2017_01_page40_image7 LaPiazzaWeb lapiazza_heater2

LA PIAZZA ANNO XIV N. 8 Ottobre 2017

L'impresa dei grandi

Ottobre2017 001

 

Questo numero è reperibile presso i soliti punti distribuzione a partire dalla fine di Ottobre 2017.

Download per gli abbonati
Download disponibile nella sezione
Sfogliaagiornale
Sfoglia il Giornale nella relativa sezione

 

 

 

 

 

 

 

SI PUÒ ESSERE CAMPIONI ANCHE ALLA MIA ETA’

logoMondiale2017Chi a Castel Madama conosce Lino Iori sa quanto impegno ci mette nel seguire o meglio inseguire la sua passione, quella di correre.

E inseguendo questo sport che ha raggiungo un traguardo molto importante nei primi giorni del mese di settembre, vincendo il campionato del mondo di corsa in montagna over 75, gara che si è svolta Dubnica nad Vahom, in Slovacchia.

Una corsa che ha visto impegnati 500 atleti nelle diverse categorie,  provenienti da tutto il mondo e circa una ventina nella categoria del nostro Lino che ha tagliato il traguardo trionfando  con il tempo di 55:32 sul percorso da 9.6 chilometri, tutti in salita m non troppo, dice lui,  dal paese di Pruske (245 metri) alle pendici del Vrsatec (745 metri) dunque un dislivello di 500 metri.

Inseguire nel senso che non sempre si ottengono dei risultati e non sempre si ha voglia di ottenere dei risultati, come spesso dice lui “per molti anni non ho avuto voglia di confrontarmi nelle gare, la dimensione agonistica non mi interessava” la corsa è una disciplina sportiva solitaria”.

Poi qualche volta hai bisogno di dare qualcosa anche agli altri a chi ti segue a chi ti stima a chi ti guarda nelle manifestazioni agonistiche, anche nell’antica Grecia le maratone erano seguite dal pubblico.

D: Quando hai cominciato a correre, che cosa ti ha stimolato?

R: Non ci crederai ma la nevicata del 1956 è stato uno di quegli eventi che provocato in me un’enorme voglia di scoprire la montagna, così ho cominciato con le escursioni per tanti anni poi è arrivata la corsa.

Ma fin da giovanissimo ero affascinato dalla neve che cadeva sulle cime delle montagne qui attorno a noi.

A 14 anni all’insaputa dei miei genitori sono andato a Spina Santa una montagna qui vicino, oggi mi ci alleno la chiamo la mia montagna. lì c’è una quercia che ho visto crescere.

D: Che cosa è per te la corsa?

R: uno stato d’animo, ho cominciato praticamente a correre nei primi anni sessanta in montagna quando facevo il finanziere in servizio di dogana nelle zone montane della Lombardia, nei miei momenti liberi invece di scendere nei paesi della valle come Livigno con i miei colleghi andavo a correre nei sentieri montani.

D: La corsa in montagna come si differenzia?premiazione

R: Vedi io correvo nei tracciati classici qui nelle nostre strade asfaltate ma ci sono tante difficoltà, le automobili ma più di tutti gli automobilisti indisciplinati che sono tanti, un pericolo ma anche banalmente i cani che ti rincorrono e ti spaventano quindi devi schivare. Così ho deciso di ritornare a correre in montagna, li ci sono i lupi e li ho visti, accidenti se li ho visti, li ho anche fotografati e ce ne sono tanti, ma di loro non ho paura. insomma è uno spazio visivo e mentale diverso.

D: Quali sono le emozioni che provi a correre in montagna?

R: Prima di tutto un senso di libertà, sei immerso nella natura, apprezzi i panorami corro sulla neve sono delle emozioni forti, mi piace sentire i vento addosso.

D: Correre a 75 anni è già vincere?

R: In un certo senso si, perché questa è l’ultima categoria, a quest’età c’è una grande selezione.

premiazione1D: Qual’ è la cosa più dura della corsa in montagna?

R: Può sembrare strano ma se si è allenati e c’è la volontà si riesce a fare tutto anche se si potrebbe pensare alla sofferenza ma è più gioia che sofferenza.

D: Come ti alleni, segui anche altre discipline sportive?

R: Si certo, faccio gli esercizi ginnici, di posturale e la meditazione dello yoga poi tutti i giorni un allenamento di 10/12 chilometri. “Mi sono preparato allenandomi di notte per le strade di Castel Madama, al Boschetto e lungo i percorsi sulle terre dell’Università Agraria. E’ stato l’unico modo per riuscire ad allenarmi, vista l’afa opprimente. Ma se di giorno il nemico era il caldo, la notte bisognava stare attenti ai cinghiali. Ho corso anche in pianura perché questa gara era molto scorrevole quindi dovevo prendere della velocità.

D: E anche una tua filosofia quella della corsa?

R: Sicuramente si, è una necessità di evasione dal quotidiano.

D: Prossimo appuntamento?

R: mi piacerebbe partecipare l’anno prossimo in Croazia al campionato del mondo di corsa in montagna master, sono combattuto, ma mi sto convincendo in quanto il tracciato è perfetto per le mie caratteristiche atletiche, tutto in ascesa si parte da 700 mt e si arriva a 1600 mt su una distanza di circa 9 chilometri.

Ci tengo a precisare che questa vittoria l’ho dedicata a Camminando con Stefano, l'associazione castellana nata nel 2009 in memoria di Stefano Onofri con l’intento di riscoprire la natura".

Rino Sciarretta 

collicelli

 premiazione5premiazione4

 

premiazione2

 premiazione3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I CITTADINI STRANIERI CHE POSSONO DIVENTARE ITALIANI

C’è una battaglia politica sulla legge per la cittadinanza italiana per gli stranieri, complicata dalla dicitura latina usata dai giornali: ius soli. Diritto alla terra dove si nasce, si potrebbe tradurre.

Questa battaglia si confonde con il fenomeno dell’immigrazione, dei barconi che arrivano, dei centri d’accoglienza, e le due vicende, che sono molto lontane, si incrociano per forzature della propaganda elettorale.

Chiariamo subito che una legge per la cittadinanza italiana per gli stranieri in Italia c’è già da 25 anni: ed è la legge 5 febbraio 1992, n. 91, quando c’erano ancora Andreotti, Craxi e Forlani.

 Essa stabilisce che il cittadino straniero nato in Italia ha diritto alla cittadinanza una volta diventato maggiorenne a condizione che vi abbia risieduto fino a quel momento «legalmente e ininterrottamente» e dichiari entro un anno dal compimento dei 18 anni, di volerla acquisire; oppure può essere invece acquisita per matrimonio; oppure per naturalizzazione, cioè concessa su domanda dell’interessato (con Dpr, sentito il Consiglio di Stato) , a chi risiede in Italia da almeno dieci anni se cittadino extra Ue e quattro anni se europeo.

Eppure a sentire i dibattiti televisivi sembra che non ci sia nulla di tutto questo.

Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2017 sono 5.046.994 e rappresentano l'8,3% della popolazione residente, che ammonta a 60.589.445.

Di seguito i dati degli stranieri più rappresentati, anche se non tutti hanno la cittadinanza italiana.

cittadini Stranieri Tabella

Ciò di cui si sta discutendo adesso in Parlamento è invece una modifica per dare il diritto alla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, purché uno dei due genitori sia in possesso di permesso di soggiorno permanente (se extracomunitari) o di permesso di lungo periodo (se comunitari) e dunque sia residente nel nostro paese legalmente e in via continuativa da almeno 5 anni.

Inoltre può acquisire la cittadinanza il minore nato da genitori stranieri oppure arrivato in Italia prima dei dodici anni quando abbia frequentato nel nostro paese un percorso formativo per almeno cinque anni. Potrà anche chiederla chi non ancora maggiorenne sia entrato in Italia, vi risieda da almeno sei anni e abbia frequentato un ciclo scolastico (o un percorso di istruzione professionale) ottenendo un titolo di studio (o una qualifica).

La Francia ha attualmente una legge simile a quella italiana del 1992 citata all’inizio.

La Germania con una legge del 2000 ha stabilito che la cittadinanza tedesca viene acquisita automaticamente dai figli di stranieri che nascono in Germania, purché almeno uno dei genitori risieda abitualmente e legalmente nel Paese da almeno otto anni e goda del diritto di soggiorno a tempo indeterminato.

La Gran Bretagna invece concede la cittadinanza al minore nato sul territorio nazionale se uno dei genitori, cittadino non britannico, si sia stabilito nel Regno Unito, ovvero vi risieda a tempo indeterminato e senza soggiacere ai limiti temporali previsti dalla legislazione in materia di immigrazione, oppure se residente nel Paese nei dieci anni successivi alla nascita.

Gli Stati Uniti d’America con la loro lunga storia di ondate migratorie, hanno una apertura maggiore a quella che chiamano “Birthright” (diritto di nascita). Il 14° emendamento alla Costituzione americana nel 1868 ha sancito che: Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti, e soggette alla loro giurisdizione, sono cittadini americani e dello Stato in cui risiedono. Tuttavia le recenti polemiche sugli 800.000 Dreamers (sognatori), cioè figli di immigrati che non sono nati nel suolo degli Stati Uniti, ed ai quali Trump non ha concesso la cittadinanza, hanno scosso il solo “diritto di nascita”.

Ivano Moreschini

 

 

 

 

 

 

UN COMUNE AL COLLASSO

La situazione economica del nostro Comune ha assunto livelli di criticità talmente importanti da rendere indispensabile un’eccezionale e straordinaria attenzione al bilancio comunale, in continua e crescente sofferenza.

Il sindaco Pascucci e la sua giunta invece, hanno irresponsabilmente deciso di vivere alla giornata, aumentando tutto ciò che era possibile aumentare, come i servizi a domanda individuale (mensa scolastica), oppure tagliando furbescamente i servizi che  i cittadini invece stanno pagando: un esempio lampante è la macchina spazzatrice, tanto operosa in campagna elettorale quanto inesistente negli ultimi mesi, nonostante questo servizio sia stato incluso nella TARI, anch’essa aumentata a danno dei cittadini di Castel Madama.

È evidente che tale bulimia nella ricerca di risorse da incamerare nel bilancio comunale, è dettata dalla totale mancanza di volontà da parte dell’amministrazione comunale di voler comprendere, riconoscere pubblicamente e quindi affrontare la situazione di bilancio che negli anni si è venuta a creare e consolidare.

Di sicuro, la scelta dell’amministrazione Pascucci di attivare nuovi mutui senza peraltro realizzare le opere per cui gli stessi sono stati presi (vedi Caserma dei Carabinieri oppure parcheggio dello Stallone), oppure l’assegnazione di appalti con ribassi d’asta di fatto inesistenti (vedi parcheggio degli Orti), hanno contribuito a portare il nostro Comune vicino al dissesto finanziario.

