno oppure esterno, vicino o lontano.

Qualche numero

L’inquinamento dell’aria è la 4° causa di morte dietro l’alta pressione del sangue, una dieta alimentare sbagliata ed il fumo. Nel 2012 ha infatti causato 6,5 milioni di morti nel mondo per malattie connesse. Ciò dipende dal fatto che il 92% della popolazione mondiale vive in città dove il livello d’inquinamento supera spesso i limiti di sicurezza.

Conseguenze sulla salute

I tre inquinanti che in maniera più significativa incidono sulla salute umana sono: il particolato, il biossido di azoto e l’ozono troposferico. Le particelle solide sono così piccole e leggere che restano in sospensione nell’aria, ed oltre ad entrare nei polmoni riescono a passare anche nel sangue. Esposizioni prolungate possono causare irritazione oculari e cutanee, emicranie, asma, allergie, patologie polmonari, malattie cardiovascolari, e tanti altri danni all’uomo, all’ambiente ed agli altri esseri viventi.

Ozono troposferico

L’ozono è costituito da tre atomi di ossigeno. Negli strati alti dell’atmosfera è fondamentale perché ci protegge dai raggi ultravioletti solari, ma nella troposfera (lo strato a livello del terreno) è molto pericoloso. Esso è aggressivo, corrosivo, riduce la fotosintesi, la crescita delle piante, e produce infiammazione dei polmoni, dei bronchi, e per soggetti già deboli può essere debilitante od addirittura fatale. Nella troposfera si forma come risultato di complesse reazioni chimiche, dove il metano ed il monossido di carbonio (CO) giocano un ruolo di primo piano.

Fonti d’inquinamento

Il contributo delle attività umane alla produzione di inquinanti è dovuto alla crescita demografica, l'agricoltura intensiva, la deforestazione, l'industrializzazione, la climatizzazione delle abitazioni e la diffusione dei combustibili fossili a fini energetici. Il 90% dell’ammoniaca e l’80% delle emissioni di metano provengono dalle attività agricole. Il 60% degli ossidi di zolfo è dovuto alla produzione di energia. Il 40% degli ossidi di azoto derivano dal trasporto stradale, così come il 40% del particolato. Per il 2017 si stima una crescita del 2% delle emissioni di anidride carbonica, per un totale di 41 miliardi di tonnellate di CO2 immesse in atmosfera, di cui il 60% è prodotto per il riscaldamento delle abitazioni, raggiungendo livelli record di concentrazione in atmosfera pari a 405 parti per milione (ppm), molto oltre il limite di sicurezza di 350 ppm.

È importante isolare bene le abitazioni per diminuire il consumo energetico dovuto al loro riscaldamento e le relative emissioni di CO2, ma allo stesso tempo è necessaria una politica globale poiché gli inquinanti prodotti in un paese si spostano comunque in tutto il globo. Siamo sulla stessa barca e dobbiamo lavorare sodo perché non affondi, affinché l’uomo non si avveleni stupidamente con le sue stesse mani.

Federico Fratini

 

 

 

 

THE PLACE

ThePlaceCosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi?

'The Place' arriva al cinema dopo il grande successo di 'Perfetti sconosciuti'. Nel cast stellare troviamo Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D’Amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli e Giulia Lazzarini.

Al suo undicesimo film da regista, Paolo Genovese scuote le coscienze con domande esistenziali sul bene ed il male e sul libero arbitrio: cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi?

In un ambiente completamente differente dagli altri film dello sceneggiatore italiano, un misterioso uomo siede sempre allo stesso tavolo di un ristorante, pronto a esaudire i più grandi desideri di otto visitatori, in cambio di compiti da svolgere. Ma quanto saranno disposti a spingersi oltre i protagonisti per realizzare i loro sogni? E soprattutto, chi è quell’uomo e chi stabilisce le regole?

Alcune richieste sono semplici, altre più singolari ma tutte hanno un prezzo e il prezzo da pagare non è mai senza conseguenze. Demone? Psicologo?  Qualcuno pensa che sia un mostro ma lui i mostri li nutre, dandogli soltanto quello che vogliono. Nessuno è obbligato, lui ha sempre una soluzione, ogni richiesta piò essere esaudita, apre il suo libro nero ed esclama “Si può fare”, ma c’è sempre un prezzo da pagare ed ognuno può scegliere liberamente la propria strada.

Nove personaggi si avvicendano rapidi consumando un caffè e masticando fantasie, ambizioni, rimpianti. Hanno a disposizione unaThePlace1 manciata di minuti, il tempo di formulare il desiderio. Poi ricevono un compito da svolgere. Il ritmo è sostenuto eppure quieto, niente accade se non il dialogo.

Lui è seduto sempre allo stesso posto, non importa a quale ora del giorno e della notte, lo troverete sempre lì, all'angolo di un ristorante, allo stesso tavolo, con un quaderno in mano. Qualche volta ci scrive delle cose, qualche altra le legge. Non sappiamo niente di lui, chi lo viene a cercare sa soltanto che è capace di esaudire desideri. Tutti i desideri: ricchezza, bellezza eterna, fede, sesso, salute, speranza.

Non un film d’azione, nessuna sceneggiatura particolare, protagonista il solo dialogo tra i personaggi.

Un film di testa, un film che fa riflettere. Ognuno di noi ha una parte oscura che a volte rimane nascosta, altre viene fuori, ognuno ha un obiettivo da raggiungere o un desiderio da esaudire, ed allora fino a che punto siamo in grado di spingerci per raggiungerlo? Cosa siamo disposti a fare?

 

Cristina Nonni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOI LILITH

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SCUOLA

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ARCHEOLOGIA

NASCE L'ASSOCIAZIONE APS ARCHEOTIBUR : INSIEME PER RACCONTARE E VALORIZZARE LA STORIA DI TIVOLI E DELL'AREA TIBURTINA.

ARCHEOTIBUR LOGOHa visto la luce nell'Aprile dl 2016 l'associazione di promozione sociale Archeotibur, aderente alla Federazione Italiana Associazioni Archeologiche, fondata per merito dei soci Emidio Timperi, Andrea Terenzi, Giovanni Di Braccio, Christian Doddi e Stefano Del Priore. L'obiettivo prefissato dell'associazione è quello di promuovere e valorizzare la storia, le tradizioni e i beni culturali dell'antica e bellissima città di Tivoli; per “tornare a far risplendere di luce la storia di Tivoli e del suo circondario, una splendida città, più che trimillenaria, in cui siamo nati e viviamo”. Attraverso questa rubrica in collaborazione con La Piazza pubblicheremo degli articoli, a cura del Direttivo e del nostro Comitato Tecnico Scientifico, che vi faranno scoprire aspetti inediti e curiosi della grande storia di Tivoli e dell'area tiburtina. Vi auguriamo una buona lettura e vi invitiamo a seguirci sul nostro sito www.salutidativoli.it e sulla nostra pagina Facebook Saluti da Tivoli.

