"La Piazza" - Anno VII Numero 3 - Marzo  2010

VARIANTE GENERALE E PPE3: LA REGIONE ESPRIME IL SUO PARERE SULL’ART. 13

A maggio 2008 e a luglio 2009 il Comune di Castel Madama invia alla Regione Lazio richiesta di parere ai sensi dell’art. 13 della legge n. 64 del 2 febbraio 1974 (art. 89 DPR 380/01) rispettivamente per la Variante al PRG vigente e per il Piano Particolareggiato PPE3. La Regione ha risposto nell’ordine a giugno 2009 e a dicembre 2009

a cura di Carla Santolamazza


La legge n. 64 dello 02/02/74 entra nel merito dei “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche” e l’articolo 13 in particolare, “Parere delle sezioni a competenza statale degli uffici del Genio Civile sugli strumenti urbanistici” prevede che: “Tutti i comuni nei quali sono applicabili le norme di cui al titolo II (Norme per le costruzioni in zone sismiche) della presente legge e quelli di cui al prece- VARIANTE GENERALE E PPE3: LA REGIONE ESPRIME IL SUO PARERE SULL’ART. 13 a cura di Carla Santolamazza A maggio 2008 e a luglio 2009 il Comune di Castel Madama invia alla Regione Lazio richiesta di parere ai sensi dell’art. 13 della legge n. 64 del 2 febbraio 1974 (art. 89 DPR 380/01) rispettivamente per la Variante al PRG vigente e per il Piano Particolareggiato PPE3. La Regione ha risposto nell’ordine a giugno 2009 e a dicembre 2009 dente art. 2, devono richiedere il parere delle sezioni a competenza statale del competente ufficio del genio civile sugli strumenti urbanistici generali e particolareggiati prima della delibera di adozione nonché sulle lottizzazioni convenzionate prima della delibera di approvazione, e loro varianti ai fini della verifica della compatibilità delle rispettive previsioni con le condizioni geomorfologiche del territorio”. L’art. 2 “Abitati da consolidare”, a sua volta prevede: “In tutti i territori comunali o loro parti, nei quali siano intervenuti od intervengano lo Stato o la regione per opere di consolidamento di abitato ai sensi della legge 9-7-1908, n. 445, e successive modificazioni ed integrazioni, nessuna opera e nessun lavoro, salvo quelli di manutenzione ordinaria e di rifinitura, possono essere eseguiti senza la preventiva autorizzazione dell’ufficio tecnico della regione o dell’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti.Le opere di consolidamento, nei casi di urgenza riconosciuta con ordinanza del sindaco, possono eccezionalmente essere intraprese anche prima della predetta autorizzazione, la quale comunque dovrà essere richiesta nel termine di cinque giorni dall’inizio dei lavori”. Esaminiamo le risposte inviate dall’ufficio competente Area Difesa del Suolo della Regione Lazio al Comune.

Parere della Regione ai sensi dell’art. 89 del DPR 380/01 e della D.G.R. 2649/99 sulla Variante generale al PRG:
il 28 maggio del 2008 il Comune richiede il parere sulla compatibilità geomorfologica della Variante Generale. Nel luglio e nel settembre 2008, in seguito a contatti telefonici tra i funzionari della Regione e l’Amministrazione Comunale, vengono richieste una serie di integrazioni che sono inviate nel mese di marzo del 2009. In seguito all’esame di tutta la documentazione presentata, comprese le integrazioni richieste, e valutato che tutti gli elaborati geologici e urbanistici rispettano quanto previsto dalla DGR Lazio 2649/99, l’ufficio competente esprime parere favorevole. Si sottolinea però che, da un sopralluogo effettuato, sono state individuate delle aree che possiedono potenziali situazioni di pericolosità geologica, geomorfologica, idraulica o vegetazionale e che al momento non possono essere dichiarate idonee, ma si potrà riconoscere l’idoneità successivamente, dopo ever effettuato indagini specialistiche e dettagliate per escludere la potenziale pericolosità. Il parere favorevole è accompagnto da 27 prescrizioni a cui il Comune è obbligato ad attenersi e che dovranno essere riportate nella Delibera Comunale di Approvazione e nelle Norme Tecniche Attuative della Variante. Tra le più interessanti: il parere è valido solo per le aree in variante al PRG, come indicato dalla Tavola G8 e non per aree esterne alla variante; le aree ritenute non idonee alla nuova edificazione e o trasformazione urbanistica, per motivi di carattere geologico, geomorfologico, idraulico e vegetazionale, sono quelle perimetrate in rosso (Zona Industriale) dall’ufficio competente sulla Tavola G8 “Carta di Idoneità Territoriale”, presentata con la Relazione Geologica, si potrà richiedere una revisione solo con approfondite indagini geologiche e vegetazionali da concordare con la regione; tutti i piani attuativi dello Strumento Urbanistico Generale e della Variante dovranno ottenere ex-novo il parere di compatibilità geomorfologica/vegetazionale da parte della regione; le altre prescrizioni riguardano prevalentemente indagini da eseguire nei siti in fase di pianificazione attuativa, norme riguardanti le fondazioni ed i movimenti di terra, opere di regimazione delle acque meteoriche, scelta delle specie vegetali compatibili con le aree a cui sono destinate e salvaguardia nelle fasi di cantiere e di movimenti terra dei terreni e della vegetazione esistente, tutela del Fosso di Empiglione e ripristino della vegetazione nei casi di degrado, richiesta all’autorità competente della Valutazione di Impatto Ambientale nelle tipologie di piano in cui sia necessaria.

Parere della Regione ai sensi dell’art. 13 L. 64/74, dell’art. 89 del DPR 380/01, della L.R. 38/99 e della D.G.R. 2649/99 sulla Pianificazione Particolareggiata PPE3 in variante al PRG vigente:
il 31 dicembre del 2009 la Regione Lazio, Area Difesa del Suolo, in seguito alla richiesta (8 luglio 2009) da parte del Comune di Castel Madama, risponde testualmente “La documentazione geologica esaminata non risulta idonea per l’espressione del parere in quanto tutti gli aspetti a carattere geologico sono trattati in modo generale, senza nessun dettaglio sull’area in esame e con parti di relazione appartenenti anche ad altra area. Anche i riferimenti ad un sondaggio eseguito a molta distanza dall’area in esame non può essere considerato idoneo”. La Regione ha richiesto, dunque, un approfondimento di indagine relativamente ad aspetti quali: caratterizzazione geologica di dettaglio dell’area, in particolare nei settori interessati dall’edificazione; costruzione di una carta geologica di dettaglio; studio idrografico e idrogeologico di dettaglio dell’area; studio geomorfologico con attenzione a fenomeni di erosione di vario tipo; costruzione di una carta topografica di dettaglio; analisi di stabilità prima e dopo gli interventi in particolare nei settori interessati all’edificazione; costruzione di una carta dell’idoneità territoriale con gli elementi acquisiti nello studio. Alla luce di quanto letto nei due pareri espressi dalla Regione Lazio ci chiediamo quali saranno ora i tempi per l’approvazione definitiva dei due strumenti urbanistici, visto che saranno necessarie soprattutto per il PPE3 nuove e puntuali indagini geologiche con sondaggi meccanici e rilievi topografici e aereofotagrammetrici e la redazione di carte geologiche e topografiche dettagliate. Il tutto poi dovrà essere sottoposto dinuovo alla Regione e si dovrà attendere il pronunciamento.



 
     
     

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