Nello specifico, visto l’anno scolastico appena cominciato, vogliamo approfondire un tema di attualità: la mensa scolastica.

Comune Collasso Tabella

Queste sono le novità introdotte con la delibera di giunta comunale n. 72 del 25 maggio 2017 sul servizio di refezione scolastica, e questi sono i numeri relativi alla comparazione delle tariffe dello scorso anno e dell’anno in corso:

Come risulta evidente, l’amministrazione comunale ha apportato importanti aumenti a carico delle famiglie castellane per un servizio che invece dovrebbe essere offerto con la finalità di non creare, o comunque limitare il più possibile, spiacevoli discriminazioni a danno dei bambini che frequentano la scuola materna ed elementare.

Nonostante la depressione amministrativa (ed anche civica) in cui lentamente, ma con costanza, ci sta portando l’Amministrazione Pascucci, il gruppo consiliare di opposizione cerca di contrastare con i mezzi che ha disposizione tale deriva: una buona notizia che riguarda la scuola nasce da un’iniziativa promossa dai consiglieri di minoranza ed è finalizzata alla messa in sicurezza, in riferimento alla normativa antisismica, della scuola materna ed elementare di via della Libertà.

Infatti, a seguito dell’approvazione in consiglio comunale di una nostra mozione sulla verifica statica degli edifici scolastici presenti sul territorio comunale, è emerso che le maggiori criticità riguardano la scuola elementare e materna di via della Libertà.

Tale mozione ha consentito la predisposizione del progetto necessario per accedere ad eventuali finanziamenti per rendere antisismica tale scuola, poiché riteniamo che una comunità sana debba per prima cosa investire sul futuro dei nostri giovani, cominciando dalla sicurezza e dalla qualità degli ambienti a loro destinati.

Il GRUPPO CONSILIARE “TUTTA UN’ALTRA STORIA

 

 

 

 

 

 

L’UNDICI LUGLIO SCORSO È MORTO LUIGI NONNI

Dirigente della Democrazia Cristiana di Castel Madama e sindaco del nostro paese dal 1980 al 1988, è morto contornato dall’affetto della moglie, dei figli, dei nipoti che tanto amava.

A noi resta il ricordo di un uomo che aveva deciso di dedicarsi alla vita politica non sulla base di complicate elucubrazioni, ne’ di convinzioni dottrinali, bensì per il modo con cui aveva sempre concepito il rapporto con le altre persone, avvertendo in tutti, come in se stesso, il bisogno di amicizia, di affetto, di solidarietà e di aiuto.

Insomma sentendosi pari agli altri ed interpretando la politica come percorso della mediazione in virtù dell’idea che la democrazia, in primis, è superamento dei contrasti e ricerca della soluzione più adatta a superarli.

E da qui la sua caratteristica prudenza, che pur nell’autonomia delle scelte, lo trovava sempre dialogante ed aperto al dubbio.

Questa sua apertura al dialogo gli veniva riconosciuta anche dagli avversari politici e amici e compagni di partito furono partecipi delle lunghe discussioni serali, che avevano come teatro una sezione fumosa, nelle quali la sua parola giungeva quasi sempre alla fine del dibattito, a suggellarne il senso.

Quella che allora ci pareva, talvolta, una furbesca strategia, si rivelava quasi sempre come una innata capacità di mediazione e di sintesi che, travolti dall’impeto, a molti di noi sfuggiva.

La sua guida dell’amministrazione comunale, rappresentò in un certo senso la sublimazione di questa capacità, messa al servizio di un suo grande amore: Castel Madama.

Luigi Nonni amava il suo paese e questo suo amore non lo manifestava in sterili affermazioni di facciata, ma lo coltivava nella pratica amministrativa, appoggiando ogni idea che ne favorisse la sprovincializzazione e ne arricchisse il patrimonio culturale comune.

Molti di noi lo ricordano impegnato nell’organizzazione del gemellaggio con la città di Oudennarde, attento acchè ogni particolare fosse adeguatamente studiato.

“Castel Madama si fa Europà, ti rendi conto? Ed io non posso non essere all’altezza del mio paese” mi disse quella volta in cui faticosamente si sforzava di imparare un discorso di saluto in fiammingo da indirizzare agli amici belgi, e del quale proponevo di limitarsi ad una meno ostica versione italiana. Non si arrese e lo imparò. Castel Madama meritava questo sforzo.

Un episodio minimo forse, ma significativo di una passione che non amava manifestare se non con la dedizione che dedicava al mandato che gli era stato conferito.  

Ora che la terra, la sua terra, accompagna il suo riposo, e che incontrando di nuovo i suoi genitori Michele e Lucia mentre camminano quieti, potrà di nuovo commuoversi come faceva ogni volta che li vedeva camminare per le vie ben più ripide di Castel Madama, il pensiero fugge però dal politico e dal sindaco e va a riabbracciare il sorriso con cui, da amico, sapeva accogliere, consigliare, confortare, e per il quale ti ricorderemo, ti ricorderò.

Ciao Luigi.

Massimo Perica

 

 

 

 

 

 

 

NOTIZIE DAL CENTRO

Domenica  12 novembre  AL TEATRO DELLE MUSE a vedere “RICCHI IN CANNA & POVERI SFONDATi” con GEPPI DI STASIO. A seguire pizza no-stop da PIZZALUIGI.

2-3-4 dicembre Gita di tre giorni  MERCATINI DI NATALE. San Marino, Pesaro, Candelara e Urbino. Vedere  Locandine.  Se si è interessati, iscrizioni al Più presto, presso il C.S.A.

Il Presidente Mario Caputi

 

 

 

 

                                                                      

 

 

 

 

 

IL SENTIERO DEI PELLEGRINI - UN’ANTICA VIA TRA STORIA, FEDE E NATURA

Itinerario incantevole, che dalla “Chiesa di Santa Maria Maddalena” presso il Passo della Fortuna a Ciciliano conduce al “Santuario Maria delle Grazie alla Mentorella”, uno dei più antichi Santuari Mariani d’Europa. Una tappa significativa della “Via Benedicti” sulle pendici del Monte Guadagnolo, Sito di Importanza Comunitaria (SIC) della Rete Natura 2000 per finalità di conservazione naturalistica e di biodiversità. Da qui il “Sentiero dei Pellegrini” interseca il suo percorso con altri interessanti tracciati, come quello che attraversando le panoramiche alture del Cerella e di Spina Santa porta a Castel Madama per lo scosceso versante orografico di Valle Caprara, biotopo di particolare interesse naturalistico, in area a designazione Wilderness per la tutela e la valorizzazione del territorio.

Dal Passo della Fortuna (m. 471), nei pressi del bivio per Ciciliano, si procede verso la Cartelone indicante il passo della fortunachiesetta rurale di Santa Maria Maddalena (datata alla prima metà del 1400) con l’annesso Hospitale originariamente adibito all’accoglienza dei poveri e dei pellegrini diretti al Santuario della Mentorella.

Il tragitto, dotato di numerosi cartelli e segnavia CAI che si incontrano lungo l’itinerario (8) ex (501) e ben illustrato nella tabella installata nell’antistante piazzale, non è altro che l’antico Sentiero dei Pellegrini citato fin dal 1500 nelle Visite Pastorali dei Vescovi di Tivoli.

La distanza è di circa 5 chilometri, con un dislivello di oltre 500 metri e tempi di percorrenza media di 2.30 ore.

Superato il piazzale con l’adiacente parcheggio si incontra Villa Manni, dimora storica edificata sui resti di Trebula Suffenas, antico centro fondato dai Suffenates rimasto in vita dal VII sec. a.C. al IV sec. d.C., divenuto “municipio” romano nel I sec. a.C. dopo il definitivo assoggettamento del territorio equo.

Da qui, volgendo a sinistra per una strada cementata in lieve discesa, si raggiunge un ponticello dove poco più avanti è indicata la deviazione per la sorgente del Parabòcio, luogo caratterizzato da un susseguirsi di pozze e cascatelle alimentate da deflussi carsici nelle cui limpide acque vivono esemplari di salamandrina dagli occhiali, ottimo bioindicatore di qualità ambientale.

Tornati sul sentiero si sale fino al bivio per Fonte Nocchietta, in prossimità della quale insistono i ruderi della Rocca d’Elci (m. 767) edificata nel X sec. dai monaci di Subiaco. Proseguendo si arriva alla Fonte della Morrélla (m. 780) dove non molto distante sorgeva il Castrum Morellae, un fortino eretto intorno al 1200 su una sommità caratterizzata da tre speroni rocciosi, i cosiddetti Tre Murrùni dal dialettale mórra (pietra), a protezione dei pascoli alti di montagna, causa di incessanti rivendicazioni d’uso tra i pastori di Poli-Guadagnolo e quelli di Ciciliano, e tra i signori di Poli e l’Abbazia di Subiaco.

Descrizione del sentiero e sua storiaPiù avanti, in un alternarsi continuo di saliscendi tra bellissimi boschi, si susseguono: l’Ara di Cioffarégliu, l’Ara di Minchinégliu e l’Ara della Croce.

Nel dialetto locale l’ara o aia è un pianoro in terra battuta esposto ai venti di Ponente, utilizzato nelle società contadine per trebbiare il grano mediante battitura o calpestio di buoi condotti in circolo.

In particolare l’Ara della Croce deve il suo nome alla leggendaria conversione di Sant’Eustachio. La tradizione vuole che ai tempi dell’imperatore Traiano, durante una battuta di caccia, un centurione di nome Placido si imbattesse in un cervo sulle cui corna si manifestò il Cristo nel segno di una croce luminosa. Scosso da quel prodigio si convertì prendendo il nome di Eustachio. Morì martire sotto l’imperatore Adriano.

Insieme di foto pesaggi durante cammino

Continuando a salire nella fitta boscaglia si raggiunge il Santuario della Madre delle Grazie alla Mentorella, angolo di pace dove regna il silenzio e l’armonia della natura tanto caro a Papa Giovanni Paolo II, che in occasione del pellegrinaggio del 29 ottobre 1978 lo descrisse così: «Questo luogo, nascosto tra i monti, mi ha affascinato in modo particolare. Da esso si può spaziare e ammirare la magnifica visione del paesaggio italiano. Vi sono stato anche qualche giorno prima dell’ultimo Conclave. […]. Questo è un luogo in cui, in modo particolare, l’uomo si apre di fronte a Dio. Luogo dove - lontano da tutto, ma anche nello stesso tempo vicino alla natura - si parla confidenzialmente con Dio stesso. […]. Questo luogo […] mi ha aiutato molto a pregare».

Adagiato a 1016 metri di quota, su uno sperone roccioso dei monti Prenestini che affaccia sullo splendido e incontaminato paesaggio della Valle del Giovenzano, è ritenuto il più antico Santuario Mariano d’Europa. In lontananza si possono scorgere i maestosi picchi appenninici del Terminillo, del Vettore, del Velino, fino alle più lontane cime del Gran Sasso e dell’imponente massiccio della Maiella.