Dott. Francesco Pecchi (membro del Comitato Tecnico -Scientifico dell'APS Archeotibur)

 

 

 

 

 

I CINQUE BAIOCCHI E ALTRE MONETE DELLA STORIA DI TIVOLI

La zecca di Tivoli fu autorizzata alla coniazione, delle sole monete in rame, con chirografo (documento di attestazione) del 20 giugno 1797. L’appalto papale per la realizzazione dei coni fu affidato a Luigi Severi e Carlo Sartori. I 5 Baiocchi (detti Madonnina per l’immagine della stessa riprodotta con la scritta Sancta Dei Genitrix al dritto) sono l’unica moneta giunta sino a noi coniata dalla zecca di Tivoli. Fu emessa per un totale di 28.700 scudi, pari a circa 574 mila pezzi coniati. A seguito dell’ordine generale di chiusura delle zecche (novembre 1797), stando ai documenti di restituzione, vennero consegnati anche coni “logori” per i mezzi baiocchi, sebbene in un numero esiguo, e coni nuovi per sampietrini e quattrini, a testimoniare che la coniazione di queste tipologie non fu mai avviata.

A seguito dell’avvento della Repubblica Romana, il 23 giugno 1798, venne stipulato un nuovo contratto con Luigi Severi e la zecca riprese le coniazioni. Tuttavia, a causa della gestione poco corretta dello stesso Severi, che produsse monete in proprio e utilizzò anche coni di altre zecche ( ad esempio i coni della zecca di Macerata), il giorno 1 agosto 1798 il ministro delle Finanze dispose la definitiva chiusura dell’officina tiburtina.

L’operatività della zecca di Tivoli durò dal 1775 al 1799 sotto lo Stato Pontificio del Papa Giovannangelo Braschi al secolo Pio VI, zio del Duca Luigi Onesti Braschi proprietario dell’omonima Villa Braschi.

L’incisore della moneta, firmato TM, pare essere il famoso incisore Tommaso Mercandetti (1758-1821) che iniziò la sua carriera da medagliere a Cremona con il celebre ritratto di Alfeno Varo.

Risalendo a tempi più antichi, si deve ricordare che Tibur, era una delle comunità più influenti della Lega Latina ed aveva una sua monetazione. Inizialmente, per scambi commerciali, i popoli del Lazio Antico, utilizzavano blocchi di varie dimensioni e forme in bronzo. I sopracitati, ovvero gli Aes Rude (Bronzo Rude), vengono considerati come una proto-monetazione, sebbene non abbiano nè la forma nè i caratteri tipici delle monete convenzionali.

Successivamente, per ridurre le operazioni di pesatura, cominciarono ad usare pezzi di forma più regolare, aggiungendone dei "caratteri" o "segni" che potessero indicarne il valore. Fu introdotto, così, nell'uso comune il cosiddetto Aes Signatum (Bronzo Segnato). In genere si tratta di oggetti generalmente in bronzo o piombo, dalla forma parallelepipeda od ovoidale, con varie "impronte" su uno o su entrambi i lati. Si ritiene ipoteticamente che l'Aes Signatum fosse "coniato" da privati e non dallo Stato. Solo intorno al III sec. a.C. si inizia ad emettere l’Aes Grave (Bronzo Pesante), monetazione vera e propria suddivisa in Asse, Semisse (1/2 asse), Triente (1/3 asse), Quadrante (1/4 asse), Sestante (1/6 asse) Oncia (1/12 asse).

Attualmente a Tibur viene attribuita la sola serie di monetazione onciale dell’Ercole. I motivi per cui viene attribuita questa serie monetale sono il Culto d’Ercole e il sistema Onciale.

A Tibur, però, non si attribuivano Assi e Semissi, ma once e quadranti.

Pur tuttavia non si hanno ritrovamenti certi delle monete suddette.

Le monete in Euro dei nostri giorni

MONETELe 5 Euro, del 2013, in argento, riproducono al Diritto la celeberrima scena del “Mosaico delle Colombe” rinvenuta, (nel 1737 e collocata attualmente ai Musei Capitolini nella sala detta delle Colombe), nella sfarzosa Villa, (al interno del gran complesso architettonico detto “dell'Accademia”)  del più illustre cittadino di Italica  e cioè l'Imperatore Pubblio Elio Adriano Augusto (117-135 d.C.) .

Al sopracitato dritto, incorniciato, per metà, della scritta REPUBBLICA ITALIANA, sotto l'immagine “delle colombe” vi è la rappresentazione di un capitello composito anch'esso  rinvenuto alla “Residenza Adrianea”, fiancheggiato da dei mosaici stilizzati romboidali.

Nel rovescio compare in alto la scritta VILLA ADRIANA, con la data di coniazione (2013) e il valore monetale (5 EURO) e nel basso la scritta TIVOLI.

Tra di loro vi è la rappresentazione stilizzata del cosidetto “Teatro Marittimo” straordinaria struttura architettonica anch'essa facente parte della Villa di Adriano a Tivoli.

MONETE1L’ultima moneta, (che verrà coniata nel mese di marzo 2017) che rappresenta il nostro territorio è quella afferente ai 10 € in oro 900 (il cui peso è di 3 grammi con diametro di 13,58 mm). 
La suddetta commemora i 1900 anni  dalla proclamazione dell’Imperatore Pubblio Elio Adriano (117 d.C.) avvenuta a Roma. Al dritto presenta l’immagine dell’Augusto ripresa dal busto marmoreo, attualmente agli Uffizi di Firenze, con corazza imperiale (appena accennata) e toga. Reca la scritta Repubblica Italiana.

Per il rovescio, come nei 5€ d’argento, è stato scelto come scenario, una struttura della sua famosa villa tiburtina, ovvero il cosiddetto tempio di Afrodite Cnidia (Tholos dorica in marmo bianco).
Presenta la scritta in latino Hadrianus Augustus, l’anno di conio 2017 (al centro della moneta) e il valore nominale di 10 Euro.

Dott. Giovanni di Braccio - Christian Doddi

 

 

 

 

PRO-LOCO

PROLOCO LOGOTRADIZIONALE CONCERTO DELL'IMMACOLATA AL CASTELLO ORSINI

Si è svolto nel pomeriggio dell'8 Dicembre il tradizionale Concerto dell'Immacolata presso la Sala Baronale del Castello Orsini, in collaborazione con l'associazione Centro Diffusione Musica di Tivoli. L'iniziativa ha riscosso un ottimo successo di pubblico, il quale ha ascoltato le superbe intepretazioni degli interpeti Elena Piselli, Georgiana Neagu, Giulia De Luca, Amedeo Innocenti, guidati al pianoforte dalla prof.ssa Marcella Orsatti.