La scarna architettura della chiesa è nello stile delle basiliche romane del XII sec. e conserva, ancora ben visibili nella navata centrale, affreschi del XV e XVII sec. con immagini di San Benedetto e di Santa Scolastica.

Sempre nella navata centrale un ciborio del 1305, arricchito nella parte superiore da ornamenti cosmateschi, custodisce la preziosa statua lignea della Madre delle Grazie con il Bambino riconducibile a scuola laziale dell’XI-XII sec..

Altrettanto pregevole è il bassorilievo in legno di rovere del XII sec. (attribuito a Guglielmo di Chieti) raffigurante la consacrazione della prima chiesa ai tempi di Costantino da parte di Papa Silvestro I, con il Cristo che appare sulle corna del cervo.

La vicina grotta testimonia il passaggio di San Benedetto. Qui, per circa due anni, il santo custodì ed espresse tutta la sua inquietudine umana e spirituale prima di proseguire il cammino verso Subiaco. Una tensione ben ammaestrata nella Regola della vita comunitaria, che fa tesoro anche della breve esperienza personale di vita eremitica vissuta fra questi monti, utile a comprendere quanto le debolezze umane allontanino dalla contemplazione di Dio. Una Regola praticabile anche da persone comuni, che prevede un tempo per la preghiera e uno per il lavoro e lo studio (ora et labora), lontana dalle estreme privazioni e mortificazioni imposte dalla vita in solitudine scelta dagli asceti.

L’antico Sentiero dei Pellegrini è parte del percorso storico-naturalistico che, sulle orme degli Equi e dei Romani, collega due luoghi di culto legati alle vicende di Benedetto: il Convento di San Cosimato a Vicovaro e il Santuario della Mentorella, due delle località laziali toccate dalla Via Benedicti.

Nel corso dei secoli tutta l’Europa ha visto fiorire importanti centri di culto dedicati al santo e al suo Ordine, ma al Lazio è riservato il primato di Terra di Benedetto per i numerosi monasteri sparsi sul suo territorio.

Da Norcia, in Umbria, città natale del santo Patrono d’Europa, il Cammino di Benedetto ha inizio a Leonessa, nel Lazio, e si unisce al Cammino di Francesco fin oltre Rieti proseguendo verso Rocca Sinibalda e il Lago del Turano per giungere, dopo aver toccato Licenza, a Subiaco, città simbolo del monachesimo benedettino nel cuore dei Simbruini. Dopo la Certosa di Trisulti e l’Abbazia di Casamari arriva a Montecassino, dove Benedetto visse e dettò la Regola, per concludersi nell’Abbazia di San Vincenzo a Rocchetta al Volturno in Molise.

Le origini del Santuario sono avvolte nel mistero, così come ancora incerto rimane l’etimo del luogo fatto oggetto di varie supposizioni, non escluso che il termine Mentorella possa derivare dalla semplice deformazione nominale del vicino Monte Morella.

La chiesa è citata per la prima volta in un diploma pontificio dell’anno 958 a proposito di una determinazione di confini delle terre possedute dall’Abbazia sublacense.

Nel X sec. fu donata ai Benedettini di Subiaco che ne organizzarono il complesso dotandolo di un convento, di una chiesa e di una cappella, e che lo gestirono fino al XIV sec., periodo in cui raggiunse il massimo decoro nelle strutture e negli ornamenti.

Andato in rovina fu riedificato, con l’assetto architettonico che ancora oggi conserva, grazie ai considerevoli e premurosi restauri compiuti nel 1600 da padre Athanasius Kircher (1602-1680), gesuita tedesco, inventore ed eminente scienziato assai devoto alla Madonna.

Due secoli dopo, con apposito decreto papale del 1857, l’ormai malandato Santuario fu affidato alla Congregazione della Risurrezione. Incamerato dal nuovo Stato Italiano fu riacquistato nel 1883 dai Padri Resurrezionisti per passare, nel maggio 1977, alle dirette dipendenze della Provincia Polacca della stessa Congregazione.

A padre Kircher è dedicato l’intrigante sentiero attrezzato (503) - non ancora agibile per foto riguardante montagna lato sentierolavori di messa in sicurezza - che scendendo dal piazzale del Santuario conduce in poco più di un’ora, con un dislivello di 100 metri e in ambiente decisamente non convenzionale, allo Sperone Settentrionale dei Monti Caprini (m. 1030).

Per gli appassionati di arrampicata ed escursionismo gli Speroni dei Monti Caprini, impropriamente detti Speroni della Mentorella, offrono diverse opportunità¹.

Dal punto di vista dell’arrampicata: l’Alta Via Alpinistica dei Monti Caprini che collega le tre creste rocciose dei principali Speroni, con difficoltà tra il 3° e il 5° grado, ed altre varie “Combinate” omogeneizzate tra loro in base al livello medio di difficoltà.

 

Per gli escursionisti: il Sentiero della Finestra Orografica di Ara Vecchia (1 ora) e il suggestivo Anello Escursionistico degli Sgrimuni Nocini (3 ore), tutti con partenza e ritorno al Santuario.

In più la Mentorella è facilmente raggiungibile da un’interessante e ben articolata rete di sentieri provenienti dai paesi situati ai piedi del Monte Guadagnolo. Tra questi, solo per citarne alcuni:

  • Sentiero (502) intitolato a Karol Wojtyla, con partenza da Pisoniano o dal Km 17,500 della SP 33/a Empolitana (ore di salita: 3.30, dislivello: m. 790);
  • Sentiero (511) che dalla località Mola Bossi di Capranica Prenestina attraversa il Sentiero Natura (ore di percorso: 2, dislivello: m. 100);
  • Sentiero (514) che dal Convento di Santo Stefano a Poli passa per Colle Crocetta, la Cona, Fonte Canale e Le Prata (ore di salita: 3, dislivello: m. 785);
  • Sentiero (515) da Casape per la strada interpoderale verso Fonte Canale e Le Prata (ore di salita: 2.30, dislivello: m. 473);
  • Sentiero (516) da San Gregorio da Sassola con inizio dal Convento di Santa Maria Nuova per Le Cimate (ore di salita: 3.30, dislivello: m. 670).

Vedute del Santuario della Mentorella

Particolarmente avvincente e panoramica La Grande Traversata dei Prenestini distinta con segnavia (AV) che da Genazzano, in circa 9 ore di cammino, raggiunge il Convento di Santa Maria Nuova lungo i sentieri (507) - (512) - (504) - (516) con un dislivello in salita di m. 1200 e un dislivello in discesa di m. 650.

L’ambiente, caratterizzato da un esteso altipiano carsico con altitudini medie di circa 1000 metri s.l.m., è dominato dalla rupe rocciosa di Monte Guadagnolo (m. 1218) con il caratteristico nucleo rurale abitato più alto della città metropolitana di Roma Capitale.

Ricco di doline e cavità, origina un bacino idrogeologico di risorgenze idriche situate ai fianchi del basamento calcareo che riforniscono i torrenti tributari dell’Aniene.

Indicazioni di incroci con altri sentieri - insieme di foto

Presenta associazioni vegetali di più specie, tipiche del Subappennino laziale, con predominanza di acero, carpino e frassino consociate ad alcune varietà di quercia, nocciolo, melo e pero selvatico. Nei canaloni sono presenti popolazioni di leccio e maestosi esemplari di tiglio, mentre nella zona di Monte Piccione, al di sopra degli 800 metri, si incontra una faggeta piuttosto insolita in questo comprensorio con il monumentale ma ormai morente Fau scrittu (Faggio scritto).

Al bosco si associano varie specie di arbusti come il biancospino, la ginestra, il pruno selvatico, la rosa canina, il rovo e il terebinto.

Tra i fiori spiccano gli anemoni, i ciclamini, le orchidee e le primule, mentre sulle rupi di Guadagnolo vegeta il raro e protetto asfodelo giallo.

Tra le erbacee più diffuse vi troviamo la menta, la santoreggia e il timo serpillo. Piuttosto consistente la presenza di erbe officinali fra cui l’elicriso, la melissa e varie specie di aglio selvatico.

A causa dell’eccessivo sfruttamento dei suoli da parte dell’uomo, dovuto alla coltivazione di cereali anche a quote alte, all’uso intensivo dei pascoli e alle pratiche di caccia, sono pressoché scomparsi il capriolo, il cervo, il lupo e il cinghiale autoctono al quale è subentrata una specie importata.

Tra i mammiferi di piccola taglia sono presenti il gatto selvatico, l’istrice, il tasso e la volpe.

Numerosi gli uccelli che vivono in questi habitat sia in forma sedentaria che migratrice come la ghiandaia, il picchio verde e il rigogolo. Presenti anche rapaci notturni e diurni come l’allocco e il barbagianni o come il gheppio e la poiana.

Orme di Benedetto

I corsi d’acqua a quote basse sono popolati dalla rovella, dal vairone e, in rari casi, dal gambero di fiume.

Almeno otto le specie accertate di serpenti che abitano i Monti Prenestini; tra questi il biacco, la natrice e il saettone, tutti innocui tranne la vipera aspide.

Volendo proseguire per Castel Madama, dal Santuario si sale al vicino parcheggio per congiungersi al Sentiero Naturalistico-Didattico Danilo Restaneo (504). Da qui, in direzione del Monte Cerella (m. 1205) attraverso uno straordinario bosco e senza possibilità di errore, si arriva alla spoglia dorsale del Monte Spina Santa (m. 1059) da dove si può ammirare un panorama che spazia dai Colli Albani e Campagna Romana fino al Tirreno, dal Soratte ai Monti Tiburtini e Lucretili, dai Ruffi e Affilani fino al Monte Scalambra e ai più distanti Simbruini.

Ben visibile è Saracinesco, l’antico borgo dei Saraceni arroccato su un’altura dei Monti Ruffi che domina il fondovalle con i paesi di Sambuci, Ciciliano, Cerreto, Rocca Canterano, Gerano e Canterano.

Più avanti, dopo aver costeggiato un pittoresco ambiente di faggi e tigli, si svolta a destra per incrociare il Sentiero (9) ex (500) che immette nello scosceso versante orografico di Valle Caprara, in area dichiarata dal CNR “biotopo di particolare interesse naturalistico”.

Scendendo per un dislivello di oltre 700 metri si ritrovano aceri, carpini, ornielli e cornioli. Veduta dell amontaga al lato del sentieroPiù in basso, in una grotta situata alla base di una rupe che sovrasta l’accesso alla Valle, si incontra il rifugio dove nella primavera del 1944 trovò riparo la famiglia del partigiano Domenico Rocchi. Poco prima di uscire dal bosco si notano i resti di una vecchia calcara, forno allestito per ricavare calce dalla cottura delle rocce circostanti, utilizzato con ogni probabilità fino ai primi decenni del ’900.