Il presidente della Pro-loco Angelo Iurlaro ha poi premiato il concittadino neo campione del mondo Lino Iori con una targa, a nome del Direttivo dell'associazione, per l'ottimo risultato conseguito e per l'esempio che il nostro atleta rappresenta in particolare per le giovani generazioni castellane.

L'intero direttivo della Pro-loco di Castel Madama e tutti i suoi collaboratori augurano un buon Natale ed un felice anno nuovo a tutta la cittadinanza e ai lettori de “La Piazza”.

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 PROLOCO

 

 

 

 

GIORNATE DI STORIA CASTELLANA 2018 – TERZA EDIZIONE

E' definito il programma della terza edizione delle Giornate di Storia Castellana – terza edizione. Il ciclo di conferenze sulla storia locale a cura della Pro-loco di Castel Madama con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura. Anche quest'anno sono previsti intervento di studiosi affermati, giovani ricercatori e associazioni impegnati nello studio della storia locale e nel recupero delle tradizioni di Castel Madama e dell'intera area della Valle dell'Aniene. Le giornate si svolgeranno presso la Sala Consiliare del Comune di Castel Madama.

PROGRAMMA :

27/01/2018 h. 17.00

LECTIO MAGISTRALIS INAUGURALE DEL PROF. ARCH. ALESSANDRO CAMIZ

03/02/2018 h. 17.00

 

dott. Stefano Del Priore (archeologo, APS Archeotibur)

GLI ACQUEDOTTI : I GIGANTI DELL'ACQUA

10/02/2018 h. 17.00

Gabriella Cinelli (fiduciaria Slowfood Tivoli e Valle dell'Aniene)

LA VALLE DELL’ANIENE ..SEGRETI SAPORI CUSTODITI NEI PALAZZI, NELLE CASE, NEI MONASTERI.

17/02/2018 h. 17.00

Gruppo Archeologico LATIUM VETUS : Nucleo Castel Madama

POTENZIALITA', PROSPETTIVE CULTURALI E TURISTICHE DEL TERRITORIO DI CASTEL MADAMA.

24/02/2018 h. 17.00

Lucrezia Corboz – Marina Monaco

VIZI E VEZZI, CURIOSITA', CAPRICCI E STRAVAGANZE NELLE CORTI RINASCIMENTALI.

Francesco Pecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VICOVARO

RASSEGNA DI CORALI A VICOVARO

VICOVAROL’edizione 2017 del Concerto di Natale si è rivelata ricca di emozioni, complice la magica atmosfera evocata dalla splendida cornice della Chiesa di San Pietro a VICOVARO. Grazie alla gentile concessione del parroco Don Benedetto Molinari la Corale “Santa Caecilia” di VICOVARO ha ospitato una rassegna di Corali che si sono esibite in un repertorio di brani scelti, ispirati alla tradizione del Santo Natale.

Il direttivo, presieduto da Nadia Napoleoni e sostenuto dall’impegno delle signore Monica Dante e Dilva Roberti e da Pietro Maugliani, ha tenuto alto l’obiettivo organizzando una manifestazione molto importante per la musica e per la tradizione vicovaresi.

Al concerto del 10 dicembre si sono esibite la Corale Polifonica di Grottaferrata, La Nova Schola cantorum di Arsoli ed ha partecipato anche il Coro Voluptas di Roma, diretto dal maestro Marzio Montebello.

La Corale Polifonica di Grottoferrata ha celebrato il Trentesimo anniversario della sua fondazione nel 2015 e il direttore Massimo Di Biagio ha diretto i suoi coristi in brani classici della tradizione natalizia come ”Natale nel mondo“- raccolta di canti natalizi-, a seguire He es Born the child divine e Natale in swing, La slitta di babbo Natale, di Adams Cantique de Noel e per finire   Merry Christmas polka!. Il maestro Andrea Bosso ha accompagnato al pianoforte, il tenore solista era Claudio Tommasini.

Il direttore artistico della NOVA SCHOLA CANTORUM di Arsoli ha diretto I suoi coristi nell’Ave Maria di Ludovico da Vittoria, in Tota pulchra di Miserachs e nel Credo di Vivaldi. Di spessore artistico è l’apporto del tenore Andrea Attili. La direttrice Carla Ferrari, vicovarese doc, cresciuta tra le fila dei soprani della Corale di Vicovaro, ha al suo attivo numerosi concerti e festival nazionali e internazionali nonché incisioni come soprano solista, ha voluto regalare una esecuzione di brani sacri per valorizzare la coralità e la tecnica della polifonia.

Il direttore della Corale di VICOVARO Roberto Proietti, ha coltivato da sempre attitudini artistiche dirigendo la Corale dal 1985 e occupandosi dal 2001 del Coro giovanile del Liceo Scientifico di Guidonia e dal 2010 dello Spallanzani di Tivoli. Ha diretto musicisti importanti e solisti noti, in occasione della rassegna ha voluto rivisitare un repertorio di brani sacri e moderni aprendo il concerto con un medley di Autori Vari dal titolo Christmas songs. A seguire la melodia di Alejandro Carrillo, autore contemporaneo, con l’Ave Maria.

Oh Holly night di Adolph Adam, scritto nel 1847 è forse il brano natalizio più inciso, il suo canto è stato registrato da Placido Domingo, George Michael, Aretha Franklin, Luciano Pavarotti, Celine Dion, Mariah Carey, Andrea Bocelli, Claudio Baglioni. Il rifacimento melodico del canto natalizio di M. Leontovich, compositore ucraino che scrisse un’opera corale rappresentata nel 1916, la cui caratteristica principale è quella del “canto ostinato” cioè di un disegno ripetitivo di quattro note che attraversano l’intero brano dal titolo: Carol of the bells. Infine sull’aria di Jhon Rutter, Star Carol con arrangiamento di Willcocks. Molto significativo il contributo delle soliste Gaia, Rita, Alessia, Silvia tra le fila dei soprani.

Nel repertorio scelto dal maestro Roberto Proietti è stato eseguito come brano d’ assieme, il celebre ADESTE FIDELES, arrangiata da Willcocks, nella versione con discanto eseguito dalla soprano Carla Ferrari. Hanno accompagnato all’organo, il maestro Pierluigi d’Amato e al Flicorno soprano, il maestro Franco Crielesi.

La Corale Santa Caecilia è attualmente composta da più di trenta elementi di tutte le età e si pone come obiettivo la valorizzazione e la divulgazione della musica Corale attingendo da autori di diverse epoche e tradizioni, anche quest’anno il sindaco Fiorenzo De Simone, presente alla rassegna con l’assessore Margherita Crielesi, ha inserito la manifestazione nel programma cittadino NATALE con i tuoi, edizione 2017.

Maria Pia Napoleoni

 

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MANDELA

MANDELA - 37° SAGRA DELLA POLENTA E OLIO NOVELLO

Domenica scorsa (3 dicembre) a Mandela si è tenuto il consueto appuntamento con la “Sagra della Polenta e Festa dell’Olio diMANDELA Olivo”, evento che - a partire dal 1980 - attrae molti appassionati della buona cucina da gustare nella splendida cornice del centro storico del paese.