Superato un cancello che porta all’abitato della località Colle Crognale, in meno di quindici minuti si raggiunge la SP 33/a Empolitana all’altezza del cartello segnaletico del Sentiero (9) posto al km. 8,700.

Un percorso nell’insieme piacevole, privo di particolari difficoltà tecniche, che invita al raccoglimento e che aiuta a riconciliarsi con sé stessi, con gli altri e con la natura.

Non per altro in questi luoghi sembrano ancora riecheggiare le parole che Karol Wojtyla, da camminatore instancabile e uomo di spirito qual era, ebbe a dire: «Davanti alla maestà dei monti siamo spinti ad instaurare un rapporto più rispettoso con la natura. Allo stesso tempo, resi più coscienti del valore del cosmo, siamo stimolati a meditare sulla gravità delle tante profanazioni dell’ambiente perpetrate spesso con inammissibile leggerezza. L’uomo contemporaneo, quando si lascia affascinare da falsi miti, perde di vista le ricchezze e le speranze di vita racchiuse nel creato, mirabile dono della Provvidenza divina per l’intera umanità».

Italo Carrarini

 

 

 

 

 

 

ULTREIA, QUESTO E’ IL CAMMINO

Ti racconterò la vera storia di un viaggio vissuto sulle ali della voce della persona che Foto di due personerealmente l’ha fatto, la storia di un uomo che aveva un sogno da realizzare e una meta da raggiungere.

Era fine agosto quando tutto ebbe inizio. Cominciò a raccontarmi che era partito da Irun, una piccola città della Spagna settentrionale. Dopo aver messo lo zaino sulle spalle, concentrò tutta la sua forza e la sua tenacia su quel paio di scarpe che lo avrebbero portato lì dove, ancora prima del suo corpo, era arrivata la sua immaginazione: Santiago de Compostela.  Rimasi sorpresa quando mi disse che quel viaggio durò circa un mese e che tutto fu fatto esclusivamente a piedi. 850 km circa vissuti sulle proprie gambe, sulla propria mente, un percorso vissuto passo dopo passo, momento dopo momento, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Ciò che più di tutto catturò la mia attenzione fu quando mi accorsi che, di quell’esperienza, descriveva se stesso in relazione all’immenso che aveva trovato, scoperto e conosciuto intorno a sé. Aveva scelto di vivere l’emozione del “ el camino del Norte” quello della costa Atlantica. Mi disse che era il percorso più difficile e impervio, fatto di continui sali e scendi, di strade sconnesse, di colline che precipitano in mare, di pascoli, di viottoli infangati durante le lunghe giornate di pioggia, e che quando li attraversava il piede gli sembrava risucchiato dalla terra. Sentieri di campagna pieni di pozzanghere dove si specchiava quel cielo plumbeo quasi a ricordargli l’imminente arrivo di un’altra pioggia che regalava alla vegetazione un color verde vivo.  Lungo la costa, mi spiegava che il tempo era instabile. Durante l’arco della giornata si poteva passare dal sole al vento fresco e alla pioggia. Era in questi casi che bisognava trovare la forza dentro di sé perché, e non mancava mai di ricordarmelo, il cammino era anche questo: vivere a stretto contatto con il creato, sentire sul viso la pioggia che cade o il vento che ti taglia la pelle o il sole che ti brucia il viso. Mi raccontò che rimase affascinato e rapito dal senso d’infinito che gli provocò l’oceano Atlantico. Quell’enorme massa di acquaFoto Oceano Atlantico dall’orizzonte quasi impercettibile gli sembrava un gigante che, quando voleva far sentire la sua presenza, sprigionava dall’acqua con la potenza del vento, una tale forza che sembrava risucchiare la costa nel suo profondo mistero per poi riapparire e scomparire di nuovo. La presenza dell’oceano fu una costante del suo cammino come un compagno di viaggio che aumenta il passo, lo perdi, per poi ritrovarlo al tuo fianco quando meno te lo aspetti. Mi parlò di quei visi che incontrò lungo il suo percorso, facce estranee che diventavano, qualche chilometro più avanti, visi familiari, gente di etnie diverse, voci incomprensibili miste a suoni familiari. Tutto il mondo era lì con lui, stesso zaino, stesso abbigliamento, stesso entusiasmo, medesima difficoltà, stesso passo e stessa voglia di arrivare, tutti con lo sguardo verso la medesima direzione. Gente mai vista prima che raccontava, a suon di passi, frammenti di vita personale senza un particolare motivo ma solo per il gusto Foto Oceano atlantico spiaggiadi cercare un dialogo o un contatto nuovo. “Ultreia”! Era questa la parola che risuonava sulla bocca dei pellegrini che ogni giorno percorrevano il cammino. Mi spiegò che era una sorta d’incoraggiamento ad andare avanti, a non mollare, perché nonostante il cammino fosse allegria, condivisione, spensieratezza, l’attimo di sconforto era sempre dietro l’angolo come la voglia di voltarsi indietro e mollare il tutto.  Mi spiegò che era partito con un piccolo gruppo di amici e che durante il cammino nonostante ci fossero persone familiari spesso, gli capitava di cercare compagnia nel silenzio dei suoi passi. In quei momenti cosi profondi, aggiunse, trovò il tempo di stare in compagnia di se stesso e con la sua coscienza, tempo che, nella vita frenetica, forse non avrebbe trovato. Continuò dicendo che ebbe molto tempo per pensare e che mentre il suo corpo andava avanti, la sua mente sbatteva contro il suo passato. Pensava ai suoi trascorsi, alla sua famiglia, alle persone che lo stavano aspettando e a quelle che la morte aveva strappato alla vita, ai cari amici di una vita e a quelli che pensava fossero fratelli di vita ma che in realtà lo avevano deluso. Durante quegli interminabili ma utili silenzi, insieme al corpo viaggiava la sua mente e, passo dopo passo, analizzò tutto il suo passato e dalle parole non dette capii che ciò che emerse da quei silenzi era custodito nel suo cuore. Mi venne naturale chiedergli dove cercava riparo la notte, doveFoto due persone metteva a riposo quel corpo segnato da ore e ore di cammino o se aveva mai provato a far del cielo stellato la sua coperta. Sorrise alla mia domanda come se volesse farmi capire che dormire all’aperto fosse più avventura per giovani.  Mi raccontò che lungo il cammino fu possibile trovare facilmente ristoro presso hotel o affittacamere e che il tutto fosse a portata di viaggiatore. Aggiunse che svegliarsi tutte le mattine in zone diverse rendeva il tutto ancora più affascinante e, dei crampi della giornata vissuta, le vesciche dovute alle ore di cammino facevano già parte del giorno passato e veder nascere e tramontare il sole in zone differenti erano come vivere un cinema all’aperto. Mi descrisse poi un particolare affascinate, la sensazione di stupore nell’uscire fuori dalla solita routine di suoni e odori, attraversando per la prima volta un bosco di eucalipto. Un odore fresco, pungente, penetrante, che distraeva la mente e la scoperta dell’esistenza di fiori nuovi dai colori e forme curiose e incantevoli. Continuò a raccontarmi che l’impatto con le grandi città incontrate lungo il cammino fu notevole, e che poiché aveva abituato gli occhi a un certo tipo di paesaggio solitario e silenzioso, la vista di Bilbao e Gijon gli procurò un senso d’incantevole e ipnotico disorientamento. Le imponenti opere monumentali e la cura dei dettagli e i tanti fiori che ornavano le città furono un meraviglioso quadro da appendere nel giardino dei ricordi. A un certo punto gli sorrise il cuore quando mi raccontò che tutto quello che mi stava elencando: ogni millimetro del cammino, ogni ostacolo incontrato, ogni goccia di pioggia caduta, ogni alba di un nuovo giorno, l’inizio e la fine del cammino lo aveva vissuto insieme ad una persona speciale, un fratello di camminate ancor prima del viaggio, In cammino sul sentieroun uomo, un gigante nell’animo e nella forza, un invidiabile cittadino del mondo che alla soglia degli ottanta anni non ebbe un momento di esitazione quando gli propose quest’avventura. La sua costanza, la sua testardaggine, la sua energia, mi disse, contribuì a rendere il viaggio ancora più affascinante e rese il suo animo ancora più deciso e forte nel voler portare a termine questa faticosa ma pur unica esperienza. Mi mostrò alcune loro foto. I loro sorrisi erano visibilmente stanchi, segnati dalla fatica ma i loro occhi vivi e fieri. Gli chiesi quale sensazione attraversò il suo corpo quando cominciò a vedere il profilo della maestosa Cattedrale con le sue due torri che s’innalzavano nel cielo e quell’immensa piazza simbolo dell’arrivo di ogni pellegrino. Mi rispose che la meta non fu quasi mai un pensiero ricorrente ma che venne a galla solo quando era ormai alle porte. Non mi seppe spiegare del tutto quale emozione provò in quel momento forse perché non si trattava di una sola emozione ma di una valanga di sensazioni che lo travolsero a tal punto da non saperne dare una forma dettagliata. Posso immaginare quali potevano essere: stupore, meraviglia, incanto, liberazione, stanchezza, confusione soddisfazione, ammirazione, conoscenza, amore. Avrei voluto chiedergli tante cose ma lui mi disse - “questo è un viaggio che ti arricchisce la vita e la mente, non è un cammino per pochi ma è per tutti. Alcune cose non si possono spiegare, sarà una frase fatta dal sapore scontato ma è la verità…il cammino, questo cammino, va vissuto con i piedi per terra, tu potrai far tesoro e cavalcare le mie emozioni ma non c’è nulla di più vero di una emozione vissuta a pieno sulla propria pelle”-.

Dedico queste pagine a Salvatore De Angelis e a Urbano Moreschini, per me due Giganti del coraggio e della forza, due esempi da seguire! Grazie Sasà che mi hai permesso di viaggiare con la mente attraversando le tue emozioni.

Debora D’Errico

 

 

 

 

 

Ottobre2017 017

 

 

 

 

 

Ottobre2017 019

Ottobre2017 020

Ottobre2017 021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CASSINI ED IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Questa è una storia che comincia negli anni ‘80 quando si progetta la missione Cassini, la sonda interplanetaria per l’esplorazione di Saturno, che termina il suo programma il 15/09/2017 allorché la sonda si lascia cadere sul gigante gassoso.

Chi è Cassini?

Giovanni Domenico Cassini (1625-1712) è stato un matematico, astronomo, ingegnere, medico e biologo italiano. Egli ha scoperto 4 satelliti di Saturno: Giapeto, Rea, Dione e Teti. Scoprì inoltre la “Divisione di Cassini” negli anelli di Saturno (la zona scura), a lui intitolata. Fu inoltre il primo che osservò la rotazione differenziale dell'atmosfera di Giove.