L’evento è stato organizzato da tutte le Associazioni locali, che - come ogni anno - insieme all’Amministrazione comunale, si sono poste l’obiettivo di organizzare, mantenere e curare una tradizione importante per il paese di Mandela, accogliendo con attenzione ed entusiasmo tutti i partecipanti alla sagra, che -  oltre a gustare cibi buoni e genuini - hanno potuto conoscere e apprezzare le bellezze del territorio.

La sagra, arrivata alla sua 37a edizione, ha proposto i piatti tipici della tradizione mandelese: un’ottima polenta con salsicce e spuntature che ha riscosso grande successo, la gustosa bruschetta con olio novello che ha deliziato i palati fino a tardo pomeriggio, le prelibate pizze fritte mandelesi, dolci e salate.

Sono stati predisposti posti a sedere per tutti i partecipanti, sotto i vari gazebo posizionati nelle piazze più caratteristiche; inoltre è stato organizzato un servizio efficiente per la distribuzione delle bevande ed è stata prestata una particolare attenzione alla pulizia e cura delle postazioni.

In tutto il paese sono stati collocati piccoli banchi di vendita ove gli ospiti hanno potuto degustare e acquistare dolci tradizionali del territorio, l’olio novello appena spremuto e molti altri prodotti tipici artigianali.

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Importante novità per l’edizione di quest’anno: una mostra itinerante di foto storiche a ricordo della gente di Mandela articolata lungo le vie del paese, molte le foto posizionate al di fuori delle case dove i protagonisti – genitori, nonni, parenti e amici -hanno vissuto in passato.

L’evento è stato accompagnato, per tutta la sua durata, da musica di strada offerta dal gruppo folkloristico “La Banda dei Briganti”; gruppo storico alla continua riscoperta delle antiche tradizioni e strumenti musicali che ha coinvolto e divertito i partecipanti in giro per le strade del paese.

Per chiudere in bellezza la manifestazione, al tramonto, si è svolto uno scenografico spettacolo pirotecnico per salutare i partecipanti e rinnovare un “arrivederci” al prossimo evento!

Claudio Pettinelli (Sindaco di Mandela)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TIVOLI

TIVOLI: ARRIVA LA CARTA D'IDENTITÀ ELETTRONICA

CARTAIDENTITAA partire da lunedì 11 dicembre 2017 l’Ufficio Anagrafe del Comune di Tivoli sta rilasciando, in via esclusiva, con le modalità ed i tempi previsti dalla vigente normativa, la C.I.E. (Carta di Identità Elettronica). Tale carta, con funzioni di identificazione del cittadino, è finalizzata ad incrementare i livelli di sicurezza dell’intero sistema di emissione.  E’un documento di riconoscimento con le dimensioni di una carta di credito, dotato di sofisticati elementi di sicurezza che consentono di identificare il titolare tanto sul territorio nazionale quanto all’estero, che potrà essere utilizzato anche per accedere ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni (pagamenti elettronici di multe, bollette, bolli auto, ticket sanitari). Come per il passato, il cittadino può richiedere il documento presso gli sportelli degli uffici nei giorni di ricevimento al pubblico munito di una sola foto, documento scaduto, tessera sanitaria o codice fiscale. Lo stesso, al fine di evitare file presso gli sportelli anagrafici, può effettuare la prenotazione direttamente sul portale predisposto dal Ministero dell’Interno al seguente indirizzo: https://agendacie.interno.gov.it. Il rilascio della C.I.E. non sarà più contestuale ma avverrà entro 6 giorni lavorativi dalla data della richiesta e ricevuta, per posta, all’indirizzo di residenza o ritirata presso gli uffici comunali e sarà emessa dal Poligrafico dello Stato. Il Ministero dell’Interno ha stabilito il costo di produzione e spedizione della nuova carta di identità elettronica in Euro 16,79 (comprensiva di IVA) a cui si aggiungono i normali diritti di segreteria di Euro 6.21, per un costo totale di Euro 23,00. In caso di smarrimento o deterioramento del documento di identità, il costo complessivo della carta di identità elettronica ammonterà ad € 28,00 (Euro 16,79 con aggiunta dei diritti di segreteria di Euro 11,21). Il pagamento potrà essere corrisposto in contanti presso lo sportello Anagrafe del Comune oppure presso la tesoreria del Comune di Tivoli, Banca Popolare di Ancona filiale di Tivoli, piazza Santa Croce, IBAN IT 55A0311139450000000012067 causale: corrispettivo CIE. Quanto alla carta di identità cartacea si precisa che la stessa potrà essere richiesta esclusivamente per casi specifici e tassativamente indicati quali: tutela della salute; pregiudizio e/o danno economico (es: stipule contratti, atti notarili, etc); partecipazione a procedure concorsuali (es: concorsi pubblici, bandi di gara); consultazione elettorale; viaggio con presentazione di biglietto ovvero prenotazione di soggiorno in struttura ricettiva; iscritti A.I.R.E. La C.I.E. può essere richiesta esclusivamente se il precedente documento è in scadenza, scaduto, smarrito, rubato o deteriorato; non deve essere emessa a seguito di cambio di indirizzo o residenza. All’atto della richiesta di emissione della C.I.E., il cittadino potrà esprimere il proprio consenso/ diniego alla donazione di organi e tessuti.

Valentina Torella

 

IL NUOVO PROGETTO DI PAOLO SORRENTINO

Venerdì sedici novembre Tivoli è stata  di nuovo  protagonista sul set cinematografico con Paolo Sorrentino, premio Oscar comeSORRENTINO MACCHINA DA PRESA miglior film straniero con "La Grande bellezza". Il nuovo progetto di Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore , che avrà come protagonista l'attore Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi, è stato acquisito da Focus Features e verrà distribuito da Universal Pictures Italy per il mercato italiano. La location sarà la periferia della città. La Tibur Film Commission è orgogliosa per la splendida collaborazione con la classe dirigenziale, del Comune di Tivoli e di tutta l'amministrazione che ha reso possibile tutto questo. Paolo Sorrentino (Napoli, 31 maggio 1970) è un regista, sceneggiatore e scrittore italiano. È vincitore di quattro European Film Awards, un Premio BAFTA, cinque David di Donatello, sette Nastri d'argento. Ha presentato cinque dei suoi film al Festival di Cannes aggiudicandosi il Premio della giuria per Il divo, candidato all'Oscar al miglior trucco. Nel 2014 il suo film La grande bellezza vince sia l'Oscar per il miglior film straniero, che il Golden Globe per il miglior film straniero, premi che per regolamento sono considerati collettivi e non ascrivibili alla singola persona. Inoltre vince il BAFTA Film non in lingua inglese che, sempre per regolamento, viene invece in questo caso assegnato al regista e al produttore o produttori principali. La grande bellezza si era già aggiudicato precedentemente anche quattro European Film Awards 2013, nove David di Donatello 2014 e sei Nastri d'argento 2013. Nel 2015 scrive e dirige il suo settimo film e secondo girato in lingua inglese Youth - La giovinezza (con protagonisti Michael Caine, Rachel Weisz e Harvey Keitel), vincitore di tre European Film Awards tra cui Miglior Film. Nel 2016 scrive e dirige la sua prima serie TV The Young Pope con protagonisti Jude Law, Diane Keaton e Silvio Orlando. La serie è prodotta da Sky Atlantic e HBO. Nel 2010 ha esordito nel mondo letterario con Hanno tutti ragione, romanzo terzo classificato al Premio Strega 2010.

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Claudia Crocchianti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PSICOLOGIA

 

 

ERO MATTA IN MEZZO AI MATTI….

“Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita!”  

(Alda Merini)

 

pAZZIHo deciso di prendere un mio vecchio articolo dedicato alla follia e lo propongo nuovamente per dare seguito alla riflessione che mi accompagna giorno dopo giorno ad ogni mia entrata e uscita dal setting terapeutico. Pensare alla follia come una liberazione ad un vissuto che censura e ostacola pensieri e azioni tendenzialmente equilibrati.

Avere una visione positiva della follia. Pensare che per vivere, anzi sopravvivere nella società odierna c’è bisogno di pensieri folli che spesso rendono più accettabile l’idea del cambiamento. Follia come coraggio di fare scelte diverse, di seguire nuove strade per migliorarsi e migliorare la propria vita. In questa prospettiva la follia non è solo disagio o malattia. Negli ultimi due secoli in più ambiti (medicina, arti, scienze umane, giurisprudenza) si è riconosciuto alla follia un duplice valore: da una parte, essa è l'“altro”, cioè un mondo profondamente diverso da quello dei “sani”; dall'altra, essa rivela qualcosa che è in tutti gli uomini. In questa ottica, è necessario fermarsi a riflettere sull’uso e descrizione del concetto “follia” nella letteratura italiana. Il termine follia appare in Dante con significato negativo, indicante la temerarietà del gesto dell'uomo che presume farsi simile a Dio.  Il tema della pazzia ricopre un'importanza straordinaria nella cultura umanistico rinascimentale, con la presenza di due testi fondamentali, Encomium moriae ("Elogio della pazzia") di Erasmo da Rotterdam e Orlando furioso di Ludovico Ariosto. L'interpretazione tipica della follia nel classicismo quattro-cinquecentesco è un'interpretazione paradossale: il segno della follia è il sintomo di una duplicità, di una contraddizione, di una inquietudine morale che scompiglia il tradizionale assetto pazzia-saviezza.  La follia diviene per la prima volta portatrice di una forza conoscitiva straordinaria che rivela come la vera mancanza di senno sia da cercare piuttosto tra i cosiddetti "savi", dotati di certezze incrollabili e di punti di vista unilaterali, che non presso i "pazzi", in grado di assecondare in modo più veritiero la propria coscienza e le proprie pulsioni.  Totalmente "paradossale" è l'impostazione di Erasmo, per il quale la follia è segno di conoscenza e di consapevolezza razionale: egli condanna la demenza del mondo che, spinto dall'avidità, rincorre falsi valori e tesse le lodi di quella superiore "follia" (tale solo agli occhi del mondo, essendo in realtà suprema saggezza) che spinge il cristiano a fare della fede esercizio di vita.  Diversa è invece la prospettiva offertaci da Castiglione; il pazzo è il "gentilomo" che si abbandona all'eccesso, che trasgredisce le leggi del convenevole. Ballare per strada la moresca o confortare una madre che ha perso il figlio con arguzie e motti piacevoli è sconveniente e inopportuno. In Guicciardini, il pazzo è colui che compie azioni rischiose, dove sono più sicure la perdita e la sconfitta che non il guadagno e il successo. La pazzia è segnata dall'infrazione alla regola aurea della discrezione e della prudenza. Nel XX secolo, la follia iniziò ad essere considerata come un rifugio che l’uomo si crea per sfuggire alla sofferenza della sua esistenza. L’esempio più noto è senza dubbio l’Enrico IV di Pirandello, che, come altri personaggi pirandelliani, sceglie la pazzia per non contaminarsi con la vita impura e piena di sofferenze.

Allora chi non ha mai lottato contro i mulini a vento???

Gioia Fabiani

 

 

 

CULTURA

PADRE BONAVENTURA LOLLI

Missionario, Apostolo della Carità, straordinario Predicatore

Tra le tante figure religiose nel tempo di Castel Madama non vorrei dimenticare Padre Bonaventura Lolli religioso francescano, soprattutto per una sua singolare dote di ottimo e impareggiabile predicatore.

CHIOSCO CASTEL MADAMANacque a Castel madama il 3 dicembre 1842 da Giovanni Lolli e Rosa Moreschini. Fu battezzato con il nome di Antonio e vestì  l’abito francescano di San francesco di Assisi il 18 del mese di dicembre del 1858 nel convento di Palombara Sabina lo stesso luogo, dove qualche anno dopo sarebbe entrato l’arcivescovo castellano Sebastiano Francesco Pifferi. Pronunciò i voti semplici, il 18 dicembre dell’anno seguente e i voti solenni nel convento dell’Aracoeli in Roma il 18 di dicembre del 1862 con il nome di Bonaventura.  Dopo gli studi di filosofia e di teologia fu ordinato sacerdote, a Viterbo il 23 settembre 1865 nella chiesa delle Mantellate (lo stesso anno e giorno nel quale fu ordinato sacerdote Giacomo Ghezzi futuro vescovo). Concluse gli studi sulle regole dell’ordine francescano meritando l’elogio di ottimo lettore e predicatore nelle mani del reverendissimo ministro generale frate Rafael de Pontecchio il 30 settembre del 1865. Fu nominato confessore per le mani di padre Francesco da Lucca l’8 di marzo del 1867 e il 1 aprile dello stesso anno ricevette l’approvazione quoad seculares utriusque sexus nelle mani di Monsignor illustrissimo Arcivescovo di Viterbo.  Fu nominato vicario per circa tre anni prima in Toscanella (Bologna) e poi nel convento di Corneto, dove operava un altro sacerdote di Castel Madama padre Ubaldo Ruggeri.  Nel 1876 fu eletto Presidente del nuovo Ospizio dei Santi Martiri Giapponesi della città di Civitavecchia, dove fu apprezzato non solo dai suoi confratelli ma anche dai fedeli. Il 23 del mese di Giugno del 1877 Padre  Bernardino di Portogruaro gli diede la Patente (si fa per dire) di Missionario tanto che il 5 di Ottobre (il giorno dopo la Festa di San Francesco d’Assisi) si imbarcò dal porto di Bordeaux in Francia, e il 15 dicembre raggiunse il collegio apostolico della città di Tarija (Bolivia).Come Missionario dedicò molto tempo delle sue giornate alla confessione e, nel frattempo, svolse il ruolo di eccellente organista e di compositore di melodie religiose e soprattutto si dedicò all’evangelizzazione della gente attraverso le sue prediche nelle diverse chiese delle città come Moraja, Sococha, Mojo y Nazareno, in luoghi come la Valle de la Conception, o San Pietro de Las Penas.Nel 1882 lo troviamo come Procuratore dei Missionari di Tarija, e maestro dei coristi e come organista. Tra i tanti impegni collaborò come vicario al primo numero del Bollettino di San Antonio e nel 1902. È nominato Vice Maestro dei novizi e direttore dell’Opera Antoniana (Obras Antonianas: pecunia utendi) e l’anno successivo a Salinas istituì, l’Opera  Pia della Pia Unione y del Pan de San Antonio per i poveri. Non trascurando mai l’arte di predicatore del Vangelo nelle varie città della Bolivia nel 1907 contribuì personalmente alla ristrutturazione della casa parrocchiale di Tarija, dove ricevette degnamente l’Arcivescovo de LA PLATA, il compaesano Francesco Sebastiano Pifferi. Padre Bonaventura stanco per l’instancabile opera svolta nell’evangelizzazione di gran parte del territorio della Bolivia, con il peso i dolori e i malanni della vecchiaia, abbandonò questa terra alle ore 18,00 del 22 luglio del 1918 a Sella dopo aver posta la prima pietra per un Orfanatrofio Antoniano per i bambini.  Fu una luce e una guida anche per i suoi confratelli come ottimo religioso, di santa saviezza e di missionario indomito e predicatore impareggiabile e pertanto sicuramente un castellano benemerito che non va dimenticato.