Il gigante Saturno

SaturnoSaturno è il 6° pianeta del sistema solare (la terra è il 3°) partendo dal Sole. E’ il pianeta più massiccio dopo Giove, ed è classificato come gigante gassoso composto da idrogeno ed elio. Il suo nucleo interno è costituito però da silicati e ghiacci solidi, ed è circondato da uno spesso strato di idrogeno metallico. Ha un raggio medio di 120.000 km (10 volte quello della Terra) ed una massa quasi 100 volte quella terrestre. Il nome deriva dal dio della mitologia romana, omologo del dio greco Crono, titano della fertilità e del tempo.

La missione Cassini

Il satellite è stato lanciato con un razzo Titan IV nel 1997, ed ha conquistato l’orbita di Saturno solo nel 2004, dopo 7 anni e 3 miliardi di km. E’ la più grande sonda scientifica inviata per viaggi interplanetari, ed è stato costruito in collaborazione tra le agenzie spaziali NASA, ESA (europea) e ASI (italiana). L’Italia infatti ha realizzato l’antenna di 4 metri con cui la sonda comunica con la terra, lo spettrometro VIMS, il sottosistema di radioscienza RSIS, il radar e lo strumento HASI. Lo studio di Saturno aveva l’obiettivo di ricostruire i processi primari dell’evoluzione di un sistema planetario, e di approfondire la conoscenza della sua composizione e della sua struttura.

Scoperte scientifiche

La sonda Cassini in 13 anni di lavoro (doveva durare solo 4 anni) ha percorso 294 orbite intorno al pianeta ed ha fatto numerose scoperte: i pennacchi di ghiaccio su Encelado, la doppia faccia di Giapeto, i laghi di idrocarburi nella regione artica di Titano, le 62 lune aliene di Saturno, le tempeste primordiali sulla superficie di Saturno (tra cui quella esagonale), le centinaia di anelli intorno a Giove (dischi di rocce e ghiacci) spessi solo qualche km.

Mette inoltre alla prova la relatività generale di Einstein: “un raggio luminoso o un fascio radio viene deflesso e ritardato dal campo gravitazionale di una massa vicina”. Si perfeziona infatti la misura della deflessione prodotta dalla massa solare sui segnali inviati alla terra.

Titano

Cassini ha visto bene Titano (la luna più grande di Saturno), individuando un’atmosfera molto interessante: densa, riducente e prebiotica, cioè adatta allo sviluppo di vita primordiale, come quella avvenuta sulla terra (3 miliardi di anni fa), ma con una temperatura molto più bassa (-200°C). La superficie di Titano è un mondo assurdo, fatto di acqua solida ghiacciata, mentre il metano è allo stato liquido, forma fiumi e mari, e cade come pioggia e neve.

Encelado

La luna Encelado ha anch’essa un fascino particolare, è costituita da crepacci ghiacciati e ripidi promontori, e sfigurata dalla tremenda forza d’attrazione del vicino gigante Saturno, che ha generato profonde fratture del guscio pallido di Encelado. Uno di questo squarci è profondo addirittura 1 km e taglia anche altre strutture morfologiche limitrofe. Cassini ha infine osservato i famosi pennacchi d’acqua espulsi dalla superficie a velocità superiori a 2000 km/h.

E’ incredibile essere riusciti a lanciare la sonda Cassini nel lontano 1997, con una tecnologia molto più primitiva, per un viaggio di 3 miliardi di km ed una missione durata ben 20 anni, ad indagare i principi della formazione del sistema solare e della nascita della vita. E questo è merito anche dell’Italia.

Federico Fratini

 

 

 

 

 

 

IL TOZZOTTO CASTELLANO, UN PRODOTTO UNICO AL MONDO!

Alla scoperta del tozzotto castellano, tra passato e futuro.

Tozzotto CastellanoNon è dolce, non è salato, è un pane che pane non è. Ma che cos’è il Tozzotto Castellano e quando nasce?

Occorre tornare indietro nel tempo, nel 1500 circa, non abbiamo una data precisa ma sappiamo che il tozzotto è uno degli alimenti più antichi prodotti nel nostro territorio.

È un unicum, specialità di Castel Madama, difficile da classificare; non è zuccherino né salato, non è un dolce né un pane, ottimo con salumi e formaggi ma anche con cioccolata. Un cibo antico di cui nessuno rivela la formula segreta, cucinato in diverse varianti seguendo antiche credenze popolari.

Tornando ai giorni nostri, tutto nasce nel 1996/98, quando un gruppo di abitanti di Castel Madama decise di dar vita alla Festa del Tozzotto, a cui parteciparono moltissime persone. Durò tre anni e consisteva in una vera e propria gara, giudicata da una giuria che votava il miglior tozzotto per forma e sapore.

A distanza di anni alcuni di loro, affezionati a questo pane particolare e a tutto ciò che esso rappresenta per il paese, hanno deciso di depositare il marchio del tozzotto castellano presso la camera di commercio di Roma. Da qui nasce l’idea di instituire un’associazione agroalimentare, “Associazione agroalimentare Tozzotto Castellano” che ha come membri alcuni dei protagonisti dell’antica festa del ’98, come gli storici Dino Sisti e Aldo Santolamazza.

Il deposito del marchio è espressione di  un progetto ben più ambizioso; tutelare un prodotto antico ed esportare il tozzotto castellano nel mondo!

All’apparenza il tozzotto sembra essere un pane buono solo cotto e mangiato, quando invece nell’antichità i cibi dovevano essere conservati a lungo, in realtà confrontandosi con persone più esperte gli ingredienti del tozzotto sono tali da rendere il pane buono anche dopo molti giorni, se utilizzato per esempio nelle zuppe.

Chef Massimiliano ValentiPunta di diamante dell’associazione nonché socio fondatore, lo Chef Massimiliano Valenti, vero e proprio artista della cucina italiana.

Da anni utilizza tale alimento nei suoi piatti; da quando arrivato a Castel Madama per amore, affascinato da questo pane ottimo con il dolce ed il salato, ha iniziato a sperimentarlo utilizzandolo nella sua cucina.

Proprio grazie a lui il Tozzotto Castellano sbarca nella Capitale!

Precisamente nel ristorante “La Penna d’Oca” nel cuore pulsante di Roma, a due passi da Piazza del Popolo, un locale raffinato dove Valenti propone  i suoi deliziosi piatti.

Tra questi troviamo il nostro tozzotto, in un piatto che è un mix tra tradizione e cultura di un paese del Lazio, quale Castel Madama e la cucina mediterranea creativa ed innovativa dello Chef Valenti.

“Zuppetta di mare al Tozzotto Castellano” nome del piatto che potete ammirare in foto.

Il sogno, come ci racconta Massimo, uno dei soci, è quello di esportare il tozzotto nel mondo, di portarlo fisicamente in luoghi a noi lontani per far assaporare questo pane rinascimentale e non solo, prepararlo direttamente in loco in costume tipico del tempo!

Un progetto ambizioso che tutti i cittadini di Castel Madama dovrebbero incoraggiare affinchè il sogno diventi realtà!

A tal proposito invito tutti a visitare la pagina Facebook del Tozzotto Castellano per rimanere sempre aggiornati!

Piatto con tozzotto

altro piatto con tozzotto

a cura di Cristina Nonni

 

 

 

 

 

VICOVARO TRA DIALETTO E ANTICHI SAPORI

Finalmente, dopo qualche anno di assenza, Vicovaro ha di nuovo potuto celebrare adeguatamente il prodotto più rinomato ed apprezzato della propria storia gastronomica: il pane.

Benedizione del pane VicovaroGrazie al contributo erogato dalla Regione Lazio (circa 7.000 euro), sabato 23 e domenica 24 settembre scorsi è stata allestita la manifestazione “Tra dialetto ed antichi sapori” che, da una parte ha consentito di rilanciare il tradizionale appuntamento con la Sagra del pane, dall’altra ha permesso anche di mettere in piedi una serie di altre iniziative collaterali, con il comune obiettivo di valorizzare la memoria e tenere vive le tradizioni.

Si è iniziato sabato mattina con l’inaugurazione di una splendida mostra che le ragazze dell’associazione Cultura Vi.Va con la collaborazione di Caterina Perozzi hanno allestito attingendo materiale fotografico e filmati d’epoca dal ricco fondo dello storico fotografo vicovarese Antonio Perozzi. La mostra, ubicata proprio nel vecchio studio di Antonio, ha avuto un ottimo successo di pubblico e, per garantire a tutti gli interessati la possibilità di visitarla, la sua apertura è stata prorogata di due settimane.

Nel pomeriggio di sabato 23, presso il Museo di Vie e Storie, si è invece tenuto un Mostra fotografica Antonio Perozziinteressante convegno sul progetto di recupero e valorizzazione della Mola Vecchia di San Cosimato, curato dai ragazzi del Gruppo Operativo Ambientale di Vicovaro, ed è stato presentato il libro Natura Vivenda Est contenente le diverse attività di educazione ambientale che il GOPA propone.

Dopo la benedizione della Pagnotta da parte del parroco di Vicovaro, don Benedetto Molinari, la domenica è stata dedicata alla Sagra della Pagnotta vera e propria: in Piazza San Pietro e nelle zone limitrofe sono stati allestiti degli stand  artigianali e gastronomici (il pranzo è stato curato dall’Associazione Antichi Sentieri) e sono stati predisposti dei giochi per i più piccoli.

Nel pomeriggio, invece, presso la sala consiliare di via Roma, le ragazze di Cultura Vi.Va. insieme a Piera Giuliani hanno presentato il secondo atto di “Venete a sintì che ve dicemo”, un’iniziativa di lungo periodo che, tra rigore scientifico e tanta ironia, ha come obiettivo la valorizzazione del dialetto vicovarese. La giornata si è conclusa, infine, con la musica popolare del PopolarEnsemble di Flavio Troiani che ha accompagnato la lettura di testi in dialetto a cura della compagnia “I diversamente giovani”.

Piazza di Vicovaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Bontempi

 

 

 

 

 

 

BRE… VICOVARO

Notizie brevi in ordine sparso raccolte da Roberto Bontempi

OKTOBERFEST in Piazza San Pietro

Grande successo di pubblico per l’OktoberFest, l’evento organizzato per il secondo anno October Fest 2017 Vicovaroconsecutivo dal Kilkenny Irish Pub di Vicovaro, sulla scia della celebre festa teutonica. Venerdì 29 e sabato 30 settembre scorsi, i ragazzi del Kilkenny hanno allestito degli stand gastronomici in piazza San Pietro dove i numerosi visitatori hanno potuto degustare prelibatezze culinarie e brindare con fiumi di birra. Non è mancata ovviamente la musica con due cover band, una di Robbie Williams, l’altra di Vasco Rossi a fare da sottofondo alle due serate e DJ Les Clochard per far ballare i più ritardatari.