Alessandro Moreschini

DUE OPERE DI POESIA

Il nostro compaesano Comm. Alessandro Moreschini, Poeta, Scrittore e Storico ha posto in essere per l’anno 2018, la pubblicazione di alcune opere di particolare interesse storico soprattutto per la Comunità Castellana dal Titolo “EPISTOLARIO (Corrispondenza del Comm. Attilio Rossi con il mondo della cultura Italiana ed Europea dei primi del Novecento”, ”UOMINI ILLUSTRI INSIGNI, BENEMERITI E MERITEVOLI NEL TEMPO DI CASTEL MADAMA”; nonché, due  opere di Poesia una in italiano dal titolo” IN FLAUTO TRAVERSO” e un’altra in dialetto Castellano dal titolo “ ZIZZIRIPENNE” . E’ un ricco programma che sicuramente ha richiesto tempo e fatica non indifferente per un uomo non più giovane Abbiamo chiesto allo scrittore una primizia delle due opere poetiche visto delle altre due lo stesso ha già pubblicato qualche cosa sul nostro mensile. Con la sua consueta disponibilità ci ha inviato i seguenti brani di “ZIZZIRIPENNE” particolarmente interessanti sia sul piano linguistico, sia d’impegno sociale.

S’E’ FATTA TUTTA DINE

S’è revejatu ‘u sole e ggià s’apprescia

a repittà le téttora ‘e ‘u finile,

‘na schianta d’-ortu senza j’ de prescia,

la faccia de la cchiesa e ‘u cambanìle…

Reèssotéju ju chicchirichine,

‘nu raju de somaru da ‘na stalla

 e ppo’ j-abbaju ‘m-prona a le cajine,

‘nu ciche vulu d’ala de poncàlla.

 ‘Na mula léntu smòve ‘nu carìttu,

 do’ vóvi ‘na bbaròzza,’na chiamata

 e ppiù de ‘n-fischiu pe ‘nu vicurittu.

S’è ffatta tutta dine e ‘Nunziata

co ‘na canèstra ‘n-capu e ‘nu zicchittu

‘m-mani, s’abbia versu la Piantàta.

TIRA E TTIRA

T’ho datu ménte e ccòre co’ lo réstu 

mettènnote a ‘stu munnu ‘n -allicrìa;

t’ho fattu chiattu bbónu e puru onestu,

ma mmo’ da cranne si ‘na zozzaria…

E ‘mmece de zappane e mmète spiche

e recazanea n-ortu-  futu futu,

non ffane aru che recresce ardiche,

lo bbravu a mmora   e azà ‘u vutu.

Sempe ‘mbriacu, patre de tre ffiji,

passi le dine co la pippa ‘m-mocca

mo’ all’ostaria, e mmo’ a i Curiciji 

co’ mmójeta a penane a ffa la jòcca.

No’ n-ce la faccio ppiù a ddà cunsiji…

…la corda tira tira e ppo’se stócca!!!

J-ASINU

‘N-asinu, straccu d’esse cojonatu

 ‘na bbella dì se voze ammascarane

vestennose da signore de casatu

 co ‘nu frustinu mmani e scarpi sane.

Che furasteru!!!” repetea la ggente

che ju vedea‘n-giru pella piazza,

da come veste no’ j’ manca niente,

‘n-viru signore propriu viji de razza

 Verzu la sera Lena de Cavaju,

‘n-croppa a la somara, j-appellane

‘ndriminti revenea da ‘u travaju:

Me pari j-omo justu da spusane

benanche te manchesse m-beju raju…

No’ resistette j-asinu e… rajane

LA MATRE TERA

E’ inutile conquistare la luna

se si dimentica la preziosità della terra

Cudì m’ha abbandonatu a me stessa

da tantu tempu senza dimme gnente?

‘Na vota era io la badessa

vardata e respettata da la ggente.

Te lo recordi canno stiji attenta

a reggiramme tutte le budella

e mme mittiji ‘n-zinu ‘na somenta

pe repianne tanta bbona e bbella?

So vella che facea nasce i frutti

mela, pera, cerasa e fallacciani

e cici e oju e uva pe le vutti …

Mo’ mmece sto tra spini e lenguecani

tana de serpi, racani e de tutti…

Revéttene da me, puru dimani!!!

La Redazione

 

 

 

 

 

 

ATTUALITA'

NA VOTA LA GENTE CE CREDEA

ATTUALITACosì recita un verso di una delle poesie di Alessandro Moreschini che racconta in maniera poetica la religiosità dei Castellani nel passato. Questa religiosità sembra ormai stia scemando ogni giorno di più per cui le vecchie tradizioni  le stiamo sostituendo con nuove manifestazioni di “fede”. La fede verso il soprannaturale è stata sostituita dalla “fede” calcistica, dalla “fede” verso il proprio rione o dalla “fede” verso il proprio raggruppamento politico. Ed allora diventa naturale sostituire le manifestazioni di fede con la fede alle manifestazioni. Da qualche anno laATTUALITA1 festa del Patrono San Michele Arcangelo è passata in sordina, senza alcuna manifestazione visibile ma solo con celebrazioni in chiesa e ci si limita alla sola processione. Al posto della festa patronale celebriamo la manifestazione del Palio, di Oliolive o di altre manifestazioni similari lasciando la tradizione, abbandonando le “credenze” del passato. Ricordo che anni fa coloro che per ragioni varie erano emigrati fuori Castel Madama nella ricorrenza di San Michele tornavano al proprio paese per stare con i parenti e con gli amici. Ora vengono per il Palio o per Oliolive. Non so se il disinteresse è dell’amministrazione comunale o di altri enti. Sicuramente dal punto di vista economico ci sono delle obiettive difficoltà. Ma allora mi chiedo: come fanno i paesi vicini a fare grandi feste, con grandi manifestazione pubbliche,  in occasione delle feste patronali? Paesi vicini che hanno un numero di abitanti di molto inferiore ai nostri, riescono a fare delle manifestazioni che richiamano grande afflusso di persone dai paesi viciniori. Forse ciò che manca nel nostro paese è un po’ di buona volontà. Gli enti preposti dovrebbero darsi una svegliata, la popolazione dovrebbe partecipare più attivamente. Nessun problema alle celebrazioni del Palio o di Oliolive ma torniamo a dare lustro alla nostra tradizione, alla fede dei nostri genitori, anche perché in caso di necessità (come successo nel passato) potremmo sempre rivolgerci al nostro Patrono San Michele Arcangelo. Sarebbe invece inutile rivolgersi a San Palio o a Sant’Oliolive!

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Mario Scrocca

 

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Addobbo realizzato dai ragazzi di Oratocca@noi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PALLAVOLO

UNA STAGIONE DIFFICILE!

La stagione della pallavolo castellana viene scossa ad inizio dicembre dalle dimissioni del presidente Francesco Santolamazza, cheFRANCESCO SANTOLAMAZZA dopo 15 anni di presidenza lascia l’incarico. Le motivazioni addotte sono la distanza dai tecnici e il distaccarsi dal progetto “Castel Madama Volley”. Le cause vanno probabilmente ricercate in un avvio di stagione stentato delle squadre di categoria, visto il livello tecnico espresso dai campionati quest’anno decisamente inferiore rispetto agli anni scorsi. La prima divisione di mister Cara e Ricci al suo esordio, affronta fuori casa i giovani rampanti dell’Afrogiro. La nostra formazione si schiera con Pierucci al palleggio, Marcangeli opposto, Vicentini e Feri al centro, Bruno e Marini come opposti e Mario Luce Libero. In panchina a disposizione Ferrazzi, Caputi Lorenzo, il nostro capitano Fabio Possenti e Francesco Salinetti rientrato dopo un anno di assenza, ma in condizioni fisiche non ottimali. La gara non parte nel migliore dei modi, nel corso del 1°set facciamo molta fatica, commettiamo molti errori, la cui conseguenze immediata è l’andare immediatamente sotto nel punteggio. Il set lo perdiamo a 17 con Bruno totalmente fuori dal match, lontano anche nella condizione fisica rispetto alle prestazioni stellari dello scorso anno. Nel 2°set viene sostituito Feri con Ferrazzi, (Feri al rientro dopo due anni di inattività), il gruppo ferito nell’orgoglio imbastisce una reazione adeguata, riuscendo a portare a casa il set 25/18, ma la sensazione di difficoltà rimane, siamo molto lontani dalla squadra ammirata lo scorso anno in campionato e nel trofeo Appio. Nel 3°set questa sensazione torna ad essere concreta, commettiamo errori banali e giochiamo con poca serenità, così che come il punteggio ci vede sotto andiamo in difficoltà evidenti. Il terzo set viene perso a 19. Nel 4°set ci si attende la reazione avuta nel 2°set, invece si assiste ad un crollo verticale, Bruno in particolare s’innervosisce, iniziando a commettere errori macroscopici; i tecnici effettuando tutti cambi a disposizione ma la musica non cambia, perdiamo 25/8! Questa squadra mai aveva perso così male in 5 anni, la cosa è ancor più grave in quanto l’avversario che avevamo davanti, seppur valido non aveva un profilo tecnico elevatissimo, abbiamo fatto tutto noi. La stagione inizia nel peggiore dei modi! Il secondo incontro di campionato ci mette davanti il Villalba, sconfitto anch’esso alla prima di campionato, quindi in cerca dei primi punti in classifica come noi. Ci schieriamo con Pierucci al palleggio, Marcangeli opposto, Ferrazzi e Feri al centro, Marini e Bruno a banda, con Luce libero. Il 1° set parte teso, nessuna delle due squadre riesce a prendere il sopravvento e si lotta punto a punto, il nostro gioco continua mostrare diverse difficoltà, ma tra i nostri giocatori spicca la prestazione di Andrea Ferrazzi e Simone Marini che dimostrano di aver cambiato marcia rispetto al gruppo. Villalba rispetto a noi è più falloso e portiamo a casa il set 25/20. Nel corso del 1°set s’infortuna Marco Feri (problema alla spalla) che viene sostituito da Caputi. Nel 2°set ripartiamo con la stessa formazione, con Vicentini al posto di Caputi, ma con una maggiore determinazione, evidentemente ci siamo lasciati alle spalle qualche fantasma, e si vede subito nel gioco riusciamo ad essere più aggressivi, mettendo in grossa difficoltà la squadra ospite, che perde 25/13 il set. Nel 3°set partiamo subito spediti cercando di vincere il set e la gara, ma Villalba in questo set gioca con maggiore convinzione non avendo più nulla da perdere, creandoci qualche fastidio. Vinciamo il set 25/19, portando a casa i primi tre punti della stagione, ma la prestazione lascia ancora a desiderare, come veniamo messi sotto pressione dall’avversario facciamo fatica a trovare le giuste contromisure. La terza giornata di campionato ci mette davanti un avversario ostico, il Sales, che andiamo ad affrontare in condizioni d’emergenza con Feri non ancora disponibile causa infortunio rimediato nella giornata precedente, Ferrazzi indisponibile per motivi personali e Piero Amabili fuori da inizio stagione causa stiramento di terzo grado al polpaccio (n.b. infortunio che terrà Piero fuori dal campo forse per la stagione intera). Ci schieriamo con Pierucci al palleggio, Marcangeli opposto, Vicentini e Salinetti al centro (per Salinetti è esordio da centrale, in quanto non ha mai giocato in quel ruolo), Bruno e Marini opposti. In panchina a disposizione solo il nostro capitano Possenti. Questo quadro delinea già la gravità della situazione, praticamente non abbiamo panchina e non abbiamo libero. Il primo set vede un certo equilibrio, tra gli avversari spicca in particolare il centrale che sarà autore di una buona gara. Il set viene vinto dal Sales che riesce a portare a casa il set commettendo meno errori di noi. Nel 2°set vista la situazione d’emergenza Luce (arrivato nel corso del 1°set), viene schierato come martello e non come libero, al posto di Marcangeli e riposizionando Marini come opposto. L’impatto della gara di Luce è molto buono, la squadra riprende vigore e vinciamo il set 25/16. Il 3°set prosegue come il precedente, con i nostri ragazzi che hanno aumentato il ritmo soprattutto al servizio mettendo in grande difficoltà i giocatori del Sales, risultato 25/21 per noi. Il 4°set è molto combattuto, giochiamo punto a punto, ma riusciamo a spuntarla per 26/24, vincendo il match per 3/1, con una grande prestazione del gruppo, con Salinetti autore di buona gara in un ruolo non suo. Nella gara successiva affrontiamo la Polas, sull’onda delle buone prestazioni offerte nelle ultime, la squadra sembra aver ritrovato un discreto equilibrio. Ci schieriamo con Pierucci al palleggio, Marcangeli opposto, Vicentini e Feri al centro (quest’ultimo al rientro dopo l’infortunio), Simone Marini e Mario Luce a banda; quindi giochiamo senza il libero (n.b. nella pallavolo il libero è il miglior giocatore di difesa), con Bruno in panchina. Il 1°set parte subito molto bene, i ragazzi vanno velocemente in vantaggio, con Luce che sembra essersi calato alla grande nel ruolo, il gioco comunque rimane sempre un po’ macchinoso e facciamo fatica a mettere giù la palla con una certa costanza. Il 1°set lo vinciamo comunque 25/16 senza troppi patemi. Nel 2°set la gara diventa più equilibrata, c’è una lotta punto a punto, ma nei momenti difficili è Luce a tirarci fuori dalle difficoltà, vinciamo 25/22. Nel 3°set gli avversari sembrano aver mollato, e replichiamo il punteggio del 1°set 25/16, portando a casa altri tre punti molto importanti per la classifica, che ci posizionano al 3° posto. Nella gara successiva affrontiamo l’Appio Roma fuori casa, in formazione tipo ormai, Bruno e Luce a banda, Ferrazzi e Feri al centro Pierucci al palleggio e Marcangeli opposto. Il primo set è una lotta punto a punto, dall’altra parte troviamo una squadra giovane e molto competitiva. Perdiamo 25/23 dopo essere stati in vantaggio. Nel 2°set partiamo a razzo andando largamente in vantaggio, le certezze dei ragazzini dell’appio si sciolgono e vinciamo 25/12. Nel 3°set diventa protagonista l’arbitro che poco certo del suo operato inizia a rivedere le decisioni prese, innervosendo il clima. La gara a differenza del 2°set è punto a punto, in quanto i ragazzini sono così, alternano set a tutta forza e set dove sbandano vistosamente; comunque noi lottiamo, recuperando lo svantaggio, ma alla fine perdiamo 25/21, neanche l’inserimento di Marini al posto di Marcangeli (un po’ in difficoltà in difesa) cambia le sorti del set. Nel 4°set i nostri ragazzi perdono la testa, così che Bruno viene espulso con Ferrazzi, al loro posto entrano Marcangeli per Bruno e Possenti (fuori ruolo, in quanto lui è palleggiatore) al posto di Ferrazzi al centro; eravamo già sotto nel punteggio, praticamente non giochiamo più, la confusione regna sovrana, rimediando una sonora sconfitta che avrà le sue ripercussioni anche a livello di squalifiche (nella pallavolo un giocatore espulso va sostituito, si gioca sempre in 6). Sarà una stagione difficile, ora la società è affidata ad Ivan Guzzo, sicuramente persone competente (la più competente del direttivo), che in qualità di vicepresidente eserciterà le funzioni di presidente fino alla nomina di un nuovo presidente. Forza Castello sempre e comunque!