 

Giornata del dono in Biblioteca

Teatro Burattini

 

 

Nel pomeriggio di mercoledì 4 ottobre, presso la Biblioteca comunale “Marcantonio Sabellico”, un gruppo di bambini ha allestito un teatrino delle marionette in occasione della Giornata del dono. Per celebrare i valori della solidarietà e della gratuità, è stata rappresentata la storia della Principessa Guerriera, una bambina-farfalla che donerà la propria vita per salvare un amico.

 

 

RIFACIMENTO DI VIA SAN VITO?

Il 6 ottobre scorso il Sindaco di Vicovaro, Fiorenzo De Simone, ha pubblicato un post sulla sua pagina facebook nel quale affermava che, nei prossimi mesi «l’Amministrazione Comunale realizzerà un primo importante intervento di ripristino della sicurezza e delle normali condizioni di percorribilità di Via S. Vito». La Regione Lazio ha infatti affidato la progettazione, l’affidamento e la direzione dei lavori all’ASTRAL che ne ha dato comunicazione all’Ente. Le dimensioni di questo primo intervento saranno precisate in seguito ma, afferma il Sindaco, esso «dovrà riguardare innanzitutto la parte più compromessa e pericolosa della strada».

«L’Amministrazione Comunale – conclude De Simone – ha già chiesto ad ACEA di pianificare e realizzare, in tempi brevi, i necessari interventi sulla rete idrica e fognaria».

Dunque sembra che presto, una delle arterie stradali più importanti ma anche più disastrate di Vicovaro, tornerà ad essere quello che merita.

 

INAUGURAZIONE NUOVO ANNO ACCADEMICO UNITRE

Con la performance teatrale della professoressa Ilaria Morini sulle Donne Viaggiatrici tra ‘700 ed ‘800, frutto della collaborazione con la LUIG di Tivoli, è stato inaugurato sabato 21 ottobre scorso presso il Teatro Comunale di Mandela, il dodicesimo anno accademico dell’Università delle Tre Età di Vicovaro. Gli interessati troveranno tutte le informazioni relative ai corsi attivati sul sito internet unitrevicovaro.it e sulla pagina facebook dell’Unitre.

a cura di Roberto Bontempi

 

 

 

 

 

ARVAS…VOLONTARI IN PRIMA LINEA…

Logo ArvasL’Arvas, Associazione Nazionale Volontari Assistenza Sanitaria, nasce qualche anno fa in maniera del tutto casuale al solo  scopo di fare del bene ed aiutare gli ammalati in ospedale. Molte sono le persone a farne parte. Questa forma di volontariato, oltre ad offrire un sostegno morale ai degenti offre anche un aiuto pratico per quanto riguarda la somministrazione dei pasti. E, come quotidianamente accade presso altre numerose strutture, questo accade anche presso l’Ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli. Molti sono infatti i volontari che, tutti i giorni, compresa la sottoscritta, si recano presso vari reparti dell’ospedale di Tivoli per dare un aiuto a chi soffre, ritagliandosi un piccolo scampolo di tempo tra i mille impegni della propria quotidianità. Sembra una cosa molto semplice, ma i realtà è un servizio molto importante per tutti coloro che si trovano ricoverati, siano essi i condizioni più o meno gravi. In effetti a svolgere questo servizio ci si imbatte in situazioni della più svariata particolarità; alcuni pazienti infatti sono in condizioni di estrema solitudine e abbandono, da tempo non parlano con un parente perché nessuno li viene a cercare oltre al fatto che sia già molto difficile stare nella condizione di malato che logicamente implica una situazione di tristezza e preoccupazione. Ed è proprio a questo punto che entra in gioco la figura del volontario che, senza percepire stipendio, ma per una pura scelta di cuore ed altruismo, si reca presso i più deboli per portare  oltre ad un aiuto pratico e logistico anche affetto, amicizia e vicinanza. E lo fa senza sentire il peso dello stress di chi invece lo fa per lavoro e per percepire uno stipendio. Il volontario dell’Arvas si presta “in toto” nello svolgimento delle proprie mansioni e offre veramente tanto; quel tanto che dà però non è mai tanto grande come quello che riceve. Non c’è infatti paga o salario migliore del sorriso di una persona anziana e bisognosa di cure, delle mai strette intorno ala tua che ti chiedono aiuto e sostegno, di quel grazie che ti riempie il cuore e l’animo. Perché si sa, non esiste medicina che tenga…una carezza cura più di mille pillole messe insieme, perché spesso le ferite dell’anima sono molto più profonde di quelle del corpo…

Arvas1

Valentina Torella

 

 

 

 

 

 

CONGRESSO NAZIONALE DI NEFROLOGIA

Nefrologia e Dialisi del Centro  di Terapia Fisica  di Tivoli diretto dal  professor  Giorgio Splendiani al Congresso Nazionale della Società Italiana di Nefrologia di Rimini

Prof. Giorgio Splendiani e locandina congresso Nefrologia RiminiSi è tenuto a Rimini dal 4 al 7 ottobre il Congresso Nazionale della Società Italiana di Nefrologia cui ha partecipato attivamente il Servizio di Nefrologia e Dialisi del Centro di Terapia Fisica di Tivoli nella persona del professor Giorgio Splendiani. A spiegare quanto detto al Congresso il professor Splendiani con questa dichiarazione:" I progressi nel campo della dialisi sono stati presentati dal professor Ronco di Vicenza che ha illustrato gli ottimi risultati ottenuti con la DIALISI ADSORBITIVA. Questa tecnica è da alcuni anni adottata dal Servizio di Nefrologia e Dialisi del Centro di Terapia Fisica di Tivoli che ha già presentato in precedenti congressi i favorevoli risultati ottenuti, oltre che nei pazienti uremici, anche nel trattamento di malattie rare. La dialisi tradizionale consiste nell' eliminazione di tossici uremici con la filtrazione del sangue con membrane particolari. Con questo sistema si eliminano tuttavia solo sostanze libere nel sangue e di piccolo peso molecolare. Non possono essere eliminate le sostanze legate alle proteine del sangue o di grosso peso molecolare. Oggi può essere adottata una nuova metodica, chiamata "DIALISI ADSORBITIVA" , che prevede l’eliminazione dei tossici legati alle proteine o di grande peso molecolare non per filtrazione ma per assorbimento facendo passare il plasma su particolari resine. Con questa metodica, adottata tra i primi in Italia presso il Centro di Tivoli, si migliora la qualità di vita dei pazienti, evitando l’insorgenza di malattie croniche, e abbreviando i tempi di dialisi. Ha dato particolare motivo di soddisfazione il riconoscimento che viene ormai provata l’efficienza di una metodica, nuova per altri, ma già da tempo in uso a Tivoli".

Claudia Crocchianti

 

 

 

 

CAV.  ATTILIO TESTA

Gli uomini Insigni, Illustri e Benemeriti nel tempo di Castel Madama cui  è stato intitolato lo stadio di Calcio di Castel Madama.

Attilio Testa e Alessandro MoreschiniA chi mi chiedesse se Attilio Testa sia un cittadino degno di essere inserito nel novero degli uomini illustri, insigni e benemeriti di Castel Madama nel tempo, non esiterei a rispondere più che positivamente.

Premetto che il Testa non ha lasciato opere di indubbio valore letterario quali possono essere state quelle dei vari Attilio Rossi, Giacinto Peralice de Vecchi, Angelo Moreschini, Mariano Moreschini, Domenico Faccenna; opere pittoriche dei vari Ferrazzi o tanto meno titoli onorevoli di rappresentanze della Chiesa, come i vescovi Testa, Ghezzi o Pifferi, ma lascia un mosaico di memoria storica della Comunità castellana non indifferente dei tempi nel quale visse e del materiale prezioso della vita sociale di allora, documentazione molto dettagliata, quasi diarista che il lettore potrà consultare, in parte, nel volume dal titolo “ Vita e storia di Castel Madama”

.Attilio Testa nacque a Castel Madama nel 1908, da una famiglia di contadini Michele e Antonia Ferrazzi. Compì gli studi presso il collegio della Congregazione dei Maristi di Mondovì, dove conseguì il diploma di Maestro elementare nel 1927; dopo aver insegnato per alcuni anni a Genova e a Roma nel 1932, si trasferì definitivamente a Castel Madama essendo stato assunto presso il Comune stesso come Ufficiale di Anagrafe.

 Nelle vesti d’impiegato Comunale, Attilio dimostrò tutta la bravura e la sua capacità di rinnovare i Servizi nel rispetto dei concittadini. Spinto dall’amore per il proprio paese, iniziò, da buona penna che era, a scrivere fatti e avvenimenti di Castel Madama sul quotidiano “ Il Messaggero” e successivamente sul “Tempo”; nel contempo cercò, con spirito di servizio, dote che lo accompagnerà per tutta la vita, di attivare iniziative di aggregazione tra i cittadini per quanto riguardava lo sport, eventi culturali e ambientali di vario genere sino allora pressoché inesistenti, rubando a volte  tempo e spazio alla diletta moglie con la  quale si era congiunto in matrimonio e a suoi  due  figli  Maurizio ed Isabella.

Istituendo l’Associazione Pro loco insieme ad altri dopo gli anni cinquanta, divenne un puntoAttilio Testa nella sede della Pro Loco di riferimento per i giovani e gli anziani. Rianimò le tradizioni popolari; rivitalizzò l’interesse dei giovani per il teatro, si prodigò per le ristampe di opere di castellani non conosciute, per il recupero dei reperti archeologici sparsi sul territorio. Organizzò spesso corsi e mostre di pittura, di fotografia, di ceramica.  Si preoccupò dell’assetto urbano facendo ogni anno, concorsi per l’abbellimento del paese, come quello dei “ balconi fioriti”- Attilio Testa, a differenza dei suddetti benemeriti è forse l’unico che ha avuto contatto diretto con la gente e colui che ha creato un rapporto viscerale con tutti i cittadini di Castel Madama giovani, grandi e anziani-

Una delle perle da lui concepite, nell’ambito della Pro loco, è stata la “Sagra della Pera Spadona”, una manifestazione popolare che aveva per oggetto uno dei frutti più coltivati a Castel Madama, creando tra i contadini una contesa accesa che si concludeva con una mostra delle pere più belle sulla piazza principale del paese alla presenza di autorità locali, regionali e nazionali trai quali Giulio Andreotti-

Un’altra iniziativa fu quella di coinvolgere i ragazzi attraverso il gioco del calcio indicendo tornei e partite anche fuori dal territorio sollecitando amministratori o proprietari di terreni a mettere a disposizione spazi idonei non avendo la Comunità uno stadio.

Sempre attraverso l’Associazione Pro loco si occupò di mantenere sempre vive e più partecipate le manifestazioni religiose, in sintonia con le autorità civili e religiose quali le processioni del Venerdì Santo, le Feste del Santo Patrono, la Festa di San Sebastiano con i giochi ludici come il Palo della Cuccagna, le corse con i Cavalli a S. Antonio e altre manifestazioni storiche compreso  la Rievocazione  di Madama Margarita d’Austria con il relativo Palio e il Gemellaggio con la città di Oudenaarde.