PALLAVOLO

Francesco Santolamazza

 

 

 

 

 

BALLO

MOVIMENTO È SALUTE… A TUTTE LE ETÀ

Da qualche settimana il Ministero della Salute, in collaborazione con il Coni e l’Istituto Superiore di Sanità ha avviato una campagna informativa che ha come obiettivo quello di sensibilizzare la popolazione sui benefici che lo svolgimento di uno sport o di un’attività fisica regolare può apportare in termini di salute. (Il video realizzato può essere visualizzato leggendo il qrcode in basso alla pagina con un qualsiasi smartphone).

L’intento è quello di esortare quante più persone possibili ad effettuare una regolare attività fisica come strumento efficace per la prevenzione di malattie, configurandosi come una vera e propria branca della medicina preventiva.

Ad oggi, secondo i recenti dati del sistema PASSI 2017, il 32% della popolazione italiana conduce una vita sedentaria.

Ancora più preoccupante è il fatto che almeno un sedentario su cinque pensa di svolgere una attività fisica sufficiente durante la giornata, una percezione soggettiva che è ben lontana dal reale impegno a cui viene sottoposto il fisico.

Fare movimento non significa praticare necessariamente uno sport a livello agonistico ma anche camminare, correre, ballare, giocare, pedalare in bici, rientrano fra le attività attuabili per migliorare il proprio stile di vita e per prevenire l’insorgere di malattie, soprattutto cardiocircolatorie e metaboliche.

BALLOCon l’inserimento di nuove e studiate discipline per il fitness e il benessere fisico, fare movimento è diventato alla portata di tutti anche per chi presenta patologie ossee e articolari in passato trattate con assoluto e rigoroso riposo da parte di medici, fisioterapisti e addetti del settore.

Viene superata l’idea di movimento preclusa alle sole discipline di educazione posturale e correttiva ma si aprono nuovi orizzonti a variabili di lavoro aerobico in tutte le discipline del fitness: dal rebound con utilizzo di trampolini per attutire gli impatti al suolo nel caso del Superjump, passando al KangooJumps con le speciali scarpe con molle che riducono dell’80% gli impatti al suolo non gravando ne su articolazioni ne sulla schiena o sulla cervicale; dal Group Cycling e le sue pedalate di gruppo in montagna o in pianura lavorando sulle ginocchia come in una sala di riabilitazione al movimento articolare, fino alle lezioni di TotalBody e Pilates con speciali precauzioni per chi presenta problematiche particolari a code logolivello osteo-articolare o muscolare; poi ci sono i protocolli aerobici basati sul ballo o sul più rinomato Zumba adattando le nuove scoperte scientifiche al divertimento e alla sicurezza dell’individuo.

Non siamo nati per stare fermi. Oramai non abbiamo più scuse per non muoverci, perché il movimento è salute… A tutte le età!

 

 

Ivo Santolamazza

  • Fotoblowup
  • Empolum
  • FisioAndreaChicca
  • Dental Gaia
  • Frimm
  • MauroConad
  • Psicoterapeuta
  • Frantoio Vicovaro

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