Posso assicurare che Attilio Testa, con il quale ho avuto anche qualche incomprensione, agiva sempre in buona fede, senza alcun interesse economico e soprattutto per  quel bene comune che oggi sinceramente è difficile trovarne traccia. Un pregio non di poco conto.

Sono stato anch’io Presidente e Commissario della Pro loco  e so quanto sia difficile svolgere tale ruolo perché tutto riesca bene e Attilio, l’ha saputo ben fare per moltissimi anni coinvolgendo tutta la cittadinanza compreso quelle persone e quelle fazioni di popolo che non condividevano assolutamente la sua appartenenza al movimento politico di destra che ostentava peraltro soltanto fuori dalla Pro loco e dell’Associazione Sportiva o altre Aggregazioni dove operava.

Sagra della pera Spadona 1989 in Piazza GaribaldiIn un incontro (un pranzo offerto da lui) a Ciciliano, per confermarci il reciproco rispetto e comunanza d’intenti parlando di Pro loco mi confessò (cosa che non faceva mai con nessuno) : “ Io sono anziano e vorrei che di quanto è stato realizzato, in futuro, non si perdesse nulla soprattutto per quanto riguarda la Sagra della pera spadona, le Feste religiose, le tradizioni popolari,la conservazione e la tutela dei reperti archeologici raccolti e il recupero del dialetto da te sollecitato prepotentemente che, per la verità, era stato anche da me, in passato, un tantino messo in disparte”  Fu un incontro pacificatore e soprattutto per me  edificante e di sprone. Attilio aveva una peculiarità e da buon Marista, anche in quell’ occasione, riuscì a  far prenotare più di mille copie il primo libro scritto in dialetto castellano: Cuturuni cuturuni pella Pallatana a tal punto che la Pro loco fu costretta a farne stampare immediatamente altre mille copie.

Non posso chiudere questa memoria sul Cav. Attilio Testa se non ricordassi a tutti i Castellani che al termine di  ogni manifestazione ringraziava uno a uno i  collaboratori per i quali aveva grande rispetto e ammirazioni tra i quali ricordo, uno per tutti, ammirevole uomo  come  Angelo Moreschini (Piccione), pur conservando, dietro l’impeccabile  giacca e cravatta, il suo atteggiamento, rigoroso  ed esigente .

Eccellente figura di castellano benemerito, amico di Renato Lefèvre, di Domenico Faccenna, di Benvenuto Ferrazzi, di Attilio Rossi, al quale l’Amministrazione Comunale ha voluto intitolare, dopo la sua morte avvenuta il 23 giugno 1997, all’età di 89 anni,  lo stadio di Calcio al quale Attilio collaborò personalmente per la sua realizzazione.

Alessandro Moreschini

 

 

 

 

 

 

SEPARAZIONE/DIVORZIO: ESEMPIO DI SITUAZIONE ESISTENZIALE CRITICA

separazioneIl divorzio è uno dei fatti che caratterizza in misura sempre più crescente l’esistenza nella nostra società in rapida e continua evoluzione, e vi è un gran numero di coppie che giungono in terapia per discutere i loro problemi coniugali, che potranno essere risolti oppure si potrebbe rinforzare la decisione di separarsi. Il divorzio può essere suddiviso in tre diversi tipi:

  1. Un primo tipo in cui si protrae a lungo, dove esistono molte indecisioni e tentennamenti, ma alla fine appare inevitabile. La coppia può aver deciso di vivere separatamente almeno una volta e di solito uno dei due partners è più intenzionato dell’altro a divorziare.
  2. Un secondo tipo in cui intervengono delle crisi evolutive, dove la qualità del rapporto si è modificata o laddove l’immagine di se di ciascun partner ha subito cambiamenti. Questo si verifica spesso, quando i figli la sciano la casa e la moglie o il marito acquisiscono un ruolo diverso o un “cambiamento vitale” di natura psicologica o fisiologica che s’accompagna talvolta ad un intervento chirurgico come un’isterectomia o una prostatectomia, che può arrecare degli sconvolgimenti a livello dell’immagine corporea e influenzare così il rapporto di coppia
  3. Infine esiste un terzo tipo in cui nella coppia prevalgono atteggiamenti impulsivi, soprattutto nelle coppie giovani, la cui vita matrimoniale é spesso burrascosa e il rischio di divorzio è molto più elevato.

L’atteggiamento-azione della nostra società orientata alle consulenze matrimoniali e lontana dalla preoccupazione di preparare la coppia ad un eventuale divorzio, non rende sicuramente facile il lavoro di sostegno alla coppia che affronta la separazione. Spesso in terapia l’uno e l’altro  membro cercano di eludere il problema principale tentando di discutere o esprimere il loro desiderio di giustificare la personalità dell’altro partner nell’intento di salvare il matrimonio o dando altre indicazioni o accuse che non hanno alcuna attinenza con la specifica situazione. Ciò che rende difficile una separazione è l’incapacità di comunicare. La presenza, nello stesso spazio (stanza di terapia) del futuro ex coniuge lascia poco spazio alla lucidità mentale minacciata invece da un tumulto di risentimento, sensi di colpa e frustrazioni che tendono all’aggressività. La presenza dei figli in una vita matrimoniale che volge al termine rende, avvolte, ancora più difficile un punto di confronto costruttivo nella coppia.

Coppia che probabilmente non ha preso coscienza della distinzione tra l’essere coppia e l’essere coppia genitoriale, e in fase di separazione si concentra su se stessa allontanando inevitabilmente la possibilità di trovare un accordo/modo per continuare ad essere dei “buoni genitori”.

Senza andare a valutare e descrivere le conseguenze di una separazione “difficile”, vorrei solo portare alla luce i dati Istat pubblicati a novembre 2016: per l'instabilità coniugale, i dati del 2015 risentono degli effetti delle recenti variazioni normative. In particolare l'introduzione del "divorzio breve" fa registrare un consistente aumento del numero di divorzi, che ammontano a 82.469 (+57% sul 2014). Più contenuto è l'aumento delle separazioni, pari a 91.706 (+2,7% rispetto al 2014).

Nel 2015 le separazioni con figli in affido condiviso sono circa l'89% di tutte le separazioni con affido. Soltanto l'8,9% dei figli è affidato esclusivamente alla madre (si tratta dell’unico risultato evidente dell'applicazione della Legge 54/2006 sull'affido condiviso).

Sottolineare questo dato dovrebbe far riflettere sull’importanza di sostenere psicologicamente le famiglie, soprattutto durante il percorso della separazione/divorzio.

Gioia Fabiani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASD CITTÀ DI CASTEL MADAMA 1968

A Castel Madama in piazza Dante, il giorno 08/09/2017 è stata costituita una nuova associazione sportiva dilettantistica, denominata ASD Città di Castel Madama1968.

Questa associazione, senza scopo di lucro, è stato fondata da dei comuni cittadini, tra cui alcuni giocatori.

Ragazzi cresciuti con la favola dell'Invincibile Madama, con la passione per il gioco del calcio e con la voglia di continuare a giocare per il loro paese, dove da 50 anni è presente una prima squadra.

Una storia lunga mezzo secolo, non solo di una società, ma dello stesso paese che rappresenta; 50 anni di storia che vivono ancora oggi nel ricordo delle persone che l'hanno fondata dando inizio a questa bellissima favola, che avrebbe potuto concludersi senza un lieto fine, e di tutte quelle che nel tempo hanno voluto seguire questa avventura dando il loro contributo.

Purtroppo tutte le storie, soprattutto quelle così lunghe, hanno momenti indimenticabilmente belli ed emozionanti ed altri invece che tutti vorremmo dimenticare o meglio ancora non aver proprio vissuto.

Personalmente ricordo con gioia i successi passati e il trofeo più importante raggiunto dal Castel Madama, la Coppa Italia di Promozione, conquistata agli ordini di Mr. Ricci grazie ai gol di Pieroni e Chafer, contro il

Borgo Flora nel 2003; trofeo che ci permise di raggiungere l'Eccelenza, nonostante lo spareggio perso all'Olindo Galli di Tivoli, la categoria più alta raggiunta dal Castel Madama.

Allo stesso tempo non posso dimenticare il lento declino che ci ha portato dall'eccelenza alla terza categoria.

Declino che negli ultimi anni ci ha costretto ad affrontare stagioni allo sbando senza materiali, senza una vera organizzazione alle spalle; talvolta ci siamo ritrovati a non raggiungere gli 11 giocatori in campo, altre a dover tornare con i mezzi pubblici dai campi di calcio romani, perchè più di 7 persone in macchine omologate per 5, non entrano fisicamente.

Credo che, se questa storia è arrivata fino ad oggi, sia soltanto grazie a chi ha avuto il coraggio di scendere in campo nonostante le mille difficoltà, ai pochi dirigenti e accompagnatori, si possono contare sulle dita di una mano e al Gruppo Sisto che ci ha sostenuto in ogni partita, soprattutto in quelle più dure, sia in campo che fuori: su tutte, la partita casalinga contro l'Alba Rossa, contro il Tufello a Roma e nei derby contro la Sanpolese.

Non posso negare che ci sia stata sempre passione da parte di molti, ravvivata anche dal bel campionato di Terza categoria, dove arrivammo secondi e salimmo di categoria, ma poi il buio e dopo 3 anni di salvezze in extremis, o quasi, la passione di tanti è andata scemando soprattutto anche a causa di scelte societarie non condivise.

Noi giocatori in primis, con l'aiuto esterno di "pezzi" della storia Rossoblu, non ci siamo voluti arrendere alla triste realtà di non aver una prima squadra e ci siamo voluti impegnare, anche economicamente, nella costituzione di una nuova ASD.

Abbiamo cosi creato una nuova società con la voglia di riprendere quella che fu una bellissima storia, senza dimenticare gli errori passati e soprattutto composta da "homines novi".

Ragazzi come me, che fino ad oggi hanno fatto soltanto i giocatori, si impegneranno a ricoprire anche le cariche socetarie, per poter smettere di lamentarsi e iniziare a darsi fare.

Credo che l'avvenire sia più importante dell'avvenuto e che ora si può solo ricominciare da capo, cercando di fare del nostro meglio. Uno dei nostri obiettivi, forse il più importante, è quello di far tornare i cittadini di Castel Madama a vedere le partite della propria squadra con orgoglio, entusiasmo e partecipazione, portandando con se i propri figli e dandogli la possibilità di sognare, un domani, di poter indossare quella maglia.

Una maglia che non deve rappresentare una semplice ASD, ma l'intero paese unito in una causa comune.

Pertanto, in qualità di presidende, ma soprattutto di giocatore, invito i cittadini di Castel Madama a supportarci durante le partite e a sostenerci economicamente per mantenere viva questa squadra, sentendola sempre più la propria squadra.

Chiunque voglia sostenerci può farlo sia dando un libero contributo che diventando socio.

Sperando di trovare nella cittadinanza di Castel Madama una risposta positiva che ci aiuti ad affrontare al meglio questa stagione e crescere negli anni avvenire per partecipare a campionati di categorie superiori, con l'organizzazione e la passione che il nostro paese merita. Ringrazio tutti coloro che ci hanno sostenuto fino ad oggi e tutti coloro che avvranno la voglia e il piacere di farlo in futuro.

Il presidente: Lorenzo Piselli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ANDREA DORIA SI IMPONE NEL TORNEO CONTRO VOLLEYRÒ E FENICE

Le ragazze guidate da mister Alessandro Di Stefano tornano a casa con tre vittorie nel Andrea Doria attimi del Torneosecondo test stagionale, rispettivamente contro Fenice (serie C) e Volleyrò Casal de Pazzi (Serie B2 e D), andato in scena sabato 30 settembre al Pala Volleyrò Andrea Scozzese

Mancano ormai meno di due settimane al fischio d’inizio del campionato. Un torneo, quello di serie C, in cui l’Andrea Doria farà il suo esordio domenica 15 ottobre a Roma contro il Don Orione.

Nel frattempo, e come di consuetudine in questo periodo, il team guidato da mister Alessandro Di Stefano sta sfruttando al meglio questi ultimi giorni prima dell’avvio del campionato, per mettere alla prova le ragazze con dei test amichevoli di livello.

Dopo la buona prova e la vittoria contro il Marino, sabato è stata la volta del quadrangolare in programma a Roma contro la Fenice (serie C) e le due formazioni giovanili (Under 14 e Under 16 - serie D e serie B2) del Volleyrò Casal de Pazzi, che ha anche ospitato il torneo.

Un ottimo banco di prova in cui mister Di Stefano ha potuto testare tutta la sua rosa potendo valutare la condizione atletica delle singole atlete, e che nei tre incontri vinti ha imposto proprio gioco, dimostrando sicurezza e giusto affiatamento in campo.

Le vittorie contro formazioni di livello nelle rispettive categorie, sono un ottimo stimolo per un gruppo in piena evoluzione, e soprattutto, sono un’ottima risposta ai carichi di lavoro di queste prime settimane di preparazione atletica svolta in palestra dal tecnico Andrea D’Offizi.

Il fitto calendario di appuntamenti vedrà le ragazze dell’Andrea Doria impegnate nel doppio confronto casalingo di mercoledì 4 e venerdì 6 ottobre, al Baccelli di Tivoli, contro Roma 7 (Serie C) e Modo Volley de Settesoli (Serie B2). Il fischio di inizio di entrambe le gare è fissato per le 20.

Inoltre, dirigenza e lo staff sono al lavoro anche per organizzare la presentazione della società che si terrà, e a cui invitiamo tutti ad intervenire numerosi, mercoledì 11 ottobre alle 18 presso le Scuderie Estensi di Tivoli.

Questi nel dettaglio risultati degli incontri, svolti al meglio dei due set su tre:

- Volleyrò Casal de Pazzi (serie D) - Fenice Pallavolo (serie C) 0-3

- Volleyrò Casal de Pazzi (serie D) - Andrea Doria Tivoli (serie C) 0-3

- Volleyrò Casal de Pazzi (serie D) - Volleyrò Casal de Pazzi (serie B2) 0-3

- Volleyrò Casal de Pazzi (serie B2) - Fenice Pallavolo (serie C) 2-1

- Volleyrò Casal de Pazzi (serie B2) - Andrea Doria Tivoli (serie C) 1-2

- Fenice Pallavolo (serie C) - Andrea Doria Tivoli (serie C) 1-2

Qui la galleria con tutte le immagini degli incontri:

Torneo - Andrea Doria Tivoli - Fenice - Volleyrò CDP

 

Andrea Doria 1

AndreaDoria2

Mariano Trissati

Area Comunicazione e Stampa

A.S.D. Andrea Doria Tivoli Sez. Pallavolo

www.volleyandreadoria.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PLAY: RIPARTE LA STAGIONE SPORTIVA 2017/2018

Play chiude la passata stagione agonistica portando in alto Castel Madama nella disciplinaPlay locandina del ballo con il primo posto assoluto al Grand Prix del Lazio del 2017 per il settore dei balli di coppia, duo e Synchro su tutte le scuole del Lazio. Buoni i risultati ottenuti anche ai campionati Italiani disputati a Rimini nel mese di luglio dove le ragazze Play hanno passato diverse selezioni qualificandosi ad un passo dalle semifinali. Riparte la nuova stagione 2017/2018 con molta carica e tanti obiettivi da raggiungere. Le prime competizioni saranno disputate nel mese di dicembre ma tutti i ragazzi si stanno già allenando duramente per eguagliare i risultati passati e per migliorare ancora di più. Ma il ballo non è solo competizione e gare, infatti ci sono molti corsi PLAY per bambini o per adulti che sono volti al semplice e puro divertimento, volti al gioco e al benessere psico-fisico, perché il ballo è pur sempre movimento e oltre ad allenare il corpo allena anche la mente.

Ottimi risultati per l’anno appena trascorso non solo per la parte del ballo ma anche per il settore del fitness. Numerose le presenze nei vari corsi proposti da Play, dove la piccola realtà riservata agli amanti del ballo è divenuta in poco tempo punto di traguardo anche per chi ama fare sport ed inseguire i propri obiettivi di benessere fisico e psichico. Zumba, Group Cycling/Spinning, Pilates, Gag, Superjump, Play discipline Total Body functional, la scelta è fra le più varie e innovative del settore, una realtà che soddisfa le esigenze di tutti, dai piccolissimi a tutti gli adulti con corsi adatti a tutte le età e per tutte le esigenze con la scrupolosa volontà di proporre attività motorie certificate e sicure. E Play non si ferma, proponendo per questo anno accademico nuovi corsi e nuovi orari anche di mattina. DISCIPLINE AEREE, un concentrato emozionale di coordinazione, di forza muscolare esplosiva, e di coreografie aeree su cerchio, trapezio e tessuti, il giusto mix fra gli amanti del ballo, della ginnastica, delle attività muscolari e di tonificazione. KANGOOJUMPS, una lezione di salti e divertimento, con scarpe munite di molle per saltare e ammortizzare i movimenti, ottimo per chi presenta problemi articolari o alla schiena. Un connubio fra la vecchia aerobica e il ballo con coreografie adattate alla disciplina e l’Assorbimento dell’80% dell’impatto al suolo. Praticamente come tornare bambini, divertiti e inconsapevoli che durante la lezione il corpo brucia fino a 800 calorie col sorriso.

Ivo Santolamazza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRIMI PASSI DELLA POLISPORTIVA

Polisportiva presentazione defribillatoriLa polisportiva Castel Madama inizia il primo anno di gestione effettiva degli impianti sportivi comunali, in quanto la vittoria del bando avvenuta a dicembre 2016 e ratificata con la convenzione comunale del gennaio 2017 non ci ha permesso di effettuare molti interventi in quanto la stagione sportiva era in corso, se non i più urgenti. Da luglio gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono stati molteplici ed hanno lo scopo di ripristinare una situazione di normalità nelle strutture. Al campo sportivo tra gli interventi principali è stato ripulito a fondo il fosso che divide il campo dalle tribune e con apposito macchinario è stata tagliata l’erba intorno al campo e per tutta la strada (riempite una 50 di bustone d’immondizia). Nelle palestre è stata effettuata una pulizia profonda di entrambi i fondi da gioco e degli spogliatoi con macchinari che igienizzano e sanificano; inoltre la polisportiva ha dotato tutti gli impianti di defibrillatori adeguando le strutture alle ultime normative di legge, rendendo più sicuro per tutti praticare sport. Nel progetto della Polisportiva per Castel Madama oltre a profondi interventi strutturali sugli impianti, siamo solo all’inizio di una lunga serie di opere che eseguiremo per migliorare gli spazi in cui si pratica lo sport, essendo la più grande associazione sportiva e culturale del paese ci siamo posti l’obiettivo di inaugurare una serie di eventi sportivo/culturali. Il primo evento è stato organizzato presso i Collicelli il 23 settembre, ed ha visto la partecipazione di tutte le associazioni che fanno parte della polisportiva (Valeriano Scrocca per la ginnastica, ADGS Castel Madama per la pallavolo, Pro Calcio e gli Sbandieratori), la particolarità rispetto alle feste che venivano organizzate in passato è stato il programma curato da Ilaria Panetta (direttore tecnico della Valeriano Scrocca) in cui sono stati svolti tutti gli sport da tutti gli atleti/e presenti, quindi abbiamo giocato tutti insieme prima a Calcio, poi Pallavolo e ginnastica, per concludere con il sempre emozionante spettacolo degli sbandieratori. Questa è l’idea fondante della Polisportiva, cercare di esaltare le cose che ci uniscono per troppi anni le associazioni di Castel Madama hanno perso troppo tempo nell’esaltare gli argomenti divisivi, dobbiamo invece concentrarci sulle eccellenze che abbiamo, sui risultati che i nostri atleti/e e le nostre squadre portano a casa, sulle presenza di tecnici estremamente qualificati in ogni disciplina della polisportiva che garantiscono il massimo della professionalità per i ragazzi/e che frequentano la palestra e il campo (es. Enzo Cifarelli nella ginnastica e Ivan Guzzo nella pallavolo sono tecnici di caratura nazionale). Su questi temi ci impegniamo con grande decisione, con altrettanta decisione ci impegniamo nel migliorare le strutture in cui i nostri ragazzi/e passano molte ore della loro giornata come previsto dal programma quadriennale di lavori, su cui stiamo ragionando con il comune per ampliare ad altri lavori, che incideranno notevolmente sulla qualità degli spazi. #lapolisportivapercastelmadama è il nostro motto per i prossimi 4 anni! Concludo facendo un augurio di buona stagione a tutte le attività sportive del paese!

Polisportiva Castel Madama Sbandieratori

Polisportiva2

Francesco Santolamazza

  • Fotoblowup
  • Empolum
  • FisioAndreaChicca
  • Dental Gaia
  • Frimm
  • MauroConad
  • Psicoterapeuta
  • Frantoio Vicovaro

Informativa breve sui cookies.
Per offrire una migliore esperienza di navigazione, per avere statistiche sull’uso dei nostri servizi da parte dell'utenza, e per farti visualizzare contenuti pubblicitari in linea con le tue preferenze ed esigenze, questo sito usa cookie anche di terze parti. Chi sceglie di proseguire nella navigazione su www.lapiazzacastelmadama.com oppure di chiudere questo banner o di cliccare al di fuori di esso, esprime il consenso all'uso dei cookie. Per saperne di più o per modificare le tue preferenze sui cookie consulta la nostra Cookie Policy.